martedì, 28 Luglio 2026
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Ortodonzia trasparente, l’innovazione invisibile agli occhi

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Il disallineamento dei denti è un problema che in genere si affronta nell’infanzia, ma il disagio di una dentatura irregolare riguarda anche molte persone adulte, per le quali affrontare il percorso che comporta l’inserimento di un apparecchio fisso è emotivamente frustrante e faticoso.

Per questo motivo l’introduzione delle mascherine trasparenti, da parte dei centri odontoiatrici moderni come Bludental, ha rivoluzionato il mondo dell’ortodonzia.

L’apparecchio trasparente rappresenta oggi una tecnica altamente innovativa che, nelle mani di un esperto ortodontista, può trasformare l’evoluzione digitale in risultato.

La grande rivoluzione di questo trattamento, oltre alla massima attenzione rivolta all’aspetto estetico, è rappresentata dalla possibilità di pianificare e programmare l’iter terapeutico in visione prospettica. Infatti, grazie all’uso di un software di progettazione 3D il paziente avrà la possibilità di vedere il risultato ancora prima dell’inizio del trattamento e decidere se intraprendere o meno il percorso.

Se il paziente è soddisfatto dell’esito finale previsto dalla terapia, gli verrà consegnato l’allineatore trasparente, ovvero una serie di mascherine create digitalmente dall’impronta dentale delle sue arcate, in modo da aderire perfettamente senza creare alcun fastidio.

Le mascherine dovranno essere sostituite dopo un intervallo di giorni prestabilito e muoveranno progressivamente i denti, fino al raggiungimento dell’effetto desiderato.

I vantaggi dell’apparecchio trasparente sono numerosi:

  • Gestione dell’apparecchio semplice e pratica
  • Igiene orale più semplice
  • Massima discrezione estetica
  • Diminuzione del rischio di formazione della placca
  • Diminuzione del rischio di infiammazione gengivale
  • Riduzione dei tempi di cura

Grazie all’aiuto di un ortodontista preparato, pianificare il percorso di cure sarà estremamente facile e finalmente potrete godere del sorriso che avete sempre desiderato.

Contattate uno specialista per saperne di più, i centri Bludental sono aperti dal lunedì al sabato, dalle 8 alle 20 con orario continuato.

 

BLUDENTAL Firenze, BD 20 S.R.L.
Viale Francesco Redi, 57d Firenze – Telefono: 055 0228491

Direttore Sanitario: Dott. Passafaro Francesco, Iscritto all’Albo Provinciale degli Odontoiatri di Reggio Calabria n. 833, Istanza per l’autorizzazione all’esercizio n.DD/2022/07781 del 25/10/2022.

Contratto enti locali 2022: aumenti e arretrati. Le tabelle retributive

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Dopo la certificazione positiva della Corte dei conti del 14 novembre 2022, il contratto nazionale di lavoro degli enti locali 2019-2021 c’è stata la firma definitiva all’Aran: il rinnovo, con aumenti, nuove tabelle retributive e arretrati, riguarda oltre 430.000 dipendenti pubblici di Comuni, Città metropolitane, Province, Regioni e Camere di Commercio.

Il rinnovo del CCNL comparto “Funzioni locali”: le novità

Il CCNL (contratto collettivo nazionale di lavoro) delle “Funzioni locali”, che aveva già passato il vaglio del Consiglio dei ministri e del Ministero dell’Economia e delle Finanze, riguarda il triennio 2019-2021. Tra le novità un nuovo sistema di classificazione, le progressioni economiche, la disciplina dei giorni festivi infrasettimanali, la valorizzazione delle indennità, gli sviluppi di carriera e le nuove regole per il lavoro a distanza.

Insomma ci saranno cambiamenti anche in busta paga, con gli aumenti delle tabelle retributive previste dal rinnovo del contratto degli enti locali e il pagamento degli arretati. Antonio Naddeo, presidente dell’Aran – Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni, ha parlato di “un traguardo importante, con molte novità per l’organizzazione degli enti e la gestione del personale”.

Contratto enti locali, gli aumenti: le tabelle retributive

A livello economico, la novità più importante riguarda gli aumenti in busta paga per i dipendenti pubblici degli enti locali: la crescita media mensile dello stipendio sarà di 100,27 euro lordi. Ma l’incremento dipende ovviamente dal livello del singolo dipendente: si va da un mimino di 56,10 euro lordi in più al mese per l’A1, fino ai 104,28 euro del D7. Si alza inoltre anche la nuova indennità di vacanza contrattuale.

Vediamo allora le tabelle retributive degli aumenti che scattano con il rinnovo del contratto degli enti locali da fine 2022:

  • A1 +56,10 euro lordi
  • A2 +56,90 euro lordi
  • A3 +58,10 euro lordi
  • A4 +59,10 euro lordi
  • A5 +60,40 euro lordi
  • A6 +61,40 euro lordi
  • B1 +59,30 euro lordi
  • B2 +60,30 euro lordi
  • B3 +62,70 euro lordi
  • B4 +63,70 euro lordi
  • B5 +64,70 euro lordi
  • B6 +65,90 euro lordi
  • B7 +68,40 euro lordi
  • B8 +69.60 euro lordi
  • C1 +66,90 euro lordi
  • C2 +68,50 euro lordi
  • C3 +70,50 euro lordi
  • C4 +72,70 euro lordi
  • C5 +75,40 euro lordi
  • C6 +77,50 euro lordi
  • D1 +72,50 euro lordi
  • D2 +76,40 euro lordi
  • D3 +83,80 euro lordi
  • D4 +87,30 euro lordi
  • D5 +91,20 euro lordi
  • D6 +97,50 euro lordi
  • D7 +104,28 euro lordi

Quando in busta paga gli arretrati previsti dal contratto degli enti locali 2022

Ci sarà poi una “indennità” una tantum, che darà una boccata di ossigeno ai lavoratori proprio nel mese dei regali e dei cenoni, con un’inflazione galoppante. La busta paga è quella di dicembre 2022, quando per effetto del rinnovo del contratto del comparto delle Funzioni locali, i dipendenti pubblici degli enti come Comuni, Province, Città metropolitane, Regioni e Camere di commercio, vedono il pagamento degli arretrati dal 2019 al 2021 (a cui sarà sottratta l’indennità di vacanza già goduta).

Si va da un minimo di 1.210 euro lordi per il livello più basso (A1) a un massimo di 2.251 euro per l’inquadramento economico più alto (D7). Vediamo nel dettaglio la tabella degli arretrati che saranno pagati nella busta di dicembre:

  • A1 una tantum 1.210,18 euro lordi
  • A2 una tantum 1.26,37 euro lordi
  • A3 una tantum  1.253,26 euro lordi
  • A4 una tantum 1.274,40 euro lordi
  • A5 una tantum 1.302,18 euro lordi
  • A6 una tantum 1.324,43 euro lordi
  • B1 una tantum 1.278,59 euro lordi
  • B2 una tantum 1.300,07 euro lordi
  • B3 una tantum 1.352,67 euro lordi
  • B4 una tantum 1.373,42 euro lordi
  • B5 una tantum 1.395,48 euro lordi
  • B6 una tantum 1.421,57 euro lordi
  • B7 una tantum 1.475,40 euro lordi
  • B8 una tantum 1.506,71 euro lordi
  • C1 una tantum 1.442,37 euro lordi
  • C2 una tantum 1.477,93 euro lordi
  • C3 una tantum 1.520,10 euro lordi
  • C4 una tantum 1.566,94 euro lordi
  • C5 una tantum 1.625,41 euro lordi
  • C6 una tantum 1.670,91 euro lordi
  • D1 una tantum 1.569,21 euro lordi
  • D2 una tantum 1.647,74 euro lordi
  • D3 una tantum 1.806,42 euro lordi
  • D4 una tantum 1.881,28 euro lordi
  • D5 una tantum 1.965,30 euro lordi
  • D6 una tantum 2.101,96 euro lordi
  • D7 una tantum 2.251,62 euro lordi

Questa la tabella pubblicata dai sindacati dei dipendenti pubblici.

Tabelle retributive contatto enti locali 2022 aumenti arretrati

La firma definitiva per il rinnovo del contratto degli enti locali 2022

La firma definitiva del rinnovo del contratto delle funzioni locali è avvenuta mercoledì 16 novembre 2022 a Roma, presso la sede dell’Aran. Presenti le sigle sindacali rappresentative del comparto. Il contratto è stato pubblicato sul sito dell’Aran. Si tratta di un altro importante CCNL che arriva all’ok definitivo dopo quelli del mondo della sanità pubblica e della scuola e della ricerca.

Tour de France 2024: partenza da Firenze, tappe e percorso in Italia

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Il Tour de France 2024 prenderà il via dall’Italia con la partenza della prima tappa da Firenze e il percorso toccherà anche Rimini, e – nei giorni successivi – Cesenatico, Piacenza e Torino. La presentazione ufficiale dell’evento è stata ospitata nel Salone dei Cinquecento dove sono arrivati, tra gli altri il direttore del Tour Christian Prudhomme e il presidente dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini.

Tour de France 2024 a Firenze: data e  percorso della prima tappa

Durante la presentazione, trasmessa in diretta tv su Rai 2, sono stati sveltati i dettagli della prima tappa in programma il 29 giugno 2024 da Firenze e pensata per rendere omaggio a Gino Bartali e Gastone Nencini: la partenza sarà da piazzale Michelangelo e il percorso si svilupperà lungo 205 chilometri con 3.800 metri di dislivello, toccando Pontassieve, Dicomano, San Godenzo, il valico del Muraglione. Poi i ciclisti varcheranno il confine tra Toscana ed Emilia Romagna, affrontando anche la salita che porta a San Marino con traguardo finale a Rimini. Qui sotto il video ufficiale con il percorso. È la prima volta nella storia che la celebre manifestazione sportiva d’Oltralpe parte dal Bel Paese.

Il Tour de France 2024 prevede anche altre due tappe in Italia dopo quella di Firenze – Rimini: domenica 30 giugno la seconda da Cesenatico a Bologna, per un totale di 200 chilometri nel ricordo Pantani, attraverso Ravenna e Faenza e due passaggi sull’insidiosa salita di San Luca; la terza lunedì 1° luglio da Piacenza a Torino, un omaggio a Fausto Coppi lungo 225 chilometri, lungo alcune strade della Milano-Sanremo e con un arrivo pensato per i velocisti. Il Tour in seguito ripartirà da Pinerolo per lasciare il nostro Paese.

La Grand départ a Firenze

“Il primo ringraziamento va a Christian Prudhomme, è testimone di quanto abbiamo inseguito, desiderato e voluto questo sogno della Grande Partenza“, ha detto il sindaco di Firenze Dario Nardella che due anni fa – in piena pandemia – aveva iniziato a lavorare sull’idea di ospitare la Grand départ in riva all’Arno. “Il Tour ha speso troppo tempo per venire in Italia, la culla del ciclismo romantico, con campioni immensi e attaccanti che i tifosi amano – ha commentato il direttore Prudhomme – è un paese di estrema bellezza, con percorsi particolarmente interessanti e molto estetici”.

Presentazione Tour de France 2024 tappe Italia

Di “opportunità unica di promozione e crescita del nostro territorio” ha parlato il presidente della Regione Eugenio Giani, “Una grande partenza insieme all’Emilia Romagna per lo storico omaggio all’eterno campione Gino Bartali da Firenze a tutto il mondo, la prima volta per l’Italia”. Il percorso completo del Tour de France 2024 sarà annunciato ufficialmente nel prossimo autunno.

Proroga smart working 2023 per i fragili (ma non per i genitori di under 14)

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In arrivo la proroga dello smart working nel 2023 per i lavoratori fragili, per i dipendenti privati e della pubblica amministrazione, ma non per i genitori under 14. La novità è prevista in un emendamento alla legge di bilancio in discussione in Parlamento. Il prossimo 31 dicembre era prevista la scadenza del lavoro agile per chi ha patologie o disabilità gravi, oltre che per i genitori con almeno un figlio minore di 14 anni. Ora si dovrà attendere l’approvazione della manovra finanziaria.

Smart working 2023: fino a quando la proroga per i lavoratori fragili e i genitori di under 14

L’emendamento alla manovra prevede la proroga dello smart working per i lavoratori fragili fino al 31 marzo 2023, ma non cita i genitori under 14. Per quest’ultima categoria, quindi, dopo il 31 dicembre 2022 non sarà più prevista la possibilità di lavoro agile senza accordo individuale, ma dovrà sottostare alle normali disposizioni (dunque servirà un’intesa tra l’azienda e il singolo lavoratore).

Secondo le regole, lo smart working è previsto per i lavoratori fragili (immunodepressi, pazienti oncologici, disabili gravi in possesso della relativa certificazione) che di norma svolgono il loro lavoro in modalità agile, anche con diverse mansioni, ma che devono ricadere nella stessa categoria o area di inquadramento. Senza quindi alcuna diminuzione dello stipendio e senza il rischio di sanzioni da parte dell’impresa, demansionamenti o trasferimenti.

Lavoro agile “semplificato”

Un’altra questione riguarda la burocrazia. Il ministero del Lavoro ha spostato dal 1° dicembre al 1° gennaio 2023 il termine per le aziende che devono comunicare gli accordi individuali sullo smart working. Dal 15 dicembre inoltre è stata resa disponibile una modalità alternativa più agile per l’invio dei dati, tramite un semplice file Excel. Intanto il ministro del Lavoro Marina Calderone ha aperto nelle scorse settimane a una revisione della legge sulla smart working (quella ordinaria risale al 2017), norma “già vecchia rispetto a quelli che sono i modelli attuali”, ha affermato. Già il precedente esecutivo aveva intrapreso un percorso con sindacati e categorie sociali per definire nuove linee guida del lavoro agile.

Terme naturali libere in Toscana: la mappa delle migliori

Se dovessimo elencare i principali pregi della Toscana, immediatamente dopo le città d’arte, l’ottimo cibo e la bellezza dei suoi paesaggi, ci sarebbero le terme. Non tutti sanno infatti che la Toscana è la regione che vanta il maggior numero di terme naturali libere in Italia e che l’intera regione è costellata da stabilimenti termali, di varia grandezza, pregio e proprietà curative, moltissimi dei quali accessibili gratuitamente. Questo patrimonio è in parte legato alla morfologia del territorio, ma anche a tradizioni millenarie che risalgono all’epoca etrusca e romana, come testimonia la recente scoperta archeologica di San Casciano dei Bagni.

Terme naturali libere in Toscana: tutto “merito” di un antico vulcano

Di base, tutte le province toscane offrono la possibilità di passare una giornata o concedersi magari un bel weekend di relax usufruendo dei benefici delle terme. Avete notato che molti paesini includono già “terme” nel proprio nome? Come capirete, è già un buon indizio di quello che si può trovare. Sappiate inoltre che molti stabilimenti termali sorgono anche lungo la Via Francigena. È però spostandosi un po’ a sud-est, soprattutto tra la provincia di Siena e la Maremma, che la nostra regione offre tutto il suo meglio per quanto riguarda terme naturali e libere.

Piccola curiosità prima di iniziare il nostro viaggio tra le terme naturali libere più affascinanti. L’esistenza di questa ricchezza si deve al massiccio del Monte Amiata, un vulcano ormai estinto ma la cui attività si è “tramutata” negli anni proprio nella presenza di terre sulfuree e numerosissime sorgenti termali. Le acque, la cui temperatura oscilla mediamente tra i 25° e i 54° C, hanno proprietà diverse a seconda del tipo di sorgente: aiutano a curare i reumatismi, le patologie vascolari, quelle respiratorie, quelle del tratto digestivo e urinario. Eccoci dunque nella parte della Toscana tra la Val d’Orcia, le Crete Senesi e la Maremma, dove sgorgano le acque delle più famose e importanti sorgenti termali naturali, tantissime delle quali ad accesso libero e gratuito. Vediamo le principali.

Le terme libere di Petriolo

Immaginando di percorrere una sorta di semicerchio che inizia nella parte più a nord del nostro tour, troviamo per primo Bagni di Petriolo, poco a sud di Siena. Non siamo ancora in Val d’Orcia ma nella Valle dell’Ombrone, nel comune di Monticiano. Qui troverete varie vasche naturali in cui potersi rilassare, dove l’acqua sgorga a circa 45 gradi e (magari d’estate) si può approfittare anche di un bel bagno nell’acqua fredda del fiume. Queste terme naturali nel cuore della Toscana sono frequentate in ogni momento dell’anno, del giorno e della notte e non è raro trovare gruppi di persone che si godono, anche campeggiando, intere nottate in questo luogo ancora piuttosto selvaggio dove l’atmosfera può essere talvolta decisamente festaiola. Tuttavia, risultano mediamente meno affollate delle più famose terme di Saturnia o San Filippo. Consigliate comunque principalmente a giovani un po’ avventurieri.

Bagno Vignoni: il parco dei mulini

Scendiamo ad est per arrivare a Bagno Vignoni (e, nel caso faceste questo percorso, imprescindibile è uno stop a Montalcino). Siamo in piena Val d’Orcia e qui le terme sono letteralmente nel bel mezzo del paese: nella piazza principale c’è infatti una vasca termale, dove non si può fare il bagno ma che offre insieme alla suggestiva architettura uno scorcio veramente unico da ammirare.

Bagno Vignoni

Tuttavia, per trovare un’area in cui è possibile immergersi bisogna uscire dal borgo e spostarsi sotto al parco dei mulini. Qui l’acqua è meno calda, per cui è più indicata magari un’escursione primaverile. Le piscine non sono grandissime ma raramente troppo affollate. Non ci sono servizi intorno ma si rimane comunque abbastanza vicini al paese da potersi permettere, ad esempio, un’escursione familiare senza particolari problemi.

Le terme libere di Bagni San Filippo e la “balena bianca”

Continuando a penetrare la Val d’Orcia, a poca distanza da Bagno Vignoni, troviamo le terme di Bagni San Filippo, particolarmente suggestive per l’ambiente incantato in cui si trovano. Il paesaggio qui è unico: un bellissimo bosco che fa anche da riparo nelle giornate estive, la possibilità di fare passeggiate e trekking nei dintorni, la presenza di vasche con varie temperature. Tuttavia queste terme possono essere molto affollate, soprattutto nei periodi più vacanzieri.

Il parcheggio gratuito non è vicinissimo per cui bisogna anche essere disposti a una camminata per godersi un bel bagno. Caratteristica qui l’acqua bianca e lattigionosa, a causa delle rocce calcaree della cosiddetta Balena Bianca (sulla quale non si può camminare né fare in bagno in prossimità). L’ingresso nell’area del torrente Fosso Bianco è consentito solo da via San Filippo, strada di accesso verso il podere Rovinati.

Balena Bianca Bagni San Filippo terme

San Casciano dei Bagni

A pochi chilometri dal confine con Lazio e Umbria, troviamo San Casciano dei Bagni. Un borgo caratterizzato dalla presenza di ben 42 sorgenti naturali, valore che lo rende la terza località in Europa per flusso di acque termali. Furono gli Etruschi a fondare le prime strutture dedicate allo sfruttamento delle acque termali a scopo curativo, anche se si deve ai Romani il loro sfruttamento più intenso. Non a caso, è di pochi giorni fa la notizia di un epocale ritrovamento di 24 statue di bronzo etrusche in un’antica vasca termale.

Lungo il corso dei secoli, le terme hanno continuato a richiamare visitatori da ogni parte d’Europa, attratti dalla possibilità di risolvere i propri malanni grazie alle proprietà delle acque di San Casciano. Le piscine termali pubbliche sono facilmente raggiungibili, quindi adatte anche a famiglie e bambini, ci sono vasche a diverse temperature, tra cui alcune molte calde (oltre i 40°), perfette per essere sfruttate anche nelle più fredde giornate invernali. Generalmente non troppo affollate perché meno conosciute delle vicine sorelle amiatine, potrebbero vedere però quest’anno un incremento delle presenze a causa della recente scoperta archeologica.

Le terme naturali libere più famose della Toscana: Saturnia e le Cascate del Mulino

Ed eccoci in Maremma a scoprire le Terme di Saturnia, che tra tutte le terme naturali libere in Toscana sono forse quelle più instagrammabili, data l’incantevole conformazione del territorio in cui si trovano. Le acque termali della zona sono famose per le loro proprietà benefiche, oltre che per la particolarità di sgorgare ad una temperatura costante di 37,5°C nella sorgente naturale all’interno del Resort di Terme di Saturnia, struttura a pagamento. La stessa sorgente, però, alimenta a una temperatura leggermente inferiore, anche la zona ad accesso libero delle terme, le cosiddette “Cascate le mulino” dove si può accedere senza pagare alcun biglietto.

Essendo terme libere e all’aperto, non sono presenti spogliatoi o zone riparate dal freddo e dalle intemperie. Per questo motivo andarci in piena estate renderà meno traumatico uscire dalle sue acque senza congelarsi. Di contro c’è da considerare che proprio la stagione estiva vede prendere d’assalto questa splendida area termale, il consiglio è quindi di arrivare molto presto per godersi l’esperienza nel migliore dei modi.

Cosa cambia dal 21 dicembre per la tv: il “finto” switch off

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Dal 21 dicembre 2022 la tv cambia, con un ulteriore passo verso l’HD e verso il nuovo digitale terrestre DVB-T2, ma cosa succede al “vecchio” decoder, funzionerà ancora dopo l’ennesimo “switch off”? Quali canali tv non si vedranno più? Prima di tutto va chiarito che questo non sarà il passaggio definitivo al nuovo standard di trasmissione, ma solo l’ennesimo aggiustamento dopo il trasloco delle frequenze avvenuto negli ultimi mesi, che ha costretto i telespettatori più volte a risintonizzare il proprio televisore. In secondo luogo, è bene sapere che la modifica in programma prima di Natale creerà problemi soltanto a chi ha apparecchi vetusti.

Cosa succede dal 21 dicembre 2022 alla tv HD e cosa cambia: quali canali non si vedono più?

Tv HD, digitale DVB-T2, switch off: cosa significano queste parole e cosa succede dal 21 dicembre per chi è già dotato di decoder? Facciamo un po’ di chiarezza. Mercoledì 21 dicembre 2022 è previsto un piccolo “switch off”: da questa data in Italia non saranno più trasmessi i programmi tv in risoluzione standard (SD), ma solo quelli in alta risoluzione (HD). In pratica scompariranno i canali dal 501 in poi, “copie” in bassa risoluzione delle trasmissioni che sono disponibili già in HD nei primi numeri del telecomando, e  alcuni canali dopo il 100 trasmessi in SD. Queste trasmissioni saranno sostituite da programmi in HD.

Ecco ad esempio quali canali tv non non si vedranno più dal 21 dicembre 2022:

  • 501 Rai 1 SD
  • 502 Rai 2 SD
  • 503 Rai 3 SD
  • 504 Rete4
  • 505 Canale5
  • 506 Italia1
  • 507 LA7
  • 508 Tv8
  • 509 Nove

Cosa cambia nelle trasmissioni tv del digitale terrestre?

A livello  tecnico dal 21 dicembre le emittenti tv non useranno più il formato di compressione del segnale video in Mpeg2, ma solo l’Mpeg4 con una codifica che permette un’alta risoluzione dell’immagine (H264), ma è bene specificare che non è niente di nuovo.

Chi ha la memoria lunga si ricorderà che già lo scorso 8 marzo molti canali erano passati in HD: per dare il tempo ai cittadini con tv o decoder vecchi di adeguarsi, alcune trasmissioni (poche per la verità) sono rimaste disponibili nel precedente formato di trasmissione, dal canale 501 al 509 e in qualche altra numerazione con la dicitura “provvisorio”. Adesso anche questi pochi canali non ancora in HD scompariranno. Il nuovo digitale terrestre DVB-T2 userà solo una compressione del segnale Mpeg4, per questo si è reso necessario l’addio ai canali in definizione standard (Mpeg2 – SD).

Con lo “switch off” del 21 dicembre 2022 devo cambiare tv e decoder?

Niente panico, quindi. Se già ora sul digitale terrestre si riescono a vedere i canali HD, ad esempio le trasmissione di Rai, Mediaset, La7, Tv8, Nove, ecc. che si trovano dal numero 1 al numero 100 del telecomando, non si dovrà cambiare tv o decoder dal 21 dicembre. Discorso diverso invece per gli utenti che già adesso erano costretti a vedere solo un numero ristretto di canali, dal 501 in poi: per loro dopo il 21 dicembre non ci sarà niente da fare e dovranno arrendersi al passaggio tecnologico.

La soluzione più a basso costo è comprare un decoder di ultima generazione da attaccare al televisore (costo tra i 20 e i 30 euro) o – se si è disponibili a spendere di più – cambiare apparecchio. La cattiva notizia è che la nuova legge di bilancio, a differenza di quanto annunciato in un primo momento, non rifinanzierà il bonus decoder e quello per la rottamazione della tv, per cui i fondi si sono esauriti a metà novembre. Resta, ma per poco, il bonus decoder per gli over 70, con consegna a domicilio o negli uffici postali.

Si deve risintonizzare di nuovo la tv dopo il 21 dicembre: cambia la frequenza?

La risposta è con tutta probabilità sì, chiarisce il Ministero per lo Sviluppo economico. I canali provvisori trasmessi ancora in bassa definizione dal 21 dicembre saranno dismessi e ciò comporterà una revisione di parte della numerazione: questo significa che la tv andrà risintonizzata per non avere problemi di ricezione. Nei modelli più recenti, gli apparecchi effettuano automaticamente l’aggiornamento dei canali, sugli altri invece bisogna provvedere a risintonizzare la tv (qui spieghiamo come fare).

Quando sarà lo switch off 2023?

Dunque quello del 21 dicembre 2022 non sarà un vero e proprio switch off verso il nuovo digitale terrestre, nonostante molti utilizzino già tale termine. Dopo questa data i canali saranno proposti tutti in HD (Mpeg 4, codifica H264), ma saranno ancora appoggiati allo standard di trasmissione del vecchio digitale terrestre. Tradotto: chi ha un decoder o una tv compatibile con l’HD ma non con il nuovo digitale terrestre (indicato dalla sigla DVB-T2, con codifica H265) continuerà a vedere normalmente tutti i canali.

I problemi ci saranno quando il vecchio segnale sarà spento del tutto, processo che viene indicato dal termine “switch off“: inizialmente era fissato al 1° gennaio 2023, ma ormai sembra probabile che il governo opti per una passaggio progressivo durante il prossimo anno. Si dovrà attendere la comunicazione del Ministero dello Sviluppo economico. Compiuto questo passaggio, i televisori o i decoder comprati prima del 22 dicembre 2018 potrebbero restare al buio se non adeguati al nuovo standard. Qui il canale di test per capire se la tv è compatibile con il nuovo digitale terrestre.

Per informazioni è attivo il sito Nuovatvdigitale del Ministero dello Sviluppo economico e il call center che risponde al numero 06 87800262 dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 18:00.

Bonus tv e decoder: che cosa cambia nel 2023

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Addio agi incentivi per il piccolo schermo. Il Ministero per lo Sviluppo economico, guidato da Adolfo Urso, aveva chiesto il rifinanziamento del bonus rottamazione tv e di quello per il cambio del decoder anche nel 2023, visto l’avvicinarsi al passaggio al nuovo digitale terrestre, ma le due misure non sono rientrate nella legge di bilancio.

Bonus rottamazione tv 2023: quando scade?

I fondi per il bonus rottamazione tv si sono esauriti lo scorso 12 novembre e l’incentivo, non trovando posto nella manovra economica in discussione in Parlamento, non sarà rinnovato durante il 2023. La misura, introdotta ai tempi del governo Conte, prevedeva la possibilità di rottamare la vecchia tv non compatibile con il digitale terrestre di ultima generazione (DVB-T2) e ottenere uno sconto del 20% sull’acquisto di un apparecchio nuovo, fino a un massimo di 100 euro. Il tutto senza limiti di reddito o tetto Isee.

Pochi giorni prima che le risorse finissero il neo-ministro dello Sviluppo economico Adolfo Urso aveva richiesto di rifinanziare la misura, “perché riteniamo indispensabile assicurare ai cittadini la continuità di uno strumento che ha funzionato per agevolare questo delicato passaggio tecnologico“, aveva detto. Così non è stato, perché nella legge di bilancio 2023 che le due Camere dovranno approvare entro fine anno non sono previste nuove risorse destinate al rinnovo del bonus tv per il 2023. L’unica speranza è che misure di questo genere siano previste da successivi provvedimenti del governo.

Bonus decoder: resta quello per over 70 con consegna a domicilio (ma per poco)

Come successo per il contributo legato alla rottamazione del vecchio televisore, anche il “bonus tv decoder” è finito nel cassetto e non è stato rinnovato nel 2023. Dal 12 novembre sono finiti i fondi e la manovra finanziaria non prevede ulteriori risorse per l’anno nuovo. Questa misura riconosceva fino a 30 euro per l’acquisto di un decoder o di una tv di ultima generazione, ma solo per le famiglie con un Isee fino a 20.000 euro.

Al momento l’unica misura attiva, per far fronte all’arrivo del nuovo digitale terrestre DVB-T2, è il bonus decoder a domicilio riservato agli over 70 con una pensione non superiore ai 20.000 euro annui. Inoltre bisogna essere titolari di abbonamento Rai (il canone si paga in bolletta) e non si deve aver già ricevuto il bonus decoder precedente. I soggetti che, fino all’esaurimento dei fondi, faranno richiesta a Poste Italiane, si vedranno arrivare direttamente a casa (o potranno ritirare negli uffici postali) un decodificare compatibile con il nuovo standard, del valore massimo di 30 euro. Per informazioni è possibile recarsi allo sportello delle Poste, telefonare al numero 800 776 883 oppure compilare il form sul sito prenotazionedecoderdigitaletv.it.

Quando lo switch off?

Intanto dal 21 dicembre 2022 saranno definitivamente spenti i pochi canali tv che trasmettono ancora in definizione standard e tutto il “telecomando” sarà in HD. Per lo switch off definitivo, che manderà in pensione i vecchi decoder e i televisori non compatibili con il digitale terrestre DVB-T2, bisognerà aspettare le decisioni del governo Meloni. Presumibilmente il passaggio, previsto inizialmente per il 1° gennaio 2023, avverrà in modo progressivo durante tutto l’anno.

Dove passare il Capodanno 2023 in Toscana: i concerti in piazza

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Concerti, brindisi ed eventi in piazza fino all’alba: il Capodanno 2023 in Toscana riparte con entusiasmo dopo due anni di stop. Un clima di festa diffuso animerà le principali province toscane con una programmazione ricca di spunti per salutare il nuovo anno. Musica live, dj set, concerti a teatro e ospiti d’eccezione per la notte di San Silvestro. Scopriamo insieme quali sono i maggiori eventi nelle diverse città, tutti a ingresso gratuito.

Siena, un Capodanno 2023 dal tramonto all’alba

A Siena il capodanno 2023 va “dal tramonto all’alba” con una grande festa nelle maggiori piazze della città per far ballare il grande pubblico. In piazza del Campo, il programma prevede dalle 19:30 alle 03:00 una selezione musicale a cura degli storici dj senesi; in piazza del Mercato si aprono le danze con “We Love Swing”, tra musica live, dj set e animazione; piazza Indipendenza invece si scalda con i C.A.F.E. Collettivo Afrotropicale di Fusione Etnica per un live di latin cumbia e samba; in Piazza Tolomei è il turno dell’Italian Soul con l’esibizione della storica band “The Bluebeters”; in Piazza San Giovanni, un coro Electro Gospel di 18 elementi creerà un momento performativo ad alto impatto emozionale. Poi street food, tanti altri eventi diffusi e un concerto all’alba all’interno di Palazzo Pubblico per chiudere la nottata e salutare il pubblico più instancabile.

Capodanno Siena concerti

In Toscana, Prato saluta il Capodanno 2023 con concerti in piazza

Tra le maggiori città della Toscana, anche Prato propone un Capodanno 2023 all’insegna della musica live nelle piazze e nelle vie del centro storico. A dare inizio ai festeggiamenti alle ore 22.30 in piazza San Francesco ci sono i Legno, duo toscano anonimo con oltre 40 milioni di stream, poi il collettivo BNKR44 e infine l’after live con Ghera dj-set. Tra le vie della città invece, il ritmo suona cambria funky style con un’esplosiva street band composta da dieci elementi; nei locali e nei club pratesi tanti altri concerti, dj-set e balli di fine anno. Il programma completo sul Portale Giovani di Prato.

L’ultimo dell’anno a Lucca con Luisa Corna

A Lucca, la notte più attesa dell’anno viene celebrata con un viaggio musicale che spazia brani di Gloria Gaynor a quelli dei Gipsy Kings, da Modugno a Battisti. È questo il repertorio che presenterà Luisa Corna, la celebre cantante e conduttrice televisiva protagonista del Capodanno 2023 lucchese in piazza Santa Maria. La serata, dalle ore 22 fino alle 3 di notte, sarà condotta da Emanuela Gennai, si aprirà con il dj set di Federico Avanzati, per proseguire con lo show di Luisa Corna e concludere con i dj del gruppo Mashville e Veronica Niccolai.

Baby K e Cristina D’Avena: le guest stars del Capodanno 2023 a Pontedera

Due ospiti d’eccezione per la notte di San Silvestro nella provincia pisana. Guest star del capodanno 2023 a Pontedera (Pisa) è la cantante Baby K per il Radio Stop Party in piazza Martiri della Libertà. Una serata all’insegna del pop femminile, con l’attesa partecipazione anche di Cristina D’Avena che porterà sul palco i suoi più grandi successi, insieme al nuovo disco “Il sogno continua”.

Capodanno 2023: in Toscana ci sono i fuochi d’artificio di Pisa

Pisa saluta il nuovo anno con il botto! Al Ponte di Mezzo i fuochi d’artificio scandiranno il passaggio verso il 2023 con tanto di brindisi e auguri di buon anno. In Piazza dei Cavalieri, il palco si accende alle 22.30 con il concertone di fine anno e un’ampia varietà di intrattenimento musicale fino alle 2:00. Domenica 1° gennaio 2023, il programma ospita anche il Concerto di Capodanno al Teatro Verdi alle ore 18:00.

31 dicembre in piazza a Firenze

Niente concertone ma eventi diffusi nelle piazze del centro di Firenze, dagli spettacoli acrobatici al gospel. Alle porte del capoluogo toscano, c’è anche la celebrazione del nuovo anno scandiccese con l’appuntamento di sabato 31 dicembre 2022 dalle 21,30 all’Auditorium del Centro Rogers in piazza della Resistenza. L’ingresso è gratuito con obbligo di prenotazione per assistere allo spettacolo Troppe arie” della compagnia Trio Trioche. Qui la nostra guida al Capodanno 2023 a Firenze.

Circo Medrano a Firenze per Natale 2022 e Capodanno: i biglietti

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Il Circo Medrano torna a Firenze nel 2022, da Natale, passando per la festa Capodanno e arrivando fino all’8 gennaio 2023, con i biglietti già in vendita: sarà il Mandela forum ad ospitare lo show, adatto a grandi e piccini, che vedrà in pista anche alcuni artisti del Cirque du Soleil. Non ci saranno invece animali. Risale a quattro anni fa l’ultima tappa in città del Medrano, in quel caso ad ospitare il tendone fu la zona del Cavalaccio, vicino all’Isolotto. Stavolta invece non sarà montata la grande struttura, ma le esibizioni si svolgeranno direttamente dentro il palazzetto dello sport.

Le date 2022 del Circo Medrano a Firenze: Natale e Capodanno al Mandela Forum

Il Circo Medrano arriverà in Toscana prima a Livorno, al Modigliani Forum dal 16 al 19 dicembre 2022, e poi a Firenze: il debutto al Mandela Forum è fissato per il giorno di Natale, quando saranno in programma due spettacoli, alle 17.30 e alle 21.00. Si prosegue a Santo Stefano con il doppio appuntamento alle 15.30 e 18.00 e poi nei giorni successivi con due show, uno nel pomeriggio e l’altro in “prima serata”. L’ultima esibizione è in programma l’8 gennaio alle 18. Previsto anche un grande show per il veglione di Capodanno 2023 insieme agli artisti del Circo Medrano, a partire dalle ore 21.30 del 31 dicembre.

Ecco riassunti gli orari e le date 2022 degli spettacoli del Circo Medrano al Mandela Forum di Firenze, per cui sono disponibili i biglietti:

  • 25 dicembre 2022 – ore 17.30 e ore 21.00
  • 26 dicembre 2022 – ore 15.30 e ore 18.00
  • 27 dicembre 2022 – ore 17.30 e ore 21.00
  • 28 dicembre 2022 – ore 17.30 e ore 21.00
  • 29 dicembre 2022 – ore 17.30 e ore 21.00
  • 30 dicembre 2022 – ore 17.30 e ore 21.00
  • 31 dicembre 2022 – veglione di Capodanno al Circo Medrano ore 21.30
  • 1 gennaio 2023 – ore 17.30 e ore 21.00
  • 2 gennaio 2023 – ore 17.30 e ore 21.00
  • 3 gennaio 2023 – ore 17.30 e ore 21.00
  • 4 gennaio 2023 – ore 17.30 e ore 21.00
  • 5 gennaio 2023 – ore 17.30 e ore 21.00
  • 6 gennaio 2023 – ore 15.30 e ore 18.00
  • 7 gennaio 2023 – ore 15.30 e ore 18.00
  • 8 gennaio 2023 – ore 15.30 e ore 18.00

Il Medrano è guidato dai Casartelli, una delle più antiche famiglie circensi italiane con sette generazioni alle spalle, un secolo e mezzo di storia e che per due volte si è aggiudicata il Clown d’oro al Festival internazionale del Circo di Montecarlo. Dagli acrobati alla breakdance, dagli stuntman ai comici, dai trapezisti ai giocolieri: il programma degli spettacoli promette numeri mozzafiato e performance divertenti di oltre 60 artisti nazionali e internazionali, senza l’impiego di animali. Dopo la tappa a Firenze, tendone e carrozze lasceranno la Toscana dirette a Genova, dove i riflettori si accenderanno dal 13 al 22 gennaio.

Quanto costano i biglietti del Circo Medrano a Firenze

I prezzi dei biglietti per gli spettacoli del Circo Medrano al Mandela Forum di Firenze, da Natale 2022 all’8 gennaio 2023, cambiano a seconda dell’area. Ecco il costo:

  • Palco – biglietto intero 60 euro, ridotto (bambini 3-8 anni) 50 euro
  • Poltronissima – biglietto intero 50 euro, ridotto 40
  • Poltrona centrale – biglietto intero 40 euro, ridotto 30
  • Tribuna laterale bassa – biglietto intero 30 euro, ridotto 25
  • Tribuna laterale alta – posto unico 20 euro

I biglietti sono in vendita sul sito ufficiale dove – a seconda delle date e del momento della prenotazione – sono previsti anche sconti e riduzioni che  possono arrivare fino al 50%.

La riapertura del Cinema Astra di Firenze, con poltroncine a scomparsa

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Dopo 9 anni di stop, il 26 gennaio 2023 è fissata finalmente la riapertura Cinema Astra 2 in piazza Beccaria a Firenze in una veste del tutto innovativa: oltre alla nuova filiale della Banca di Cambiano, proprietaria dell’edificio, sarà attivata la nuova sala dotata di un avanzato sistema di sedute a scomparsa. Le poltroncine potranno così nascondersi sotto il pavimento, lasciando lo spazio libero di adattarsi ad ospitare eventi tra i più diversi, come incontri, convegni, conferenze, presentazioni di libri e ancora piccoli concerti e performance.

Per l’occasione sono in programma 4 giorni di inaugurazione, a gennaio, durante i quali saranno presenti ospiti e si svolgeranno proiezioni, incontri ed eventi per capire come il pubblico si approprierà di questo nuovo spazio. La riapertura del luogo è stata resa possibile grazie al regolamento urbanistico del Comune di Firenze del 2015, che tutela sale cinematografiche e teatri, e che prevede un riutilizzo del 60% a fini culturali delle sale cittadine dismesse e un 40% per cambio d’uso. Il progetto della struttura, completamente rinnovata e modificata rispetto agli spazi precedenti, è stato realizzato dallo studio di architettura Archea di Firenze.

Cinema Astra 2 a Firenze: tutte le novità della riapertura

Quella del Cinema Astra 2 è stata un’impresa complessa di reinvenzione degli spazi pur rispettando gli elementi originari del luogo. La sala cinematografica, di forma quadrata, ospiterà circa 100 posti e avrà uno schermo di 8 metri, ma non sarà solo cinema: vestirà infatti i panni di un vero e proprio spazio polifunzionale, che possa in futuro dialogare anche con le altre realtà fiorentine, attivo 7 giorni su 7 (con orario continuato dalle ore 10:00/10:30 del mattino fino a mezzanotte) e aperto anche in estate. In altre parole, un’assoluta novità per la città di Firenze. Un Cinema Astra fatto non solo di film ma anche di eventi diversificati, grazie al particolare sistema di sedute a scomparsa che permette allo spazio di rimodularsi in base alle esigenze.

La gestione e la programmazione degli spettacoli cinematografici, affidata a Prg e Fondazione Stensen, spazierà dai titoli d’essai ai grandi film in lingua originale, dai classici del cinema ai documentari, con eventi dedicati ad autori italiani e stranieri. Un modello di cinema eclettico, che si adatta sempre di più alla sopravvivenza delle sale, che si apre alle esigenze del pubblico e a gusti sempre diversi. Il tutto, con un occhio di riguardo verso il rispetto dell’ambiente grazie ad esempio a fontanelle d’acqua che saranno messe a disposizione nella struttura per evitare l’impiego di bottigliette di plastica.

La sala, situata in una zona facilmente raggiungibile, a due passi dal vivace quartiere di Sant’Ambrogio, da Via Gioberti (ricca di negozi, bar e ristoranti) e dai Lungarni, è adesso di proprietà della Banca Cambiano che avrà, accanto alla storica sede cinematografica, una propria filiale (che darà avvio alla sua attività tra la fine di gennaio e i primi di febbraio, a stretto giro con quella del cinema). Ulteriori informazioni saranno disponibili a breve sul sito www.astrafirenze.it e sulla pagina Instagram “Cinema Astra Firenze“.

La storia del cinema in piazza Beccaria

Una lunga storia, quella del cinema di piazza Beccaria: nato negli anni Venti del secolo scorso col nome Metropolitan, poi diventato Alhambra, venne ristrutturato negli anni Ottanta dalla famiglia Germani e prese il nome di Astra 2, sulla scia del già esistente cinema Astra in via de’ Cerretani. La chiusura risale al 2014, mentre l’ultimo passaggio di proprietà è avvenuto nel 2017 dalla famiglia Germani a Banca Cambiano. Una storica sala cinematografica, punto di riferimento tra i cinema fiorentini, con eventi che in molti ancora ricordano, dall’anteprima di Johnny Stecchino con Roberto Benigni a quella de L’ultimo bacio con tutto il cast.