mercoledì, 15 Luglio 2026
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Come funziona il Private Equity

Il private equity rappresenta una componente fondamentale del panorama finanziario moderno, svolgendo un ruolo cruciale nella crescita e nello sviluppo di imprese non quotate in borsa. Questa forma di finanziamento consente agli investitori di acquisire partecipazioni significative in aziende private, con l’obiettivo di migliorarne la gestione, espandere le operazioni e, in ultima analisi, incrementare il loro valore di mercato. Il private equity non si limita a fornire capitali; si distingue per l’approccio attivo nella gestione aziendale, apportando competenze strategiche, operative e gestionali che possono trasformare profondamente l’azienda target.

Cosa si intende per Private Equity

Il private equity rappresenta una forma di finanziamento essenziale per molte imprese, specialmente quelle che aspirano a una crescita significativa o che necessitano di ristrutturazione. Questo termine si riferisce all’investimento di capitali in aziende non quotate in borsa, con l’obiettivo di acquisire partecipazioni azionarie significative, spesso di controllo, per migliorarne la performance e, successivamente, realizzare un ritorno sull’investimento attraverso la vendita delle partecipazioni, generalmente entro un periodo di tre-cinque anni.

Questa modalità di finanziamento si distingue dalle altre opzioni disponibili sul mercato per la sua natura attiva e orientata alla gestione. Gli investitori di private equity non si limitano a fornire capitale; essi apportano anche competenze manageriali, contatti e strategie operative che mirano a creare valore all’interno dell’azienda. Questo è uno degli aspetti che differenzia il private equity da altre forme di investimento, come ad esempio i prestiti bancari o il venture capital. Mentre i prestiti bancari si concentrano sul fornire liquidità a fronte di un tasso di interesse, e il venture capital è spesso rivolto a startup o aziende in fase iniziale, il private equity si concentra su aziende già consolidate ma che presentano un potenziale inespresso.

Il processo di investimento inizia con la raccolta di fondi da parte di società di private equity, che provengono da investitori istituzionali come fondi pensione, compagnie di assicurazione, o individui con un elevato patrimonio netto. Questi fondi vengono poi utilizzati per acquistare partecipazioni in aziende target. L’operazione può avvenire tramite un buyout, dove l’intera azienda o una parte significativa di essa viene acquisita, o attraverso una crescita del capitale, fornendo fondi per espandere l’attività dell’azienda target.

Una volta acquisita una partecipazione, il team di gestione del private equity lavora a stretto contatto con l’azienda per implementare strategie volte a migliorare l’efficienza operativa, ottimizzare la struttura del capitale, espandere la presenza sul mercato, o introdurre innovazioni nei prodotti e nei processi. Il successo di queste strategie è misurato in termini di incremento del valore aziendale, che si riflette poi in un aumento del valore della partecipazione.

Il ritorno sull’investimento avviene solitamente attraverso la vendita delle partecipazioni, che può avvenire tramite una vendita diretta a un’altra società (trade sale), una vendita a un altro fondo di private equity, o attraverso un’offerta pubblica iniziale (IPO). In ogni caso, l’obiettivo è realizzare un rendimento significativo per gli investitori, giustificando così i rischi assunti durante l’investimento.

Vantaggi per le imprese

Il finanziamento tramite private equity offre una serie di vantaggi significativi per le imprese, rendendolo una scelta attraente per quelle aziende che cercano non solo capitali, ma anche un supporto strategico per la loro crescita e sviluppo. Uno dei principali benefici di questa forma di finanziamento è l’accesso a capitali significativi senza dover ricorrere all’indebitamento. A differenza dei prestiti bancari o delle obbligazioni, che comportano il pagamento di interessi e il rischio di insolvenza, il private equity consente alle imprese di ottenere i fondi necessari senza gravare sul proprio bilancio con nuovi debiti. Ciò è particolarmente utile per le aziende che desiderano espandersi rapidamente o intraprendere grandi progetti di investimento senza compromettere la loro stabilità finanziaria.

Un altro vantaggio cruciale è il supporto manageriale e strategico che i fondi di private equity portano all’impresa. Gli investitori di private equity non sono semplici fornitori di capitali; essi sono partner attivi che apportano competenze manageriali, esperienza industriale e una rete di contatti preziosa. Questo contributo può essere determinante per migliorare l’efficienza operativa, ottimizzare la struttura aziendale, implementare nuove tecnologie e strategie di mercato, o guidare l’azienda attraverso processi complessi di ristrutturazione. In molti casi, i fondi di private equity mettono a disposizione manager esperti per affiancare il team esistente, contribuendo a potenziare le capacità interne dell’azienda e a raggiungere obiettivi ambiziosi.

Inoltre, il private equity può facilitare l’accesso a nuovi mercati e opportunità di espansione internazionale. Grazie alla vasta rete di relazioni e alla conoscenza del mercato globale, gli investitori di private equity possono aiutare le imprese a entrare in nuovi mercati geografici, identificare potenziali acquisizioni strategiche e costruire partnership che altrimenti sarebbero difficili da ottenere. Questo approccio proattivo non solo favorisce la crescita, ma aiuta anche l’impresa a diversificare le sue fonti di ricavo e a ridurre i rischi associati alla dipendenza da un singolo mercato.

Un ulteriore beneficio del private equity è la possibilità di allineare gli interessi tra investitori e manager aziendali. Gli accordi di private equity spesso includono incentivi basati sulle performance, come la partecipazione agli utili o quote azionarie per il management. Questo crea una convergenza di obiettivi tra investitori e dirigenti, motivando entrambi a lavorare per massimizzare il valore dell’azienda. L’allineamento degli interessi è essenziale per assicurare che le decisioni strategiche siano prese con una prospettiva a lungo termine, focalizzata sulla crescita sostenibile e sul successo dell’azienda.

Infine, il private equity può offrire una maggiore flessibilità rispetto ad altre forme di finanziamento. Gli investitori sono spesso disposti ad adattarsi alle esigenze specifiche dell’azienda, fornendo capitale in diverse tranches o strutturando gli investimenti in modo da supportare al meglio le strategie aziendali. Questa flessibilità consente alle imprese di pianificare con più precisione le loro attività finanziarie e operative, senza dover rispettare i rigidi vincoli imposti da altre forme di finanziamento.

Quali sono le macchine del caffè più vendute

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Scopriamo le macchine da caffè più in voga del momento. Valutando le caratteristiche dei modelli di punta sveliamo quali hanno conquistato l’interesse dei consumatori considerando le soluzioni automatiche, preferite di gran lunga per i costi bassi, la facilità d’uso e il minimo ingombro, e le più costose proposte manuali, ideali per un caffè di ultima generazione dal chicco alla tazza.

L’evoluzione tecnologica a garanzia di un caffè casalingo di qualità

Quello del caffè è un rito che si consuma sempre più spesso fra le mura di casa. Pausa fra le più rigeneranti, di cui godere a orari diversi nell’arco della giornata, quella dedicata al caffè è diventata un autentico must da condividere con famigliari e amici, ma da vivere anche da soli, comodamente seduti in salotto, in giardino, davanti alla TV o in compagnia di un buon libro.

A farci preferire il caffè casalingo è l’evoluzione tecnologica che ha coinvolto il settore delle macchinette per il caffè, che oggi offrono bevande di una qualità talvolta superiore a quella proposta al tavolino del bar.

Discendenti di ultima generazione della tradizionale Moka, le macchine per il caffè sono presenti in commercio in svariate soluzioni a scelta fra manuali e automatiche con cialde o capsule, semi-professionali e professionali, da utilizzarsi agevolmente a casa.

L’ampia gamma di opzioni: scopriamo le top di gamma che hanno conquistato l’interesse dei consumatori

Fra le soluzioni più apprezzate dai consumatori, in grado di portare l’esperienza del bar direttamente a casa, non resta che valutare modelli e tipologie, fasce di prezzo, caratteristiche, esempi come quelli proposti su www.dolce-gusto.it/macchine-e-accessori, per poi rapportare il tutto alle singole esigenze e necessità.

In testa alla classifica di vendita delle proposte di utilizzo casalingo troviamo sicuramente le macchine automatiche in capsule e cialde, semplici e decisamente economiche, seguite dalle soluzioni automatiche in grani o chicchi. Per chi non bada a spese non mancano i modelli delle manuali semi-professionali dai costi più elevati e dall’ingombro non sempre esiguo, perfette per le cucine di medie e grandi dimensioni e i palati sopraffini.

·       Mini Me grigia e nera Krups

Giocosa fuori e seria dentro, la macchinetta automatica in capsule Mini Me Krups Dolce Gusto unisce la tecnica avanzata e le elevate prestazioni professionali al design di tendenza, offrendo una ricca gamma di bevande di qualità a casa come al bar.

Disponibile a un prezzo decisamente basso, la Mini Me vanta dimensioni ridotte e compatte con una taglia pari a 240 x 160 x 310 mm, e un peso di 2,4 kg, misure che consentono di trovare facilmente posto in qualsiasi angolo della cucina. Dotata di un sistema ad alta pressione garantisce la preparazione di un caffè denso, accompagnato da un cremoso strato di schiuma.

Pratica e versatile, facile da usare, è amata dai consumatori perché consente di preparare un’ampia varietà di bevande in pochi e semplici passaggi.

Il serbatoio da 0,8 litri, e la struttura amovibile, consentono di pulire e fare manutenzione con estrema facilità.

Compatibile con le capsule NESCAFÉ Dolce Gusto.

·       Genio S Touch Space Grey De’ Longhi

Disponibile nei colori grigio scuro e argento, e arricchita da rifiniture cromate, la macchina da caffè automatica in capsule della De’ Longhi vanta un sofisticato design touchscreen, e una funzionalità all’avanguardia. Figlia dell’alta tecnologia è in vendita a un costo medio, e si sposa perfettamente agli ambienti moderni.

Il controllo completo consente di personalizzare il grado di intensità, così come la temperatura e il formato, per ottenere un espresso decisamente intenso, il tutto in un unico tocco.

A renderlo un modello molto amato sono dettagli quali l’ottimo rapporto qualità/prezzo, così come la facilità d’uso, la funzionalità, la qualità dei materiali, le dimensioni compatte (11,2 x 28,6 x 27,2 cm) per chi ha poco spazio in casa e il peso di complessivi 2,1 kg. Il contenitore dell’acqua vanta una capienza di 0,8 litri. Un piccolo accessorio in plastica a forma di imbuto consente di eseguire un’accurata pulizia.

Compatibile con le capsule NESCAFÉ Dolce Gusto.

·       Gaggia RI8423 – Grangaggia

Fra le soluzioni manuali spicca la Grangaggia semi professionale, dotata di un design ergonomico e di un porta filtro pressurizzato, che consente di preparare un espresso corposo e cremoso, e di montare il latte in un istante per godersi un autentico cappuccino come al bar.

La si può utilizzare con il caffè macinato oppure con le apposite cialde. Il prezzo della macchina non si inserisce nella fascia bassa, ma l’acquisto non è proibitivo.

Perfetta da esporre comodamente sul piano di lavoro della cucina, la Grangaggia vanta dimensioni minime (26,5 x 20 x 29,7) e un peso di 4,5 kg.

E’ compatibile con Tchibo, Senseo, Nespresso, Tassimo.

·       La doppia opzione Lavazza a Modo Mio: Jolie e Tiny Eco

Economiche, semplici, colorate, ma soprattutto efficienti e funzionali, Jolie e Tiny Eco sono le proposte Lavazza più gettonate. Il design compatto le rende estremamente pratiche, con garanzia di minimo ingombro anche negli spazi più esigui.

Di facile utilizzo funzionano con capsule Lavazza A Modo Mio e vantano un prezzo decisamente basso per un rendimento di  elevata qualità.

·       Soluzione manuale casalinga con Sage Barista Express Impress

La macchina manuale di punta nella preparazione del caffè a casa è rappresentata da Sage Barista Express Impress. Per chi desidera prepararsi una tazza di caffè di ultima generazione, e non bada a spese, la soluzione è servita dal chicco alla tazza in meno di un minuto.

La Sage può contare sugli stessi dettagli chiave che contraddistinguono le macchine professionali è, infatti, predisposta per utilizzare la giusta dose di chicchi appena macinati, garantisce un corretto controllo della temperatura e l’ideale pressione dell’acqua.

Dispone di un’ampia gamma di accessori, di un serbatoio con capacità di 2 litri, e vanta un ingombro non particolarmente esagerato, che considera una dimensione pari a 33 x 38 x 41 cm, nonostante si tratti di un modello semi-professionale.

·       Bialetti Gioia

Automatica, compatta ed elegante la Bialetti Gioia, macchina per il caffè in capsule, consente di gustare un caffè di qualità. Dotata di doppio pulsante permette di scegliere fra la preparazione di un espresso o di un americano. Studiata per ridurre gli ingombri si adatta anche ai piccoli spazi.

La macchina funziona con capsule compatibili Bialetti, in alluminio completamente riciclabile, disponibili in una vasta gamma di miscele e aromi per un risultato inconfondibile.

Fruibile in 8 colori diversi, è dotata di un flow meter, che permette di programmare la quantità di caffè desiderata. Facile e comoda da utilizzare, ha un serbatoio di 0,6 litri e una dimensione pari a 93 x 340 x 221 mm.

Interessante il prezzo di acquisto, inserito nella fascia medio-bassa.

Chi è Helen Frankenthaler, protagonista della nuova mostra di Palazzo Strozzi

Le opere di Helen Frankenthaler, una delle più importanti artiste americane del Novecento, saranno al centro della nuova mostra di Palazzo Strozzi, che si aprirà venerdì 27 settembre 2024 a Firenze. In esposizione un’ampia selezione di opere realizzate tra il 1953 e il 2002 a fianco ad alcuni capolavori di suoi contemporanei, come Pollock, Morris e tanti altri. Dopo aver parlato a lungo della figura di Anselm Kiefer, protagonista della precedente mostra allestita in questi stessi spazi, vediamo adesso chi è Helen Frankenthaler e quale impronta ha lasciato nel mondo dell’arte contemporanea.

Come mai è considerata una donna rivoluzionaria nel panorama dell’arte contemporanea?

Una cosa è certa. Helen Frankenthaler è stata un’artista rivoluzionaria nel mondo dell’arte contemporanea. Nata a Manhattan nel 1928 e morta a Darien nel 2011, ha vissuto a New York e nei suoi sobborghi per quasi tutta la sua vita, traendo ispirazione dalla natura piuttosto che della città. La pittrice ha rivestito un ruolo fondamentale nel passaggio dall’Espressionismo astratto, movimento artistico statunitense successivo alla Seconda Guerra Mondiale che consisteva nel far gocciolare, lanciare o macchiare sulle tele il colore in maniera del tutto spontanea, alla cosiddetta Color Field Painting.

In altre parole, Helen Frankenthaler si è distinta nel panorama artistico americano tramite un approccio “senza regole” e libero, esplorando cioè una nuova relazione tra colore e forma grazie alla sua continua ricerca e fervida capacità creativa e di improvvisazione. Negli anni Sessanta sperimentò anche la litografia e, alla metà degli anni Settanta, la xilografia impiegando un vasto repertorio di colori stesi a strati e reinterpretando il metodo tradizionale nell’astrazione.

Helen Frankenthaler, dal movimento della “Color Field Painting” alla tecnica della “soak-stain”

Il movimento della “Color Field Painting” è nato negli Stati Uniti nel dopoguerra e consiste nell’utilizzare grandi tele di canapa coperte interamente da estensioni invariate di colore, che escludono qualsiasi interesse per il segno, la forma o la materia mentre celebrano il potere della pittura e le sue infinite relazioni. Non c’è dubbio che Frankethaler sia stata una delle poche fondatrici di questo movimento, probabilmente la più conosciuta, ma a farne parte vi erano anche artisti come Newman, Rothko e Still.

Il suo stile distintivo era la cosiddetta tecnica della “soak-stain” (letteralmente, “macchia di ammollo”): l’artista lavorava versando infatti direttamente la vernice diluita sulla tela grezza stesa a terra, dipingendo ogni suo lato per creare campi sospesi di colore trasparente, così da fondere tela e tinta e ampliare le possibilità della pittura astratta. Frankenthaler l’ha utilizzata per la prima volta nel 1952 nel suo dipinto Mountains and Sea, esposto quando lei aveva 23 anni e ispirato ad un viaggio in Nuova Scozia. Nonostante all’epoca non abbia riscosso troppo successo, l’artista continuò a lavorare con questa tecnica per tutta la vita, tanto da diventare fonte di ispirazione per altri artisti, come Morris.

Una piccola curiosità: l’unione con Motherwell, esponente dell’Espressionismo astratto

C’è un’ultima notizia che forse potrebbe stuzzicare la curiosità dei futuri visitatori della mostra. Nel 1958 Helen Frankenthaler sposò – dopo una breve relazione di cinque anni con il critico Clement Greenberg che la sostenne sin dall’inizio della sua carriera artistica – Robert Motherwell, importante esponente dell’Espressionismo astratto. Tra i due vi era una differenza di età di 13 anni, ma gli interessi comuni per l’arte e i viaggi li tennero uniti fino al 1971, quando decisero di divorziare. Sappiamo che la coppia non ebbe mai figli ma Frankenthaler divenne, nel periodo di unione tra i due, la seconda madre delle due figlie di Motherwell da un precedente matrimonio.

Helen Frankenthaler a Firenze: la nuova mostra di Palazzo Strozzi

Dopo Anselm Kiefer, Palazzo Strozzi porterà quindi a Firenze – dal 27 settembre 2024 al 26 gennaio 2025 – le opere di un’altra importante figura dell’arte contemporanea: “Helen Frankenthaler: Dipingere senza regole” è il titolo della nuova mostra. L’esposizione è co-organizzata dalla Fondazione Palazzo Strozzi di Firenze e dalla Helen Frankenthaler Foundation di New York ed è a cura di Douglas Dreishpoon, Direttore dell’Helen Frankenthaler Catalogue Raisonné.

I visitatori potranno così scoprire connessioni, influenze e amicizie dell’artista tramite un’ampia selezione di opere realizzate tra il 1953 e il 2002, provenienti dalla Helen Frankenthaler Foundation e in prestito da importanti musei e collezioni private. Questi capolavori saranno messi a confronto con i lavori di artisti a lei contemporanei, alcuni parte dalla sua collezione personale, come Anthony Caro, Morris Louis, Robert Motherwell, Kenneth Noland, Jackson Pollock, Mark Rothko, David Smith e Anne Truitt.

La Fiorentina si gioca l’Europa e Budapest

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Per adesso tre partite e tre pareggi per la Fiorentina di Raffaele Palladino che adesso è obbligata a vincere in trasferta la sfida di ritorno di Conference League contro la Puskas Akademia per accedere alla fase a gironi del torneo. All’andata i viola erano riusciti a rimontare dopo essere andati, nel primo tempo, sotto di due reti, ma il gol nel finale dei ungheresi ha rovinato la festa. Adesso i viola dovranno pensare solo a vincere per continuare il sogno europeo. Si gioca giovedì 29 agosto alle 21.

Le probabili formazioni

Raffaele Palladino dovrà scegliere i migliori per affrontare una squadra che, a Firenze, non ha brillato perché si tratta ad una partita da dentro o fuori. In porta dovrebbe tornare De Gea, dopo aver lasciato spazio a Terracciano in campionato. La difesa a tre potrebbe essere formata da Martinez Quarta, Pongracic e Ranieri, con Dodò e Biraghi sugli esterni e Amrabat-Mandragora al centro del campo. In attacco, alle spalle di Kean, spazio a Colpani e Sottil.

Nella Puskas Akademia il tecnico Hornyak confermerà Pécsi in porta e Nagy in attacco. Il Puskas Akademia è partito fortissimo in campionato, vincendo tutte le partite e confermandosi al primo posto in campionato.

Giorgio e Ginevra Moretti vogliono comprare il Castello di Sammezzano

La lunga vicenda dietro alla vendita del Castello di Sammezzano si arricchisce di un nuovo capitolo: sul capolavoro in stile moresco-orientale che si trova a Leccio (Reggello-Firenze) hanno messo gli occhi l’imprenditore Giorgio Moretti e la figlia Ginevra. La notizia, anticipata da La Nazione, è stata confermata anche dal comitato Save Sammezzano che da anni si batte per il recupero del suggestivo edificio. La trattiva con il curatore fallimentare dura da mesi e ora si intravede uno spiraglio di luce per l’immenso complesso chiuso da decenni e visibile solo durante poche visite aperte al pubblico.

Quanto costa il Castello di Sammezzano? Le trattative per la vendita e il piano dei Moretti

La proposta di concordato per l’acquisto è stata avanzata al curatore fallimentare dalla Smz srl, società amministrata dalla figlia di Giorgio Moretti, Ginevra: la cifra per comprare il Castello di Sammezzano secondo le indiscrezioni si aggirerebbe intorno ai 10-20 milioni di euro. Poi servirebbero altri 80-100 milioni per i lunghi lavori di restauro e recupero, oltre che per demolire le strutture aggiunte lo scorso secolo al castello. Uno dei principali creditori, Mirko Morandi con la sua società Kairos, ha dato la disponibilità di stanziare subito 4 milioni di euro per mettere in sicurezza il castello e il parco circostante, prima che lo stato di abbandono in cui versa l’opera peggiori ulteriormente.

Ancora non è chiaro quali progetti siano in ballo per il suggestivo edificio: forse un hotel, una location per matrimoni ed eventi o un tipo diverso di struttura turistica. Il punto fermo sarebbe quello di garantire comunque la possibilità di visite con l’apertura al pubblico del parco e del piano monumentale del castello. Un’operazione comunque non facile per la trafila burocratica da affrontare. Nel caso di un via libera alla vendita ci vorranno almeno 3 mesi per concludere il passaggio di proprietà del Castello di Sammezzano ai Moretti. E poi ci sono i cantieri che, secondo le prime stime, potrebbero durare 4 anni o più.

Chi sono Giorgio Moretti e Ginevra Moretti

Dietro questa operazione c’è come detto la Smz srl, società guidata da Ginevra Moretti, costituita ad hoc per l’operazione e interamente partecipata dalla HKC Srl, l’holding della famiglia Moretti. Giorgio Moretti, classe 1961, umbro di nascita ma fiorentino d’adozione, non è nuovo ad attività di valorizzazione e tutela del patrimonio artistico fiorentino e ha un lungo curriculum imprenditoriale.

Tra le altre cose, dal 2009 al 2017 ha guidato Quadrifoglio (l’azienda di igiene ambientale di Firenze poi diventata Alia) dando vita nel 2010 alla Fondazione Angeli del Bello, che mette in rete volontari per la cura della città e del suo decoro. Laureato in medicina, nel corso della sua carriera si è occupato di informatica applicata al campo della sanità con il gruppo Dedalus, ma anche di software a supporto dei mercati finanziari, di quello immobiliare e della difesa.

La storia del Castello di Sammezzano

Nel Seicento l’edificio, la cui origine risale a prima dell’anno mille, era una grande fattoria, ma poi nel Diciannovesimo secolo l’eclettico marchese Ferdinando Panciatichi Ximenes d’Aragona lo riprogettò. Tra il 1853 e il 1889 lo tarsformò in uno dei principali esempi di architettura orientalista in Italia. Più di recente il Castello di Sammezzano è stato fino agli ’90 un hotel e un ristorante, oltre a diventare il set cinematografico di molti film, mentre nel 1999 la proprietà è passata alla società italo-inglese Sammezzano Castle che lo ha comprato all’asta. L’obiettivo era realizzare un resort di lusso, progetto che però è naufragato con il fallimento dell’impresa.

Castello Sammezzano interno

Una nuova asta è stata fatta nel 2015, partendo da una base di 20 milioni di euro, ma è andata deserta come anche le successive. L’ultima del 2018 partiva da una cifra di 16,2 milioni di euro. Nel frattempo è stato creato un comitato per il recupero del complesso, il complesso è entrato a far parte dei Luoghi del Cuore del Fai e si sono susseguiti appelli anche per un acquisto da parte dello Stato. In qualche rara occasione il Castello è stato aperto durante Le Giornate di Primavera organizzate dal Fondo Ambiente Italiano registrando in poco tempo il tutto esaurito.

Quando sarà lo switch off tv definitivo per il digitale terrestre

Prima il 2023, poi il 2024 e adesso un grande punto interrogativo sul quando: dopo il cambio delle frequenze, non è ancora chiaro il calendario dello switch off definitivo per l’arrivo del nuovo digitale terrestre Dvb-T2. Una prima data c’è e riguarda la Rai, ma ancora manca una roadmap precisa sul passaggio completo al sistema di trasmissione televisivo che rispetterà il nuovo standard europeo. Per chiarirci le idee e capire quando ci sarà lo switch off tv, ricapitoliamo le varie tappe, perché questa rivoluzione tecnologica nel nostro Paese è avvenuta con passi progressivi.

  1. Tutti i canali (o quasi) in HD
  2. Refarming, cambio di frequenza dei canali
  3. Switch off per i canali tv in SD
  4. Switch off tv definitivo, nuovo digitale terrestre nel 2024 o nel 2025?
  5. La Rai e il passaggio al nuovo digitale terrestre di un Mux

I canali tv sono in HD

Facciamo quindi un passo indietro. Le cose sul piccolo schermo sono iniziate a cambiare l’8 marzo 2022, da quando la stragrande maggioranza dei canali tv del digitale terrestre è stata trasmessa solo in HD, ossia in alta definizione grazie alla codifica MPEG-4: si tratta di un passo preventivo che ha spianato la strada allo switch off definitivo, ossia lo spegnimento del vecchio segnale in favore del nuovo standard Dvb-T2, che usa appunto la codifica MPEG-4.

Soltanto i principali canali nazionali come quelli di Rai, Mediaset, La 7, oltre a Tv8 e Nove, sono stati lasciati temporaneamente in definizione standard (MPEG-2) e poi “spenti” successivamente (vedi sotto il punto 3).

Refarming: il cambio di frequenza dei canali tv (e la risintonizzazione)

In seguito, con un calendario diverso a seconda della regione, è avvenuta la riorganizzazione delle frequenze tv (chiamata in gergo refarming), ma anche questo non è stato lo switch off verso il digitale terrestre Dvb-T2. In sostanza i segnali trasmessi sulla banda dei 700 Mhz sono stati traslocati altrove per fare spazio al segnale 5G dei telefoni cellulari. Un processo, che a parte la necessità di risintonizzare il televisore, non ha provocato grandi disagi agli utenti e che si è concluso nel giugno del 2022, con date diverse a seconda della zona d’Italia. Per questo la numerazione automatica è cambiata leggermente nel corso dei mesi.

Quando il primo “switch off” verso il nuovo digitale terrestre: cosa è cambiato con l’HD

Qualcosa è cambiato invece, per chi ha un televisore o un decoder molto vecchio, da quando è scattata la terza fase di avvicinamento allo switch off tv per il nuovo digitale terrestre: dal 21 dicembre 2022 è iniziata la dismissione dei canali in bassa definizione (ad esempio quelli che si trovavano dal numero 500 al 509 del telecomando) con la migrazione all’HD (alta definizione). La codifica MPEG-2, su cui si basavano le trasmissioni in passato, è stata abbandonata del tutto. A causa di problemi tecnici, Rai 3 ha finito la transizione all’HD solo qualche mese dopo.

Dunque chi ha un televisore vetusto, che non è compatibile con i canali in alta definizione, per non restare completamente al buio deve dotarsi di un nuovo decoder o di una nuova tv. Attenzione però, questo non è stato lo switch off definitivo verso il nuovo digitale terrestre: gli utenti che hanno televisori compatibili con l’HD, ma non con il Dvb-T2 (ossia la tv digitale di nuova generazione), e che ricevono senza problemi già oggi tutti i canali, continueranno a poter vedere l’intera programmazione fino alla data fatidica dello switch off, presumibilmente tra il 2024 e il 2025. Per essere chiari: un apparecchio può ricevere il segnale in HD, attualmente in funzione, ma non quello del nuovo digitale terrestre (qui spieghiamo come vedere se il televisore è compatibile con il Dvb-T2). Insomma in poche parole il DVB-T funziona ancora.

Quando ci sarà lo switch off definitivo per il nuovo digitale Dvb-T2

Il passaggio più rilevante, quello che riguarderà la maggior parte dei telespettatori italiani, scatterà infatti più avanti. Bisogna subito specificare che la data precisa e il calendario dello switch off definitivo verso il nuovo digitale terrestre Dvb T2 ancora non ci sono. Il cambio tecnologico non è infatti avvenuto nel giorno annunciato inizialmente, ossia dal 1° gennaio 2023.

Nell’agosto 2023, il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adulfo Urso, durante la seduta della Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, ha dato qualche ragguaglio. In particolare ha detto che la Rai doveva impegnarsi a diffondere un primo pacchetto della sua programmazione nazionale (in gergo un Mux) nel formato del nuovo digitale terrestre Dvb-T2 durante il 2024 e a predisporre il passaggio dei restanti secondo il calendario dello switch off tv che sarebbe stato diffuso dallo stesso Ministero. Poi è stata comunicata una sola data, quella del passaggio di primo Mux Rai.

Cosa vuol dire che un Mux Rai passa al nuovo digitale terrestre Dvb-T2

Mux, abbreviazione di Multiplex, indica la tecnologia usata nell’ambito del digitale terrestre per “condensare” la programmazione di diversi canali in un’unica banda di frequenza: questo significa che usando meno frequenze è possibile trasmettere un numero maggiore di canali tv. Inizialmente la Rai doveva passare uno dei suoi Mux al nuovo digitale terrestre Dvb-T2 entro il 10 gennaio 2024, data che è stata fatta scalare al 28 agosto 2024: anche in questo caso non si tratta dello switch off definitivo.

I canali principali, come Rai 1, Rai 2 e Rai 3, in questa fase resteranno attivi sia sul vecchio che sul nuovo digitale terrestre. Il cambiamento riguarda solo parte della programmazione della televisione di Stato (in particolare Rai Storia HD, Rai Scuola HD e Rai Radio 2 Visual, trasmesse solo con il nuovo digitale terrestre), non le altre emittenti private. Questa mossa però è stata pensata per avvicinarsi al vero switch off del vecchio digitale terrestre e al passaggio al nuovo standard Dvb-T2: il “quando” deve essere deciso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Su questo fronte però al momento non ci sono novità e anche il sito dedicato nuovatvdigitale.mise.gov.it da mesi è in aggiornamento. Per concludere ricordiamo che i bonus decoder e tv per comprare apparecchi nuovi non sono stati rifinanziati.

Lasciati Fiorire Festival 2024 alla Limonaia di Villa Strozzi

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Tre giorni di concerti, ma anche dj set, talk, un mercato sostenibile vintage e una speciale lezione di yoga al tramonto, tutto a ingresso gratuito. L’edizione 2024 del Lasciati Fiorire Festival, kermesse organizzata dal collettivo di artisti “Fiore sul Vulcano” e parte dell’Estate Fiorentina, si svolgerà da venerdì 30 agosto a domenica 1° settembre alla Limonaia di Villa Strozzi a Firenze. Tra gli ospiti Clap!Clap!, celebre produttore internazionale che combina danza globale e suoni tradizionali, il cantautore napoletano Tripolare e Il mago del gelato, band che unisce funk, afrobeat e jazz. Ogni sera i live saranno anticipati da talk su social media, sostenibilità cittadina e benessere psico-fisico, promossi in collaborazione con La Svolta, uno spazio di approfondimento dal vivo di Novaradio condotto da Aden Abdi, insieme a Samuele Bigazzi.

I concerti di Lasciati Fiorire Festival 2024

Venerdì 30 agosto ad alternarsi tra teatro e garden stage ci saranno: Lucido, gruppo che porta avanti un pop-punk moderno cantautorale; Androgy̆nus che spazia dal pop anni ‘70 e ‘80 riletto in chiave contemporanea, progetto musicale di Gabriele Bernabò che, per l’occasione, farà un live acustico chitarra e voce; Zeronauta, band del collettivo Fiore Sul Vulcano nata a Firenze nel 2015 composta da Gregorio Serni (voce e chitarra), Giacomo Aiolli (chitarra), Simone Fallone (basso), Dario Valoti (batteria).

Sabato 31 aprirà le danze del Lasciati Fiorire Festival 2024 la band milanese Il Mago Del Gelato con una miscela sensuale e movimentata tra funk, afrobeat e jazz. Spazio anche alla cantautrice fiorentina AL!S, esordiente che si muove tra le sonorità dell’r&b e del pop, seguita da Vale LP, al secolo Valentina Sanseverino, cantautrice e rapper italiana.

Il festival si chiude domenica 1 settembre con i live di Pianeta Papavero, collettivo musicale urban nato a Firenze nel 2019 formato da cinque artisti (Monocromo, Cava, Underwtr, Maskidol e Indigo) che spaziano tra più generi. A seguire gli Zebra TSO, che si autodefiniscono “irruenti come le Mentos nella Coca-Cola e irriverenti come BoJack Horseman”. Infine Gabriele Centurione, in arte Tripolare, cantautore, musicista e produttore nato a Napoli nel 2002, che con la sua musica racconta tutte le sfaccettature dei 20 anni. I live sono seguiti ogni sera da dj set a cura di Fiore sul Vulcano.

Talk Limonaia Villa Strozzi
Foto: Luca Sansini

Gli altri eventi

La musica sarà anticipata ogni giorno dai talk. Venerdì 30 agosto si parla de “La Realtà oltre lo schermo! Alla scoperta del funzionamento dei social media”, con la comica Agnese Pucci, l’armocromista Ginevra Nicosia e la psicologa Martina Uccheddu (ore 19). Sabato 31 “Salviamo la città. Idee per una Firenze a misura di cittadino” (ore 19), un incontro per cercare di capire come risolvere i problemi di Firenze approfondendo i temi della sostenibilità insieme a esperti di economia, aggregazione, agronomi e ambientalisti. Domenica 1° settembre alle ore 18.30 inizierà l’ultimo talk dal titolo “Alla ricerca del benessere. Come trovare un equilibrio tra mente e corpo”: Tommaso Guido, in arte Tommy Drive, spiegherà come prendersi cura del corpo secondo i principi della medicina tradizionale cinese e Lisa Maccanti, insegnante di yoga e meditazione, guiderà il pubblico in una sessione di yoga al tramonto gratuita (ore 19.30).

Sabato e domenica, da mattina a sera, il Lasciati Fiorire Festival 2024 ospiterà anche il mercatino vintage di Only Usato. Tra le novità di questa edizione, la collaborazione con Ratpark, rivista che si definisce sexy, tagliente e indipendente. Il magazine sarà presentato sabato 31 agosto alle 18.30.

Il programma completo di Lasciati Fiorire Festival 2024

Venerdì 30 agosto:
19.00 Talk LA REALTÀ OLTRE LO SCHERMO! Alla scoperta del funzionamento dei social media con Agnese Pucci, comica alla ribalta che con i suoi reel ha fatto ridere mezza Italia e sbellicare l’altra metà, insieme a Ginevra Nicosia, armocromista e Martina Uccheddu, psicologa.
21.00 Lucido live – Pop-punk moderno con testi sinceri e performance energiche.
21.30 Androgy̆nus live – Pop anni ’70 e ’80 reinterpretato in chiave contemporanea, con un live acustico chitarra e voce.
21.45 Zeronauta live – (Band del collettivo Fiore Sul Vulcano) Rock puro, con brani dall’EP “piùomenozero”.
22.30 Clap! Clap! live – Famoso produttore internazionale, combina danza globale e suoni tradizionali.
00.00 DJ set a cura di Fiore Sul Vulcano

Sabato 31 agosto:
Dalle 11 alle 23 – Mercato Vintage Only Usato, mercatino di abbigliamento e accessori usati, che promuove il riuso sostenibile.
18.30 Presentazione RATPARK Magazine: talk di presentazione del nuovo numero della rivista RatPark.
19.00 Talk SALVIAMO LA CITTÀ! Idee per una Firenze a misura di cittadino, con Francesca Conti, direttrice de La Città Invisibile, Pietro Cardelli (Arci Firenze), Stefano Poletti, ricercatore universitario, e con Solaria Anzillotti e Claudio Catapano, rappresentanti di Ricciorto – Legambiente.
21.00 Il Mago Del Gelato live – dalla periferia di Milano, una miscela di funk, afrobeat e jazz, con performance che animano la scena italiana.
22.30 AL!S live – Esordiente cantautrice fiorentina, che unisce r&b e pop.
22.45 Vale LP live – Giovane cantautrice rapper campana che ha partecipato nel 2021 ad X Factor.
00.00 DJ set a cura di Fiore Sul Vulcano

Domenica 1 settembre:
Dalle 11 alle 23: Mercato Vintage Only Usato, mercatino di abbigliamento e accessori usati, che promuove il riuso sostenibile.
18.00 Talk ALLA RICERCA DEL BENESSERE Come trovare un equilibrio tra mente e corpo con Tommy Drive, infermiere esperto di medicina tradizionale cinese e Lisa Maccanti, insegnate di yoga e meditazione.
19.00 Yoga al tramonto con Lisa Maccanti.
21.30 Pianeta Papavero live – Collettivo musicale urban fiorentino, che esplora generi diversi con un approccio sperimentale.
22.30 Zebra TSO live – Band irruente e provocatoria, con una presenza scenica segreta e mascherata.
22.45 Tripolare live – Cantautore napoletano che racconta le sfide dei vent’anni, con un sound che esplora il passaggio dall’adolescenza all’età adulta.
00.00 DJ set a cura di Fiore Sul Vulcano

Info: evento Facebook.

Sciopero aerei il 7 settembre e dei servizi di handling a Firenze e Pisa

Disagi nei servizi a terra, per uno sciopero di 4 ore del personale di handling dell’aeroporto di Firenze e di quello di Pisa e nello stesso giorno, sabato 7 settembre 2024, anche gli aerei di due compagnie potrebbero subire ritardi o cancellazioni a causa di un’altra protesta. Ampliando lo sguardo, sempre sabato sciopero del personale Enav a Roma Fiumicino e di alcune società che servono lo scalo di Milano Malpensa.

Sciopero negli aeroporti di Firenze e Pisa il 7 settembre 2024

Per quanto riguarda il personale di handling dell’aeroporto di Firenze e di quello di Pisa, lo sciopero del 7 settembre è stato indetto dal sindacato di base USB per 4 ore, dalle ore 13 alle ore 17. In questa fascia oraria nei due scali toscani potranno verificarsi disagi nell’assistenza a terra, che comprende anche il trasporto dei bagagli e i servizi ai passeggeri in aeroporto (procedure di imbarco, informazioni, ecc.). La sigla sindacale denuncia condizioni di lavoro sempre più carenti, carenza degli organici, fatiscenza delle infrastrutture, vetustà del parco mezzi e aumento dei carichi di lavoro.

Sciopero degli aerei il 7 settembre: quali compagnie sono interessate

Sempre il 7 settembre, a livello nazionale, sono in sciopero anche i lavoratori di due compagnie aeree: quelli di Ita Airways (ex Alitalia) per la mobilitazione indetta da Fit-Cisl e Ugl Trasporto Aereo e il personale viaggiante di Wizz Air Malta Limited per al protesta decisa da Filt Cigl. L’orario in entrambi i casi va dalle 13 alle 17. Per Ita Airways i sindacati criticano i criteri di reclutamento e assunzione, la mancata concessione del part-time e avanzano rivendicazioni su tematiche specifiche del personale navigante, tecnico e di cabina.

I disagi negli altri aeroporti

Sempre il 7 settembre sono previsti scioperi in altri aeroporti italiani per diverse categorie di lavoratori. A Roma Fiumicino del personale Enav dalle 13 alle 17, per la mobilitazione indetta dai sindacati di base. A Milano Malpensa scioperano gli addetti di alcune aziende di servizi a terra: dalle pulizie (ore 12-16, anche a Milano Linate), all’handling e al global service (ore  13-17). A Olbia incrociano le braccia i dipendenti della società di gestione dell’aeroporto (ore 13-17). Le regole e la normativa dei servizi minimi in caso di sciopero degli aerei è pubblicata sul sito dell’Enac.

Biglietto tramvia Firenze e abbonamento: con cellulare e senza

Tanti mezzi un solo biglietto, cartaceo o da comprare con carte, app, cellulare e online: per la tramvia di Firenze servono gli stessi biglietti di Autolinee Toscane che vengono utilizzati sulla rete degli autobus urbani dei capoluoghi di provincia e questo vale anche per l’abbonamento mensile, annuale o per studenti. Grazie a un accordo raggiunto quando è nata la linea 1, per salire a bordo del tram a Firenze è necessario il normale biglietto. Ecco gli argomenti che affrontiamo in questa guida:

Biglietto e abbonamento per la tramvia di Firenze: i ticket di Autolinee Toscane

I servizi su gomma urbani ed extraurbani in tutta la regione sono guidati da Autolinee Toscane, azienda parte di Ratp, società francese che gestisce pure il servizio tramviario fiorentino tramite Gest. Quindi per viaggiare a bordo della tramvia di Firenze, servono i biglietti di Autolinee Toscane di colore verde “Urbano capoluogo”, valido anche nelle altre grandi città della regione (Arezzo, Carrara, Grosseto, Livorno, Lucca, Massa, Pisa, Pistoia, Siena).

Il biglietto non è monotratta, ma orario: da quando viene convalidato a bordo dei mezzi è possibile viaggiare su tutti gli autobus urbani di Firenze e sulle due linee della tramvia, per 90 minuti. Una volta trascorso questo tempo è necessario obliterare un nuovo titolo di viaggio.

Il costo del biglietto del tram a Firenze (anche per l’aeroporto)

Con Autolinee Toscane il biglietto singolo “Urbano capoluogo”, che come detto a Firenze dura un’ora e mezzo, costa 1,70 euro. In commercio resta la tessera da 10 biglietti: il prezzo di questo carnet è di 15,50 euro (1,55 euro a ticket). A bordo del tram invece non è valido il biglietto “Urbano maggiore” (1,30 euro) che è destinato al trasporto pubblico nelle città toscane che non sono capoluoghi di provincia.

Va specificato che il costo del biglietto della tramvia da e per l’aeroporto di “Firenze Peretola” è sempre pari a 1 euro e 70 centesimi: all’inizio si era ipotizzato un sovrapprezzo per l’ultimo tratto della linea 2, ma finora il Comune ha deciso di lasciare ferma la tariffa. Va precisato che per la tramvia e per gli autobus, non esiste un biglietto giornaliero.

Costo dell’abbonamento per la tramvia di Firenze: mensile, annuale, studenti o Pegaso

Non esistono biglietti giornalieri o settimanali per tramvia e bus urbani, ma si può procedere invece all’acquisto dell’abbonamento mensile, annuale o per studenti, ecco il costo:

  • Abbonamento mensile bus e tramvia Firenze
    38,50 euro (ridotto Isee 31 euro)
  • Abbonamento trimestrale bus e tramvia Firenze
    104,50 euro (ridotto Isee 84 euro)
  • Abbonamento studenti annuale bus e tramvia Firenze
    278,70 euro (ridotto Isee 221,20 euro)
  • Abbonamento annuale bus e tramvia Firenze
    342,80 euro (ridotto ISEE 287,50 euro)

Per l’abbonamento alla tramvia di Firenze e ai bus dei capoluoghi di provincia sono previste agevolazioni per chi ha un reddito Isee fino a 36.151,98 euro. Per fare un nuovo abbonamento con Autolinee Toscane bisogna registrarsi online sul sito www.at-bus.it e poi procedere all’acquisto online, nelle rivendite, nelle biglietterie o sull’app ufficiale. Per i propri residenti, il Comune di Firenze anche per il 2025 ha lanciato un Bonus TPL, che prevede prezzi scontati degli abbonamenti in favore di chi usa spesso i mezzi pubblici.

Dove acquistare i biglietti per il tram di Firenze, a bordo anche con carta e cellulare

Oltre alle 3.000 rivendite in tutta la Toscana, come bar, tabaccherie e supermercati, e alle 35 biglietterie di Autolinee Toscane, ogni fermata delle linee 1 e 2 della tramvia è dotata di macchinette automatiche per l’emissione del biglietto singolo, che permettono di pagare sia con monete sia con carte di credito e bancomat.

A bordo della tramvia di Firenze è possibile comprare i biglietti in modalità contactless avvicinando alle macchinette automatiche la carta di debito e credito (Visa, Mastercard, American Express) oppure il cellulare o lo smartwatch, senza sovrapprezzo rispetto alle normali tariffe. Facendo “tap” si può acquistare un biglietto per carta, che andrà ripassata se si cambierà mezzo e dovrà essere mostrata al controllore in caso di verifiche. Non è previsto l’acquisto con contanti dall’autista del tram (sul bus invece si paga 3 euro, compatibilmente alla disponibilità di ticket).

Acquisto Biglietto SMS app tramvia firenze onlineDa telefono cellulare: come fare il biglietto SMS per tramvia e autobus

C’è anche una possibilità comoda, a portata di telefono: per fare il biglietto via sms per la tramvia fiorentina e per gli autobus della città, il numero a cui mandare un messaggino con il proprio cellulare è il 4880105, scrivendo “FIRENZE”. Il numero per il biglietto SMS è unico in tutta la regione: basta scrivere nel messaggino il nome della città in cui ci si trova (ad esempio “PISA” o “GROSSETO”).

Il servizio è attivo solo per i clienti Tim, Vodafone e Wind 3, non è previsto al momento per i vari operatori virtuali come ad esempio Ilad, Coopvoce, Fastweb, Postemobile e simili. Il costo del biglietto elettronico ricevuto via SMS, a Firenze valido 90 minuti, è un po’ più caro rispetto a quello ordinario: 2 euro, a cui aggiungere 0,29 cent per il servizio degli operatori telefonici. Inoltre è necessario avere credito disponibile sulla SIM.

Biglietti online per la tramvia di Firenze: app sul cellulare o mail

Sull’app di Autolinee Toscane “At bus” è possibile comprare i biglietti della tramvia online: basta scaricare sul cellulare l’applicazione da Google Play, dall’app store per iPhone o dall’app gallery di Huawei, registrarsi, entrare nella sezione “Acquista” e selezionare “Firenze urbano” e la tipologia di titolo di viaggio (biglietto singolo o carnet), pagando con carta di credito o prepagata.

I ticket costano quanto nelle rivendite fisiche. Prima di salire a bordo è necessario attivare il biglietto acquistato via app. Una volta concluso il pagamento sull’applicazione, è possibile utilizzare il titolo di viaggio entro 12 mesi.

Dal mese di agosto 2025 Autolinee Toscane ha attivato il servizio Blink, la nuova piattaforma online per fare il biglietto online con il cellulare, senza registrazione, anche per la tramvia. Basta collegarsi al sito blink.at-bus.it inserire la propria mail e pagare in modo digitale (Visa, Mastercard, American Express, GPay e ApplePay e Bancomat Pay). Si possono comprare fino a 10 biglietti per ogni sessione.

Una volta completato l’acquisto i titoli di viaggio arriveranno via mail (un messaggio per ogni ticket) e andranno attivati cliccando sull’apposito link prima di salire a bordo. In caso di controlli sarà sufficiente mostrare il biglietto sul proprio dispositivo.

Il biglietto per i bambini: quando viaggiano gratis

Anche sulla tramvia di Firenze valgono le stesse regole dei bus di Autolinee Toscane: i bambini non pagano il biglietto e viaggiano gratis se sono più bassi di un metro, ma non devono occupare un posto a sedere (un bambino per ogni adulto accompagnatore). Per gli altri c’è il normale ticket che costa 1,70 euro per 90 minuti.

Niente biglietto a bordo della tramvia di Firenze per i cani, a patto che siano con museruola e guinzaglio e nel numero massimo di uno per passeggero (il padrone, lui sì, deve essere minuto di un titolo di viaggio valido). Anche i gatti, come gli altri animali di affezione, viaggiano gratis e devono stare negli appositi trasportini.

Non è previsto biglietto aggiuntivo per salire con la propria bici sulla tramvia di Firenze, basta quello del proprietario, spiega Gest, la società che gestisce il servizio. È possibile trasportare la bicicletta (non più lunga di 180 centimetri) nella carrozza di coda, fissandola con l’apposita cintura, ma solo in determinate fasce orarie: dal lunedì al sabato dalle 5 alle 7, dalle 10 alle 17 e dalle 20 a mezzanotte e mezzo; la domenica non sono previste restrizioni.

Dove fare il biglietto della tramvia in sintesi e il costo

Eco quindi in sintesi dove comprare i biglietti di Autolinee Toscane che valgono anche sulla tramvia:

  • Rivendite autorizzate (bar, supermercati, tabaccai, ecc.) – 1,70 euro
  • Macchinette automatiche alle fermate della tramvia pagando con contanti o carta – 1,70 euro
  • Contactless, passando la carta sui lettori a bordo della tramvia – 1,70 euro
  • Registrandosi e scaricando la app per cellulare di Autolinee Toscane – 1,70 euro
  • Comprando online il biglietto sulla piattaforma blink.at-bus.it (anche da cellulare) – 1,70 euro
  • Comprando il biglietto via SMS (solo TIM, Vodafone, WindTre) mandando un SMS con scritto “Firenze” – 2 euro + 0,29 euro

Free museums in Florence on the first Sunday of the month

In Florence, museums are free on the first Sunday of every month. As part of the usual initiative by the Ministry of Culture, art collections, villas, and state monuments are open at no cost on September 1, 2024, from the Uffizi gallery to the Bargello. This offer is available to everyone, both Florentines and tourists.

Free museums in Florence on the first Sunday of the month: the opening hours

The state museums in Florence will be open for free on September 1, 2024. Here is the list with the opening hours for the first Sunday of the month:

  • Uffizi Gallery – free on the first Sunday of the month from 8:15 AM to 6:30 PM (last entry at 5:30 PM)
  • Palazzo Pitti – from 8:15 AM to 6:30 PM (last entry at 5:30 PM)
  • Boboli Gardens – from 8:15 AM to 6:30 PM (autumn hours)
  • Accademia Gallery – from 8:15 AM to 6:50 PM (last entry at 6:20 PM)
  • Bargello Museum – from 8:15 AM to 1:50 PM (last entry at 1:00 PM)
  • Medici Chapels – Sunday from 8:15 AM to 6:50 PM (last entry at 6:20 PM)
  • Museum and Church of Orsanmichele – Sunday from 8:30 AM to 1:30 PM (last access to the church before Mass is at 12:00 PM)
  • National Archaeological Museum of Florence (MAF) – from 8:30 AM to 2:00 PM (last entry at 1:15 PM, the second floor closes at 1:30 PM)

Additionally, on the first Sunday of the month, the garden of Villa Bardini is also open for free for everyone, included in the Boboli ticket: on September 1st, the park is open from 10:00 AM to 8:00 PM. A free electric shuttle has also recently been activated to move around within the park.

But how can you enter the state museums of Florence for free on the first Sunday of the month? The answer is simple: just get in line, armed with patience. On the occasion of the free entry Sunday, reservations are not possible, while on other days, it is highly recommended, especially for the most visited museums like the Uffizi, Palazzo Pitti, Accademia Gallery, and Medici Chapels.

Museums that are always free

In addition to this list, there are also museums in Florence that are always free, not only on the first Sunday of the month but also on other days of the year. Here are the state museums open for visits on Sunday, September 1st:

  • Garden of the Medici Villa of Castello – from 8:30 AM to 6:30 PM, with the last entry at 6:00 PM
  • Medici Villa of Petraia – tours, for a maximum of 25 people, at 9:30 AM, 10:30 AM, 11:30 AM, 12:30 PM, 2:30 PM, 3:00 PM, 4:00 PM, 5:00 PM (garden and park open from 8:30 AM to 6:30 PM, last entry at 5:30 PM)
  • Cenacolo of Andrea del Sarto in San Salvi – from 8:15 AM to 1:50 PM
  • Villa Il Ventaglio Park – from 8:15 AM to 6:30 PM Medici Villa of Cerreto Guidi and Historical Museum of Hunting and Territory (Cerreto Guidi) – from 8:30 AM to 5:30 PM. Guided tours by the staff for up to 25 people, without reservation (9:00 AM – 10:00 AM – 11:00 AM – 12:00 PM – 3:00 PM – 4:00 PM)

Further information can be found on the Ministry of Culture’s website, in the section dedicated to “Domenica al Museo” (Sunday at the museum).

This article has been automatically translated using artificial intelligence. Here is the original version in Italian.