mercoledì, 8 Aprile 2026
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Coronavirus, i guariti superano i morti in Toscana

Sono 175 i nuovi casi di coronavirus rilevati nelle ultime ventiquattro ore in Toscana, 18 invece i morti: le ultime notizie del bollettino di oggi, domenica 5 aprile, dicono però che per la prima volta il numero totale dei guariti supera quello dei decessi.

Il trend dei nuovi casi e dei decessi resta sostanzialmente stazionario rispetto agli ultimi giorni. Ma continuano a diminuire i ricoveri complessivi: oggi 28 in meno rispetto a ieri, così come calano di 10 unità i pazienti in terapia intensiva. Si continua poi a viaggiare stabilmente sopra i tremila tamponi analizzati al giorno: 3.120 quelli fatti nelle ultime 24 ore.

Coronavirus, il bollettino del 5 aprile in Toscana

Qualche segnale incoraggiante, insomma, c’è. Per la prima volta, come detto, il numero totale (337) dei guariti (tra questi, 101 guarigioni virali e 236 pazienti clinicamente guariti) supera il numero complessivo dei decessi (325). Rispetto a ieri si registrano 13 nuove guarigioni cliniche e 14 virali.

I contagiati dall’inizio dell’emergenza salgono a 5.847. I casi attualmente positivi in cura sono 5.185, come riporta il bollettino di oggi della Regione Toscana.

Questi gli 18 decessi registrati in Toscana nelle ultime 24 ore, con l’indicazione di sesso, età, comune di domicilio: F. 98, Pontedera; F. 82, Pontedera; F. 61, Massa; M. 64, Seravezza; M. 68 Viareggio; M. 68, Licciana Nardi; M. 78, Pisa; F. 88, Pietrasanta; F. 91, Capannori; M. 79, Gallicano; F. 84, Livorno; M. 77 San Miniato; M. 92, Pistoia; M.81, Pistoia; M. 72 Pistoia; F. 82, Firenze; M. 64, Sesto Fiorentino; M. 92, Grosseto.

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I ricoverati sono, a oggi, 1.387 (ieri erano 1.415), di cui 276 in terapia intensiva.

Coronavirus, le ultime notizie dalla Toscana (5 aprile)

I casi di positività si dividono così per provincia di segnalazione: 1.715 Firenze, 394 Pistoia, 338 Prato (totale Asl centro: 2.447), 872 Lucca, 667 Massa-Carrara, 544 Pisa, 322 Livorno (totale Asl nord ovest: 2.405), 277 Grosseto, 340 Siena, 378 Arezzo (totale sud est: 995).

Guarda la mappa del contagio in Toscana

I tamponi effettuati dal 1° febbraio ad oggi nei laboratori toscani sono 51.006 tamponi, su 44.178 persone.

Restano 15.306 le persone in isolamento domiciliare in tutta la Toscana: 7.343 nella Asl centro, 6.555 nella Asl nord ovest, 1.408 nella Asl sud est.

Casi in calo, tamponi verso quota 50 mila: il bollettino del 4 aprile in Toscana

Continua a calare il numero dei nuovi casi di positività al coronavirus in Toscana: le ultime notizie sul contagio da coronavirus in Toscana e i dati del bollettino di oggi, sabato 4 aprile, parlano di 173 e 18 morti. Va avanti la corsa al tampone: 3.426 quelli analizzati nell’ultimo giorno.

Coronavirus, il bollettino del 4 aprile in Toscana

I 173 positivi al coronavirus confermano l’andamento in discesa della curva dei nuovi casi scoperti, che ieri erano stati 226. Scendono, rispetto all’ultimo bollettino, anche i decessi, da 22 a 18, anche se il dato è ancora lontano dall’indicare un’inversione di tendenza.

Il totale dei contagiati sale così a 5.672 dall’inizio dell’epidemia. Aumentano intanto i guariti. Questo vale sia per quanto riguarda i pazienti clinicamente guariti, +7 (da 216 a 223), che per le guarigioni virali, +3 (da 84 a 87).

Guarda la mappa del contagio in Toscana

Diminuisce il numero dei ricoveri in ospedale, -20 rispetto a ieri, e anche le terapie intensive registrano un calo di due unità.

I casi attualmente positivi in cura rimangono dunque 5.054. Spetterà in ogni caso all’Istituto superiore di sanità attribuire le morti al Coronavirus: nella quasi totalità dei casi, si tratta infatti di persone che avevano patologie concomitanti.

Con gli ultimi 18 decessi, il totale delle morti dall’inizio del contagio da coronavirus in Toscana sale a 308. Queste le generalità dei deceduti da ieri, con l’indicazione di sesso, età, comune di domicilio: F. 88, Filattiera; M. 66, Mulazzo; M. 72, Lucca; M. 75 Pietrasanta; F. 77, Borgo a Mozzano; M. 88, Capannori; F. 68, Livorno; F. 82, Livorno; M. 95, Livorno; F. 90, Carrara; M., 85, Firenze; F. 95, Firenze; F. 80, Firenze; F., 82, Pistoia; F. 99, Pistoia; M., 82, Pescia; M. 64, Firenze; M., 79, Montevarchi.

Coronavirus, le ultime notizie dalla Toscana (4 aprile)

Per quanto riguarda i ricoveri, a oggi sono in totale 1.415 (ieri erano 1.437), di cui 286 in terapia intensiva.

Di 5.672 tamponi fino ad oggi risultati positivi al test, questa è la suddivisione per provincia di segnalazione, che non sempre corrisponde necessariamente a quella di residenza: 1.626 Firenze, 374 Pistoia, 332 Prato (totale Asl centro: 2.332), 856 Lucca, 659 Massa-Carrara, 527 Pisa, 316 Livorno (totale Asl nord ovest: 2.358), 273 Grosseto, 339 Siena, 370 Arezzo (totale sud est: 982).

La Toscana si dimostra ormai vicina all’obiettivo dichiarato dei 3.500 tamponi analizzati al giorno, peraltro già superato in un’occasione. Nelle ultime 24 ore sono stati 3.426 i test eseguiti, per un totale che sale a 47.886 tamponi su 41.571 persone (in alcuni casi sono stati effettuati più test per lo stesso paziente).

Dal monitoraggio giornaliero sono invece 15.237 le persone in isolamento domiciliare in tutta la Toscana: 7.230 nella Asl centro, 6469 nella Asl nord ovest, 1.538 nella Asl sud est.

Pizza in casa, la ricetta dello chef: dall’impasto alla teglia

Farina e lievito sembrano essere al momento i beni più preziosi da doversi accaparrare, perché in qualche modo ci siamo un po’ tutti scoperti pastai o pizzaioli allo sbaraglio. Così, per affinare la tecnica, abbiamo deciso di svelarvi i trucchi del mestiere per fare in casa una pizza buona quanto quella che si mangerebbe in pizzeria: una ricetta infallibile, dall’impasto alla teglia.

A rivelarci i segreti del mestiere è Mario Cipriano, pizzaiolo pluripremiato de Il Vecchio e Il Mare, pizzeria tra le più note di Firenze.

La ricetta della pizza fatta in casa: ingredienti

Partiamo dagli ingredienti: 1 kg di farina tipo 1 o tipo 2, in modo da avere fibra, sali minerali, vitamine; 5 g di lievito di birra fresco; 25 g di sale; 30 g di olio EVO; 650 g di acqua a temperatura ambiente.

Iniziamo impastando la farina insieme a 550 g di acqua per 3-4 minuti all’interno di un recipiente che poi vado a coprire con un panno e lasciare riposare per 30 minuti.

Mario Cipriano, pizzaiolo pluripremiato de Il Vecchio e il Mare di Firenze
Mario Cipriano, pizzaiolo pluripremiato de Il Vecchio e il Mare di Firenze

Quanto deve lievitare la pizza fatta in casa?

Trascorsa la mezz’ora riprendo il recipiente ed aggiungo un po’ alla volta altri 100 g di acqua con il lievito che avrò già sciolto all’interno e continuo a lavorare l’impasto fino a che sarà asciutto. Poi aggiungo il sale e continuo a lavorare l’impasto per altri 3-4 minuti fino a che non ottengo un panetto liscio.

Tagliatelle in casa, i consigli di Food Reporter

A questo punto aggiungo un po’ di olio e lavoro l’impasto per altri 3-4 minuti, poi aggiungo un altro po’ di acqua fino a che non si è incorporata tutta.

Poi piego l’impasto a metà e poi lo rigiro e lo ripiego a metà per dargli una forza maggiore. Rimetto un filo d’olio sopra per non farlo seccare e copro bene l’impasto o con della pellicola o con un panno umido. L’importante è che non prenda aria e che rimanga a temperatura ambiente.

Luisanna Messeri e le video ricette della quarantena (da rifare a casa)

Dopo 45 minuti faccio la pezzatura del peso di cui necessito. La pezzatura di una qualsiasi teglia si trova calcolando base per altezza diviso due. Ad esempio, se la nostra teglia misura 30x 40, il risultato finale sarà 600 g di pasta per non avere né un prodotto troppo alto né troppo basso.

Finita la pezzatura, metto i panetti divisi in frigorifero e li lascio da 18 a 24 ore, affinché la pasta risulti altamente digeribile.

Dall’impasto alla teglia: la pizza fatta in casa secondo Mario Cipriano

Il giorno seguente tiro fuori i panetti almeno 3 ore prima di mangiare la pizza per stemperarli. Trascorse le ore, l’impasto si sarà ammorbidito e quindi potrò iniziare a stenderlo sul tavolo dando le misure della teglia, possibilmente senza mattarello. Sconsiglio di lavorarlo direttamente in teglia perché risulta più scomodo. Pertanto poi strofino un po’ di farina sulla pasta che mi permetterà di spostarla agilmente sulla teglia dove con le mani aggiusterò gli angoli.

Accendo il forno alla massima temperatura.

Nel frattempo si condisce la pizza a piacimento. Consiglio, per quelle a base rosse, di mettere un filo di pomodoro, per quelle a base bianca con la forchetta andrò a bucherellare la pizza in diverse zone. Questo serve per non far creare le bolle d’aria nella pizza che poi si andrebbero a bruciare.

pizza 1

Nel forno

Non appena il forno avrà raggiunto la massima temperatura, inserisco un pentolino d’acqua sul fondo per creare la cosiddetta vaporiera, che ci servirà per non far seccare il prodotto, ed inserisco la teglia per 10-12 minuti a forno statico. Dopodiché tolgo la teglia ed aggiungo i condimenti a piacimento e la reinserisco nel forno per altri 3-4 minuti, togliendo il pentolino con l’acqua. A questo punto se voglio far asciugare un po’ la mia pizza posso mettere il forno a modalità ventilato.

Appena pronta, non vi resta che gustarvela!

Pizza fatta in casa, i migliori condimenti

Riguardo ai condimenti, ve ne suggerisco un paio, molto casalinghi: la parmigiana con melanzane a funghetto saltate precedentemente, della provola affumicata e del parmigiano, olio e pepe. Altrimenti bianca con pomodorino confit o secco, stracciatella e prosciutto crudo.

Coronavirus, stop ai test sierologici privati in Toscana

Stop ai test sierologici fatti da privati: la priorità va data alle categorie a rischio e chi si muoverà in autonomia verrà denunciato alla Protezione civile nazionale chiedendo il sequestro dei kit. È quanto stabilisce un’ordinanza del presidente della Regione Toscana Enrico Rossi firmata oggi.

Nei giorni scorsi erano emerse le prime iniziative di laboratori privati che offrivano la possibilità di sottoporsi a un test sierologico per rilevare l’eventuale presenza di anticorpi da coronavirus, segno di una probabile infezione.

La Toscana dice stop ai test sierologici privati

Con questa ordinanza, la Regione dice stop al “liberi tutti”: fare i test sì, ma bisogna procedere secondo un ordine di priorità. A cominciare dai soggetti più a rischio esposizione, come gli operatori sanitari, e quelli che manifestano i sintomi del contagio.

I laboratori privati che vogliano mettersi a disposizione potranno comunque eseguire i test sierologici, ma dovranno convenzionarsi con la Regione in modo da ricevere pazienti secondo l’ordine di priorità.

Altrimenti si rischia grosso. Se i laboratori procederanno a fare i test in autonomia, la Regione potrà denunciarli alla Protezione civile nazionale, chiedendo la requisizione dei kit per i test sierologici. Questo, si spiega, anche a causa della scarsità dei test sierologici rapidi a disposizione.

Coronavirus, test sierologici in Toscana: a chi saranno fatte le analisi del sangue

Coronavirus, chi può fare il test in Toscana

L’ordinanza chiarisce anche quali siano le categorie ritenute più a rischio, sulle quali si precederà da subito con i test sierologici. Queste sono:

  • Operatori sanitari e soggetti operanti a vario titolo nelle Aziende ed Enti del SSR, operatori nelle strutture sanitarie private e di altri Enti nel territorio regionale.
  • Operatori e ospiti delle strutture socio-sanitarie e di accoglienza, con particolare riferimento alle RSA (Residenze sanitarie assistite)e RSD (Residenze sanitarie disabili).
  • Personale del volontariato impegnato nella emergenza sanitaria e di protezione sociale in genere.
  • Personale delle farmacie.
  • Personale addetto agli Istituti penitenziari, con particolare attenzione al personale sanitario.
  • Forze dell’ordine e Vigili del Fuoco.
  • Chiunque, in forma singola o associata, svolga un’attività lavorativa di assistenza o sostegno alla popolazione anziana e/o fragile.

Altre priorità di intervento, in rapporto a comunità e gruppi identificabili, potranno essere successivamente individuati, in ragione della progressiva disponibilità dei test.

Su richiesta del medico e del pediatra di famiglia si potrà eseguire il test sierologico anche sui cittadini che manifestano sintomi che possano far sospettare l’infezione da coronavirus.

Test sierologici: privati sì, ma solo su convenzione

“Abbiamo deciso di mettere ordine nel campo dei test sierologici – ha detto il presidente Enrico Rossi in un videomessaggio trasmesso in diretta su Facebook –Faremo il test sierologico secondo un ordine di priorità che in futuro potrà anche allargarsi. Prima di tutto abbiamo pensato agli operatori sanitari, e poi a quelli delle Rsa, Rsd, strutture socio-sanitarie e di accoglienza. Al volontariato, le farmacie, le forze dell’ordine, il personale penitenziario. Anche ai singoli cittadini, se il medico o pediatra di famiglia lo riterrà necessario”.

“Ma al di fuori di queste categorie – ha precisato Rossi –, non si potranno fare i test rapidi. E i privati che vorranno farli, dovranno convenzionarsi con noi. Se il test viene effettuato al di fuori della sanità pubblica, dove viene fatto gratuitamente, per noi non ha nessun valore. Noi siamo disponibili a collaborare con il privato, ma non possiamo permettere che i cittadini vengano turlupinati, né che ci sia spreco di risorse al di fuori di un quadro di priorità stabilito dalla sanità pubblica”.

Nell’ordinanza si precisa anche che il test sierologico rapido da solo non ha valenza diagnostica. A seguito di esito positivo o dubbio del test, si dovrà procedere al test diagnostico molecolare (tampone orofaringeo).

Sedie d’artista per rendere omaggio a Milano e Wuhan

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Dall’Oltrarno fiorentino a Milano e Wuhan, passando dalle capitali e dai luoghi più famosi al mondo. Stiamo parlando di Cityng, l’ultimo progetto di Cosimo De Vita, giovane artigiano fiorentino autore delle sedie più iconiche della città, che nel loro schienale in legno raffigurano le facciate di celebri chiese. La Basilica di Santo Spirito è stata il primo soggetto, adesso arriva la nuova linea Cityng con 16 sedute, che rendono omaggio anche alle metropoli più colpite dal coronavirus, con il Duomo di Milano e la Pagoda della Gru Gialla di Wuhan, in Cina.

Il nome del progetto deriva dall’unione delle parole “City” e “Sitting”: doveva essere presentato al Salone del Mobile 2020, rimandato ormai al 2021, insieme all’azienda Savio Firmino.

Una città, in un salotto

L’idea Cosimo De Vita l’ha avuta proprio mentre sedeva sulla sedia di Santo Spirito, uno dei primi prototipi a cui è più legato e che conserva ancora in soggiorno. “Stavo riflettendo su questo momento di quarantena obbligata. Oggi più che mani abbiamo bisogno di avere vicino a noi i nostri simboli – spiega l’artigiano – non possiamo vivere le nostre città, le magnifiche architetture, che diamo per scontate nella frenesia della vita di tutti i giorni. Allora perché non trasportare la città nel nostro salotto, per ricordare il privilegio della libertà, la bellezza che ci circonda, la nostra identità nazionale che deve essere celebrata in questi giorni difficili”.

Questa linea di sedie permette di accoglie i luoghi simbolo del mondo nella sfera privata.  Il Duomo di Firenze, il Colosseo e il Pantheon di Roma, la Mole Antonelliana di Torino, la cattedrale di Milano. E ancora la parigina Notre Dame, la Sagrada Familia di Barcellona, il Cremlino di Mosca, il Taj Mahal in India, il Chrysler Building e il Ponte di Brooklin a New York ed infine Wuhan, in Cina.

Nell’intimità di una dimora, queste figure si aggiungono a quegli oggetti che servono a condividere un momento in compagnia, il riposo dalla stanchezza, il lavoro che si deve adattare all’interno delle mura di casa. I monumenti entrano a fare parte della quotidianità e continuano a comunicare e simboleggiare un’identità. L’identità di un Paese e un po’ anche della nostra identità. Questo è ciò che sta al centro di Cityng, a cui Cosimo De Vita e l’azienda Savio Firmino, che si occupa della commercializzazione e dell’internalizzazione del progetto, ha voluto rendere omaggio. Una connessione tra città così lontane eppure mai state così vicine come oggi.

Chi è Cosimo De Vita, il creatore delle “sedie d’artista”

Metà artigiano, metà designer Cosimo De Vita muove i suoi passi nel mondo dell’arte già negli anni della formazione, per poi approfondire con gli studi in scultura. Arte e architettura fanno comunque parte della sua famiglia da generazioni: padre decoratore, nonno architetto e bisnonno che realizzava sedie da cinema. Qualcosa più di una semplice tradizione. Ma la vera ispirazione è venuta mentre stava facendo tutt’altro. Un giorno, dopo il lavoro, seduto sulle gradinate di Santo Spirito, l’idea. Un’idea che arrivato a casa diventa un disegno; lo schienale di una sedia  che prende la forma della Basilica di Santo Spirito, sotto gli occhi di chi ancora oggi non riesce a credere che sia diventato realtà.

“Ho amato e odiato questo mestiere. Non sempre è semplice ma penso che questa sia l’essenza di una passione e ciò che rende questo legame molto forte. Ho capito che questo è un lavoro da cui non riesco ad allontanarmi. Ogni volta che ho provato o pensato ad accantonarlo sono sempre tornato a quello.”

Quando torneremo a uscire, basterà fare due passi in Oltrarno, in piazza del Carmine o in alcuni locali del centro per imbattersi negli schienali che riflettono come uno specchio alcune chiese simbolo di Firenze. Il racconto di una grande passione unita ad originalità e contemporaneità per una storia che parte proprio da Firenze.

Coronavirus Toscana: nuovi casi in calo, le news dal bollettino del 3 aprile

Nuovi casi in calo, continua invece a salire il numero dei morti, mentre resta contenuto il trend dei ricoveri e i numeri delle terapie intensive sono in discesa: queste le ultime news contenute nel bollettino di oggi (3 aprile 2020) sui contagi da coronavirus in Toscana. La Regione ha inviato l’aggiornamento dei dati alla protezione civile nazionale per il consueto punto della situazione.

Vediamo nel dettaglio l’andamento dell’emergenza sanitaria.

Coronavirus, le ultime news nel bollettino della Regione Toscana (3 aprile)

Sono 226 i nuovi casi positivi al coronavirus registrati in Toscana, con un trend quasi dimezzato rispetto al bollettino di 24 ore prima, quando i nuovi contagi erano stati 406: ad oggi sono quindi 5.499 i pazienti risultati positivi dall’inizio dell’emergenza sanitaria.

22 i decessi in più, in aumento rispetto a quelli dei giorni precedenti, per un totale di 290 morti dal primo febbraio ad oggi. Crescono le guarigioni in Toscana: 84 persone sono completamente guarite (i cosiddetti “casi negativizzati”, risultati negativi al tampone ripetuto per due volte a distanza di 24 ore), 216 i pazienti che non presentano più i sintomi ma che sono ancora positivi a Covid-19 (guarigioni cliniche).

Secondo l’ultimo aggiornamento del bollettino della Regione Toscana, al 3 aprile i casi  in cura per il coronavirus, al netto delle guarigioni e dei decessi, sono quindi 4.909.

I morti con coronavirus

La Regione Toscana ha diffuso anche i dati delle 22 vittime registrate nelle ultime 24 ore, indicando sesso, età e comune di domicilio: F, 87, Seravezza; M, 82, Carrara; M, 57, Pontremoli; F, 79, Castelnuovo Magra; M, 74, Porcari; M, 91, Massa; M, 78, Massarosa; F, 83, Cascina; M, 67, Firenze; M, 74, Firenze; F, 94, Firenze; M, 88, Pistoia; F, 88, Pescia; M, 88, Montecatini Terme; M, 82, Pescia; F, 87, Prato; F, 87, Prato; F, 78, Prato; F, 83, Bucine; M, 81, San Quirico d’Orcia; F, 84, Arcidosso; F, 66, Abbadia San Salvatore.

Casi e contagi da Covid-19: i dati della Toscana (aggiornamento del 3 aprile)

La notizia positiva arriva dal numero di ricoveri, che rimane contenuto, crescendo nel giro di una giornata solo di 7 unità: al 3 aprile i pazienti negli ospedali toscani per coronavirus sono  1.437, di questi 288  trovano nei reparti di terapia intensiva (7 in meno rispetto al giorno precedente). Per quanto riguarda l’andamento del contagio nelle varie zone, Firenze rimane la provincia numericamente con più casi, oltre 1.500, seguita da Lucca e Massa Carrara.

Guarda la mappa del contagio in Toscana

Secondo il bollettino del 3 aprile, nelle ultime 24 ore sono 3.736 i nuovi tamponi analizzati in 13 laboratori della Toscana, portando il bilancio totale dei test effettuati per il coronavirus a quota 44.460 tamponi, su 38.772 persone. Dal monitoraggio di oggi risultano infine 14.785 persone in isolamento domiciliare: 7.010 nella Asl centro, 6.351 nella Asl nord ovest, 1.424 nella Asl sud est.

Aggiornamenti e notizie sul sito della protezione civile nazionale.

God is green: le piante sono super e “parlano”, sul web

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Ci sono speciali semi che si auto-interrano, specie vegetali che catturano le prede grazie alla capacità di contare e quelle invece che hanno imparato a mimetizzarsi o a simulare la forma di un insetto pur di farsi impollinare. I superpoteri delle piante sono i protagonisti della nuova rubrica “God is Green”, parte del palinsesto virtuale “Manifattura Tabacchi Home edition”. Ogni domenica pomeriggio botanici, ingegneri e architetti di Pnat, spin off universitario che ha ideato i “purificatori d’aria” vegetali, danno consigli creativi e spunti di riflessione su come immaginare il futuro e affrontare problemi come l’inquinamento, lo sviluppo urbanistico delle città o l’approvvigionamento di cibo, grazie alle piante e al loro ecosistema.

Questo nuovo appuntamento va ad arricchire l’offerta di contenuti multimediali che la Manifattura Tabacchi di Firenze mette a disposizione di tutti, gratuitamente, sul proprio sito e sui canali social, tra video, podcast e tutorial creativi, per dare continuità alle sue iniziative culturali nonostante la distanza e l’isolamento domestico.

Le piante della “Manifattura Tabacchi home edition”: God is green

Domenica 5 aprile alle ore 16:00 sui canali digitali di Manifattura, la prima puntata di God is green è dedicata alle capacità straordinarie delle piante che vanno oltre ogni immaginazione. Nelle settimane successive questi esperti verdi forniranno istruzioni su come produrre a casa un perfetto time-lapse per registrare la crescita delle piante e osservarne il movimento. E ancora parleranno di specie vegetali anti-inquinamento, di fitodepurazione e capacità depurative delle piante, di progetti per la decontaminazione delle discariche e la depurazione del suolo e dell’aria.

PNAT, spin-off dell’Università di Firenze fondato dal neurobiologo vegetale Stefano Mancuso, si propone come punto d’incontro tra ricerca sperimentale sul mondo vegetale e design sostenibile ed ha ideato la Fabbrica dell’aria, il prototipo che nell’edificio B9 della Manifattura depura l’aria in modo naturale grazie all’uso delle piante.

Per seguire la rubrica “God is Green” basta collegarsi ai canali digitali della Manifattura Tabacchi di Firenze: al sito, alla pagina Facebook e al profilo Instagram.

Uomini di poca fede di Nickolas Butler. La recensione

Lyle Hovde, pensionato sessantacinquenne sposato da quarant’anni con Peg, cerca sempre di rendersi utile. Va spesso a trovare l’amico Hoot a cui è stato diagnosticato un cancro, raccoglie mele in un frutteto più per il privilegio di mangiare i frutti direttamente dall’albero che per necessità, e passa molto tempo con il nipotino Isaac. Benchè alla religione organizzata preferisca i rapporti di buon vicinato Lyle adora la sua routine incentrata sulla comunità e quindi sui riti della sua chiesa: la messa domenicale, il canto corale, il rapporto vero e sincero col prete che prima della conversione faceva il pescatore in Alaska. Si trova a suo agio nel silenzio dei campi sconfinati, e prova ad imparare a vivere più lentamente, ad amare più intensamente, a mangiare meglio e a leggere sempre di più.

La sua esistenza verace e genuina viene però scalfita dall’avvicinamento di Shiloh, la figlia adottata in tenera età e madre di Isaac, ad una chiesa radicale capitanata da Steven, un personaggio accentratore, un leader inquietante e manipolatore. Shiloh decide di seguire il credo di questa religione aconfessionale, e tenta, caldeggiata da Steven, a trascinare con sé anche il piccolo Isaac, ritenuto dalla madre e dal leader della setta un guaritore con poteri sovrannaturali.

Lyle, in difficoltà ad andare contro all’amore per la propria figlia, tenta di convincerla a desistere e ad abbandonare il fanatismo religioso di Steven, invano. Sentendosi impotente, si troverà costretto a prendere decisioni importanti per salvaguardare l’amato nipotino, portato in giro come un fenomeno da baraccone dalla madre.

Butler racconta l’America rurale e, basandosi su fatti realmente accaduti, riesce a trasformare temi universali in sensazioni concrete come l’odore della polvere e della benzina. Il tutto racchiuso in un vivido ed intrigante spaccato della vita dei protagonisti nelle distese campestri del Wisconsin. Un libro magnetico, che tiene attaccati dalla prima all’ultima pagina catapultandoci, senza indugio, in un’atmosfera che spalanca i sensi e le emozioni.

Uomini di poca fede
di Nickolas Butler
Marsilio
17 euro

Chiamate telefoniche di Roberto Bolaño. La recensione

Chiamate telefoniche è la prima raccolta di racconti di Roberto Bolaño, uscita per la prima volta in Spagna nel 1997.  I due romanzi più conosciuti di Roberto Bolaño, “I detective selvaggi” e “2666”, sono decisamente mondi a sé stanti, opere a tutto tondo che raccontano vite ed esistenze. Ebbene, questa raccolta di racconti può, a pieno titolo, esser considerata come la planimetria dell’intera opera di Bolaño.

La raccolta è composta da 14 racconti, suddivisi a loro volta in tre capitoli che prendono il nome dall’ultimo racconto che racchiudono. Ognuno di questi brevi racconti è una piccola biografia, uno spaccato di vita incredibilmente intenso e concentrato.

Nei racconti presenti nel libro ricorre spesso la figura del letterato fallito, dello scrittore incompreso e marginale: li troviamo ad esempio in “Enrique Martin”, in cui seguiamo il protagonista nella sua misteriosa fuga destinata a finire male, o in “Sensini” in cui un giovane autore e il vecchio Sensini partecipano a numerosi concorsi letterari presentando sempre il medesimo racconto a cui cambiano solamente il titolo, e ancora in “Henri Simon Leprince”, in cui troviamo le vicende di uno scrittore fallito costretto a vivere all’insegna del rifiuto, e in “Un’avventura letteraria”, che racconta del rapporto tra due scrittori (chiamati A e B), rapporto dominato dall’astio e dall’invidia di A nei confronti della superbia e della saccenza di B.

Non meno presente nei racconti è la vita sentimentale dei personaggi dipinti da Bolaño, come in “Vita di Anne Moore” dove seguiamo il percorso di crescita dell’omonima protagonista, dall’adolescenza nel Montana ai continui spostamenti dell’età adulta, il tutto condito dalle numerose relazioni sentimentali iniziate e bruscamente interrotte.

Ogni racconto ha una sua precisa identità, ma il minimo comune denominatore è l’inquietudine dei personaggi; inquietudine che riesce ad affascinare il lettore guidandolo al cuore di storie marginali, che lasciano intravedere baratri profondi e inesplorati.

Bolaño riesce nell’intento di mantenere una notevole tensione narrativa nonostante la brevità dei singoli racconti, con intrecci, suspence ed emozioni che si accavallano nelle dense e godibilissime vicende raccontate dallo scrittore cileno. Il libro perfetto per chi vuole addentrarsi in punta di piedi nell’universo di Bolaño, ma anche per chi vuole rivivere le situazioni e le atmosfere dei grandi classici dell’autore.

Chiamate telefoniche
di Roberto Bolaño
Adelphi
14 euro

Coronavirus, Borrelli: quarantena fino al 1 maggio, chiusura totale va avanti

La quarantena potrebbe proseguire almeno fino al 1 maggio, con la chiusura di tutte le attività non essenziali e l’obbligo di restare in casa per evitare il riaggravarsi dell’emergenza coronavirus: è quanto ha anticipato stamani il capo della Protezione civile Angelo Borrelli nel corso di due interviste radiofoniche. Salvo poi precisare che ogni decisione spetta al governo.

Coronavirus, quarantena almeno fino al 1 maggio

Pasqua e Pasquetta in casa, così come il 25 aprile. Questo già si sapeva. Ma il capo della Protezione civile ora sposta ancora più in là nel tempo il ritorno a una specie di normalità. Interrogato a ‘Radio Anch’io’ su Rai Radio 1 sulla possibilità di passare anche il 1 maggio in quarantena, Borrelli ha risposto “Credo proprio di sì, non credo che passerà questa situazione per quella data. Dovremo stare in casa per molte settimane”.

Quando finirà la “quarantena” per il coronavirus: oltre il 13 aprile?

L’ultimo decreto del Presidente del Consiglio ha esteso tutte le misure di sicurezza fino al 13 aprile. Che un’ulteriore proroga fosse in arrivo era scontato. Per la prima volta, il capo della Protezione civile ha indicato una data di massima.

Più tardi, però, Borrelli ha fatto un passo indietro, precisando all’Ansa che “l’orizzonte temporale resta quello del 13 aprile, come annunciato dal presidente del consiglio”.

“Nell’intervista – ha detto Borrelli – ho chiaramente detto di non voler dare date e ho ribadito ancora una volta che l’inizio della nuova fase dipenderà dai dati e dall’analisi degli scienziati”. La decisione sull’allentamento o la proroga delle misure restrittive “spetterà dunque al governo che, come sempre, si avvarrà delle indicazioni del comitato tecnico-scientifico”.

Quando inizia la fase 2? Riaperture possibili dal 16 maggio

Intervenuto a ‘Circo Massimo’ su Radio Capital, Borrelli ha parlato anche della cosiddetta “fase 2”, quella delle graduali riaperture. Se l’andamento non cambia, ha detto, una data possibile è quella del 16 maggio. “Come potrebbe essere prima o dopo: dipende dai dati”, ha detto Borrelli. “La situazione ora è stazionaria, dobbiamo vedere quando questa situazione inizia a decrescere. Non vorrei dare delle date, però da qui al 16 maggio potremo aver dati ulteriormente positivi che consigliano di riprendere le attività e cominciare quindi la fase 2“.

Coronavirus: si può fare jogging? E le passeggiate con bambini?

Borrelli: chiusura fino al 1 maggio per l’emergenza coronavirus

Bisogna andare avanti con il massimo rigore – ha aggiunto Borrelli – anche la circolare del Viminale di fatto non sposta i termini dei comportamenti. Dobbiamo fare attenzione per evitare che la catena dei contagi ci sfugga di mano”.

“La situazione attuale – ha concluso il capo della Protezione civile – ci permette di respirare, soprattutto per quanto riguarda le strutture sanitarie e le terapie intensive, che si stanno alleggerendo di un carico di lavoro che ogni giorno era molto più forte e comportava sacrifici straordinari per trovare nuovi posti di ricovero e cura. Si tratta di una situazione che ci permette di gestire l’emergenza con minore affanno. Questo perché sono stati posti in essere comportamenti che assolutamente devono permanere”.