domenica, 12 Aprile 2026
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Viola Park, ecco il debutto: il giorno storico della Fiorentina

È un giorno storico per la Fiorentina. Si inaugura il Viola Park, il nuovo centro sportivo viola. Per l’inaugurazione ufficiale si dovrà attendere l’arrivo del presidente Rocco Commisso ma intanto stamani è il “primo giorno di scuola” visto che la squadra si raduna: niente più Moena o altri ritiri, d’ora in poi tutto si svolgerà a Bagno a Ripoli, alle porte di Firenze.

Come è fatto il nuovo Viola Park

Il nuovo Viola Park è costato più di 100 milioni. Si estende su una superficie di circa 25 ettari ed è uno dei centri sportivi più grandi d’Italia. All’interno ospita tutti gli uffici del club, i campi di allenamento della prima squadra maschile e femminile e quelli delle squadre giovanili. L’acquisizione del terreno è stata il 9 ottobre 2019 e fu Commisso ad annunciare il tutto: poi il 29 novembre 2019 la presentazione. Tra le caratteristiche del Viola Park i due nuovi mini stadi: la struttura potrebbe essere intitolata allo stesso Rocco Commisso, dal momento che campeggia il suo nome all’ingresso.

Il programma del primo giorno e le amichevoli

La campanella per il primo giorno al Viola Park è suonata alle ore 8, un’ora più tardi il primo allenamento a porte chiuse. Naturalmente anche i test medici e atletici saranno svolti all’interno di una delle tante sale realizzate ad hoc. La differenza rispetto ai luoghi di montagna è il caldo, a maggior ragione in questi giorni dove c’è allerta rossa a Firenze: per questo, oltre all’allenamento delle 9, è prevista un’altra seduta nel tardo pomeriggio. Tra le amichevoli il debutto è in programma sabato alle 20 con la Primavera. Poi il 20 sfida al Parma, il 23 al Catanzaro, l’11 e 12 agosto contro Sestri Levante e Ofi Creta. Le prime due gare dovrebbero essere a porte chiuse, poi si vedrà. La speranza è che si possa aprire ai tifosi già dalla gara con il Catanzaro.

Cappella Brancacci, proseguono le visite a cantiere e affreschi

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Guardare negli occhi Masaccio, Masolino e Filippino Lippi è ancora possibile grazie alle visite guidate alla Cappella Brancacci. Proseguono le operazioni di monitoraggio e restauro conservativo della Cappella, gioiello custodito nella chiesa di Santa Maria del Carmine, a Firenze, che fa parte dei Musei Civici Fiorentini, dove – grazie alla presenza dei ponteggi – i visitatori potranno continuare ad apprezzare gli affreschi da una prospettiva inedita.

Brancacci, continua il monitoraggio sulla Cappella

Dopo circa un anno e mezzo di attività (i lavori sono cominciati in piena pandemia) si sono resi necessari ulteriori approfondimenti diagnostici, utili a conoscere le tecniche esecutive, i loro materiali e le cause di degrado, e a migliorare le condizioni di salute della Cappella Brancacci, di proprietà del Fondo Edifici di Culto del Ministero dell’Interno, oggetto di accordo di valorizzazione con il Comune di Firenze.

Anche la seconda fase del progetto ha visto un lavoro sinergico tra Comune, Soprintendenza, Cnr-Ispc, Opificio delle Pietre Dure, in collaborazione con il Dipartimento di Chimica dell’Università di Firenze e con il sostegno della Fondazione Friends of Florence e la Jay Pritzker Fund che hanno appena stipulato un nuovo protocollo con l’amministrazione comunale, contenuto in una delibera approvata dalla Giunta su proposta della vicesindaca e assessora alla Cultura Alessia Bettini, per finanziare le operazioni.

Dagli anni Ottanta ad oggi: i restauri della Cappella Brancacci

L’ultimo restauro della Brancacci risaliva agli anni Ottanta del Novecento. Nel novembre 2020 – in piena pandemia da Covid19 – la cappella è stata sottoposta a un primo monitoraggio che mise in luce alcune criticità. Successivamente ha avuto inizio il monitoraggio sullo stato di conservazione della cappella a cura della Soprintendenza e del Cnr-Ispc in collaborazione con l’Opificio delle Pietre Dure per indagare le cause di degrado. Grazie al cantiere già montato nella prima fase di lavoro è stato possibile non solo aprire il cantiere della Cappella Brancacci alle visite ma soprattutto svolgere una nuova campagna diagnostica a cura del Cnr-Ispc, più approfondita ed esaustiva di quella svolta negli anni Ottanta del Novecento, condotta con le più aggiornate tecniche e le migliori competenze disponibili sul panorama internazionale.

Ponteggi aperti: ecco come prenotare le visite

La Cappella Brancacci è aperta alle visite quattro giorni la settimana:
venerdì, sabato, lunedì dalle 10 alle 17; domenica dalle 13 alle 17.
Per ragioni di sicurezza gli accessi sono con prenotazione obbligatoria e non oltre 10 persone ogni 30 minuti. (
Martedì, mercoledì e giovedì resta chiusa al pubblico per consentire le attività di diagnostica che richiedono assenza di pubblico). 

Visite guidate a cura di MUS.E: Lunedì – venerdì e sabato ore 10.00-11.00-12.00-13.30-14.30-15.30 – Domenica 13.30-14.30-15.30. 

Per prenotare: 0552768224, bigliettimusei@comune.fi.it o cappellabrancacci@musefirenze.it

 

Mercantia 2023: il programma e le info del festival a Certaldo

Forse non tutti sanno che Certaldo, borgo situato al centro della Val d’Elsa in provincia di Firenze, è il luogo di morte e probabilmente anche di nascita del poeta e scrittore Giovanni Boccaccio. Proprio lui, l’autore de “Il Decamerone”. Ma questo non è l’unico motivo per cui vale la pena mettere il naso in questo luogo: dal 12 al 16 luglio infatti, si terrà la 35a edizione di Mercantia 2023, il festival internazionale del Quarto Teatro, che quest’anno s’intitola “Una nuova speranza”. Un invito a vivere serenamente e a lasciarsi andare alla bellezza dunque, nonostante le difficoltà del vivere quotidiano. Le strade, le piazze, i giardini e le cripte della città di Certaldo si vestono di tanti colori ospitando spettacoli di danza, musica, giocoleria, equilibrismo, esibizioni circensi, installazioni e artigianato.

Gli appuntamenti fissi e le novità di Mercantia 2023 a Certaldo (12-16 luglio)

L’edizione 2023 di Mercantia sarà l’occasione per ricordare un altro dei grandi maestri della letteratura italiana, Italo Calvino, nel centenario della sua nascita.

Nel programma sono presenti sia una serie di appuntamenti fissi con alcune delle compagnie ormai storiche, come le marching band della Zastava Orkestar e della Badabimbumband, sia alcune importanti novità. Tra queste ultime, ricordiamo funamboli e danza verticale sulla facciata del Palazzo Pretorio, vero protagonista di questa edizione, e poi ancora musica e un evento finale per chiudere in bellezza la 35a edizione con decine di attori, danzatori, musicisti.

Gli eventi 2023 in prima nazionale

Sono davvero tante le iniziative in programma in occasione di Mercantia 2023 a Certaldo, tra le quali molti eventi in prima nazionale. Tra questi ultimi ricordiamo, nel giardino della casa del Boccaccio, sia Ivana Caffaratti con “Come l’acqua” (14 e 15 luglio – ore 21:45, 22:45, 23:45; 16 luglio – ore 21:45, 22:45) sia Fann trio con “L’arte ci fa volare” (12 e 13 luglio – ore 21:45, 23:00). E ancora Elan Frantoio con “Dreamcity, la città e il sogno” al giardino della casa del tè di palazzo pretorio (12, 13, 14, 15 e 16 luglio – ore 22:15, 23:30).

Sempre a Palazzo Pretorio, nella prigione delle donne, in programma Opera buffa teatro/adele felici con “Lelo e la luna” (12, 13, 14, 15 e 16 luglio – ore 21:15, 22:30) e, nella sala delle udienze, va in scena la Compagnia degli istanti con “Dreams of apofenia” (12, 13, 14, 15 e 16 luglio
ore 21:30, 22:15, 23:15, 24:00). Nella cappellina, Jacopo Tealdi si esibirà con u-mani-tà (12, 13, 14, 15 e 16 luglio – ore 21:00, 22:00, 23:00). Infine, nel sotterraneo del convento degli agostiniani, ci sarà Robert Tiso con “Cristallofonia” (12, 13, 14, 15 e 16 luglio – ore 22:30, 23:30).

Musica e teatro: alcuni degli eventi più curiosi nel cartellone 2023 (12-16 luglio)

Tra gli eventi musicali ricordiamo “takabum” – giardino sonoro in movimento in via Boccaccio (12, 13 e 14 luglio – ore 20:40, 22:00, 24:00; 15 e 16 luglio – ore 20:30, 22:20, 24:00). Un collettivo di fiati e percussioni che offre un mix di funk, jazz americano e canzone italiana, sia in strada che nei club. Il viaggio sonoro, ricco di contaminazioni mediterranee e balcaniche, esplode quindi in un ritmato spettacolo di swing, ska e world music. Passando poi alle iniziative teatrali non mancano le esibizioni di giocolieri, trampolieri, burlesque e tanto altro ancora. In particolare, all’esterno di palazzo pretorio, la compagnia dei folli con “Intrecci verticali” (12, 13, 14, 15 e 16 luglio – ore 21:40, 23:15, 24:00) e ancora con “Swaylove” (12, 13, 14, 15 e 16 luglio – ore 21:15, 22:45, 23:40). Qui l’incontro casuale tra due sconosciuti attraverso il corteggiamento, diventa relazione, gioco e danza.

Il programma completo con tutte le informazioni utili è disponibile e scaricabile in formato PDF sul sito sito ufficiale di Mercantia a Certaldo.

Mercantia 2023 a Certaldo: orari e prezzo dei biglietti

Gli spettacoli cominceranno tutti i giorni dalle ore 20:30 e termineranno mercoledì giovedì, venerdì e domenica alle 01:00 e sabato alle 01:30. L’ingresso al festival di Mercantia ha il costo di 13 euro intero e 11 euro ridotto mercoledì, giovedì, venerdì e domenica (oltre a diritto di prevendita); 15 euro intero e 13 euro ridotto sabato (oltre a diritto di prevendita). I bambini sotto i 7 anni non pagano. I biglietti potranno essere acquistati presso la biglietteria in piazza Boccaccio nei giorni della manifestazione dalle ore 17:00 alle 24:00 oppure su Ticketone.

 

Caldo: codice rosso a Firenze, Cerbero morde ancora

Il caldo estremo non risparmia Firenze e dintorni e la causa ha un nome molto eloquente, Cerbero, l’anticiclone africano che attanaglia l’intera penisola, con temperature che arrivano a 40 gradi.

Il nome dell’anticiclone è già tutto un programma, nella mitologia greca Cerbero è infatti il mostro a tre teste che sta a guardia degli inferi. E Firenze, che quest’anno non aveva ancora raggiunto temperature record, sta vivendo (almeno) una settimana da bollino rosso o meglio, da girone infernale.

Dopo un lunedì rovente, continua anche martedì 11, mercoledì 12 luglio e giovedì 13 l’ondata di calore da codice rosso. É quanto si legge nel nuovo bollettino del Ministero della salute. Secondo le previsioni la temperatura massima percepita sarà di 39° martedì 11, 39° mercoledì 12 e 38° giovedì 13.
Lunedì, il record di giornata è stato raggiunto alla stazione meteo Firenze Orto Botanico con 39,3 gradi registrati alle 14.45 (ora solare); alle 10.15 di stamani (sempre ora solare) si sono già raggiunti i 33,6°.

Caldo record a Firenze, Cerbero porterà temperature fino a 40°

Secondo le previsioni le temperature questa settimana andranno costantemente da una minima di 22 gradi (o comunque sopra i 20 gradi), a massime di 38 ma 39 e 40 gradi a secondo delle zone della città. I consigli, per sopravvivere a queste giornate di caldo estremo a Firenze, soprattutto per i soggetti più fragili come bambini e anziani, sono sempre:

  • bere tanto
  • uscire il meno possibile e comunque farlo nelle ore meno calde della giornata
  • consumare pasti leggeri

Anche la Regione Toscana dispensa consigli e raccomandazioni per proteggersi dalle ondate di calore, in base alle linee guida definite dall’assessorato al diritto alla salute: indicazioni puntuali, soprattutto ai più fragili ma anche a chi fa lavori più esposti agli effetti del gran caldo, per stare bene in estate e per affrontare la vita quotidiana, compreso anche  il corretto utilizzo di farmaci su cui il calore ha un impatto significativo:

  • Se si deve rinfrescare la casa, meglio farlo nelle prime ore della mattina
  • Non esagerare durante il giorno con l’aria condizionata per evitare bruschi sbalzi termici quando si esce
  • meglio scegliere di stare nelle stanze più fresche e ventilate e lavarsi con acqua tiepida anziché fredda
  • Nel vestirsi sono preferibili indumenti di cotone e lino, colori chiari, occhiali e cappello
  • Si consiglia di non uscire e non spostarsi in auto nelle ore più calde (dalle 11 alle 17)
  • in auto, ventilare l’abitacolo dopo una lunga permanenza sotto il sole
  • I farmaci vanno conservati lontano dalle fonti di calore e a meno di trenta gradi. Nel caso di terapie per la cura dell’ipertensione o malattie cardiovascolari, l’invito è ad un controllo più assiduo della pressione arteriosa, perché il caldo può potenziare l’effetto delle medicine. Importante in ogni caso, prima di qualsiasi decisione sulla terapia, è chiedere il parere del medico.

Chi deve tassativamente uscire di casa, è invitato a farlo con attenzione, portando con sé un’adeguata riserva d’acqua ed evitando luoghi troppo assolati. Supermercati, centri commerciali, e comunque luoghi dove cercare un po’ di frescura anche in città, come musei e centri culturali, sono una buona alternativa per chi in casa non ha un impianto di condizionamento.

Sorveglianza attiva e ricoveri di sollievo: i servizi per anziani contro il caldo

Per i soggetti fragili, per contrastare il caldo di Cerbero, c’è anche la sorveglianza attiva, un servizio di monitoraggio telefonico periodico gestito dalla Società della salute (Sds) in convenzione con l’Asp Firenze Montedomini che viene rafforzato nei periodi di ondate di calore. Questo servizio è rivolto alle persone over 75 sole che non dispongono di una rete familiare idonea a garantirne la sorveglianza delle condizioni di salute e di bisogno e consiste essenzialmente in contatti telefonici con gli anziani a rischio: più aumenta il rischio, tarato in base alle condizioni atmosferiche, più frequenti saranno le telefonate, fino a contatti quotidiani in presenza di condizioni climatiche particolarmente sfavorevoli. Con questo servizio saranno fornite notizie utili a modificare comportamenti errati e, se necessario, saranno allertati i presidi sanitari e i familiari.

In aggiunta, anche in caso di ondata di calore, sono previsti i ‘ricoveri di sollievo’, ovvero i ricoveri finalizzati a offrire alla famiglia l’opportunità di alleggerire per un periodo di tempo determinato lo stress e l’impegno di cura, per un massimo di 60 giorni l’anno, ripetibili annualmente, nonché i ricoveri in struttura con codice rosso (inserimenti in urgenza di due mesi).

Infine sono sempre attivi i servizi ordinari come l’assistenza a casa, i pasti a domicilio e la teleassistenza contattando il numero 800-801616.

“Le estati fiorentine sono tradizionalmente umide e molto calde – ha detto il sindaco Dario Nardella – ma c’è sempre da stare in allerta e fare di tutto per attutire l’impatto sulla salute. Faccio un appello generale alla popolazione: fate attenzione a questa ondata di calore che sarà persistente, ci aspetta almeno una settimana con temperature così alte, e rinnovo gli accorgimenti usuali come uscire meno possibile nelle ore più calde, bere tantissimo e mangiare cibi leggeri”.

Anche il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani mette in guardia i cittadini: “Emessa allerta di codice rosso per ondate di calore a Firenze – si legge sui suoi profili social -. Il capoluogo toscano si avvicinerà ai 40 gradi, Pistoia e Prato sui 38. I nostri servizi sanitari sono in allerta, prestiamo attenzione”.

Toscana, boom di richieste per gli asili nido gratis

È boom di richieste per gli asili nido gratis in Toscana. La misura della Regione, che prevede la gratuità fino al 2027 e con un investimento totale di 233 milioni di euro di fondi Ue, ha avuto richieste oltre le attese: ci sono state infatti richieste per 14mila famiglie, molte di più delle 10mila domande previste. Tutti saranno comunque accontentati. I numeri sono stati presentati nella sede Pd toscana: l’agevolazione è riservata a coloro che hanno un Isee inferiore ai 35mila euro.

Asili nidi gratis in Toscana: il dettaglio delle domande

Per quanto riguarda il dettaglio delle domande degli asili nido gratis in Toscana, il numero complessivo è di 14.393. Così suddivise: in provincia di Arezzo 1365, a Firenze 4585, a Grosseto 544, a Livorno 1029, a Lucca 1038, a Massa Carrara 224, a Pisa 1837, a Pistoia 1172, a Prato 1412, a Siena 1187. Oltre al primo posto, prevedibile, di Firenze, segnala dunque il secondo posto di Pisa e Prato al terzo posto. Nel 2021 gli iscritti totali agli asili nido in Toscana, tra pubblici e privati, sono stati 21320 e da settembre in 14mila potranno avere un contributo fino a 527 euro al mese.

Le dichiarazioni di Giani

Sugli asili nido gratis in Toscana è forte la soddisfazione del presidente della Regione Eugenio Giani, che ha voluto questa misura. “La Regione ha messo a disposizione le risorse necessarie, 32 milioni di euro, ed io ho fatto la scelta fin dal primo momento in cui abbiamo programmato il Fondo sociale europeo di poter usare parte dei fondi sugli asili nido gratuiti sotto i 35mila euro Isee, e allo stato attuale 14393 famiglie che saranno tutti ammissibili”, ha dichiarato Giani. L’Ue ha detto che questa è una ‘buona pratica’. L’idea della Toscana è che questa iniziativa diventi un modello per tutti. Il segretario toscano dem Emiliano Fossi ha detto che c’è una attenzione “ai bisogni della gente: questo vuol dire essere di sinistra”.

Agli Uffizi la collezione di autoritratti più importante al mondo

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Sono 255 le opere tra dipinti, sculture, disegni e video arte quelle che accompagnano il visitatore nelle dodici sale dedicate dalle Gallerie degli Uffizi di Firenze che accolgono gli autoritratti e ai ritratti di artisti, la più vasta collezione al mondo di questo tipo.

La collezione di autoritratti degli Uffizi, la più importante al mondo

Avviata nel Seicento dal cardinale Leopoldo de’ Medici e da allora costantemente accresciuta con acquisti e donazioni, va dal Quattrocento al Ventunesimo secolo e vanta opere che spaziano dall’autoritratto dei fratelli Taddeo, Agnolo e Gaddo Gaddi alla scultura in ghisa di Antony Gormley, dal “selfie” su specchio di Michelangelo Pistoletto e quello realizzato con mattoncini di plastica da Ai Weiwei e ancora Beato Angelico, Bill Viola, Yan Pei-Ming (protagonista della mostra appena inaugurata a Palazzo Strozzi), Marc Chagall senza dimenticare dei colossi come Andrea del Sarto, Luca Giordano, Rubens, Rembrandt, i grandi napoletani De Mura e Solimena, ma anche Francesco Hayez, Eugène Delacroix, Arnold Böcklin (l’autore della celeberrima Isola dei Morti), Giuseppe Pellizza da Volpedo, Elisabeth Chaplin, Adolfo Wildt, Marino Marini.

La curiosità: tra gli autoritratti degli Uffizi, il primo di una scultrice

A ogni secolo, a ogni regione corrisponde un’attitudine: gli italiani più intimisti, i nordici fieri del loro mestiere e del loro status sociale, i francesi affogati nei pizzi e nelle grandi parrucche, le pittrici impegnate a rivendicare il loro talento senza rinunciare alle eleganze della moda. Nella collezione degli Uffizi, accanto a Canova, il primo autoritratto di una scultrice, Anne Seymour Damer, che nel 1778 firma la propria effigie addirittura in caratteri greci, per affermare una cultura normalmente preclusa all’universo femminile. È esposto anche, per la prima volta, l’autoritratto di uno street artist, il londinese Endless, che si raffigura insieme al duo Gilbert & George.

Dal Vasariano alla Galleria: la storia della collezione di autoritratti

Dopo essere stati a lungo accolti all’interno del Corridorio Vasariano – dal 1973 al 2016 – gli autoritratti vengono dunque per la prima volta esposti all’interno del normale percorso di visita che ospita la collezione degli Uffizi. Molte opere sono state inoltre sottoposte a importanti interventi di conservazione e si possono ora ammirare al meglio, altre sono state prelevate dai depositi del museo, dove prima erano appannaggio di pochi studiosi. Per dare risalto ai tanti volti di questa immensa collezione, gli Uffizi osserveranno il principio della rotazione espositiva, in particolare per quanto riguarda gli artisti viventi, ma non solo.

 

 

Il romanzo di Gianluca Monastra a 30 anni dalla strage dei Gergofili

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A 30 anni dalla strage di via dei Gergofili, il giornalista e scrittore Gianluca Monastra dedica a quella notte fatale il suo Più buio della notte. Romanzo di una strage, pubblicato da Edizioni Clichy. L’attentato che sconvolse Firenze il 27 maggio 1993 è lo scenario reale di cui l’autore si serve per intessere una trama di finzione, una storia che intreccia le biografie di tanti personaggi ed è proprio Monastra a precisare nelle conclusioni che si tratta di «un libro di storie, non di Storia».

Nel romanzo di Monastra il ricordo dell’attentato di via dei Gergofili e l’omaggio alla forza del giornalismo

In Più buio della notte. Romanzo di una strage, l’autore ricostruisce i meccanismi del mondo del giornalismo, aprendo uno spaccato sulle dinamiche che interessavano l’ambiente delle redazioni negli anni Novanta. La ricostruzione viene affidata a Tommaso Gioia, cronista di una testata fiorentina, attraverso il quale Monastra racconta come si svolgesse il reperimento delle notizie nell’era pre-smartphone, una sorta di gioco di ruoli tra contrattazioni, indiscrezioni e caparbietà nella ricerca. In redazione, il protagonista vive una condizione di forte precarietà e frustrazione; isolato dai colleghi giornalisti e allontanato dalla vicenda della strage, si ritrova a seguire il caso di una donna trovata morta nella propria auto nella zona di Gambacci. Ed è proprio la storia di Annalisa e della figlia Nora che apre un nuovo teatro investigativo su cui l’autore costruisce la trama del giallo. Renato, Sally, Viola, Olga fanno ingresso capitolo dopo capitolo, partecipando alla ricerca di indizi e intuizioni; le loro biografie si intrecciano con quella del protagonista attivando dinamiche relazionali di complicità, conflitto e ambivalenza.

Monastra romanzo Georgofili Più buio della notte
La copertina del libro

Solitario nella vita e nel lavoro, Tommaso Gioia prosegue freneticamente la sua strada con la smania e l’angoscia di trovare il suo caso, il fatto di cronaca che potrebbe ribaltare le sorti della sua carriera e riabilitarlo all’interno della redazione. Più buio della notte racconta il giornalismo tanto nella sua dimensione oscura quanto in quella di grande vitalità ed eccitazione: l’autore sceglie di omaggiare la sua professione attraverso una rappresentazione che si svincola da giudizi di valore. Dal romanzo di Gianluca Monastra emerge dunque la forza del giornalismo nella sua complessa missione di ricostruzione della realtà: un’operazione che assume le sembianze di un puzzle fatto di tanti piccoli pezzi da assemblare, un lavoro che solo con tenacia, cura per il dettaglio e coraggio di rischiare è possibile perseguire e portare a compimento.

Il ruolo della cultura per resistere alla violenza 

Il contesto dentro il quale prende forma il romanzo di Gianluca Monastra, Più buio della notte. Romanzo di una strage è quello che ruota attorno all’attentato mafioso di via dei Gergofili, l’evento che – nella notte tra il 26 e il 27 maggio 1993 – sconvolse il centro storico di Firenze (e l’Italia intera) trasformandolo in uno scenario di distruzione e smarrimento nel quale perse la vita la famiglia composta da Fabrizio Nencioni e Angela Fiume, con le loro figlie Nadia di 9 anni e Caterina di appena cinquanta giorni, insieme allo studente Dario Capolicchio e che smembrò la Torre dei Pulci – sede dell’Accademia dei Georgofili – e danneggiò gravemente alcuni ambienti della Galleria degli Uffizi e del Corridoio Vasariano. È proprio la cultura a svolgere un ruolo fondamentale nel romanzo in quanto luogo simbolico di resistenza dinnanzi alla violenza della morte. La storia si chiude infatti all’interno del celebre museo fiorentino con la contemplazione dell’Adorazione dei pastori di Gerard van Honthorst, una delle opere restaurate a seguito dell’attentato. «Niente come questa opera racconta quella notte» confessa a se stesso Tommaso Gioia, osservandone il buio illuminato da una torcia e individuando nei pastori ritratti un’analogia con «i restauratori e i pompieri, gli storici dell’arte e i poliziotti, i carabinieri, i cronisti, i magistrati e i barellieri, i fiorentini» che vissero la strage.

Accanto all’arte, emergono con forza il teatro e la poesia. Dalle sceneggiature sottratte da Scianna a Badalì fino alla “poesia amuleto” della piccola Nadia, rimasta vittima dell’attentato, entrambi i testi si trasformano in pretesti cruciali. Due dettagli necessari allo svolgimento del giallo, alla formulazione di ipotesi, alla rigenerazione delle indagini attorno alla morte di Annalisa che contribuiscono ad accreditare il pensiero di Tommaso Gioia sulla propria professione. Nel mestiere del giornalista è il dettaglio che conta e proprio la scommessa sul particolare del protagonista segna la svolta nella risoluzione di questo avvincente giallo firmato da Gianluca Monastra. 

Gianluca Monastra, l’autore

Gianluca Monastra, giornalista di «Repubblica», è autore di romanzi, racconti, graphic novel e testi per radio e teatro. Tra i suoi ultimi libri, L’ottava nota (Nutrimenti) e Il mostro di Firenze. Ultimo atto (Nutrimenti). Cura le pagine di cultura, spettacolo e sport di «Repubblica Firenze» e scrive per «il Venerdì».

Un mese senza Kata, cosa sappiamo finora

Un mese senza Kata, la bambina di 5 anni scomparsa nel nulla lo scorso 10 giugno. Scomparsa come se fosse stata “inghiottita in un buco nero”, come dichiarato dalla madre. Le ricerche proseguono ma finora non sono state trovate tracce della bambina.

La scomparsa di Kata. Cosa sappiamo

Kata è scomparsa il 10 giugno all’ex hotel Astor di Firenze, che un mese fa era occupata da famiglie di peruviani, ecuadoregni e romeni. Le ultime immagini delle telecamere riprendono la bambina mentre alle 15.13 si trova dentro la struttura. La madre quel giorno era al lavoro in un supermercato. Poi all’improvviso Kata sparisce e da allora non abbiamo più informazioni certe. Le forze dell’ordine hanno seguito più piste, sgomberato le 132 persone che erano dentro l’Astor alla ricerca di qualche indizio in più. Ma finora nessuna novità, incluse le ricerche nei pozzi neri e nei luoghi più nascosti dell’ex Astor.

Le parole della madre di Kata

La madre di Kata dice di non sapere dove è la figlia e di non sapere neanche “dove cominciare a cercarla. Stiamo male. Un mese senza sapere nulla della mia bimba è un’eternità».
Ciò che sente è che “è ancora viva. Ho questa sensazione, spero di non sbagliarmi. Per il resto sono confusa. “Finora non l’hanno trovata qua, a Firenze. Magari l’hanno portata all’estero. Per questo voglio che la sua foto venga condivisa anche fuori dall’Italia”. C’è chi le chiede se sente solidarietà da parte dell’Italia e la madre di Kata risponde che invece sente “una grandissima indifferenza da parte di tutti”.

Il presidio per la piccola Kata

Nel frattempo questa sera, 10 luglio, e quindi a un mese dalla scomparsa della bambina l’associazione Penelope ha organizzato un presidio “per far cadere il muro di indifferenza e omertà che avvolge la scomparsa di Kata”. La stessa mamma della bambina scomparsa ha chiesto a tutti di partecipare al presidio organizzato a Firenze per le 21 in piazza Dallapiccola: “All’appuntamento mi auguro ci siano anche le istituzioni e i cittadini di Firenze: non fatelo per me o mio marito ma per mia figlia”, ha ripetuto.
Nel frattempo la procura di Firenze ha un fascicolo aperto per sequestro di persona a fini di estorsione. Il problema è che non sono arrivate richieste di riscatto e, al momento, non sono emerse tracce che possano condurre ai sequestratori.

Firenze-New York, la “cugina” della Statua della libertà è in Santa Croce

Incredibile, ma vero: all’interno della Basilica di Santa Croce, nell’omonima piazza a Firenze, si trova ‘la cugina’ della statua della Libertà, un monumento in onore di Giovan Battista Niccolini, realizzata da Pio Fedi tra il 1870 e il 1876 a coronamento della tomba del poeta. Non c’è bisogno di essere un fine osservatore per accorgersene, la statua di Pio Fedi è molto simile a quella che svetta nella baia di New York e dà il benvenuto ai navigatori di ieri e di oggi e ai milioni di turisti che ogni anno le fanno visita.

Pio Fedi e l’allegoria della Libertà della Poesia in Santa Croce

La statua fiorentina, meno famosa (e decisamente meno mastodontica) di quella newyorkese, è collocata sulla controfacciata vicino al portale centrale della Basilica di Santa Croce e fa parte della tomba monumentale eseguita tra il 1870 e il 1876 dal più importante scultore del tempo Pio Fedi, in onore del poeta, drammaturgo e patriota Giovan Battista Niccolini (1782-1861). L’artista era infatti molto legato all’intellettuale, suo maestro durante gli anni dell’Accademia, tanto che decise di onorarne la memoria realizzando un monumento intitolato a lui.

L’amicizia tra i due era così forte che persino il Municipio di Firenze si attivò affinché le sue spoglie fossero riposte in Santa Croce. Nel 1872 venne quindi ultimato un modellino in gesso, ma l’opera fu portata a compimento soltanto nel 1876 e sarà solo nel 1883 che il monumento verrà finalmente inaugurato con grande partecipazione da parte di tutta la cittadinanza, ma anche di politici ed intellettuali del tempo, che vedevano incarnati nelle opere di Niccolini i più profondi ideali rinascimentali del tempo.

La figura femminile della “statua della Libertà” di Firenze rappresenta l’allegoria della Libertà della Poesia, di ispirazione classica. La donna tiene nella mano sollevata una catena spezzata, simbolo della rivendicata libertà di pensiero, e con il piede destro ne calpesta un frammento. La mano sinistra, invece, sostiene una corona di alloro e una lira appoggiata su una pila di volumi scritti da Niccolini, il cui ritratto di profilo appare in un medaglione sull’urna. Sopra di lei una corona e sul basamento compare la firma “Pio Fedi immaginò e scolpì”, a testimonianza infine della paternità della scultura.

Firenze – New York: alcune affinità con la statua della Libertà

‘Si vocifera’ che la statua marmorea di Fedi potrebbe essere stata la fonte d’ispirazione per la sua cugina newyorkese. Sorprendenti sono infatti le somiglianze tra la statua della Libertà di Firenze e quella americana, che illumina la Liberty Island di New York, realizzata da Frederic Auguste Bartholdi tra il 1877 e il 1886. L’artista fece un viaggio in Italia proprio tra il ’75 e il ’76, nel corso del quale vide infatti una prima versione del monumento a Niccolini. La somiglianza più sorprendente risiede nel soggetto, ovvero la personificazione della libertà. Nella versione di Fedi la scultura simboleggia la libertà del pensiero individuale e della creatività dell’artista. In Bartholdi, incarna invece la libertà della nazione americana.

Questa non è però l’unica affinità: entrambe le donne indossano un lungo abito ed hanno il braccio destro sollevato con l’unica differenza che quella newyorkese impugna orgogliosamente l’eterna fiamma della Libertà, mentre quella fiorentina una catena. Anche la mano sinistra delle due figure femminili sembra impugnare in ambedue i casi un oggetto. Nello specifico, quella americana un libro datato “4 luglio 1776”, Giorno dell’Indipendenza americana e quella italiana una corona d’alloro e una lira, come detto sopra. Ai piedi della scultura di Bartholdi, proprio come avevamo visto nella versione di Fedi, alcune catene spezzate, simbolo della libertà dal potere dispotico della monarchia. E, sopra di lei, una corona a 7 punte, che rappresentano rispettivamente 7 mari e 7 continenti.

Per saperne di più su come poter accedere in Santa Croce a visitare questa e ad altri capolavori della storia dell’arte, è possibile consultare il sito ufficiale dell’Opera di Santa Croce.

Forte Belvedere (Firenze) ospita la mostra di Nico Vascellari

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Un progetto espositivo ambizioso, la prima mostra che il Forte Belvedere dedica alla generazione di artisti di Nico Vascellari. Ed è proprio il performer veneto a offrire al grande pubblico uno sguardo inedito sulla contemporaneità con MELMA, l’esposizione che sarà visitabile fino all’8 ottobre 2023, promossa dal Comune di Firenze, organizzata da MUS.E e curata da Sergio Risaliti. 

Il percorso e i luoghi della mostra di Nico Vascellari: dal Forte Belvedere alle piazze di Firenze

Il percorso espositivo di MELMA si snoda tra gli spazi interni ed esterni del Forte Belvedere, coinvolgendo anche alcuni dei luoghi più emblematici di Firenze, tra cui Piazza Signoria, Palazzo Vecchio e Museo Novecento. Nel giardino del Forte sono state installate nove opere scultoree in alluminio, mentre le sale interne presentano un itinerario volto a indagare il rapporto tra uomo e natura, tra corruzione e rigenerazione. Le opere uniscono diversi linguaggi espressivi, dalla video arte alla scultura, dal collage all’installazione fino alle sperimentazioni sonore e comprendono una selezione di lavori pensati appositamente per l’esposizione. Nel mese di ottobre si realizzerà la seconda tappa di questo progetto con l’inaugurazione di una serie di opere tra le piazze sopra citate, accompagnate dall’ideazione di una performance site-specific all’interno del Salone dei Cinquecento e la presentazione di altri lavori presso la sede delle ex-Leopoldine.

Perché “melma”? La visione dell’artista

Pasticciata, paludosa, ignota. La melma è l’oggetto che Nico Vascellari ha sondato e perlustrato per svelare le analogie di questa materia primordiale con il mondo interiore ed esteriore, con il binomio vita e morte, con le condizioni di rigenerazione e corruzione. Un corpo di acqua e terra che rappresenta simbolicamente il nostro stato prenatale, quello di una forma che sta per essere plasmata. «Ho sempre parlato dell’arte come una pesca a mani nude nel fango, dove è possibile trovare ciò che non conosci ma che tenti di riconoscere» sostiene l’artista, esplicitando il profondo legame tra la sua concezione dell’arte e la melma stessa. 

 

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Nico Vascellari. foto di Mattia Zoppelaro

Biografia Nico Vascellari

Tra gli autori più interessanti della scena artistica italiana e internazionale, Nico Vascellari (1976, Vittorio Veneto) porta avanti una ricerca che affronta, sin dagli esordi, pratiche diverse, dalla performance alla scultura, dall’installazione al disegno, dal video all’esplorazione del suono. Attraverso un approccio e uno sguardo antropologico, le sue opere analizzano la relazione tra uomo e natura, intrecciando la dimensione personale a quella collettiva. Ha vinto numerosi premi, partecipato a manifestazioni nazionali e internazionale ed esposto in noti musei e istituti nelle città di Roma, Parigi, Londra, Tirana, Milano, Manchester e tante altre. 

Informazioni su MELMA, la mostra di Nico Vascellari al Forte Belvedere

La mostra al Forte Belvedere è visitabile dal 24 giugno all’8 ottobre 2023, dal martedì alla domenica in orario 10:00-20:00, con l’ultimo ingresso alle ore 19:00. L’ingresso è gratuito e per maggiori informazioni è possibile contattare l’indirizzo mail [email protected] oppure visitare il sito di Muse Firenze.