domenica, 12 Aprile 2026
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Decreto ristoro: in Gazzetta Ufficiale testo in pdf e codici Ateco (allegato 1)

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La tabella dei codici Ateco, contenuta nell’allegato 1, è stata limata fino all’ultimo momento: dopo il varo del governo e la firma del presidente della Repubblica, il testo definitivo del “Decreto ristoro” di ottobre 2020 è stato pubblicato in pdf sulla Gazzetta Ufficiale con aiuti economici alle realtà danneggiate dalle misure restrittive decise con l’ultimo Dpcm per l’emergenza Covid, dai ristoranti alle partite Iva dello spettacolo, fino a palestre, piscine, teatri, cinema, taxi e ncc. Il provvedimento entra in vigore oggi, 29 ottobre.

Per queste categorie in particolare il dl n° 137 del 28 ottobre 2020 prevede contributi a fondo perduto che arriveranno direttamente sul conto corrente tramite un bonifico dell’Agenzia delle Entrate. E chi ha richiesto questo aiuto in passato potrà ricevere il pagamento già a metà novembre, ha annunciato il premier Giuseppe Conte. In tutto vengono stanziati 5,4 miliardi di euro con misure per sostenere l’economia, le imprese e anche le famiglie in difficoltà.

Le principali misure del dl ristori 137/2020

Tra le principali misure, la proroga della cassa integrazione fino al 31 gennaio 2021, due nuove mensilità del reddito di emergenza, un’indennità di 1.000 euro per i lavoratori autonomi e intermittenti dello spettacolo, 1.000 euro anche per i lavoratori stagionali del turismo e degli altri settori (qui i requisiti del “bonus ristoro”), oltre a un nuovo bonus per i collaboratori sportivi che rispetto a quello giugno sale a 800 euro.

Il testo del decreto ristoro prevede inoltre contributi a fondo perduto per le imprese danneggiate dalle nuove restrizioni (anche quelle con fatturato maggiore di 5 milioni di euro), stop al versamento dei contributi previdenziali per quelle aziende che hanno sospeso o ridotto l’attività a seguito dell’emergenza Covid, cancellazione della seconda rata dell’Imu per le attività sospese e l’estensione per i mesi di ottobre, novembre e dicembre 2020 del bonus affitti per le imprese, già previsto dal Cura Italia e dal decreto rilancio.

La tabella dei codici Ateco: il testo definitivo dell’allegato 1 al decreto ristoro di ottobre

Una prima bozza in pdf del decreto legge ristoro era già circolata in rete, ma l’attesa era tutta per il testo definitivo in Gazzetta Ufficiale che contiene l’elenco aggiornato dei codici Ateco, ossia quel numerino che individua le varie attività economiche, e che quindi stabilisce nero su bianco a chi andranno gli aiuti economici e in quale misura.

Ecco i codici ateco inclusi nel decreto ristoro (allegato 1), pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, ma la lista potrà essere ampliata con decreti del Mise, il Ministero dello Sviluppo Economico, emanati in accordo con il dicastero dell’Economia:

Trasporti, taxi, NCC

  • 493210 – Trasporto con taxi 100,00%
  • 493220 – NCC, trasporto mediante noleggio di autovetture da rimessa con conducente 100,00%
  • 493901 – Gestioni di funicolari, ski-lift e seggiovie se non facenti parte dei sistemi di transito urbano o sub-urbano 200,00%

Alberghi, agriturismi e strutture ricettive

  • 551000 – Alberghi 150,00%
  • 552010 – Villaggi turistici 150,00%
  • 552020 – Ostelli della gioventù 150,00%
  • 552030 – Rifugi di montagna 150,00%
  • 552040 – Colonie marine e montane 150,00%
  • 552051 – Affittacamere per brevi soggiorni, case ed appartamenti per vacanze, bed and breakfast, residence 150,00
  • 552052 – Attività di alloggio connesse alle aziende agricole (agriturismo) 150,00 %
  • 553000 – Aree di campeggio e aree attrezzate per camper e roulotte 150,00%
  • 559020 – Alloggi per studenti e lavoratori con servizi accessori di tipo alberghiero 150,00

Decreto ristoro: ristoranti, bar, pasticcerie, gelaterie, catering

  • 561011 – Ristorazione con somministrazione 200,00%
  • 561012 – Attività di ristorazione connesse alle aziende agricole 200,00%
  • 561030 – Gelaterie e pasticcerie 150,00%
  • 561041 – Gelaterie e pasticcerie ambulanti 150,00%
  • 561042 – Ristorazione ambulante 200,00%
  • 561050 – Ristorazione su treni e navi 200,00%
  • 562100 – Catering per eventi, banqueting 200,00%
  • 563000 – Bar e altri esercizi simili senza cucina 150,00

Cinema, teatro, spettacoli: codici Ateco (allegato 1)

  • 591300 – Attività di distribuzione cinematografica, di video e di programmi televisivi 200,00%
  • 591400 – Attività di proiezione cinematografica 200,00%
  • 749094 – Agenzie ed agenti o procuratori per lo spettacolo e lo sport 200,00%
  • 773994 – Noleggio di strutture e attrezzature per manifestazioni e spettacoli: impianti luce ed audio senza operatore, palchi, stand ed addobbi luminosi 200,00%
  • 799011 – Servizi di biglietteria per eventi teatrali, sportivi ed altri eventi ricreativi e d’intrattenimento 200,00%
  • 900101 – Attività nel campo della recitazione 200,00%
  • 900109 – Altre rappresentazioni artistiche 200,00%
  • 900201 – Noleggio con operatore di strutture ed attrezzature per manifestazioni e spettacoli 200,00%
  • 900209 – Altre attività di supporto alle rappresentazioni artistiche 200,00%
  • 900309 – Altre creazioni artistiche e letterarie 200,00%
  • 900400 – Gestione di teatri, sale da concerto e altre strutture artistiche 200,00%

Decreto ristoro: aiuti per viaggi, turismo, guide turistiche

  • 799019 – Altri servizi di prenotazione e altre attività di assistenza turistica non svolte dalle agenzie di viaggio nca 200,00%
  • 99020 – Attività delle guide e degli accompagnatori turistici 200,00%
  • 823000 – Organizzazione di convegni e fiere 200,00%
  • 855209 – Altra formazione culturale

I codici ateco per palestre, terme, centri benessere e sportivi

  • 931110 – Gestione di stadi 200,00%
  • 931120 – Gestione di piscine 200,00%
  • 931130 – Gestione di impianti sportivi polivalenti 200,00%
  • 931190 – Gestione di altri impianti sportivi nca 200,00%
  • 931200 – Attività di club sportivi 200,0
  • 931300 – Gestione di palestre 200,00%
  • 931910 – Enti e organizzazioni sportive, promozione di eventi sportivi 200,00%
  • 931999 – Altre attività sportive nca 200,00%
  • 960410 – Servizi di centri per il benessere fisico esclusi gli stabilimenti termali 200,00%
  • 960420 – Stabilimenti termali 200,00%

Discoteche, centri scommesse, intrattenimento

  • 920009 – Altre attività connesse con le lotterie e le scommesse (comprende le sale bingo) 200,00%
  • 932100 -Parchi di divertimento e parchi tematici 200,00%
  • 932910 – Discoteche, sale da ballo night-club e simili 400,00%
  • 932930 – Sale giochi e biliardi 200,00%
  • 932990-Altre attività di intrattenimento e di divertimento nca 200,00%
  • 949920 – Attività di organizzazioni che perseguono fini culturali, ricreativi e la coltivazione di hobby 200,00%
  • 949990 – Attività di altre organizzazioni associative nca 200,00%
  • 960905 – Organizzazione di feste e cerimonie 200,00%

Il testo in pdf del decreto ristoro di ottobre 2020 in Gazzetta Ufficiale

Requisiti, codici Ateco e dettagli degli aiuti del decreto legge ristoro (137/2020) sono riportati sulla Gazzetta Ufficiale:

La Fiorentina passa in Coppa Italia contro il Padova, ma delude ancora

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La Fiorentina batte (2-1) il Padova grazie alle reti nel primo tempo di Venuti e Callejon. Nella ripresa meglio gli uomini di Mandorlini che, prima accorciano con Santini e poi vanno più volte vicini al pareggio. La gara è iniziata con 40 minuti di ritardo in quanto diversi giocatori del Padova erano in attesa dei tamponi per sapere se erano positivi al Covid 19. Mandorlini ha schierato 11 giocatori in campo e solo 2 in panchina. Rosa falcidiata dal Coronavirus. Iachini ha offerto l’opportunità a tanti giocatori che non riescono a mettersi in mostra in campionato di poter giocare effettuando un corposo turnover.

Le azioni salienti

Fiorentina in vantaggio al 10’ grazie a Saponara che effettua un cross che Venuti corregge a rete. Dopo tre minuti è ancora Saponara a servire un assist a Cutrone. Questa volta il portiere del Padova para. Al 32’ Callejon serve Duncan. Riesce il triangolo con lo spagnolo che segna il 2-0. E’ la prima rete stagionale in maglia viola per l’ex giocatore del Napoli. Nel secondo tempo i veneti sono più propositivi e, al 54’, accorciano le distanze. Viene battuto un angolo, palla in area e Santini riesce a tirare battendo Terracciano per il 2-1.  Al 60’ gli uomini di Mandorlini pareggiano, ancora con Santini, ma in fuorigioco e l’arbitro Santoro annulla. Al 75’ ci prova Nicastro che colpisce il palo. E all’89’ è ancora Nicastro ad impensierire Terracciano che si rifugia in angolo. La Fiorentina vince ma mostra ancora tanti limiti. Nel quarto turno i viola giocheranno, in trasferta, contro l’Udinese.

No alle scuole chiuse in Toscana: l’ordinanza sulla didattica a distanza

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Le scuole superiori della Toscana non saranno chiuse, ma viene introdotta fino al 24 novembre 2020 la didattica a distanza per il 75% delle ore, la soglia minima prevista dall’ultimo Dpcm per l’emergenza coronavirus. Il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani ha firmato l’ordinanza numero 99 del 28 ottobre 2020 che riguarda il mondo della scuola.

Il nuovo decreto della presidenza del Consiglio dei Ministri dà infatti facoltà ai singoli governatori di ampliare il ricorso alle lezioni da remoto anche fino al 100%, ma in questo caso si è preferito lasciare aperte le aule almeno per una piccola parte. Nessun cambiamento per gli altri cicli: alla materna, alle elementari e alle medie si continuerà ad andare in classe, seguendo sempre i protocolli anti-contagio per il coronavirus.

No alle scuole chiuse per coronavirus, in Toscana didattica a distanza per tre quarti

In Toscana quindi le scuole non saranno chiuse. Gli studenti seguiranno dallo schermo del computer o del tablet tre quarti delle lezioni previste dagli istituti, ma torneranno sui banchi per il 25% delle ore, con particolare attenzione a tutte quelle attività pratiche che mal si prestano alla didattica a distanza, come laboratori e stage, oltre a favorire gli alunni che si preparano per la maturità e le “matricole” che hanno appena iniziato la scuola secondaria di secondo grado.

Un quarto dell’attività prevista ogni giorno nelle scuole superiori della Toscana – chiarisce infatti l’ordinanza regionale – va riservata, dove possibile, ai laboratori e agli alunni delle prime e ultime classi.

Professionali: laboratori e stage in presenza

Per quanto riguarda gli istituti professionali l’indicazione della Regione Toscana è quella di svolgere con didattica a distanza le attività teoriche e realizzare in presenza quelle pratiche che sono difficilmente replicabili in remoto, come i laboratori e gli stage.

Infine per gli alunni con disabilità, disturbi dell’apprendimento e con altri bisogni educativi specifici, l’ordinanza chiede che “venga garantita l’effettiva inclusione scolastica”. Qui il testo integrale (pdf) dell’ordinanza 99 del 28 ottobre 2020 della Regione Toscana.

La crescita esponenziale del crowdfunding immobiliare

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Il crowdfunding immobiliare, strumento di cui gli operatori del real estate possono beneficiare per reperire liquidità in maniera semplice e rapida, mostra una crescita esponenziale. Alla chiusura del 2019, lo strumento economico che si basa su una forma di finanziamento collettivo ha raddoppiato il volume di affari mosso attraverso le piattaforme dedicate. L’anno scorso, le campagne online di crowdfunding immobiliare sono arrivate a raccogliere la cifra record di 20 miliardi di euro su scala mondiale, il doppio della somma messa insieme nel corso dei precedenti 12 mesi.

Stando a quanto riportato nella guida informativa di Concrete Investing, vero e proprio punto di riferimento del settore, il business del real estate crowdfunding sta iniziando a correre anche in Italia. Lo scorso anno, nel nostro Paese sono stati erogati circa 69 milioni di euro alle imprese del comparto immobiliare tramite i servizi di equity crowfunding offerti da portali come Concrete Investing. Anche in questo caso si può parlare di primato, se si pensa che la raccolta di capitali è cresciuta di 114 punti percentuali rispetto a quella del 2018.

Il parere condiviso dagli analisti del settore è quello che la significativa crescita del crowdfunding immobiliare non accennerà a frenare. Secondo le stime più conservative degli addetti ai lavori, alla fine del 2020 in Italia il mercato potrebbe raggiungere la soglia record dei 100 milioni di euro. Questo è possibile nonostante, o grazie al fatto, che il mondo stia affrontando una crisi economico-sociale a detta di molti senza precedenti. La pandemia da coronavirus ha infatti contribuito ad accelerare il processo di digitalizzazione in corso, spingendo gli investitori e gli operatori del mercato immobiliare ad adottare soluzioni tecnologiche per la gestione dei propri affari.

Il crowdfunding immobiliare è uno strumento che offre notevoli opportunità di sviluppo al comparto dell’edilizia 4.0. Gli immobiliaristi hanno l’occasione di accedere al credito in maniera più rapida, semplice e trasparente rispetto a quella proposta dalle banche tradizionali. La raccolta dei capitali viene così rivoluzionata dall’applicazione della logica fintech, che favorendo la creazione di nuovi servizi contribuisce alla crescita e allo sviluppo di nuovi progetti immobiliari.

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Centri commerciali: la Toscana minaccia la chiusura di domenica

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Attenzione alla folla nei supermercati e alle file davanti ai centri commerciali della Toscana, che rischiano la chiusura nel weeekend: il governatore Eugenio Giani finora non ha deciso lo stop degli shopping center la domenica – questione rimasta aperta anche dopo l’ultimo Dpcm sull’emergenza Covid -, ma se i gestori non seguiranno le raccomandazioni della Regione sul contingentamento degli ingressi e su quante persone far entrare, potrà arrivare un’ordinanza restrittiva.

Dopo aver incontrato nei giorni scorsi le associazioni di categoria, Giani ha annunciato che sta preparando “delle raccomandazioni, chiedendo che il prossimo fine settimana le strutture mostrino molta disciplina”. Per ora non sarà quindi emanata un’ordinanza, che potrebbe però essere firmata dal governatore se i suggerimenti non saranno seguiti.

Contingentamento degli ingressi, no agli assembramenti dentro e fuori

Dai centri commerciali delle grandi insegne di supermercati, come Coop, Esselunga e Carrefour, ai mega store di Ikea, fino agli shopping center come i Gigli e agli outlet, la Regione Toscana raccomanderà ai gestori di vigilare costantemente sul numero degli ingressi nelle strutture per evitare assembramenti nell’area di vendita ma anche fuori dagli edifici.

Tra i consigli quello di far entrare solo una persona per famiglia, come ai tempi del lockdown, in modo che i clienti rimangano nel centro commerciale solo il tempo necessario per gli acquisti.

Se ci saranno problemi, chiusura dei centri commerciali in Toscana

Quello tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre sarà quindi un weekend di test a tutti gli effetti. Se si dovessero registrare problemi sul contingentamento degli ingressi e sulle misure anti-assembramento, “prenderemo seriamente in considerazione di intervenire”, ha detto Giani.

Di fatto un ultimatum ai centri commerciali della Toscana che rischiano la chiusura di domenica. Il messaggio è chiaro: o vigilate sugli assembramenti dandovi un’autodisciplina oppure arriverà un’ordinanza regionale toscana che potrebbe prevedere lo stop alle aperture delle attività durante il weekend.

Calcio, lo stop della Figc: sospensione dei campionati giovanili

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La Figc ha deciso: sospensione dei campionati giovanili nazionali, uno stop che durerà fino al 24 novembre prossimo, ovvero fin quando resterà in vigore il Dpcm 24 ottobre. La decisione è stata ufficializzata con il comunicato numero 42 emanato ieri sera dal Settore giovanile e scolastico della Federcalcio.

Covid, arriva la sospensione dei campionati giovanili

Stop al calcio giovanile, dunque: la sospensione riguarda le gare dei campionati giovanili nazionali organizzati direttamente dagli uffici centrali della Figc. A livello regionale le decisioni sono prese invece dai vari comitati territoriali, che in molti casi si sono mossi nella stessa direzione.

In dettaglio, i campionati giovanili per i quali è scattato lo stop sono:

  • I campionati nazionali Under 18, Under 17, Under 16 e Under 15 riservati alle società di Serie A e B
  • I campionati Under 17, Under 16 e Under 15 riservati alle società di Serie C
  • I campionati Under 17 e Under 15 Femminile
  • I campionati nazionali Under 14 Pro e Under 13 Pro

Stop al calcio giovanile

La sospensione riguarda tutte le gare dei campionati giovanili interessati in programma dal 31 ottobre al 24 novembre. Le società potranno comunque continuare in questo periodo a organizzare le sedute di allenamento, sempre nel rispetto dei protocolli di sicurezza governativi e federali.

Il testo completo del comunicato 42 del Settore giovanile e scolastico della Figc in formato pdf è disponibile su questa pagina.

Coprifuoco in Toscana e a Firenze: l’orario e il punto della situazione

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Se in molte regioni è scattato lo stop agli spostamenti durante la notte con il ritorno dell’autocertificazione, il coprifuoco in Toscana non c’è, almeno per il momento, ma resta l’orario della serrata di ristoranti, bar e locali fissata dal nuovo Dpcm di ottobre per l’emergenza Covid. Si pensa però a spostare l’ora di chiusura in avanti. Niente coprifuoco anche a Firenze, dove il sindaco Dario Nardella ha vietato lo stazionamento delle persone in 10 tra piazze e vie della movida.

Il governo ha dato la possibilità ai primi cittadini di disporre la chiusura al pubblico delle zone a rischio assembramenti e di stabilire misure restrittive, mentre le Regioni possono stabilire limitazioni più rigide di quelle nazionali.

Coprifuoco Covid in Toscana: l’orario della chiusura

Nel breve periodo non sarà disposto un lockdown regionale né un coprifuoco in Toscana, ha spiegato più volte il governatore Eugenio Giani, che però ha puntato su misure locali e mirate, discusse con Asl e Comuni, per evitare assembramenti e contatti non necessari, ad esempio con la chiusura di piazze e vie, come succede a Firenze.

Il coprifuoco in Toscana quindi non c’è, non esiste al momento un divieto agli spostamenti delle persone durante le ore notturne come deciso ad esempio in Lombardia, Piemonte, Campania e Sicilia, ma l’ultimo Dpcm del governo ha imposto anche da noi un orario di chiusura a ristoranti, bar, pasticcerie, gelaterie e degli altri servizi di ristorazione.

Dalle 18 in poi non si può più sedere ai tavoli o consumare in piedi: da questo orario fino a mezzanotte sono consentiti solo la consegna a domicilio e l’asporto (ma senza mangiare o bere nell’attività o nelle vicinanze). Insieme allo stop di cinema, teatri, sale da concerto e discoteche, questa misura non impone un coprifuoco, ma fa tabula rasa di tutte quelle attività che potrebbero essere svolte la sera, per  invitare le persone a non uscire di casa.

Regione Toscana: spostare l’orario di chiusura di bar e ristoranti toscani alle 22?

Intanto il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani apre alla possibilità di spostare in avanti le lancette di questo “coprifuoco de facto”, dalle 18 alle 22: il comma “ee” del Dpcm consente infatti alle Regioni di variare l’orario di chiusura di bar e ristoranti in base all’andamento dell’epidemia di Covid. Ma le condizioni, ha spiegato lo stesso governatore, sono due: che tra un settimana la curva dei contagi non punti più in l’alto e che sia pronto un protocollo regionale di sicurezza con le categorie interessate come richiesto dal decreto nazionale.

No al coprifuoco a Firenze, 10 piazze della movida “chiuse” la sera: dove e quando

Accanto linea light della Regione Toscana sul coprifuoco, ci sono le decisioni dei singoli sindaci, come a Firenze dove resta in vigore l’ordinanza sul “divieto di sosta pedonale” per evitare gli assembramenti soprattutto durante i fine settimana. Nella città del giglio, durante le notti del weekend, fino al 13 novembre è vietato lo stazionamento in 10 zone calde della movida e l’ingresso in piazza Santo Spirito rimane a numero chiuso.

Cosa cambia, come funziona e dove scatta la misura anti-Covid? Nelle aree individuate del centro di Firenze, ogni venerdì e sabato, dalle 19.00 alle 2.00 di notte non è possibile fermarsi, anche se a piedi. Si può però passare per andare a casa, oppure in negozi e locali aperti (per il solo asporto). Ecco dove scatta questo divieto di stazionamento il venerdì e sabato sera:

  • Piazza Strozzi
  • via Strozzi
  • via Sassetti
  • piazza della  Repubblica
  • via Pellicceria
  • Sant’Ambrogio
  • via Pietrapiana
  • piazza dei Ciompi
  • Borgo La Croce (fino a via della Mattonaia)
  • L’accesso a piazza Santo Spirito resta contingentato a un massimo di 1.000 persone con controlli ai varchi.

Sono previsti controlli delle forze dell’ordine e multe per chi non rispetta l’obbligo di indossare la mascherina e il divieto di assembramento, da 400 a 1.00 euro.

Dl Ristori, nel decreto anche la proroga della cassa integrazione Covid

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Più breve del previsto, ma nel Decreto ristori c’è anche la proroga della cassa integrazione, la Cig per Covid: sarà di sei settimane, utilizzabili dal 16 novembre e con scadenza il 31 gennaio. Sempre al 31 gennaio, con il nuovo decreto è arrivata anche la proroga del divieto di licenziamenti.

Cassa integrazione, proroga di 6 settimane con il Decreto ristori

La Cig per Covid attuale inizierà a scadere proprio intorno alla metà di novembre per le prime aziende. Per questo la nuova proroga introdotta dal Decreto ristori permette di utilizzare la cassa integrazione a partire dal 16 novembre e per sei settimane. Ma non sarà automatica per tutti. Per poter usufruire della proroga della cassa integrazione alle aziende sono richiesti alcuni requisiti.

Proroga cassa integrazione Covid: i requisiti

Come anticipato nelle scorse settimane, il criterio seguito è stato lo stesso della proroga precedente: le perdite di fatturato. Le aziende che hanno giù usufruito delle precedenti 18 settimane di cassa integrazione Cig per Covid (con la formula 9+9) hanno diritto alla proroga di 6 settimane gratis se il calo di fatturato nei primi tre trimestri 2020 è di almeno il 20% rispetto al 2019.

Se il fatturato è in calo ma meno del 20% si può comunque accedere alla cassa integrazione ma bisogna versare un contributo del 9%. Può accedere alla Cig per Covid anche chi non ha subito cali di fatturato, ma in questo caso il contributo sale al 18%.

Cig gratis per i settori colpiti dalle chiusure

I requisiti di fatturato non valgono invece per le aziende dei settori colpiti dalle chiusure disposte dal Dpcm 24 ottobre. Ristoranti, bar, cinema, teatri, palestre, piscine e tutte le categorie interessate dalle chiusure potranno richiedere la proroga della Cig gratuitamente.

E già si guarda avanti: ci sarà una ulteriore proroga della cassa integrazione per Covid dopo il 31 gennaio? L’intenzione del governo è quella di prolungare ancora lo strumento della Cig fino a un totale di altre 18 settimane, le stesse previste per la prima fase dell’emergenza, dalla primavera all’autunno. Si arriverà quindi ad altre 12 settimane di proroga, anche se non si sa ancora se le condizioni resteranno le stesse. I dubbi verranno chiariti dai primi decreti del 2021.

A Brozzi le Missionarie della carità di Madre Teresa di Calcutta

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Alla periferia di Firenze, nel rione di Brozzi, una casa modesta affacciata su piazza Primo Maggio ospita da non più di cinque anni le Missionarie della carità, suore dell’ordine religioso fondato da Madre Teresa di Calcutta. Sono in tutto quattro, pochissime, a vivere in questa struttura.

I poveri tra i poveri. Chi si prende cura degli “invisibili”

Poche del resto, sono le suore di quest’ordine presenti in Italia: appena 135. Perché? Perché siamo un paese ricco e di loro, qui, c’è meno bisogno che in altri posti del mondo. Siamo un paese ricco? Ma davvero? E tutti i poveri che le statistiche ci riportano? Le famiglie che hanno perso il lavoro, che soffrono la svalutazione degli stipendi e che vedono la loro capacità di acquisto diminuire anno dopo anno?

Pensate a cosa significhi essere poveri, a essere gli ultimi della società, i più fragili. Ebbene, l’ultimo scalino della piramide sociale, in realtà, non è occupato da queste persone, ma dagli invisibili, individui talmente indigenti, disperati, così soli e abbandonati che per loro il recupero sociale non è nemmeno immaginabile. Sono quelli che non vuole nessuno, quelli di cui talvolta nemmeno si sente parlare perché nella loro caduta hanno perfino perso l’identità, il nome. Sono questi, gli ultimi degli ultimi, gli esseri umani a cui tendono una mano le Missionarie della carità.

Missionarie della carità a Firenze e l’insegnamento di Madre Teresa di Calcutta

Eppure, sebbene tutti conoscano la figura carismatica che è stata Madre Teresa, delle sue suore sul nostro territorio non si sente parlare mai. Non hanno un bollettino postale sul quale poter fare un’offerta, non promuovono raccolte benefiche, non si espongono, non parlano e non rilasciano nemmeno interviste. Tengono un basso profilo, si muovono in silenzio, senza clamore, invisibili come coloro che aiutano e dai quali non pretendono né gratitudine né riconoscimento di alcun tipo. Questa è loro regola, questo è il loro credo: è la Provvidenza che fa arrivare a loro ciò di cui hanno bisogno per sostenersi e per aiutare gli altri, loro non chiedono niente.

Abitano una casa che definire essenziale è riduttivo, ma che ospita persone che non sarebbero ospitate da nessun altro, che qui cercano di raccogliere i cocci della loro esistenza e di ritrovare la dignità, negata, di essere umani.

Ogni giorno, silenziosamente, raggiungono le zone più lontane della città, portando cibo e generi di conforto ai più disperati, accompagnate da un manipolo di volontari altrettanto silenziosi e discreti. Non si dedicano a nessun “marketing della beneficenza”, attività necessaria per qualsiasi altra associazione e ordine religioso che abbia bisogno di raccogliere risorse per assistere gli altri. Aspettano solo qualcuno che bussi alla loro porta, quasi sempre per chiedere aiuto, più di rado per lasciare qualcosa, grande o piccolo che sia, e permettere loro di continuare la loro opera. È la Provvidenza che tenderà loro una mano per andare avanti. Ed è proprio perché le vie della Provvidenza sono infinite e imperscrutabili, forse saranno poche parole su un giornale di quartiere a smuovere gli animi di qualcuno che vorrà offrire loro tempo o risorse.

Tramvia notturna, stop agli orari lunghi nel weekend

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Sirio non fa più le ore piccole. Dopo tre weekend di corse notturne, la tramvia di Firenze torna a sospendere il servizio dopo mezzanotte e mezzo: dal 30 ottobre 2020 niente più orari estesi fino alle 2.00 il venerdì e sabato sera. Lo ha deciso il Comune di Firenze, a seguito delle nuove disposizioni contenute nel Dpcm del 24 ottobre, che raccomandano a tutti di limitare gli spostamenti, oltre a imporre la chiusura di ristoranti, bar e pub alle 18.00.

Il servizio by night durante i fine settimana era ripreso lo scorso 9 ottobre, dopo uno stop imposto per il lockdown da marzo in poi.

Gli orari della tramvia notturna

Dal 30 ottobre 2020, la linea 1 e la linea 2 della tramvia di Firenze saranno in servizio tutti i giorni, compresi venerdì e sabato, solo fino alle ore 00.30 per garantire i collegamenti tra la Stazione Santa Maria Novella, Scandicci, l’ospedale di Careggi e l’aeroporto di Firenze.

Ecco nel dettaglio gli orari notturni della tramvia dal 30 ottobre 2020:

  • Linea 1 Scandicci – Stazione – Careggi
    ultima corsa da Villa Costanza alle 00.12 (il sabato alle 00.08 e domenica alle 00.14)
    ultima corsa da Careggi alle 00.13 (il sabato alle 00.13)
  • Linea 2 piazza dell’Unità – aeroporto di Firenze
    ultima corsa da Peretola alle 00.02 (sabato alle 00.04)
    ultima corsa da piazza dell’Unità alle 00.30

Il servizio notturno durante i fine settimana era introdotto per la prima volta 9 anni fa, quando la linea 1 della tramvia fece gli straordinari in via sperimentale tra agosto e settembre, riscuotendo un buon successo soprattutto tra gli utenti più giovani. L’iniziativa è poi stata replicata nel 2015 facendo registrare in 5 mesi quasi 20.000 passeggeri by night ed è stata sospesa lo scorso 13 marzo per il lockdown.

Tramvia di Firenze e regole Covid

A bordo della tramvia restano le regole per la prevenzione del coronavirus: mascherina obbligatoria per tutta la durata del viaggio, entrata e uscita diversificata (in base alla segnaletica) e igiene frequente delle mani con il gel messo a disposizione sui mezzi. Dallo scorso 14 settembre, in base al decreto su trasporti e scuola che consente di viaggiare all’80% della capienza del mezzo, possono salire a bordo di ogni convoglio fino a 215 persone.