mercoledì, 19 Agosto 2026
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Come diventare social: corso online gratis con la Manifattura Tabacchi

Come usare al meglio i social network per promuovere la propria attività commerciale e creare una comunicazione  a distanza con i clienti, soprattutto in un momento come questo di chiusura forzata per il coronavirus? La Manifattura Tabacchi di Firenze lancia Social district, un progetto di condivisione e un corso di formazione online gratuito per i “vicini di casa”: dai negozi alle attività artigianali fino alle realtà aggregative, l’iniziativa si rivolge ai residenti e al tessuto micro-imprenditoriale che su trova nei dintorni dell’ex complesso industriale, tra Novoli, San Jacopino e l’Isolotto.

La proposta si va ad aggiungere agli altri contenuti di “Manifattura Home Edition”, il palinsesto multimediale che propone video e approfondimenti sui canali digitali della Manifattura Tabacchi di Firenze, per dare continuità alle iniziative culturali dedicate ad arte, design, green thinking e musica.

Manifattura Social District, come funziona e come partecipare al corso di formazione

Fino a domenica 19 aprile è possibile inviare la domanda di partecipazione a [email protected]. L’iniziativa è aperta a tutte le realtà micro-imprenditoriali che operano nel tessuto urbano intorno alla Manifattura che hanno voglia di reinventarsi e utilizzare nuovi canali di comunicazione per raccontarsi e farsi conoscere, creando relazioni digitali con il vicinato.

Dopo una prima fase durante cui sarà chiesta agli iscritti una panoramica sulla dotazione e sull’utilizzo di strumenti di comunicazione digitali, si passerà alla formazione gratuita che durerà due settimane. I partecipanti potranno seguire webinar realizzati ad hoc da un pool di professionisti del settore digital, che presenteranno in anteprima il corso sulla pagina Facebook di Manifattura Tabacchi giovedì 16 aprile alle ore 14:00.

Tra i temi affrontati durante gli incontri, le funzionalità e potenzialità dei social media, i consigli per uno storytelling efficace, le tecniche per imparare a realizzare foto e video di qualità con uno smartphone. Alla fine del percorso i partecipanti invieranno i loro progetti social alla Manifattura Tabacchi che li condividerà sui propri canali social e sul Social District della zona, un nuovo gruppo Facebook che nascerà per unire i residenti in una piazza digitale. Informazioni anche sul sito della Manifattura Tabacchi.

Il progetto Manifattura Home Edition

“Dal momento della riapertura, Manifattura Tabacchi si è proposta come luogo di ispirazione e promozione culturale, aperto allo scambio con il quartiere e la città, con una chiara vocazione internazionale – spiega Michelangelo Giombini, Head of product development dell’ex complesso industriale – in attesa di tornare a incontrarci di persona, la programmazione delle iniziative prosegue sulla nostra piattaforma digitale e continua a svolgere un ruolo attivo nella produzione di contenuti originali e sperimentali per cui si è fatta conoscere”.

Calcio storico fiorentino 2020, cambiano le date o sarà annullato?

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Le sfide tra gli azzurri di Santa Croce, i bianchi di Santo Spirito, i rossi di Santa Maria Novella e i verdi di San Giovanni sono appese a un filo. Il calcio storico fiorentino 2020 rischia di essere annullato a causa dell’emergenza sanitaria per il coronavirus, anche se c’è uno spiraglio di luce: di sicuro le date di giugno salteranno, ma il torneo potrebbe essere spostato a fine estate. Niente finale il 24 giugno per il patrono San Giovanni, quindi. Intanto Firenze non ha rinunciato alla consuetudine del sorteggio nel giorno di Pasqua, un gesto simbolico che si spera possa essere di buon auspicio per veder tornare i calcianti sul campo di gioco di piazza Santa Croce.

Calcio storico fiorentino 2020, la discussione sulle nuove date

Le nuove date ancora non ci sono, ma l’ipotesi è quella di far giocare le partire del calcio storico fiorentino nel mese di settembre 2020, se le condizioni saranno favorevoli. Il destino della competizione è stato al centro di una riunione tra i presidenti dei quattro colori e il Comune, che hanno valutato la possibilità di far slittare la manifestazione tre mesi in avanti, senza però definire ancora il calendario per la situazione poco chiara dal punto di vista sanitario.

Non ci sono le condizioni perché il torneo si svolga a giugno 2020, per i limiti imposti all’attività sportiva dilettantistica a causa del coronavirus”, hanno spiegato l’assessore alle tradizioni popolari Andrea Vannucci e il presidente del Calcio storico fiorentino di Firenze Michele Pierguidi. “Da parte nostra – hanno aggiunto – c’è tutta l’intenzione a valutare il rinvio a settembre, ammesso che ci siano le condizioni per disputare le partite”.

Il sorteggio: le partite 2020 del calcio storico

Per dare un segnale positivo alla città, nel giorno di Pasqua, come da tradizione, si è tenuta l’estrazione del calcio storico, questa volta a porte chiuse, ma in diretta video sulla pagina Facebook della Città di Firenze. Ecco l’esito del sorteggio: la prima delle partite sarà tra i Verdi e gli Azzurri, il secondo match tra i Rossi e i Bianchi. I due colori vincenti si sfideranno nella finale del Calcio storico fiorentino.

Annullato invece lo Scoppio del Carro, altro evento simbolo del periodo pasquale a Firenze, sostituito da una cerimonia simbolica in Duomo.

Quando si è fermato il calcio storico fiorentino?

Nonostante sia rimasta alla storia la partita dell’assedio del 1530, quando la città era accerchiata dalle truppe imperiali di Carlo V, il calcio fiorentino nel corso dei secoli si è più volte fermato. L’ultima partita del gioco tradizionale fu disputata nel 1739 e per quasi 200 anni non ci fu traccia di tornei in piazza Santa Croce, se non per alcuni piccoli incontri commemorativi. Il calcio storico fiorentino è poi tornato in auge dal 1930 in poi, ma è stato annullato durante la seconda guerra mondiale, per quattro edizioni.

Coronavirus, obbligo mascherine: a Firenze l’ordinanza scatta da sabato

Prima la distribuzione gratuita dei dispositivi sanitari, poi l’entrata in vigore dell’ordinanza della Regione che rende obbligatoria la mascherina nei luoghi accessibili al pubblico: nella stragrande maggioranza dei Comuni della Toscana sono già entrate in vigore le nuove regole anti-coronavirus, ma a Firenze l’obbligo di indossare le mascherine chirurgiche scatterà con tuta probabilità sabato 18 aprile. Il motivo è la difficoltà di concludere in poco tempo la consegna porta a porta in favore di decine di migliaia di famiglie.

L’annuncio è arrivato dal sindaco Dario Nardella: “Siamo avanti rispetto agli obiettivi che ci eravamo dati – ha detto il primo cittadino durante la maratona radiofonica ‘E Pasquetta insieme a noi’ – nell’arco di 2-3 giorni possiamo concludere il grosso della distribuzione della mascherine a tutti i residenti”. Poi toccherà a chi è domiciliato in città e agli studenti fuori sede.

Obbligo delle mascherine a Firenze, da quando

Se questo cronoprogramma sarà rispettato sabato 18 aprile anche a Firenze entrerà in vigore l’ordinanza regionale, che dava tempi stretti ai comuni per finire la distribuzione della prima tranche di mascherine gratuite. L’obbligo della mascherina sarà comunque annunciato prima sul sito web del Comune di Firenze.

Le operazioni per consegnare porta a porta questi dispositivi sanitari è continuata anche nel weekend di Pasqua, comprendo in tutto oltre 16 mila famiglie fiorentine grazie alla protezione civile, a mille volontari e a 400 dipendenti comunali.

Coronavirus, Firenze e provincia: dove le mascherine sono già obbligatorie

Intanto la stragrande maggioranza dei Comuni dell’hinterland fiorentino ha concluso la distribuzione e fatto partire le regole che prevedono l’obbligo di indossare le mascherine chirurgiche: succede ad esempio in città come Scandicci, Lastra a Signa, Sesto Fiorentino, Bagno a Ripoli, Campi Bisenzio e in molte altre. Per controllare da quando è entrato in vigore l’obbligo nel proprio Comune è possibile consultare i canali ufficiali delle amministrazioni (sito web e social network).

Coronavirus, come e quando usare le mascherine (senza rischio)

Cosa prevedono le regole

Secondo l’ordinanza del presidente della Regione Enrico Rossi è obbligatorio indossare le mascherine chirurghe negli spazi accessibili al pubblico dove siano presenti più persone: questi dispositivi aiutano a limitare la diffusione del coronavirus, in aggiunta al lavaggio delle mani e al distanziamento sociale. L’obbligo riguarda sia i luoghi chiusi (ad esempio negozi, supermercati, mezzi di trasporto pubblici) sia quelli aperti (ad esempio i mercati rionali). In più è necessario mantenere una distanza di sicurezza più alta rispetto alle regole nazionali: almeno un metro e 80 centimetri dalle altre persone. Qui i dettagli e le deroghe dell’ordinanza della Regione Toscana sull’obbligo della mascherina.

Toscana, protocollo di sicurezza anti Covid 19 per i negozi

“È importante stabilire quando si riapre, ma soprattutto è importante stabilire come”. Così il presidente della Regione Toscana ha introdotto le misure di sicurezza anti Covid 19 obbligatorie per tutti i negozi e le attività autorizzate a riaprire da domani, martedì 14 aprile (qui l’elenco dei codici Ateco). Mascherine e guanti obbligatori, sanificazione due volte al giorno, controllo dei sintomi a tutti i lavoratori.

Toscana, negozi aperti? Solo se in sicurezza

Prescrizioni che si aggiungono e che vanno a rafforzare quelle già previste dal protocollo di sicurezza per Covid 19 già in vigore a livello nazionale.”Si dice che con il coronavirus dovremo abituarci a convivere“, ha detto Rossi in un videomessaggio trasmesso in diretta sulla sua pagina Facebook. “Noi – ha proseguito – vogliamo che ci si abitui a convivere nel migliore dei modi, per garantire sicurezza e salute dei lavoratori e dei cittadini”.

Così dal 14 aprile i negozi autorizzati a riaprire in Toscana dovranno osservare, oltre alla normativa nazionale, un protocollo di sicurezza ulteriore anti Covid 19 stabilito dalla Regione. Altrimenti, la saracinesca dovrà restare abbassata.

I codici Ateco aperti dal 14 aprile: nuovo elenco e decreto in pdf

Il protocollo di sicurezza anti Covid 19

Prima di riaprire, i negozi hanno l’obbligo di effettuare la sanificazione straordinaria dei locali e degli impianti di aerazione, se presenti, considerati – ha detto Rossi – “molto pericolosi per la diffusione del virus”.

A tutti i lavoratori è inoltre vietato recarsi sul posto di lavoro se presentano febbre o altri sintomi suggestivi del coronavirus. Ogni mattina, o comunque all’inizio dell’attività lavorativa, il datore di lavoro dovrà accertarsi che i lavoratori che entrano al lavoro non manifestano quei sintomi, facendo sottoscrivere anche un’autocertificazione.

E per arrivare al lavoro? L’ordinanza della Regione introduce novità anche per quanto riguarda gli spostamenti dal domicilio al luogo di lavoro. Come ha detto il presidente Rossi, in questa situazione di emergenza è da “preferire il mezzo privato” a quello pubblico affinché lo spostamento avvenga nella maggiore sicurezza possibile, senza contatti on altre persone.

Spesa: in Toscana nuove regole per supermercati e negozi, l’ordinanza

Negozi aperti, sanificazione due volte al giorno

Ma se questo non fosse possibile, il datore di lavoro è obbligato a fornire mascherine protettive e guanti monouso che i lavoratori devono indossare nei loro spostamenti sui mezzi pubblici o sui mezzi privati condivisi.

Tutti i lavoratori, durante la loro attività, dovranno rispettare i seguenti obblighi:

  • Lavarsi le mani con frequenza e minuziosamente
  • Indossare guanti monouso in tutte le fasi lavorative, se possibile. Anche in questo caso dev’essere il datore di lavoro a fornire i mezzi detergenti, i guanti e le mascherine.
  • Mantenere la distanza di sicurezza almeno di 1,80 metri consigliata dall’Oms

Il datore di lavoro dovrà informare tutti i lavoratori di queste disposizioni.

Le misure di sicurezza nei negozi della Toscana

Visto che si tratta di negozi di vendita al dettaglio, l’ordinanza introduce misure di sicurezza che riguardano anche i clienti e l’interazione con i lavoratori.

Dovranno essere installati, per quanto possibile pannelli di separazione tra lavoratori e utenza. Nei negozi si entrerà soltanto un po’ per volta, in modo scaglionato. L’accesso è regolamentato in baso alla dimensione dei locali. La stessa cosa che, del resto, già avviene nei supermercati.

I titolari dovranno farsi carico anche di garantire la distanza di sicurezza tra i clienti anche all’esterno dell’attività, quando aspettano in fila il loro turno.

Tutti gli utenti dovranno indossare la mascherina protettiva per poter entrare nel negozio.

Quando si entra, sarà obbligatorio sanificare le mani con un gel disinfettante e indossare guanti monouso. Sia il disinfettante che i guanti dovranno essere forniti dal negoziante.

La distanza di sicurezza deve sempre essere mantenuta anche all’interno del negozio, con indicazioni apposite per delimitare le distanze.

Infine, i negozi devono essere sanificati due volte al giorno.

Nel corso della settimana, ha anticipato Rossi, saranno prese disposizioni anche per quanto riguarda le attività produttive che si sono aggiunte a quelle già autorizzate o che possono operare in deroga.

Coronavirus, 155 nuovi casi e 23 morti in Toscana. Tamponi oltre quota 80 mila

Scende il numero di nuovi casi rilevati ma resta in linea con quello degli ultimi giorni quello dei decessi. Il bollettino di lunedì 13 aprile sul contagio da coronavirus in Toscana parla infatti di 155 nuovi casi positivi rilevati e 23 decessi: queste le ultime notizie e i dati trasmessi dalla Regione.

Il totale dei contagiati dall’inizio dell’emergenza raggiunge i 7.390. Prosegue il trend positivo dei ricoveri. Quelli ordinari, rispetto a ieri, sono saliti di 9 unità, ma la buona notizia del giorno è il -13 per quanto riguarda il saldo dei pazienti in terapia intensiva. Per un totale di 1.217 pazienti attualmente ospedalizzati (-4 da ieri). Di questi, 992 sono ricoverati ordinari con sintomi, 225 in terapia intensiva.

Coronavirus, ultime notizie dalla Toscana (13 aprile)

Per quanto riguarda le guarigioni, sono 37, in totale, i pazienti che da ieri non manifestano pi i sintomi del coronavirus. Il numero totale dei guariti dall’inizio dell’epidemia sale così a 615. Dato ormai stabilmente più alto del totale dei decessi, che dopo le 23 morti registrate da ieri si attesta a 518.

Il totale dei pazienti attualmente positivi al coronavirus in Toscana è di 6.257. Di questi, 5.040 sono attualmente in isolamento domiciliare.

Coronavirus, il bollettino del 13 aprile in Toscana

Di 7.390 casi fino ad oggi risultati positivi al test, questa è la suddivisione per provincia di segnalazione, che non sempre corrisponde necessariamente a quella di residenza: 2.269 Firenze, 509 Pistoia, 394 Prato (totale Asl centro: 3.172), 1.060 Lucca, 867 Massa-Carrara, 694 Pisa, 404 Livorno (totale Asl nord ovest: 3.025), 368 Grosseto, 372 Siena, 453 Arezzo (totale sud est: 1.193).

Tamponi oltre quota 80 mila

Quanto ai tamponi, con i 2.249 analizzati nel giorno di Pasqua viene superata la quota mentale degli 80 mila. Il totale si porta infatti a 80.889.

Sorteggio calcio storico fiorentino, le partite del 2020

Verdi contro Azzurri e Bianchi contro Rossi: questo il responso del sorteggio per gli abbinamenti delle partite del calcio storico fiorentino 2020, che si è tenuto stamani in Palazzo Vecchio. Lì, nel Salone dei Cinquecento, anziché in piazza Duomo come da tradizione, visto che il coronavirus ha costretto a cancellare la cerimonia dello scoppio del carro e tutti gli eventi collegati.

Calcio storico fiorentino: il sorteggio 2020

L’usanza ormai consolidata prevede infatti che il sorteggio del calcio storico si svolga ogni anno nel giorno di Pasqua, subito dopo lo scoppio del carro. Quest’anno l’emergenza coronavirus ha costretto a spostare la cerimonia a Palazzo Vecchio. Chiusa al pubblico, com’è ovvio, ma comunque trasmessa in diretta sulla pagina Facebook del Comune.

Verdi contro Azzurri, Rossi contro Bianchi

La prima partita sarà così tra i Verdi di San Giovanni e gli Azzurri di Santa Croce. La seconda tra i Rossi di Santa Maria Novella e i Bianchi di Santo Spirito. Le due vincenti, come sempre, si sfideranno in finale.

Quando si giocherà il calcio storico fiorentino 2020? Ipotesi autunno

Questo il programma. Resta da vedere se e quando si potrà giocare l’edizione 2020 del calcio storico fiorentino. Non ci sono infatti le condizioni perché si possa giocare a giugno, come da tradizione. I calcianti, oltretutto, non possono attualmente allenarsi se non individualmente, ognuno a casa sua.

L’ipotesi – e la speranza – è quella che il torneo venga rinviato a settembre, o comunque in autunno.

“Firenze c’è e la sua tradizione rimane. La speranza – ha sottolineato l’assessore alle tradizioni popolari Andrea Vannucci – è di poter tornare presto alla normalità e di poter vivere, se le condizioni ce lo consentiranno, un torneo con grande partecipazione di pubblico”.

“I fiorentini non mollano – ha aggiunto il presidente del Calcio Storico Fiorentino Michele Pierguidi – e ringrazio tutto il mondo del Calcio Storico che è, comunque, presente anche quest’anno”.

 

 

Toscana oltre quota 7 mila contagi, 28 i morti da ieri: il bollettino del 12 aprile

Superata quota 7 mila contagi da coronavirus in Toscana con i 277 positivi rilevati in più rispetto a ieri. Un dato che inizia a rappresentare un trend in crescita, in parte a causa anche dell’alto numero di tamponi analizzati, 4.230. Da ieri si registrano però anche 28 nuovi morti: queste le ultime notizie dal bollettino della Regione Toscana sul coronavirus pubblicato oggi, domenica 12 aprile, giorno di Pasqua.

Coronavirus, il bollettino del 12 aprile in Toscana

Il totale dei positivi rilevati in Toscana dall’inizio dell’epidemia sale a 7.235. Quello dei morti a 495 dopo i 28 decessi registrati nelle ultime ventiquattro ore. Si tratta di 18 uomini e 10 donne, di cui una residente fuori Toscana.

Quanto ai residenti in Toscana, i nuovi decessi sono stati registrati 9 in provincia di Firenze, 2 di Prato, 3 di Pistoia, 3 di Massa, 3 di Lucca, 4 di Pisa, 2 di Livorno 1 di Grosseto. I primi approfondimenti hanno evidenziato per tutti la presenza di patologie pregresse che saranno poi confermate nel caso dall’Istituto Superiore di Sanità.

I codici Ateco aperti dal 14 aprile: nuovo elenco e decreto in pdf

Coronavirus, ultime notizie dalla Toscana (12 aprile)

Ma, come precisa la Regione Toscana nel bollettino, la regione si situa al di sotto della letalità media italiana: 18 decessi ogni 100.000 abitanti contro un dato nazionale di circa 32. Il territorio più colpito è quello dell’Asl nord ovest con 18,3 x 100.000 seguita dalla centro con 13,2 ed infine la sud est con 5,1 x 100.000.

Per quanto riguarda la “mappa” del contagio, i casi fin qui confermati si suddividono così per provincia di segnalazione: 2.259 a Firenze (105 in più rispetto a ieri), 393 a Prato (23 in più), 506 a Pistoia (16 in più), 855 a Massa (41 in più), 1.020 a Lucca (14 in più), 677 a Pisa (41 in più), 398 a Livorno (19 in più), 429 ad Arezzo (12 in più), 371 a Siena (2 in più), 327 a Grosseto (4 in più).

Prosegue l’andamento positivo dei ricoveri in ospedale. Oggi sono 13 unità in meno rispetto a ieri, 1.221. Aumenta di una unità invece il dato dei pazienti in terapia intensiva, 238. Anche in questo caso l’andamento resta comunque positivo, con il dato di oggi che torna uguale a quello del 23 marzo, prima della grande crescita registrata alla fine del mese scorso.

Più guariti, meno ricoverati

Crescono anche le guarigioni, +79 rispetto a ieri per un totale che sale a quota 578. Di queste, 327 (il 56,6%) riguardano persone “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione. Mentre 251 (il 43,4%) sono i pazienti dichiarati guariti a tutti gli effetti perché risultati negative in due test consecutivi.

Le persone in isolamento a casa con sintomi di entità tale da non richiedere l’ospedalizzazione sono 4.941, 183 in più rispetto a ieri.

Nell’ultimo giorno sono stati eseguiti 2.884 tamponi e ne sono stati analizzati 4.230, portando il totale dei test ultimati a 78.640 dall’inizio dell’epidemia.

I codici Ateco aperti dal 14 aprile: nuovo elenco e decreto in pdf

Lockdown prolungato fino al 3 maggio. Per molti, ma non per tutti. Già dal 14 aprile alcuni esercizi e attività saranno aperti se il loro codice Ateco è tra quelli inclusi nell’allegato al Dpcm 10 aprile 2020, il decreto firmato ieri sera dal presidente del consiglio Giuseppe Conte che ne ha illustrato i contenuti in conferenza stampa. A patto di osservare stringenti misure di sicurezza.

Negozi e attività autorizzati ad aprire dal 14 aprile

Il decreto conferma la chiusura di tutte le attività tranne quelle ritenute essenziali: tra questi, i negozi di abbigliamento per bambini, le librerie e cartolerie, oltre alle rivendite di detergenti e altri articoli di profumeria.

Queste, tra le altre, sono le attività i cui relativi codici Ateco sono stati inseriti nell’elenco di quelli che possono aprire (o riaprire) dal 14 aprile, una lista che aggiorna quella allegata al precedente decreto.

Il codice Ateco è ciò che identifica l’attività di ciascuna impresa. Ogni partita Iva deve essere associata a un codice ed è questo che tutte le norme, gli obblighi e gli adempimenti da rispettare, sia a livello nazionale che regionale. È un codice comune condiviso da tutte le Camere di commercio.

Il nuovo decreto e l’elenco dei codici Ateco che possono riaprire il 14 aprile

Le attività sono divise in due elenchi diversi, quello del commercio al dettaglio e quello dei servizi alla persona. Tra le prime, il decreto consente di riaprire a librerie, cartolerie, negozi di abbigliamento per bambini, negozi che vendono saponi, detersivi, prodotti per la lucidatura e affini.

Quanto ai servizi alla persona, hanno il permesso di stare aperti le lavanderie, le tintorie e i servizi di pompe funebri. Prosegue senza distinzioni il divieto per tutti gli altri, come parrucchieri, barbieri ed estetiste.

Il testo completo del decreto (ancora in corso di pubblicazione in Gazzetta ufficiale) in formato pdf è disponibile sul sito del governo.

Decreto 10 aprile, il protocollo di sicurezza per i negozi

Il decreto fissa poi il protocollo di sicurezza che tutti i negozi e gli esercizi devono obbligatoriamente rispettare per poter restare aperti.

  1. Mantenimento in tutte le attività e le loro fasi del distanziamento interpersonale.
  2. Garanzia di pulizia e igiene ambientale con frequenza almeno due volte giorno ed in funzione dell’orario di apertura.
  3. Garanzia di adeguata aerazione naturale e ricambio d’aria.
  4. Ampia disponibilità e accessibilità a sistemi per la disinfezione delle mani. In particolare, detti sistemi devono essere disponibili accanto a tastiere, schermi touch e sistemi di pagamento.
  5. Utilizzo di mascherine nei luoghi o ambienti chiusi e comunque in tutte le possibili fasi lavorative laddove non sia possibile garantire il distanziamento interpersonale.
  6. Uso dei guanti “usa e getta” nelle attività di acquisto, particolarmente per l’acquisto di alimenti e bevande.
  7. Accessi regolamentati e scaglionati secondo le seguenti modalità:
    a) attraverso ampliamenti delle fasce orarie;
    b) per locali fino a quaranta metri quadrati può accedere una persona alla volta, oltre a un massimo di due operatori;
    c) per locali di dimensioni superiori a quelle di cui alla lettera b), l’accesso è regolamentato in funzione degli spazi disponibili, differenziando, ove possibile, i percorsi di entrata e di uscita.
  8. Informazione per gestire il distanziamento dei clienti in attesa di entrata.

Toscana, protocollo di sicurezza anti Covid 19 per i negozi

Coronavirus, i codici Ateco delle attività essenziali al 14 aprile (formato Word e pdf) previsti dal decreto

L’elenco dei codici Ateco delle attività ritenute essenziali (aggiornato al 10 aprile) che possono aprire e lavorare dal 14 aprile è disponibile in formato Word (scarica qui), in formato pdf (scarica qui) e qui di seguito.

Commercio al dettaglio:

  • Ipermercati
  • Supermercati
  • Discount di alimentari
  • Minimercati ed altri esercizi non specializzati di alimentari vari
  • Commercio al dettaglio di prodotti surgelati
  • Commercio al dettaglio in esercizi non specializzati di computer, periferiche,
  • attrezzature per le telecomunicazioni, elettronica di consumo audio e video, elettrodomestici
  • Commercio al dettaglio di prodotti alimentari, bevande e tabacco in esercizi specializzati (codici ateco: 47.2)
  • Commercio al dettaglio di carburante per autotrazione in esercizi specializzati
    Commercio al dettaglio apparecchiature informatiche e per le telecomunicazioni (ICT) in esercizi specializzati (codice ateco: 47.4)
  • Commercio al dettaglio di ferramenta, vernici, vetro piano e materiale elettrico e termoidraulico Commercio al dettaglio di articoli igienico-sanitari
  • Commercio al dettaglio di articoli per l’illuminazione
  • Commercio al dettaglio di giornali, riviste e periodici
  • Farmacie
  • Commercio al dettaglio in altri esercizi specializzati di medicinali non soggetti a prescrizione medica
  • Commercio al dettaglio di articoli medicali e ortopedici in esercizi specializzati
  • Commercio al dettaglio di articoli di profumeria, prodotti per toletta e per l’igiene
  • personale Commercio al dettaglio di piccoli animali domestici
  • Commercio al dettaglio di materiale per ottica e fotografia
  • Commercio al dettaglio di combustibile per uso domestico e per riscaldamento
  • Commercio al dettaglio di saponi, detersivi, prodotti per la lucidatura e affini
  • Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via internet
  • Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato per televisione
  • Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto per corrispondenza, radio, telefono Commercio effettuato per mezzo di distributori automatici
  • Commercio di carta, cartoI?-e e articoli di cartoleria
  • Commercio al dettaglio di libri
  • Commercio al dettaglio di vestiti per bambini e neonati

Servizi per la persona

  • Lavanderia e pulitura di articoli tessili e pelliccia
  • Attività delle lavanderie industriali
  • Altre lavanderie, tintorie
  • Servizi di pompe funebri e attività connesse

Tutti i codici Ateco delle attività che possono aprire il 14 aprile

  • 1 Coltivazioni agricole e produzione di prodotti animali
  • 2 Silvicoltura ed utilizzo aree forestali
  • 3 Pesca e acquacoltura
  • 5 Estrazione di carbone
  • 6 Estrazione di petrolio greggio e di gas naturale
  • 09.1 Attività dei servizi di supporto all’estrazione di petrolio e di gas naturale
  • 10 Industrie alimentari
  • 11 Industria delle bevande
  • 13.96.20 Fabbricazione di altri articoli tessili tecnici ed industriali
  • 13.95 Fabbricazione di tessuti non tessuti e di articoli in tali materie (esclusi gli articoli di abbigliamento)
  • 14.12.00 Confezioni di camici, divise e altri indumenti da lavoro
  • 16 Industria del legno e dei prodotti in legno e sughero (esclusi i mobili); fabbricazione di articoli in paglia e materiali da intreccio
  • 17 Fabbricazione di carta (ad esclusione dei codici: 17.23 e 17.24)
  • 18 Stampa e riproduzione di supporti registrati
  • 19 Fabbricazione di coke e prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio
  • 20 Fabbricazione di prodotti chimici (ad esclusione dei codici: 20.12 – 20.51.01 –
  • 20.51.02 – 20.59.50 – 20.59.60)
  • 21 Fabbricazione di prodotti farmaceutici di base e di preparati farmaceutici
  • 22.2 Fabbricazione di articoli in materie plastiche (ad esclusione dei codici:
  • 22.29.01 e 22.29.02)
  • 23.13 Fabbricazione di vetro cavo
  • 23.19.10 Fabbricazione di vetrerie per laboratori, per uso igienico, per farmacia
  • 25.21 Fabbricazione di radiatori e contenitori in metallo per caldaie per il riscaldamento centrale
  • 25.73.1 Fabbricazione di utensileria ad azionamento manuale; parti intercambiabili per macchine utensili
  • 25.92 Fabbricazione di imballaggi leggeri in metallo
  • 26.1 Fabbricazione di componenti elettronici e schede elettroniche
  • 26.2 Fabbricazione di computer e unità periferiche
  • 26.6 Fabbricazione di apparecchi per irradiazione, apparecchiature elettromedicali ed elettroterapeutiche
  • 27.1 Fabbricazione di motori, generatori e trasformatori elettrici e di apparecchiature per la distribuzione e il controllo dell’elettricità
  • 27.2 Fabbricazione di batterie di pile e di accumulatori elettrici
  • 28.29.30 Fabbricazione di macchine automatiche per la dosatura, la confezione e per l’imballaggio
  • 28.95.00 Fabbricazione di macchine per l’industria della carta e del cartone (incluse parti e accessori)
  • 28.96 Fabbricazione di macchine per l’industria delle materie plastiche e della gomma (incluse parti e accessori)
  • 32.50 Fabbricazione di strumenti e forniture mediche e dentistiche
  • 32.99.1 Fabbricazione di attrezzature ed articoli di vestiario protettivi di sicurezza
  • 32.99.4 Fabbricazione di casse funebri
  • 33 Riparazione e manutenzione installazione di macchine e apparecchiature (ad esclusione dei seguenti codici: 33.11.01, 33.11.02, 33.11.03, 33.11.04, 33.11.05, 33.11.07, 33.11.09, 33.12.92,
  • 35 Fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata
  • 36 Raccolta, trattamento e fornitura di acqua
  • 37 Gestione delle reti fognarie
  • 38 Attività di raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti; recupero dei materiali
  • 39 Attività di risanamento e altri servizi di gestione dei rifiuti
  • 42 Ingegneria civile (ad esclusione dei seguenti codici: 42.99.09 e 42.99.10)
  • 43.2 Installazione di impianti elettrici, idraulici e altri lavori di costruzioni e installazioni
  • 45.2 Manutenzione e riparazione di autoveicoli
  • 45.3 Commercio di parti e accessori di autoveicoli
  • 45.4 Per la sola attività di manutenzione e riparazione di motocicli e commercio di relative parti e accessori
  • 46.2 Commercio all’ingrosso di materie prime agricole e animali vivi
  • 46.3 Commercio all’ingrosso di prodotti alimentari, bevande e prodotti del tabacco
  • 46.46 Commercio all’ingrosso di prodotti farmaceutici
  • 46.49.1 Commercio all’ingrosso di carta, cartone e articoli di cartoleria
  • 46.49.2 Commercio all’ingrosso di libri riviste e giornali
  • 46.61 Commercio all’ingrosso di macchinari, attrezzature, macchine, accessori, forniture agricole e utensili agricoli, inclusi i trattori
  • 46.69.91 Commercio all’ingrosso di strumenti e attrezzature ad uso scientifico
  • 46.69.94 Commercio all’ingrosso di articoli antincendio e infortunistici
  • 46.71 Commercio all’ingrosso di prodotti petroliferi e lubrificanti per autotrazione, di combustibili per riscaldamento
  • 46.75.01 Commercio all’ingrosso di fertilizzanti e di altri prodotti chimici per l’agricoltura
  • 49 Trasporto terrestre e trasporto mediante condotte
  • 50 Trasporto marittimo e per vie d’acqua
  • 51 Trasporto aereo
  • 52 Magazzinaggio e attività di supporto ai trasporti
  • 53 Servizi postali e attività di corriere
  • 55.1 Alberghi e strutture simili
  • J (DA 58 A 63) Servizi di informazione e comunicazione
  • K (Da 64 a 66) Attività finanziarie e assicurative
  • 69 Attività legali e contabili
  • 70 Attività di direzione aziendali e di consulenza gestionale
  • 71 Attività degli studi di architettura e d’ingegneria; collaudi ed analisi tecniche
  • 72 Ricerca scientifica e sviluppo
  • 74 Attività professionali, scientifiche e tecniche
  • 75 Servizi veterinari
  • 78.2 Attività delle agenzie di lavoro temporaneo (interinale) nei limiti in cui siano espletate in relazione alle attività di cui agli allegati 1, 2 e 3 del presente decreto
  • 80.1 Servizi di vigilanza privata
  • 80.2 Servizi connessi ai sistemi di vigilanza
  • 81.2 Attività di pulizia e disinfestazione
  • 81.3 Cura e manutenzione del paesaggio, con esclusione delle attività di realizzazione
  • 82.20 Attività dei call center limitatamente alla attività “di call center in entrata (inbound), che rispondono alle chiamate degli utenti tramite operatori, tramite distribuzione automatiche delle chiamate, tramite integrazione computer-telefono, sistemi interatttivi di risposta a voce o sistemi in grado di ricevere ordini, fornire informazioni sui prodotti, trattare con i clienti per assistenza o reclami” e, comunque, nei limiti in cui siano espletate in relazione alle attività di cui agli allegati al presente decreto
  • 82.92 Attività di imballaggio e confezionamento conto terzi
  • 82.99.2 Agenzie di distribuzione di libri, giornali e riviste
  • 82.99.9 Altri servizi di sostegno alle imprese limitatamente all’attività relativa alle consegne a domicilio di prodotti
  • 84 Amministrazione pubblica e difesa; assicurazione sociale obbligatoria
  • 85 Istruzione
  • 86 Assistenza sanitaria
  • 87 Servizi di assistenza sociale residenziale
  • 88 Assistenza sociale non residenziale
  • 94 Attività di organizzazioni economiche, di datori di lavoro e professionali
  • 95.11.00 Riparazione e manutenzione di computer e periferiche
  • 95.12.01 Riparazione e manutenzione di telefoni fissi, cordless e cellulari
  • 95.12.09 Riparazione e manutenzione di altre apparecchiature per le comunicazioni
  • 95.22.01 Riparazione di elettrodomestici e di articoli per la casa
  • 97 Attività di famiglie e convivenze come datori di lavoro per personale domestico
  • 99 Organizzazioni e organismi extraterritoriali

 

Coronavirus in Toscana: i dati e le notizie del’11 aprile

Tornano ad aumentare i nuovi casi di positività al coronavirus rilevati in Toscana: il bollettino di oggi, sabato 11 aprile, riporta infatti 231 nuovi positivi. Un effetto atteso dal quale anche la Regione stessa nei giorni scorsi aveva messo in allerta che è dovuto soprattutto all’aumento del numero di tamponi analizzati. Compresi quelli dei giorni scorsi rimasti in attesa delle nuove forniture di reagenti per essere processati.

Coronavirus, il bollettino del 11 aprile in Toscana

Il dato incoraggiante è quello dei decessi: 13 quelli registrati dal precedente bollettino, che portano il totale delle morti dall’inizio dell’epidemia in Toscana a 467.

Il numero totale dei casi rilevati sale a 6.958 dal 1° febbraio a oggi. Di questi, 5.992 restano attualmente positivi e in cura. Aumentano infatti anche i dimessi guariti, passati dai 451 di ieri ai 499 di oggi, una variazione di 48 unità.

Scendono ancora gli ospedalizzati

Resta positivo poi anche il trend degli ospedalizzati. Da ieri si registrano infatti 14 unità in meno di ricoverati con sintomi e 19 in meno di ricoveri in terapia intensiva. Gli ospedalizzati in Toscana scendono quindi a 1.234. Sono 4.758 le persone in isolamento domiciliare.

Coronavirus, ultime notizie dalla Toscana (11 aprile)

Tornati a pieno regime per quanto riguarda la capacità di analisi dei tamponi, in Toscana da ieri ne sono stati eseguiti 3.755. Il totale dei tamponi fatti dall’inizio dell’epidemia è di 75.756.

La mappa del contagio in Toscana

I dati si riferiscono alla scomposizione regionale di quanto contenuto nel bollettino nazionale della Protezione civile. La Regione Toscana non ha diffuso il suo consueto bollettino quotidiano.

Tutto quello che c’è da sapere sullo scoppio del carro

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Quest’anno non si farà: il coronavirus è riuscito ad annullare anche lo scoppio del carro 2020, una delle tradizioni più antiche di Firenze per il giorno di Pasqua.

Ma quali sono i “segreti” nascosti dietro a questo appuntamento che si ripete da quasi mille anni? Che la colombina debba compiere un doppio viaggio senza intoppi, dall’altare maggiore fino al carro (e ritorno), per essere di buon auspicio è noto. Meno conosciuti sono altri dettagli. La casa del Brindellone? Vicino Porta a Prato. Come nasce? Da una scintilla. Chi lo scorta? Un esercito in costume.  Le orgini? “Da pazzi”.

Origini e significato

Alto una decina di metri e con 1600 cariche, il Brindellone (per chi non sapesse cos’è, i fiorentini hanno dato questo nome al carro pieno di fuochi d’artificio) è il protagonista di ogni mattina di Pasqua da quasi mille anni. Alle spalle ha un’origine “da pazzi”.

Fu Pazzino de’ Pazzi, il leggendario primo crociato a scalare le mura di Gerusalemme, ad aver portato a Firenze nel 1101 tre scaglie del Sepolcro di Cristo. In seguito vennero usate ogni Pasqua per dare vita, con una scintilla, al “fuoco novello” distribuito ai fiorentini per riaccendere il focolare domestico come simbolo della Resurrezione. La tradizione negli anni mutò: comparve un “carro di fuoco” per trasportare i carboni ardenti, poi arrivarono i fuochi d’artificio, infine il Brindellone che vediamo oggi, datato 1765.

La casa del Brindellone e il suo percorso

La casa della maestosa torre pirotecnica si trova in via il Prato al civico 48, in un magazzino dall’alto portale di legno. Qui “dorme” tutto l’anno, fino alla mattina di Pasqua quando, trainato da quattro buoi rigorosamente di razza chianina, è scortato lungo le vie del centro fino allo “spiazzo” tra il Battistero e il Duomo, detto “il paradiso”.

Lo accompagna un drappello di figuranti in costume: alabardieri, balestrieri, fanti, sbandieratori, musici. Vestono abiti in panno di lana, ricreati dagli affreschi cinquecenteschi di Palazzo Vecchio, e sono tutti volontari. Il Corteo storico della Repubblica Fiorentina, nato quasi novant’anni fa, rievoca le armate della prima metà del Cinquecento. Per lo scoppio del carro, come per altre feste tradizionali, ha una formazione ridotta. Sfila al gran completo, con cinquecentocinquanta figuranti, solo in occasione del Calcio storico.

Lo scoppio del carro è previsto normalmente intorno alle 11, quando la colombina parte dal centro di Santa Maria del Fiore e, correndo sul filo, raggiunge il Brindellone per innescare lo spettacolo pirotecnico. Poi la colombina torna indietro. Un volo senza “intoppi” ha un significato ben preciso per i fiorentini: un anno propizio e non solo nei raccolti, come era una volta.

Scoppio carro Firenze 2018 - significato origini percorso corteo storico

2020: annullato lo scoppio del carro a Firenze

Il coronavirus ha fermato anche una tradizioni più antiche di Firenze: il Comune insieme alla diocesi ha deciso di annullare lo scoppio del carro 2020, scartando l’ipotesi di una cerimonia senza pubblico in piazza Duomo e trasmessa via web. I soldi che sarebbe stati investiti per la manifestazione, 50mila euro in tutto, saranno devoluti a progetti sociali e di assistenza per l’emergenza. Al posto della cerimonia, un evento simbolico: qui i dettagli su cosa sarà fatto al posto dello scoppio del carro.