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The Who a Firenze Rocks 2023: i biglietti per il concerto

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Scatta la caccia ai biglietti per il secondo grande nome di Firenze Rocks 2023: The Who si esibiranno sabato 17 giugno in un concerto che si preannuncia già memorabile, visto che lo storico gruppo britannico sarà accompagnato sul palco della Visarno Arena dall’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino. Si tratta dell’unica data italiana del tour europeo 2023 che toccherà anche Berlino, Parigi e Barcellona con un suggestivo live orchestrale.

I biglietti per il concerto dei The Who a Firenze Rocks 2023

L’annuncio segue quello più “pop” dei primi headliner del festival, i Maroon 5, in programma nella giornata di chiusura, il 18 giugno. La prevendita dei biglietti per i The Who a Firenze Rocks 2023 inizia in anteprima giovedì 15 dicembre dalle ore 10 per chi scarica l’App ufficiale della kermesse (disponibile per iOs e Android), mentre per tutti la vendita si aprirà dal giorno dopo, dalle ore 11.00 del 16 dicembre nei botteghini autorizzati e su Ticketmaster, Ticketone, Vivaticket. Pete Townshend, Roger Daltrey e la band eseguiranno le canzoni di quasi 60 anni di carriera, tra cui i brani dagli album simbolo Tommy e Quadrophenia, oltre all’ultimo lavoro in studio Who, il primo dopo 13 anni.

Il tour europeo vedrà sul palco anche il chitarrista e cantante Simon Townshend, il tastierista Loren Gold, la seconda tastierista Emily Marshall, il bassista Jon Button, il batterista Zak Starkey e la voce di Billy Nicholls, oltre al direttore d’orchestra Keith Levenson, alla violinista Katie Jacoby e alla violoncellista Audrey Snyder.

Orchestra e rock ‘n’ roll

“È meraviglioso poter tornare in Europa dopo una lunga assenza, per suonare a Firenze, Berlino, Parigi e Barcellona, quattro delle mie città preferite al mondo – ha commentato  Pete Townshend – Non vediamo l’ora di portare il nostro grande spettacolo orchestrale e di suonare anche alcune vecchie canzoni rock ‘n’ roll in stile Who dal nostro repertorio”. Questo nuovo viaggio della band segue l’acclamata tournée negli USA e “The Who Hits Back”, che fino allo scorso novembre ha visto il gruppo condividere il palco con alcune delle migliori orchestre d’America.

3 curiosità sulla “Fontana dell’uomo della pioggia” di Folon a Firenze sud

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Impossibile non notare la Fontana dell’uomo della pioggia situata a Firenze sud, nella rotonda davanti al Tuscany Hall. L’opera, composta dalla statua Pluie (che significa letteralmente “pioggia”) e dalle strutture circostanti necessarie al suo funzionamento e alla sua illuminazione colorata nelle ore notturne, si trova precisamente al centro della rotatoria tra lungarno Aldo Moro e viale Enrico de’ Nicola ed è stata realizzata dall’artista belga Jean Michel Folon. In questo articolo, ti svelerò 3 curiosità che forse non sai di questa divertente statua, entrata ormai nel cuore dei fiorentini.

1. Come mai la statua di Folon si trova a Firenze?

La statua è arrivata a Firenze in occasione della Social Forum Europeo, rete che aveva l’obiettivo di mettere insieme associazioni e movimenti no-global contrari al neoliberismo, alla globalizzazione capitalistica e a qualsiasi forma di imperialismo, tenutosi a Firenze dal 6 al 9 novembre 2002. L’opera doveva essere pertanto temporanea, eppure è entrata nell’immaginario comune fiorentino, tanto che la “Fontana dell’uomo della pioggia” è stata poi donata al Comune di Firenze e inaugurata l’anno successivo.

2. Che cosa rappresenta la “Fontana dell’uomo della pioggia”?

Come mai questa statua attira l’attenzione di fiorentini e turisti? Vi siete mai chiesti cosa vi incuriosisce? Proviamo a dargli una spiegazione, e sottolineo “una” perché ognuno di fronte a un’opera d’arte contemporanea potrà sviluppare un proprio pensiero. La scultura in bronzo di Folon raffigura un distinto “omino” alto all’incirca tre metri, che indossa un lungo cappotto e, sopra la sua testa, un cappello da gentiluomo. In altre parole, l’abbigliamento ricorda quello di personaggi dipinti in quadri celebri dell’Ottocento: primo fra tutti Strada di Parigi in un giorno di pioggia di Gustave Caillebotte.

L’elemento che incanta un po’ tutti è però il fatto che l’uomo, al posto delle falde dell’ombrello, spruzzi un getto d’acqua “a cupola” che simula l’ombrello, che però in realtà non è fisicamente realizzato dall’artista! Ecco il paradosso: lo spruzzo d’acqua dovrebbe bagnare, e in effetti simula il gocciolare della pioggia, ma è in realtà al tempo stesso anche una forma di riparo.

Rotonda Firenze sud Folon uomo della pioggia

3. Lo sapevi che … le mille sfortune della statua di Folon

Insomma, è proprio il caso di dirlo: la Fontana dell’uomodella pioggia di Folon in quel di Firenze sud è proprio sfortunata. Infatti, la povera scultura bronzea è stata restaurata molte volte a causa dei tanti incidenti stradali che ha subito nel tempo. Ve ne racconto due fra i 4 totali, per arrivare finalmente a capire la soluzione adottata oggi per proteggerla dall’ennesima sfortuna! Eh già perché, nonostante tutto, i fiorentini vogliono che rimanga al suo posto a qualsiasi costo.

Era l’alba dell’8 marzo 2015: alle ore 04:30 circa, l’opera è stata fortemente danneggiata dall’urto provocato da un incidente stradale da parte di un’auto uscita a gran velocità dal parcheggio della vicina discoteca. La vettura ha colpito in pieno la scultura e alcuni cartelli stradali nelle vicinanze, che sono a loro volta finiti addosso ad un’altra macchina. L’opera si è letteralmente spezzata in due e, sia il troncone superiore che quello inferiore, sono finiti in strada e sono stati terribilmente danneggiati. Il 14 dicembre 2015, la scultura bronzea è stata nuovamente ricollocata nella sua sede originaria in seguito a un attento restauro.

Due anni dopo, è avvenuto un incidente analogo. Il nuovo allestimento risale al 2019, quando l’opera è stata protetta da eventuali incidenti grazie ad una pedana paraurti alta circa 80 centimetri rispetto alla vasca della fontana, il cui bordo è stato portato a 40 centimetri. E’ stata anche aumentata la pendenza dell’aiuola, mentre si è lavorato per migliorare l’illuminazione pubblica. Non ci resta che incrociare le dita e sperare che la povera statua sia al sicuro! E se vi incuriosiscono le opere d’arte al centro delle rotonde fiorentine, leggete anche l’articolo sulla statua davanti Porta Romana.

Firenze terza città per qualità della vita: la classifica del Sole 24 ore

La classifica del Sole 24 Ore sulla qualità della vita premia Firenze. Il capoluogo toscano si piazza al terzo posto nazionale, dietro solo a Bologna e Bolzano. Rispetto al 2021 Firenze ha guadagnato 8 posizioni, addirittura 24 rispetto al 2020.

Qualità della vita a Firenze, una enorme crescita

La crescita di Firenze come qualità della vita è legata soprattutto al primo posto nella macro-categoria ‘Cultura e tempo libero’. Un primo posto a livello nazionale che rende soddisfatto il sindaco Dario Nardella che ha investito molto sulla cultura. Firenze si difende anche in ‘Ambiente e servizi’, col sesto posto (qui Pisa è al primo posto, Siena al secondo). Stesso risultato in ‘Demografia e società’. Firenze non va bene invece nella voce ‘Giustizia e sicurezza’, dove si segnala l’86° posto su 107. In ‘Affari e lavoro’ Firenze è al 9° posto, in ‘Ricchezza e consumi’ al 31°.

Firenze si posiziona al primo posto nazionale nella categoria ‘Cultura e tempo libero’ guadagnando 4 posizioni rispetto al 2021 (basta pensare al successo dell’Estate fiorentina). Questo è dovuto anche al risultato, ottimo, di alcune sottocategorie. Ad esempio la città è al secondo posto in Italia per ‘Palestre, piscine, centri per il benessere e stabilimenti termali’, al terzo posto per ‘Patrimonio museale’ e al terzo posto per ‘Indice di sportività’. In quest’ultimo caso il salto rispetto al 2021 è stato di tre posizioni. Contento il sindaco Nardella: “Firenze ha guadagnato otto posizioni – ha detto -. Merito dei fiorentini prima di tutto, ma anche del sistema sociale, economico e amministrativo della città che evidentemente ha risposto bene al Covid e a tutte le sue conseguenze”.

La classifica nazionale e l’exploit toscano

Non c’è solo Firenze a fare bene come qualità della vita. La classifica del Sole 24 Ore evidenzia che nella top ten ci sono ben tre città toscane: si tratta di Siena, al quarto posto, e Pisa, al decimo posto. A livello nazionale buoni risultati anche per Trento (5°), Aosta (6°), Trieste (7°), Milano (8°) e Parma (9°). Per quanto riguarda le altre toscane fuori dalla top ten Arezzo è al 37°posto. Seguono Prato (45°), Lucca (47°), Livorno (52°), Grosseto (57°), Massa (60°) e Pistoia (64°). Qui tutti  dati della classifica del Sole 24 Ore.

Come imparare un perfetto inglese: dalle lezioni online ai gruppi madrelingua

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A lavoro, se si viaggia molto o si è deciso di intraprendere un percorso di studi all’estero: parlare un buon inglese oggi si rivela utile in moltissime occasioni, essendo diventata una sorta di lingua passe-par-tout e cioè parlata da tutti o quasi.

Come si può, però, imparare un perfetto inglese? Raramente basta quanto fatto sui banchi di scuola o in università: per quanto siano certo una buona base di partenza, regole grammaticali e di costruzione della frase, liste di vocaboli, esercizi di listening e conversation non garantiscono di riuscire a comprendere una vera conversazione in inglese, né tanto meno di riuscire a parteciparvi attivamente.

Tre modi, i migliori, per imparare un perfetto inglese

Forse il modo migliore per imparare un perfetto inglese è trasferirsi o trascorrere un periodo di studio o di lavoro all’estero, meglio se in un paese anglofono. Essere continuamente esposti a stimoli linguistici e letteralmente immergersi nell’idioma permette, infatti, di familiarizzare con l’uso che della lingua viene fatto ogni giorno. Sarà più semplice, così, comprendere anche le più sottili sfumature di frasi fatte ed espressioni di uso comune e come vengono applicate di fatto anche le più minuziose tra le regole grammaticali. Anche se non tutti dopo un’esperienza da expat cominceranno a parlare come madrelingua, insomma, è più probabile che si acquisirà in questo modo tanta fluenza quanto basta per scrivere e parlare in un ottimo inglese.

Naturalmente anche lo studio fa la sua parte: per imparare un perfetto inglese e farlo velocemente, cioè, non si dovrebbe rinunciare a seguire lezioni individuali o corsi di gruppo, meglio se con insegnanti madrelingua. Le scuole di inglese online e sul territorio hanno ormai un catalogo di proposte molto ampio e diversificato capace di venire incontro alle esigenze di ogni possibile cliente e in cui non mancano formule personalizzabili, con più momenti dedicati per esempio allo speaking. Formule avanzate, come quelle di un corso d’inglese C1 online, permettono invece non solo di imparare perfettamente l’inglese ma di farlo in maniera certificata e riconosciuta all’estero: sono l’ideale quando è richiesto di conoscere l’inglese soprattutto per ragioni lavorative.

Se spostarsi all’estero non è possibile e anche frequentare una scuola d’inglese sembra una soluzione “protetta” e lontana dalla vita reale, si può provare a perfezionare il proprio inglese circondandosi di persone che lo parlino ogni giorno e come prima lingua. Ciò è reso tanto più facile dal fatto che nella maggior parte delle città italiane, specie se grandi, ci sono ormai comunità anglofone numerose, e spesso ben organizzate in circoli e associazioni, che tra le tante attività svolgono anche attività culturali indirizzate all’intero territorio e non solo ai propri membri. Se anche trovare il circolo di cultura britannica che organizza seminari o presentazioni di libri è difficile, comunque nessuno vieta di frequentare con più assiduità quel vecchio amico inglese o quel collega di università americano e chiedere loro di bandire l’italiano per tutto il tempo trascorso insieme: sarà decisamente un ottimo modo, più informale, per imparare un perfetto inglese.

Fi Pi Li a pedaggio: controllo con sistemi satellitari

Una società per azioni 100% pubblica per gestire la superstrada Fi Pi Li e che può inserire un pedaggio. È l’ultima idea sulla Firenze-Pisa-Livorno, strada molto trafficata e considerata per molti un incubo anche per i continui cantieri. Si vorrebbe investire per renderla anche più sicura ma devono esserci entrate ed ecco allora l’idea dell’introduzione di un pedaggio.

Un pedaggio sulla Fi Pi Li, come funziona

Il pedaggio sulla Fi Pi Li non sarà per tutti. Nello studio commissionato dalla Regione Toscana all’advisor Kpmg si parla di un pedaggio per i mezzi pesanti, i camion sopra le 3,5 tonnellate. Sempre nello studio si parla anche di un piano B, un accordo che porterebbe la nuova società, Toscana Strade, a dividersi le somme ricavate degli autovelox con le province di Pisa, Livorno e la Città metropolitana di Firenze. Se da una Fi Pi Li con il pedaggio si potrebbe ricavare tra i 12 e i 15 milioni di euro all’anno, con gli autovelox l’importo è di circa 15 milioni (l’ultimo dato è del 2019).

In quanti percorrono la superstrada

La Fi Pi Li ha bisogno di costante manutenzione, da qui l’idea di un pedaggio. Entrate certe in modo da poter investire. D’altronde ogni giorno sono 55mila i veicoli che percorrono questa strada in direzione di Empoli, Pontedera, Pisa, Livorno e naturalmente Firenze. Dei 55mila veicoli al giorno, un buon 20% sono mezzi pesanti: ecco perché si potrebbe arrivare ad un incasso di 12-15 milioni di euro l’anno. Naturalmente i camionisti sono in rivolta.

Il presidente regionale della Fita Cna Toscana Michele Santoni ha detto, senza mezzi termini: “Se pensano di trattarci come il bancomat per tappare le buche e finanziare una spa pubblica si sbagliano: ci faremo sentire in tutti i modi, a costo di bloccare la strada”.

Sistemi satellitari per il controllo del pedaggio sulla Fi Pi Li

Intanto il presidente della Regione Eugenio Giani ha confermato la proposta di una “quota di pedaggio per camion e tir che possono essere controllati con sistemi satellitari senza bisogno di fare i caselli”. Quindi l’idea è di non realizzare caselli, ma controllare il tutto con dei sistemi satellitari.

Giani ha inoltre specificato che per rifare la superstrada “le risorse del Pnrr o dei fondi europei non sono utilizzabili perché per scelta non si è voluto finanziare le strade, quindi, l’unico modo è quello di autogenerare delle risorse come del resto avviene già in Veneto, in Lombardia, nel Lazio dove le regioni si sono organizzate”. La ‘battaglia’ è appena iniziata e nel frattempo i cantieri sulla superstrada sono una costante.

Quando è lo sciopero dei benzinai

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Non solo la mobilitazione generale indetta da Cgil e Uil, in questo mese di dicembre 2022 è in arrivo anche uno sciopero dei benzinai che durerà per 3 giorni, mettendo a rischio il pieno ai distributori di carburante in autostrada. La protesta di 72 ore è stata indetta dalle organizzazione di categoria Faib, Fegica e Anisa. I gestori delle aree di servizio protestano contro l‘abuso delle cosiddette “royalty” che hanno fatto aumentare i prezzi di benzina e diesel venduti lungo la rete autostradale rendendoli meno appetibili per i consumatori, e l’assenza di una vera riforma del settore. Vediamo allora quando inizia e quando finisce lo sciopero dei benzinai.

Quando è lo sciopero dei benzinai in autostrada a dicembre

Lo sciopero dei benzinai comincia ufficialmente alle ore 22 di martedì 13 dicembre e finisce alle ore 22 di venerdì 16 dicembre 2022: la “serrata” riguarda in particolare le aree di servizio lungo le autostrade. Le associazioni di categoria criticano infatti le regole per i distributori autostradali, denunciando “il disinteresse della politica, dei concessionari e delle compagnie a ridare competitività e servizi alla rete autostradale” e la penalizzazione dei gestori, messi in crisi dal crollo delle vendite, dall’aumento dei costi e dal mancato adeguamento degli accordi e dei margini economici.

Faib, Fegica e Anisa hanno indetto la protesta anche per: il mancato riconoscimento, nei provvedimenti in preparazione per la rete, della “continuità gestionale” nelle aree di servizio; la perdita di ogni sostenibilità economica e della dignità dei gestori e dei loro dipendenti; la mancata ristrutturazione di una rete con troppi punti vendita e sempre meno redditività.  Qui in particolare le motivazioni.

Quali sono aperti

Lo sciopero dei benzinai che inizia in tutta Italia il 13 dicembre riguarda soltanto le pompe che si trovano in autostrada, non interessa invece i distributori lungo le strade urbane e in città, che rimarranno normalmente aperti. Come succede per gli altri scioperi, i prefetti hanno comunque individuato la lista degli impianti autostradali che dovranno garantire i servizi minimi restando in attività: l’elenco è disponibile sui siti delle rispettive prefetture.

Firenze Rocks 2023: i primi biglietti per i Maroon 5

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Sono i Maroon 5 i primi headliner annunciati per Firenze Rocks 2023, con il via alla vendita dei biglietti per l’ultima data del festival: la band di Los Angeles arriverà sul palco della Visarno Arena domenica 18 giugno. Nei prossimi giorni è previsto l’annuncio di altri nomi che calcheranno il palco, con il secondo gruppo “di punta” della kermesse.

Maroon 5 a Firenze Rocks 2023: i biglietti

Da mesi si susseguivano le ipotesi sugli artisti del Firenze Rocks 2023 e il nome dei Maroon 5 ha colto di sorpresa molti, con qualche critica sui social per la svolta pop del festival. Il gruppo capitanato da Adam Levine il prossimo anno sarà impegnato in un tour europeo che partirà il 13 giugno da Lisbona per poi fare tappa in Spagna, Repubblica Ceca, Danimarca, Paesi Bassi, Germania, Francia e concludersi a Londra il 3 luglio.

I biglietti per il concerto dei Maroon 5 al Firenze Rocks (e per l’intera giornata del 18 giugno) saranno disponibili – in anteprima per i clienti di Vodafone Happy – a partire dalle ore 11 di mercoledì 14 dicembre, mentre la vendita generale è prevista dalle ore 12.00 di venerdì 16 dicembre su TicketOne e TicketMaster.

Il concerto alla Visarno Arena

Sul palco del Firenze Rocks 2023 il gruppo, uno dei più longevi della musica pop, porterà i suoi più grandi successi, tra cui anche le canzoni dell’ultimo album in studio “Jordi”, che risale all’estate del 2021. Il disco contiene anche l’ultimo singolo di successo della band Beautiful Mistakes con Megan Thee Stallion, che è entrato nella Top 20 delle classifiche HOT 100, Top 40 e Hot AC.

Attivo ormai da 27 anni, il gruppo ha conquistato i fan e la critica grazie al suono ibrido rock/R&B introdotto fin dall’album di debutto, Songs About Jane. Ad oggi, la band ha ottenuto tre Grammy Awards, totalizzando oltre 90 milioni di vendite di album, 550 milioni di singoli in tutto il mondo e certificazioni d’oro e di platino in più di 35 Paesi.

Cosa fare a Firenze per il ponte dell’immacolata: eventi e mercati

Presepi, mercatini, ma anche luminarie, Babbi Natale in moto, festival cinematografici e di podcast: chi sta cercando cosa fare durante il ponte dell’Immacolata a Firenze rimarrà soddisfatto perché gli eventi per il weekend lungo dell’8-9-10-11 dicembre 2022 sono tanti e vari (alcuni sono ottimi pure in caso di pioggia). Nonostante le previsioni meteo non promettano niente di buono, saranno molti i fiorentini e i turisti che questo fine settimana affolleranno il centro per respirare l’aria delle feste. E se due eventi che di consueto caratterizzano l’8 dicembre quest’anno si sono svolti in anticipo (l’accensione dell’albero di Natale in piazza Duomo e il grande mercato a Campo di Marte), molti altri appuntamenti animano la città in questi giorni. Vediamo i principali, soprattutto quelli all’asciutto (che abbiamo segnalato con il simbolo ☔).

Cosa fare a Firenze durante il ponte dell’Immacolata 2022: a caccia di luminarie e proiezioni

Tutti con il naso all’insù per meravigliarsi davanti ai giochi di colore e alle proiezioni sulle facciate dei monumenti fiorentini. Dal 7 dicembre si sono riaccesi i riflettori sul “festival delle luci” di Firenze, che per l’edizione 2022 ha cambiato nome: da F-Light (Firenze Light Festival) a Green Line, con un occhio di riguardo al risparmio energetico. Per questo motivo si è ridotto il numero delle installazioni luminose e dei video mapping, ma lo spettacolo resta. Durante il ponte dell’Immacolata (e fino all’8 gennaio), girando per il centro di Firenze ci si potrà imbattere nel suggestivo videomapping su Ponte Vecchio curato dall’artista e regista teatrale Giancarlo Cauteruccio e ispirato alle Metamorfosi di Ovidio o nel video proiettato sulla facciata di Palazzo Vecchio, firmato dal creativo fiorentino Stefano Fumasi (The Fake Factory) e dedicato al tema dei 4 elementi.

In questo tour luminoso figurano inoltre il cortile di Michelozzo di Palazzo Medici Riccardi, animato da uno speciale lettering, e la facciata della Camera di Commercio in piazza dei Giudici. È tornata anche la cascata di luci sulla Rinascente di piazza della Repubblica (qui le altre luminarie da non perdere a Firenze). In più nella sala d’Arme di Palazzo Vecchio si è aperta la mostra conclusiva di WONDERFUL! con le opere delle due giovani artiste Camilla Alberti e Anouk Chambaz.

Ponte Vecchio Firenze festival luci

Eventi a Firenze: dalla Fierucola dell’Immacolata agli altri mercatini

Domenica 11, dalle 8 alle 18, l’appuntamento è con la Fierucolina di Natale in piazza del Carmine per regali a km 0. Ma i banchi invadono altre piazze di Firenze. Oltre al classico mercatino in piazza Santa Croce e a quello sotto la ruota panoramica, segnaliamo gli stand di ARTour in piazza Strozzi (dal 7 all’11 dicembre, dalle 10 alle 20) con il meglio delle produzioni toscane e Creative Factory, il market di piccoli artigiani e oggetti unici in piazza dei Ciompi (8-11 dicembre ore 9.30 – 20.00). Sabato e domenica invece uno dei “giardini segreti” di Firenze, le Serre Torrigiani di via Gusciana 21, ospita il mercatino solidale di Pallium (orario 10-18). E se cercate altre idee, qui la nostra guida completa ai mercatini di Natale a Firenze nel weekend del 10 e 11 dicembre.

Cosa fare nel ponte dell’Immacolata: andar per presepi ☔

Se siete dei patiti degli eventi legati al Natale, durante il ponte dell’8 dicembre 2022 potrete sbizzarrirvi a visitare presepi, a  Firenze come nei dintorni. Proprio in occasione della festa dell’Immacolata apre la mostra dei presepi del Rivoli Boutique Hotel di via della Scala, con oltre 30 creazioni tutte da ammirare (orario 11-23, ingresso gratuito o su offerta per la Fondazione Tommasino Bacciotti). Spalanca le porte anche il presepe meccanizzato dei Bassi, nella zona dell’Argingrosso e dell’Isolotto con oltre 60 personaggi in movimento, uno dei più visitati della Toscana (sabato ore 15.30-19.30, giorni festivi 10.30-12.30 e 15.30-19.00).

Nei dintorni di Firenze, nel weekend lungo dell’8-11 dicembre prende il via inoltre La via dei Presepi di Cerreto Guidi con un centinaio di creazioni che abbelliscono strade, balconi, finestre e la villa medicea. Sabato e domenica a Palazzuolo sul Senio mercatini di Natale, musica, street food e la manifestazione dei “Mille presepi”. Qui la guida ai presepi 2022.

Cinema a Firenze: River to River Festival ☔

Non solo Natale. Tra le le cose da fare a Firenze in caso di pioggia, come dimenticare il cinema e, in particolare, il festival River to River che si svolge a cavallo del ponte dell’8 dicembre nella bella sala de La Compagnia in via Cavour. La kermesse, l’unica in Italia interamente dedicata alla cinematografia indiana, dal 6 all’11 dicembre propone oltre 30 proiezioni, accompagnate – in alcuni casi – da importanti ospiti.

Tra questi il regista Anurag Kashyap, definito spesso il Quentin Tarantino indiano, che sarà in città insieme all’attore Karan Mehta per presentare la prima europea del suo ultimo film “Almost Pyaar” (domenica ore 20.30) e il thriller soprannaturale “Dobaaraa” (sabato 10 ore 20.30). In programma inoltre un fitto cartellone di iniziative collaterali tra talk, mostre, esplorazioni gastronomiche ed eventi speciali come la sfilata del brand “I was a Sari” e la mostra fotografica “Mannequin”, firmata dall’artista e curatore di Calcutta Arko Datto, contributor per TIME, National Geographic e New Yorker. Programma completo sul sito ufficiale.

Lucia Festival: l’evento che si ascolta ☔

Tra gli eventi “all’asciutto” e che non sono legati al Natale, questo weekend a Firenze si tiene anche Lucia – il mondo in un podcast, il festival internazionale dedicato all’ascolto di opere radiofoniche e di podcast. La quarta edizione è ospitata da venerdì 9 a domenica 11 ai Cantieri Culturali Goldonetta (CANGO), in via Santa Maria 23. Oltre alle sessioni di ascolto di storie aiudio – alcune in anteprima nazionale e internazionale – il calendario prevede un seminario sul podcasting per l’infanzia e un calendario di performance live, riscaldamenti sensoriali, incontri con autori e audio maker. Qui il programma completo.

Babbonatalata 2022 a Firenze e festa al Parco degli animali ☔

Tra le cose che potrebbero capitarvi durante il ponte dell’Immacolata a Firenze anche assistere a una sfilata di Babbi Natale in sella a rombanti motociclette, carichi di doni destinati alle associazioni del territorio. Domenica 11 dicembre si svolge infatti la “Babbonatalata classic special 2022“, un moto raduno e una parata di beneficienza che vede i centauri vestire i panni del simpatico vecchietto. Se non ci credete guardate le immagini delle scorse edizioni. Il ritrovo è alle ore 9.00 a piazzale Michelangelo e la tappa finale sarà il Parco degli animali, il “canile” di Firenze a Ugnano.

Festa al parco degli animali di Firenze (e a quello degli alpaca)

Il Parco degli animali, in viuzzo del Pantanino 11, sarà aperto al pubblico sabato 10 dicembre dalle 9 alle 16 in occasione della Festa dei doni, per regalare cibo e accessori per la cura degli ospiti del centro (cani, gatti, volatili) e il giorno dopo dalle 9 alle 13 in attesa dell’arrivo della carovana della Babbonatalata. Per info 0557352018. Sempre nella stessa zona, sabato dalle 9 alle 16 e domenica dalle 9 alle 13, apre il piccolo allevamento degli Alpaca, gestito da ragazze e ragazzi diversamente abili dove acquistare i prodotti creati dagli stessi giovani con la pregiata lana. Info e aggiornamenti sulla pagina Facebook dell’associazione Alpaha.

Altre buone idee su cosa fare a Firenze per il ponte dell’Immacolata 2022

E se proprio non avete trovato eventi che vi fanno impazzire, qui sotto riportiamo altri spunti su cosa fare a Firenze durante il ponte, dall’8 all’11 dicembre 2022:

4 giochi da tavolo toscani, dal “Monopoli” pratese al “Trivial” su Firenze

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Dadi in una mano e pedina nell’altra. Tra prove, domande e carte andiamo alla scoperta della nostra regione, ma senza spostarsi da casa grazie a una semplice scatola: i giochi da tavolo toscani sono un viaggio tra storia, aneddoti e curiosità di un territorio ricchissimo. Come regalo da mettere sotto l’albero o idea per passare veglioni e feste insieme ad amici e parenti, ecco i passatempi più divertenti. Ne abbiamo selezionati quattro.

Il gioco in scatola su Prato

Nell’infinita disputa tra fiorentini e pratesi, stavolta la spuntano i secondi. Mentre il “Monopoli” made in Florence è attualmente fuori produzione (vedi sotto), la città laniera ha da poco il suo gioco da tavolo. Si chiama “Beato beato chi ha… un tetto a Prato“, è una novità 2022 e permette ai giocatori di ritrovare luoghi ed eventi tipici della provincia pratese. Lo start è da piazza San Marco e il viaggio lungo il tabellone, tra il centro, il Castello dell’imperatore e i luoghi di tutti i quartieri, è scandito dai tiri dei dadi e dalle carte “Bona Ugo!” e “Pena po’o“, che vedono i “concorrenti” mettersi alla prova davanti a situazioni tipiche. Ricordando però che “senza lilleri un si lallera“: l’obiettivo del gioco è rendere ancora più ricca la provincia investendo in edifici e attività (grazie appunto ai lilleri, i soldi) e diventando il più ricco di Prato. Pardon di Praho.

“La cosa più divertente è stata cercare di far stare nel gioco quanta più Prato possibile: dai sottopassi con sopra la rotonda alle sagre di quartiere, dai personaggi che hanno dato lustro alla città ai modi di dire più celebri”, spiega Federico Calciolari, autore del gioco, perché “Prato è una città grande e molto varia, in cui ciascun quartiere ha una forte identità”. Beato beato chi ha… un tetto a Prato è edito da Demoela e costa 34,90 euro.

Un tetto in Prato gioco

Gira Firenze, il “trivial” sulla città del giglio

Se siete dei veri toscani, anzi dei fiorentini doc, non potete sbagliare le 650 domande riportate sulle carte de “Il Gira Firenze“, il gioco da tavolo ideato da Luca Giannelli. Cultura, arte, tradizioni, sport, personaggi e territorio: in una partita si affrontano le tante sfaccettature della Culla del Rinascimento. Il percorso sul tabellone parte da Fiesole e per vincere bisogna arrivare per primi a Palazzo Pitti, affrontando lungo il tragitto i tanti interrogativi legati a Firenze.

Ogni match permette di ripercorrere le date fondamentali della storia della città, ma anche scoprire curiosità che non tutti conoscono, ad esempio perché via delle Pinzocchere si chiama così. Attenzione però, sono guai seri se la vostra pedina finisce su una di queste 5 caselle sfortunate: il carcere delle Murate, il cimitero degli inglesi, l’ospedale di Santa Maria Nuova, l’alluvione e la frana di via de’ Bardi. Il gioco, edito da Scramasax più di 10 anni fa, è ancora in commercio (si trova ad esempio nello storico negozio di Dreoni giocatoli) e costa 25 euro. È disponibile anche una versione inglese.

Gira Firenze gioco

I giochi da tavolo: il “Risiko” dei toscani, Gnamo

Allargando la prospettiva, tra i giochi da tavolo dedicati a questa terra tanto ricca quando campanilistica figura “Gnamo! Conquista la Toscana“. Prendendo spunto dalla tipica espressione popolare, l’avventura è ambientata nel futuro, quando gli esseri umani sono stati ormai soppiantati dai cinghiali, divisi in 5 fazioni, che si battono a suon di “zannate” pur di fare proprio il territorio della nostra regione.

Tirando i dadi e calando le carte giuste i giocatori guidano le proprie truppe alla conquista delle varie zone, dalla Garfagnana al Valdarno, dal Chianti alle Crete Senesi. Ogni partita, da 3 a 5 giocatori, dura in media un’oretta e mezzo. L’autore, Federico Calciolari, lo stesso del gioco da tavolo su Prato, ha creato una mappa che racconta i principali angoli della Toscana, le città più grandi ma anche le vallate meno note. “Ha tutti i caratteri della ‘toscanità’: è estremamente divertente, permette di imparare a conoscere meglio la regione e celebra con autoironia il campanilismo che tanto ci definisce”, racconta Calciolari. Gnamo! Conquista la Toscana è edito da Demoela, costa 39,90 euro e si trova sia online sia in molti negozi di Firenze.

Gnamo gioco da tavolo Toscana

Giochi da tavolo toscani: Firenzopoli

Subito un’avvertenza. Questo divertente “Monopoli” in salsa fiorentina, edito da Sillabe e prodotto da Giochi Briosi, al momento è fuori produzione, ma spulciando online è ancora possibile trovare qualche scatola rimasta invenduta. Prima di tutto scegliete la vostra pedina preferita, tra il lampredotto, il fiasco di vino, il Marzocco, Pinocchio, la maglia di Batistuta e lo stemma dei Medici. Poi lanciatevi nella sfida per diventare Signore di Firenze e accrescere la vostra ricchezza fatta anche dalle banconote su cui sono raffigurati i volti di Dante, Machiavelli, Artusi, l’Elettrice palatina, Leonardo Pieraccioni e zia Caterina. A dare un po’ di pepe alla partita ci pensano le carte “Senza Lilleri un’ si lallera” e “A Ufo” scritte dai comici Michele e Lorenzo Baglioni. Il gioco è bilingue: italiano e inglese.

Firenzopoli gioco scatola
Gioco da tavolo Firenzopoli

Il suicidio assistito di Massimiliano, in Svizzera

Massimiliano, toscano affetto da sclerosi multipla, aveva chiesto di morire in Italia. Ciò però non è stato possibile e così è morto ieri in una clinica svizzera tramite suicidio assistito. A darne notizia l’associazione Coscioni a cui l’uomo, non più autonomo, si era rivolto.

Il suicidio assistito di Massimiliano

Troppi i dolori, troppa la sofferenza e così Massimiliano ha scelto il suicidio assistito. Per farlo è stato accompagnato in Svizzera da Felicetta Maltese, 71 anni, iscritta all’associazione e attivista della campagna Eutanasia Legale e da Chiara Lalli: entrambe oggi andranno a denunciarsi ai carabinieri di Firenze. E naturalmente non mancherà Marco Cappato, sempre in prima fila per battaglie di diritti come questa.

Massimiliano non ha scelto la Svizzera per il suicidio assistito. Ci è dovuto andare, spiega l’associazione. E questo perché in Italia non avrebbe potuto fare la stessa cosa in quanto privo di uno dei requisiti della sentenza 242/2019 della Corte costituzionale sul caso Cappato/Dj Fabo. Appena saputo di non poter rientrare nei requisiti aveva fatto un appello mostrando la sua sofferenza, raccontando di essere “intrappolato in un corpo che non funziona più”.

L’ultimo messaggio

Prima di morire tramite suicidio assistito Massimiliano ha lasciato un ultimo video messaggio: “Sono quasi completamente paralizzato e faccio fatica anche a parlare – è il contenuto del messaggio -. Da un paio di anni siccome non ce la faccio più ho iniziato a documentarmi su internet su metodi di suicidio indolore e, finalmente, ho raggiunto il mio sogno. Peccato che non l’ho raggiunto in Italia, ma mi tocca andare all’estero: perché non posso farlo qui in Italia? A casa mia, anche in un ospedale, con i parenti, gli amici vicino. No, devo andarmene in Svizzera. Non mi sembra una cosa logica questa. Sono costretto ad andarmene via, per andarmene via”. Qui sotto il video-messaggio.