martedì, 18 Agosto 2026
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Fase 2, posso fare la spesa in un supermercato fuori dal mio Comune?

Dal 4 maggio ci sono novità. Con la fase 2 cambiano anche le regole per gli spostamenti per andare a fare la spesa in un supermercato o in un negozio alimentare fuori dal Comune di residenza. Il decreto del presidente del Consiglio dello scorso 26 aprile, ha introdotto delle modifiche alle rigide norme del lockdown, ma rimangono alcune disposizioni per ridurre il rischio della diffusione del coronavirus, dalla mascherina fino all’autocertificazione.

Continueremo a fare la fila con il carrello della spesa, quindi, ma ci sono novità non di poco conto: vediamo allora cosa si può e cosa non si può fare, con le nostre FAQ.

Posso fare la spesa in un supermercato fuori dal mio Comune? Cosa cambia con la fase 2

Fino al 4 maggio non era possibile andare in un supermercato di un altro Comune, eccetto che per quelle zone di confine in cui il negozio alimentare a pochi passi era effettivamente fuori dal territorio comunale. Ebbene adesso si allentano le maglie: con la fase 2 è possibile recarsi non solo nei punti vendita più vicini a casa, come successo finora, ma è consentito andare nei supermarket che si trovano anche in altri Comuni vicini.

Non è possibile invece uscire dalla propria regione se non per motivi di lavoro, salute e per raggiungere la propria residenza se si è rimasti bloccati per il lockdown lontano da casa. In Toscana un’ordinanza regionale consente di fare acquisti anche fuori dal Comune dove si vive, ma rimanendo dentro la propria provincia.

Autocertificazione, anche per fare la spesa

Resta l’obbligo, in caso di controlli, di compilare l’autocertificazione quando si va a fare la spesa al supermercato, anche fuori dal proprio Comune: con la fase 2 è stato pubblicato un nuovo modulo (qui in pdf e word) aggiornato in base alle ultime disposizioni. Per velocizzare le verifiche è possibile portare con sé il modello stampato e compilato, ma in ogni caso le forze dell’ordine forniscono l’autocertificazione a chi ne è sprovvisto.

Supermercati aperti o chiusi di domenica? Dipende

Niente cambia per quanto riguarda le aperture festive: i supermercati e i negozi alimentari (come gli altri esercizi commerciali che riapriranno dal 18 maggio) possono restare aperti anche di domenica. Sta alle singole catene decidere gli orari e i giorni di apertura. È bene informarsi però sulle ordinanze delle singole Regioni che, in specifici momenti come ad esempio durante i ponti, possono imporre la chiusura dei supermercati o norme più restrittive per la situazione legata ai contagi da coronavirus.

Coronavirus: mascherina al supermercato e le FAQ del Ministero della Salute

Si può quindi andare a fare la spesa in un supermercato fuori dal Comune di residenza, ma rimangono le regole per limitare la diffusione del coronavirus. Nei punti vendita, come in tutti i luoghi chiusi, la mascherina è obbligatoria (eccetto che i bimbi sotto i 6 anni), va poi mantenuta la distanza di sicurezza dalle altre persone di almeno un metro (1,8 metri in Toscana) e gli accessi restano contingentati. Per questo alcune catene stanno testando app salta fila, per prenotare l’ingresso al supermercato.

Il Ministero della Salute ha diffuso inoltre un utile vademecum con i consigli e le regole per fare la spesa in sicurezza:

  • Uscire solo se necessario, anche nella fase 2
    verificare se è possibile fare la spesa online o se è prevista la consegna a domicilio degli acquisti, in modo da limitare gli spostamenti
  • Fare la spesa solo una volta a settimana e solo una persona per famiglia
    Si può accompagnare la moglie fino al supermercato, ma è fortemente raccomandato aspettare fuori, in modo tale che solo un componente del nucleo familiare faccia gli acquisti. Si consiglia poi di fare la spesa una volta a settimana
  • Preparare una lista della spesa
    Può sembrare un consiglio banale, ma non lo è. Serve a velocizzare gli acquisti e a ridurre i tempi di attesa di tutti
  • Mascherina obbligatoria + distanza di sicurezza
    va indossata anche al supermercato, ma va anche rispettata la distanza di sicurezza dagli altri clienti e anche dagli addetti alla vendita
  • Guanti
    fortemente consigliato l’uso di guanti usa e getta dentro i supermercati, in particolare quando si maneggiano alimenti e bevande
  • Pulirsi bene le mani
    Disinfettarsi le mani con i gel igienizzanti messi a disposizione dai supermercati, anche prima e dopo l’uso dei guanti

Sul sito del governo si trovano poi le risposte ai dubbi più comuni (qui le faq sul sito di Palazzo Chigi) sugli spostamenti concessi per la fase 2,  oltre al caso specifico della spesa fuori dal Comune dove si risiede o si ha il domicilio.

Visite mediche, ambulatori e ospedali: come riparte la sanità toscana nella fase 2

L’inizio della fase 2 segna anche il ritorno alla regolare attività sanitaria in Toscana: tra limitazioni all’accesso, nuovi orari e checkup a distanza, ecco cosa cambia per le visite in ambulatorio e in ospedale.

A fissare le regole è l’ordinanza 49 firmata dal presidente della Regione Enrico Rossi. Si comincerà per gradi, fino ad arrivare quanto più vicino possibile al pieno servizio.

Nuovi orari per le visite in ospedali e ambulatori della Toscana

Al primo punto, gli orari: ospedali, ambulatori e presidi sanitari in Toscana saranno aperti per 12 ore al giorno e 6 giorni a settimana. Questo per fare in modo di spalmare l’accesso dei pazienti e limitare che troppi utenti e operatori siano presenti in contemporanea.

Dove fare i test sierologici in Toscana: nuovo elenco dei laboratori privati

Fase 2, le regole per gli ospedali

Negli ospedali resterà la divisione tra i reparti Covid e quelli non Covid, con percorsi e personale dedicato. All’ingresso ci sarà sempre il pre-triage e tutte le procedure di sicurezza per gli accesso agli ospedali.

All’interno degli ospedali e delle altre strutture sanitarie resta obbligatorio l’uso della mascherina e dei dispositivi di protezione individuale. Obbligo che vale anche per tutti i lavoratori della sanità, compresi quelli che lavorano negli uffici se non è possibile garantire la distanza di 1,80 m tra le postazioni di lavoro.

Circa 1.100 nuovi posti letto verranno attivati dalle aziende sanitarie per le cure intermedie. Sommati agli attuali 612, si raggiungerà così l’obiettivo dei 1.700 letti distribuiti sul territorio regionale.

I 250 posti di terapia intensiva realizzati nel corso della pandemia saranno lasciati a disposizione della protezione civile regionale e nazionale.

Visite in ambulatorio: cosa cambia dal 4 maggio in Toscana

Da oggi, 4 maggio, riprenderanno le visite ambulatoriali programmate in Toscana. Oltre a quelle, ripartono gli screening oncologici e i controlli propedeutici alle attività chirurgiche, secondo classi di priorità.

I medici di base e i pediatri potranno fare anche visite telematiche a distanza per i casi in cui lo ritengano possibile. Sempre a distanza, online, potranno anche fare visite di controllo.

Il nuovo protocollo di sicurezza sul lavoro per la fase 2 in Toscana

Le visite che invece richiedono necessariamente la presenza fisica verranno fatte su appuntamenti cadenzati, così da evitare l’affollamento nelle sale di attesa delle Asl.

In caso di ricovero pre-chirurgico, ogni paziente dovrà sottoporsi al test sierologico semi-quantitativo tra i 10 ed i 7 giorni prima. Il giorno stesso dell’operazione, prima del ricovero, verrà effettuato il tampone.

Vietati gli accompagnatori

Per qualsiasi prestazione sanitaria resta il divieto di accesso per gli accompagnatori, tranne che in caso di minori, disabili e persone non autosufficienti. Ricominceranno i prelievi del sangue, ma solo su prenotazione. L’orario di prelievo sarà esteso fino al primo pomeriggio.

La libera professione dei medici – le cosiddette visite intramoenia – sarà autorizzata solo quando il tempo di attesa per le prestazioni ambulatoriali programmate non supererà i 15 giorni (30 giorni per la diagnostica).

Rsa e centri diurni: nuove regole in Toscana dal 4 maggio

Nelle RSA sarà presente un medico della Asl ogni 300 assistiti per seguire gli ospiti in aggiunta al personale della struttura e al medico curante. Sarà inoltre adottato un diario clinico web-based che permetterà di monitorare al meglio lo stato di salute degli ospiti.

I centri diurni per persone con disabilità riapriranno dal 18 maggio, a breve una delibera della Giunta regionale dettaglierà le modalità per la ripresa delle attività.

Viene confermata l’operatività delle USCA, le unità speciali di continuità assistenziale. Infine, tutte le Aziende sanitarie e le Aziende ospedaliero-universitarie toscane contribuiranno al monitoraggio degli indici di controllo della pandemia istituito dal Governo.

Il testo completo dell’ordinanza numero 49 della Regione Toscana è disponibile a questo indirizzo.

Il nuovo protocollo di sicurezza sul lavoro per la fase 2 in Toscana

Mascherina obbligatoria, distanza interpersonale di un metro e ottanta, sanificazioni. L’ordinanza 48 firmata dal presidente della Regione Toscana Enrico Rossi stabilisce il nuovo protocollo di sicurezza sui luoghi di lavoro in vigore da lunedì 4 maggio, giorno di inizio della cosiddetta fase 2 dell’emergenza coronavirus.

Da casa al lavoro, le regole sui mezzi

Prima di tutto, in che modo si deve arrivare al lavoro? Esistono regole di sicurezza da rispettare sui mezzi pubblici, dalla mascherina ai guanti raccomandati. La Regione, tuttavia, continua a raccomandare l’uso dei mezzi privati e individuali, su tutti biciclette e mezzi elettrici quando possibile.

Distanza aumentata a 1,8 metri

La distanza di sicurezza consigliata in Toscana è di 1,8 metri e non di un metro soltanto come previsto dalla normativa nazionale. Una battaglia personale del presidente della Regione Enrico Rossi. “Prendo atto che il governo ha stabilito cose diverse”, spiega Rossi in una nota. “Non voglio assolutamente penalizzare né le imprese né i cittadini della Toscana su una scelta che si riferisce a tutto il territorio nazionale. Resto tuttavia della convinzione che per tutelare la salute propria e degli altri sia meglio mantenere una distanza superiore, di almeno un metro e ottanta. Sulla distanza di un metro sarebbe più appropriato parlare di ‘limite di vicinanza’ come tutti possono facilmente comprendere. Per questo ribadisco il mio invito a mantenere comunque un distanziamento di almeno 1,8 metri”.

Il protocollo per la sicurezza sul lavoro: cosa dice l’ordinanza 48 della Regione Toscana

La mascherina sarà sempre obbligatoria sul posto di lavoro. Non solo: laddove non fosse possibile rispettare il distanziamento interpersonale di 1,8 metri è raccomandato anche l’uso di guanti, occhiali, tute, cuffie, camici e di tutti gli altri dispositivi di protezione individuale previsti dai decreti nazionali.

Fase 2, le regole di sicurezza sul lavoro dal 4 maggio

All’ingresso al lavoro dovrà essere misurata la temperatura corporea di tutti i lavoratori. Dovranno anche essere presenti dispenser di liquido igienizzante per le mani. Gli ambienti di lavoro dovranno essere disinfettati almeno una volta al giorno e a ogni cambio di turno. Si dovrà garantire il maggior ricambio d’aria possibile.

Di tutti questi adempimenti si farà carico il datore di lavoro, che dovrà tenere un registro delle sanificazioni certificato da un’autodichiarazione.

Distanza obbligatoria anche nelle mense aziendali. Almeno un metro, ma è consigliata quella di 1,8 metri. Anche i tavoli dovranno essere sanificati dopo ogni pasto. Si potrà anche mangiare alla scrivania e sul posto di lavoro per evitare assembramenti.

Negozi e uffici aperti al pubblico: il protocollo di sicurezza

Stesse regole per gli esercizi commerciali, che avranno però alcune disposizioni in più per limitare i contatti tra clienti e lavoratori.

Prima di tutto, gli accessi contingentati in base agli spazi disponibili. Se il locale è più piccolo di 40 metri quadrati, potrà entrare un solo cliente alla volta. Anche in questo caso la distanza consigliata è di 1,8 metri, quella minima è di 1 metro. Le stesse misure circa la distanza da mantenere e la sanificazione delle mani valgono anche per i mercati all’aperto.

Dovranno essere installati pannelli di separazione tra gli addetti del negozio e i clienti, dove possibile. All’ingresso devono essere posizionati dispenser di liquido disinfettante per le mani: la sanificazione diventa infatti obbligatoria.

Nei negozi si potrà entrare solo con mascherina che copra bocca e naso. L’accesso è consentito ad una sola persona per nucleo familiare con l’eccezione dei bambini e dei non autosufficienti. I clienti devono provvedere alla pulizia preventiva dei carrelli o dei cestelli che utilizzano.

Lo stesso protocollo di sicurezza si applica per l’accesso agli uffici pubblici e privati e agli studi dei liberi professionisti.

I datori di lavoro dovranno obbligatoriamente redigere un protocollo di sicurezza anti-contagio. Lo si può compilare online sul sito https://servizi.toscana.it/presentazioneFormulari, entro il 6 maggio per chi riaprirà subito o comunque entro 30 giorni dalla riapertura. Lo dovranno compilare anche le attività che hanno riaperto già dal 18 aprile.

Il testo completo dell’ordinanza 48

L’ordinanza 48 sostituisce la precedente ordinanza 38 e il nuovo protocollo per la sicurezza sul lavoro sarà in vigore da domani, lunedì 4 maggio 2020, in tutta la Toscana.

Il testo integrale dell’ordinanza 48 in formato pdf può essere scaricato a questo indirizzo.

Coronavirus, il nuovo modulo di autocertificazione per gli spostamenti nella fase 2

C’è un nuovo modulo di autocertificazione per giustificare gli spostamenti durante la fase 2, valido a partire dal 4 maggio 2020: ecco la nuova versione del modello, la quarta dall’inizio dell’emergenza coronavirus, scaricabile in formato pdf o Word.

I motivi per poter compiere degli spostamenti restano gli stessi: comprovate esigenze lavorative, assoluta urgenza, situazione di necessità o motivi di salute.

Una nuova autocertificazione: il modulo valido dal 4 maggio

Quel che cambia è che dal 4 maggio ci si potrà spostare anche al di fuori del proprio comune di residenza, con l’obbligo però di restare all’interno della propria regione. Per questo il ministero dell’interno ha diffuso oggi il nuovo modulo di autocertificazione, valido per gli spostamenti dal 4 maggio.

Si potrà però continuare a usare anche il vecchio modulo, quello aggiornato al 26 marzo, barrando le voci non più attuali, cioè quelle che fanno riferimento a spostamenti in comuni diversi dal proprio che da domani saranno consentiti. Lo precisa il ministero stesso sul suo sito.

Cosa cambia nel nuovo modulo di autocertificazione per gli spostamenti del 4 maggio

L’autocertificazione funzionerà allo stesso modo anche nella fase 2. Chiunque sia trovato in strada, anche a piedi, dal 4 maggio, dovrà poter giustificare il motivo dei suoi spostamenti alle forze dell’ordine.

Per farlo, dovrà presentare l’autocertificazione. Può essere compilata a casa, scaricando il modulo (in formato pdf editabile o Word), oppure potrà essere compilata sul posto, utilizzando i moduli in bianco a disposizione delle forze dell’ordine.

Autocertificazione per spostamenti dal 4 maggio: come si compila

Anche il nuovo modulo di autocertificazione per gli spostamenti durante la fase 2 dell’emergenza coronavirus, dal 4 maggio, andrà compilato con gli stessi darti dei precedenti.

I dati anagrafici – nome, cognome, data e luogo di nascita, residenza, numero di telefono – e l’itinerario del proprio spostamento, dall’indirizzo di partenza a quello di destinazione.

Fase 2 e spostamenti tra Comuni: il 4 maggio si potrà uscire liberamente?

Si dovrà poi indicare il motivo per cui ci si sposta. Le ragioni ammissibili restano quattro:

  • comprovate esigenze lavorative (in questo caso le forze dell’ordine possono anche controllare chiamando il datore di lavoro)
  • assoluta urgenza, per trasferimenti in un Comune diverso
  • situazioni di necessità all’interno del proprio Comune (come fare la spesa)
  • motivi di salute, ad esempio per il ritiro di medicinali in farmacia o per una visita medica

Il nuovo modulo di autocertificazione in formato pdf e Word (versione del 4 maggio)

Ecco i link per scaricare l’utima versione del modulo di autocertificazione per gli spostamenti durante la fase 2 dell’emergenza coronavirus, a partire dal 4 maggio.

  • Il nuovo modello di autocertificazione per gli spostamenti durante la fase 2 dell’emergenza coronavirus, aggiornato al 4 maggio 2020 in formato pdf editabile: scarica qui.
  • Il nuovo modello di autocertificazione per gli spostamenti durante la fase 2 dell’emergenza coronavirus, aggiornato al 4 maggio 2020 in formato docx di Word: scarica qui.
  • Il precedente modello di autocertificazione, versione del 26 marzo, con le voci non più attuali barrate in formato pdf: scarica qui.

Coronavirus, solo 38 nuovi casi in Toscana: il bollettino del 3 maggio

Sono 38 i nuovi casi di positività al coronavirus rilevati nelle ultime ventiquattro ore in Toscana. È il dato più basso registrato dall’8 marzo scorso, ad eccezione del 27 aprile, quando uno dei 13 laboratori di analisi dovette fermarsi. Le ultime notizie dal bollettino di oggi, domenica 3 maggio, sul contagio da coronavirus in Toscana sono dunque incoraggianti.

Coronavirus, ultime notizie dalla Toscana (3 maggio)

L’aumento dei nuovi casi è di appena lo 0,4% rispetto a ieri. Il totale di quelli rilevati dall’inizio dell’epidemia sale dunque a 9.563. Si registrano d’altra parte anche 9 nuovi decessi: 2 uomini e 7 donne con un’età media di 81,6 anni.

Nel complesso, la mappa del contagio vede Firenze come provincia più colpita come dato assoluto, con 3.210 casi complessivi (17 in più rispetto a ieri). Sono 529 a Prato, 644 a Pistoia (4 in più), 1.015 a Massa Carrara (3 in più), 1.304 a Lucca (9 in più), 857 a Pisa (1 in più), 523 a Livorno (2 in più), 648 ad Arezzo, 424 a Siena, 409 a Grosseto (2 in più).

La Toscana resta al 10° posto in Italia come numerosità di casi con circa 256 casi per 100.000 abitanti. La media italiana, aggiornata a ieri, è di circa 347 ogni 100.000 abitanti. Le province con il tasso più alto sono Massa Carrara con 521 casi  ogni 100.000 abitanti, Lucca con 336, Firenze con 317. Livoro è la più bassa con 156.

Le ultime notizie sul coronavirus in Toscana

Le persone in isolamento a casa con sintomi lievi o asintomatiche sono 4.703, 25 in meno rispetto a ieri. Altre 15.502 (meno 140 rispetto a ieri) sono le persone, anch’esse isolate, in sorveglianza attiva perché hanno avuto contatti con persone contagiate (ASL centro 8.943, Nord Ovest 5.692, Sud Est 867).

Ricoveri al minimo, aumentano i guariti

Continua a diminuire il numero dei ricoverati nei posti letto dedicati ai pazienti covid. Sono 625, 12 in meno di ieri. DI questi, 112 sono in terapia intensiva (meno 6 rispetto a ieri). È il punto più basso raggiunto dal 18 di marzo 2020 per i ricoveri totali.

Aumentano intanto i guariti, +2%, per un totale di 3.363, 66 in più rispetto a ieri. Si tratta di 1.284 persone “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione e 2.079 (+66 persone da ieri) dichiarate guarite a tutti gli effetti, le cosiddette guarigioni virali, con doppio tampone negativo.

I 9 nuovi decessi registrati sono così suddivisi per provincia di segnalazione: 6 nella provincia di Firenze, 2 a Massa Carrara, 1 a Lucca. Il totale dei morti dall’inizio dell’epidemia da coronavirus in Toscana è di 872. Così ripartiti: 303 a Firenze 42 a Prato, 74 a Pistoia, 121 a Massa Carrara, 123 a Lucca, 75 a Pisa, 45 a Livorno, 39 ad Arezzo, 26 a Siena, 16 a Grosseto, 8 persone sono decedute sul suolo toscano ma erano residenti fuori regione.

Il tasso grezzo di mortalità (numero di morti sul totale della popolazione residente) vede la Toscana come 12° regione italiana con 23,4 decessi ogni 100.000 abitanti. La media italiana è di 47,6.

Il tasso di mortalità più alto si riscontra a Massa (62,1x 100.000), Lucca (31,7 x 100.000) e Firenze (30,0x 100.000), il più basso a Grosseto (7,2x 100.000).

Per quanto riguarda i tamponi, da ieri ne sono stati eseguiti 2.691 e analizzati 2.958. Il totale dei test eseguiti in Toscana è di 150.914.

 

Bonus partite Iva, a maggio sarà di 1000 euro: confermati i 600 per aprile

Il bonus partite Iva aumenta a 1000 euro: resteranno 600 euro per il mese di aprile (e non saliranno quindi a 800 euro) ma da maggio il bonus per gli autonomi verrà aumentato, a patto di poter dimostrare di aver subito perdite ingenti nel secondo bimestre 2020. Questa l’ipotesi sulla quale il governo sta lavorando in vista dell’approvazione del nuovo “decreto maggio”, attesa nel consiglio dei ministri di mercoledì prossimo.

Partite Iva e autonomi, a maggio si cambia: nuovo bonus da 1000 euro

A marzo erano stati 600 euro. Poi l’ipotesi, esplicitata anche da parte di membri del governo, di aumentarlo a 800 euro. Ora l’idea è quella di portare a 1000 euro il bonus per autonomi e partite Iva di maggio, ma con dei nuovi requisiti: si dovrà infatti poter dimostrare una riduzione di almeno il 33% del reddito nel secondo bimestre 2020 (i mesi di marzo e aprile) rispetto agli stessi mesi del 2019.

Il bonus di aprile per le partite Iva

Intanto arriva la conferma che il bonus del mese di aprile resterà da 600 euro. Sarà confermato per tutti i lavoratori che hanno già ottenuto l’approvazione quello precedente, del mese di marzo, compresi quelli che ancora non hanno ricevuto l’accredito. Sembra quindi sfumata l’ipotesi di aumentare il bonus autonomi e partite Iva a 800 euro già per il mese di aprile. Ma a maggio, come detto, l’importo del bonus dovrebbe salire fino a mille euro.

I nuovi requisiti: perdite nel secondo bimestre 2020

Se prima però il bonus era allargato a tutti gli autonomi con l’unica condizione di avere un reddito complessivo inferiore ai 35 mila euro, con i nuovi requisiti i titolari di partita Iva dovranno poter dimostrare perdite di almeno un terzo (il 33%) del reddito nel secondo bimestre 2020 rispetto a quello 2019.

Coronavirus, il bonus da 600 euro anche ai professionisti

Il bonus è rivolto ai lavoratori autonomi e alle partite Iva iscritti all’Inps ed è esteso anche a tutti i professionisti iscritti alle casse private. In quest’ultimo caso sono le stesse casse (Inarcassa, Cassa forense, Enpam e le altre) a stabilire le modalità di accesso, anche se i requisiti sono gli stessi per tutti.

Un metro di distanza e mascherine: le regole sui bus della Toscana per la fase 2

Un metro di distanza a bordo, mascherine obbligatorie e si può salire solo per comprovate esigenze: queste le regole per l’uso dei bus e di tutti i mezzi del trasporto pubblico su gomma stabiliti dall’ordinanza 47 della Regione Toscana in vista della fase 2 dell’emergenza coronavirus, dal 4 maggio.

Bus, le regole anti coronavirus della Regione Toscana

Da quella data, infatti, riprenderà a circolare un maggior numero di bus in vista del ritorno al lavoro di buona parte dei cittadini. Proprio il lavoro sarà uno dei motivi validi per salire su un mezzo. Lo si potrà fare, infatti, solo per le ormai note situazioni di comprovata necessità, per lavoro, per motivi di salute o per andare a far visita a parenti e congiunti.

È vietato usare le linee di autobus per spostarsi in altre regioni. A meno di comprovate esigenze lavorative, assoluta urgenza o per motivi di salute.

A un metro di distanza anche sul bus

Sui bus e su tutti i mezzi del trasporto locale su gomma si dovrà rispettare la distanza di sicurezza di almeno un metro l’uno dall’altro. È obbligatorio indossare la mascherina. L’utilizzo dei guanti monouso è raccomandato, ma non obbligatorio, così come il lavaggio o la disinfezione delle mani prima e dopo l’uso dei mezzi pubblici. Per questo la Regione raccomanda ai gestori di installare dei dispenser di liquido disinfettante e di guanti monouso a bordo, a disposizione dei passeggeri.

Sono esentati da questi obblighi i bambini sotto i sei anni e le persone con forme di disabilità non compatibili con l’uso continuativo della mascherina.

4 province a contagio zero: la mappa del coronavirus in Toscana

Ci sarà una porta per la salita e una per la discesa, nel caso il bus abbia due porte. Altrimenti, si dovrà aspettare la discesa di tutti i passeggeri alla propria fermata prima di poter salire. Sarà sospesa la vendita dei biglietti a bordo dei mezzi.

Pulizia dei bus obbligatoria ogni giorno

Le aziende del trasporto pubblico dovranno provvedere ogni giorno alla pulizia e alla disinfezione completa del mezzo. La postazione del conducente verrà sanificata a ogni cambio turno.

Gli impianti di climatizzazione dei mezzi dovranno essere tenuti accesi, eliminando la funzione di ricircolo dell’aria. Se le condizioni meteo lo permettano, verranno tenuti aperti anche i finestrini e le botole del tetto per aumentare ulteriormente il ricambio dell’aria all’interno dei mezzi.

Toscana, sì a passeggiate e bicicletta anche lontano da casa tra conviventi

Le aziende si impegneranno anche a intensificare i controlli a bordo e alle fermate per garantire il rispetto delle misure di sicurezza.

Ordinanza 47 della Regione Toscana, il testo

Il testo completo in pdf dell’ordinanza 47 del presidente della Regione Toscana è disponibile a questo indirizzo.

Fase 2, il 4 maggio la riapertura del Parco delle Cascine e degli altri giardini di Firenze

Il Parco delle Cascine e non solo: lunedì 4 maggio, giorno di inizio della cosiddetta fase 2, a Firenze si avrà anche la riapertura di gran parte i suoi giardini e aree verdi. Ogni giorno, dalle 9.30 alle 18.30, si potrà accedere per fare passeggiate, giri in bicicletta e tutta l’attività sportiva o motoria consentita. Obbligatoria la mascherina e il distanziamento sociale. È quanto disposto dall’ordinanza per la fase 2 firmata dal sindaco Dario Nardella.

Firenze, la riapertura delle Cascine e degli altri parchi

Le Cascine, ma non solo: il parco dell’Anconella, quello del Mensola, le aree verdi delle piazze e i giardini di alcune delle ville storiche come Villa Favard, Villa Vogel e Villa Strozzi. Dal 4 maggio Firenze riapre i suoi spazi verdi, una sorta di prova generale per la riapertura totale dei parchi cittadini. A Firenze, parchi e giardini pubblici erano chiusi dallo scorso 16 marzo.

Il Comune ha infatti ideato una roadmap per le aperture successive, previste a partire dall’11 maggio. Cominciando in particolare dai giardini gestiti da associazioni convenzionate con Palazzo Vecchio, che avranno il compito di sorvegliare sul rispetto delle regole.

Sempre dall’11 maggio è prevista la riapertura delle aree cani di Firenze, di nuovo in modo graduale.

Tutto, però, dipenderà dall’esito della prima settimana della fase 2. Da quanto cioè i cittadini saranno rispettosi delle regole di sicurezza. A questo proposito i controlli delle forze dell’ordine verranno rafforzati.

Alle Cascine sì, ma con la mascherina (obbligatoria)

All’interno dei parchi resta l’obbligo di rispettare tutte le misure di sicurezza. Vietata ogni forma di assembramento. La distanza di sicurezza interpersonale è di almeno due metri per chi svolge attività sportiva e di almeno un metro per tutti gli altri.

L’uso della mascherina è obbligatorio. Lo è anche quello dei guanti monouso se si vuole usufruire di panchine, tavoli e altri elementi di arredo nei giardini pubblici. Sulla stessa panchina possono sedersi solo persone appartenenti allo stesso nucleo familiare.

FASE%20%20PARCHI

I genitori con figli minori e le persone non completamente autosufficienti accompagnate sono invitati a utilizzare preferibilmente i parchi, giardini e le aree verdi recintati. Chi invece esce per fare attività fisica o motoria dovrà preferibilmente scegliere parchi, giardini e aree verdi non recintati.

L’accesso ai parchi sarà vietato alle persone sottoposte a quarantena o risultate positive al virus. Vietato anche per chi presenta sintomi da infezione respiratoria e per chi ha febbre maggiore di 37,5° C.

L’amministrazione sconsiglia di uscire per andare nei parchi anche alle persone anziane e a chi soffre di patologie croniche o immunodepressione.

I parchi e i giardini recintati di Firenze saranno aperti sette giorni su sette, dalle 9.30 alle 18.30.

L’elenco – che il Comune stesso definisce “non esaustivo” delle aree verdi che riapriranno dal 4 maggio a Firenze

Quartiere 1, la riapertura del Parco delle Cascine

  • Parco delle Cascine (Q1)
  • Parco Bobolino ( Q1)
  • Passeggio del Viale dei Colli e rampe del Poggi (Q1 e Q3)
  • Piazzale Michelangelo (Q1)
  • Giardini di Piazza D’Azeglio (Q1)
  • Giardini di Piazza Indipendenza (Q1)
  • Giardini di Piazza Demidoff (Q1)
  • Giardini di Piazza Tasso (Q1)
  • Verde decorativo di Piazza S. Spirito (Q1)
  • Giardini di Piazza Puccini (Q1)
  • Giardini Fortezza (Q1)

Dal Mensola ai Lungarni, i parchi del Quartiere 2

  • Parco del Mensola (Q2)
  • Giardino Caponnetto di L.no del Tempio (Q2)
  • Giardini di L.no Colombo e L.no Moro (Q2)
  • Giardini Via Lungo l’Affrico e V.le De Amicis (Q2)
  • Giardini check point (Via Venosta – Via Dalla Chiesa Q2)
  • Giardini di Piazza della Libertà (Q2)
  • Giardini di P.le Donatello (Q2)
  • Giardini di Piazza Savonarola (Q2)

Nel Quartiere 3 si torna all’Anconella

  • Parco Anconella / Albereta (Q3)
  • Parco Viale Tanini (Q3)
  • Parco Pozzolatico (Q3)
  • Parco Bosco di Sorgane (Q3)
  • Giardini di Piazza Francia (Q3)
  • Giardini di Sorgane (Q3)
  • Verde decorativo di Piazza Acciaioli (Q3)

Montagnola e Argingrosso nel Quartiere 4

  • Parco dell’Argingrosso (Q4)
  • Parco di Ugnano (Q4)
  • Giardini di L.no dei Pioppi (Q4)
  • Giardini Argingrosso interni (Q4)
  • Giardini San Bartolo a Cintoia (Q4)
  • Giardino Montagnola (Q4)
  • Giardini Isolotto vecchio (Q4)

Dalle Piagge a Novoli, riaprono i giardini del Quartiere 5

  • Aree Verdi delle Piagge (Q5)
  • Giardini di Piazza I Maggio (Q5)
  • Giardino Forlanini (Q5)
  • Giardini di San Piero a Quaracchi (Q5)
  • Giardini di Piazza Costituzione (Q5)
  • Giardini di Piazza Giorgini (Q5)
  • Giardini di Piazza Tanucci (Q5)

Perla Nera di Liza Marklund. La recensione

Kiona vive a Manihiki, un minuscolo atollo delle Isole Cook, nell’Oceano Pacifico. Con la sua famiglia possiede un allevamento di perle ed ogni giorno si immerge assieme ai suoi fratelli per prendersi cura delle ostriche che racchiudono le preziose sfere nere. La sua vita prosegue tranquilla, nella normalità della routine regolata dalle ripetitive abitudine della popolazione indigena. Un giorno, però succede qualcosa. Qualcosa che cambierà completamente le sue giornate e il suo modo di pensare: un’imbarcazione rimane incagliata nella barriera corallina che circonda l’isola e lo svedese Erik irrompe nella sua vita. Da questo momento in poi l’esistenza di Kiona viene completamente stravolta: si ritroverà inseguita e minacciata, costretta a spostarsi di continente in continente, arriverà a Los Angeles, passando per Londra e Dar es Salaam per finire a Lund, nella Svezia del Sud, per difendere una misteriosa valigetta che Erik teneva nascosta e per scoprire la verità sull’enigmatico svedese. Una volta arrivata in Svezia, Kiona riuscirà, tra
difficoltà e misteri da risolvere, a trovare la cassetta di sicurezza apribile solo con la piccola chiave che si è portata dietro da quel famigerato giorno dell’incontro con Erik. Sarà sufficiente il suo contenuto a dipanare
il mistero?

Liza Marklund, in questo suo ultimo romanzo, affronta il complesso tema dell’appartenenza, domandandosi e facendo riflettere il lettore sull’annoso dubbio: “fino a che punto siamo disposti ad arrivare per proteggere le persone che amiamo?”. L’autrice confeziona il racconto in maniera impeccabile, disegnando una storia intricata ed appassionante, un concentrato di mistero, denaro, violenza e solitudine. Una bellissima caratterizzazione dei personaggi e un’eccellente descrizione delle ambientazioni fa sì che la narrazione sia calda ed avvolgente. Un libro decisamente intrigante, che vi catapulterà al fianco dell’audace Kiona nelle sue peripezie per scoprire la verità sul misterioso svedese.

Perla Nera
di Liza Marklund
Marsilio
19 euro

Non avevo capito niente di Diego De Silva. La recensione

Vincenzo Malinconico vive a Napoli, ha 42 anni e fa l’avvocato. Ha due figli adolescenti con cui non riesce a comunicare e la moglie lo ha appena lasciato per un altro. Condivide lo studio con altri avvocati, ma il lavoro latita e soprattutto non lo appassiona. L’Avvocato Malinconico (mai cognome fu più azzeccato) si reca in tribunale quasi solo per perder tempo e gironzola per la città, a volte perdendosi, si nutre di “Quattro salti in padella” e chiama per nome i suoi pochi mobili Ikea con cui ha un rapporto di amicizia. La
sua monotona routine è profondamente segnata dal dolore per l’amore che ancora prova per sua moglie Nives, e la sua vita non sembra proprio esser pronta a ricevere svolte positive.

Malinconico osserva la vita con estrema ironia mescolata però a profonde riflessioni sulle cose, sulle persone che fanno parte della sua vita e sulla sua esistenza. E proprio quando meno se lo aspetta succedono due cose che gli cambiano completamente la vita, proiettandolo in un turbinio di emozioni e
azioni fino a pochi attimi prima assolutamente impensabili. Alessandra Persiano, bellissima PM che lavora nel tribunale che frequenta Malinconico, si innamora inaspettatamente di lui; ma soprattutto viene designato, suo malgrado, come difensore d’ufficio del camorrista Mimmo ‘o Burzone (Mimmo il Borsone, soprannominato così perché da giovane aveva fatto il rappresentante porta a porta) per difenderlo dall’accusa di omicidio. Malinconico inizierà quindi un percorso di rinascita in campo amoroso, rendendosi conto che il legame con l’ex moglie che lui chiamava amore in realtà non lo era più, e professionale, cimentandosi nell’assurda difesa di Mimmo il camorrista, che lo obbliga a seguire una tesi difensiva
strampalata.

Il libro è decisamente scorrevole, spassoso e divertente. Si ride un sacco e si seguono le riflessioni sulla vita di Malinconico facendole un po’ nostre, tant’è che a libro ultimato sembra davvero di essere vecchi amici del riflessivo e ironico protagonista.

Non avevo capito niente
di Diego De Silva
Einaudi
16 euro