mercoledì, 8 Aprile 2026
Home Blog Pagina 580

Coronavirus, scendono ancora i ricoveri in Toscana: il bollettino del 7 aprile

Lieve aumento dei nuovi casi (172) ma torna in linea con i giorni passati il dato dei decessi (19): le ultime notizie dal bollettino della Regione Toscana del 7 aprile sul contagio da coronavirus confermano inoltre il trend in miglioramento per quanto riguarda i ricoveri.

Coronavirus, il bollettino del 7 aprile in Toscana

Il numero totale dei contagiati dall’inizio dell’epidemia sale a 6.173  con i 172 casi confermati nelle ultime ventiquattro ore. Ieri erano stati 154. Da ieri si registrano inoltre 12 nuove guarigioni virali e 15 guarigioni cliniche. Ad oggi sono quindi 118 sono i cosiddetti “negativizzati”, risultati cioè negativi per due volte al test, e 259 le guarigioni cliniche, che cioè non presentano più i sintomi ma non sono ancora negativizzati. In totale, i guariti sono 377.

Più guariti che morti. Scendono ancora i ricoveri

Un numero che supera, sebbene di poco, quello delle morti totali, pari a 369 decessi dopo i 19 registrati da ieri. Di questi la Regione Toscana non ha fornito, al contrario del solito, le generalità anagrafiche. Si sa che 5 decessi si sono registrati nell’azienda sanitaria Toscana nord ovest, 10 nella centro e 4 nella sud est.

Resta positivo poi il trend dei ricoveri in ospedale, sia per quanto riguarda quelli ordinari (-29 rispetto a ieri) che per quelli in terapia intensiva (-16). Il totale dei pazienti ricoverati scende quindi a 1.087 ordinari e 263 in terapia intensiva.

Coronavirus, ultime notizie dalla Toscana (7 aprile)

Il numero dei tamponi torna sui livelli ormai consolidati dopo la lieve flessione della domenica. Ben 3.802 quelli analizzati nelle ultime 24 ore, per un totale che sale a 56.651 tamponi su 47.797 persone.

Per quanto riguarda la “mappa” del contagio, la provincia di Firenze resta la più colpita e supera i 1.800 casi. Questa la suddivisione per provincia di segnalazione, che non sempre corrisponde necessariamente a quella di residenza: 1.805 Firenze, 404 Pistoia, 344 Prato (totale Asl centro: 2.553); 920 Lucca, 734 Massa-Carrara, 584 Pisa, 336 Livorno (totale Asl nord ovest: 2.574); 290 Grosseto, 360 Siena, 396 Arezzo (totale sud est: 1.046) .

Test sierologici rapidi per coronavirus, analisi al via in Toscana

In Toscana sono in arrivo i primi test sierologici rapidi per il coronavirus con la consegna di quasi 92 mila kit alle Asl del territorio: non si tratta di analisi ematiche vere e proprie ma di strumenti che con poche gocce di sangue, prelevate per esempio con una piccola puntura sul dito, sono in grado di dare una risposta in tempi brevi.

L’Estar, l’ente di supporto tecnico amministrativo della Regione Toscana, ha acquistato in tutto 140 mila test sierologici da distribuire alle 3 aziende sanitarie: inizia così la campagna di analisi a tappeto annunciata dal governatore Enrico Rossi e che nella prima fase si concentrerà sulle persone a maggior rischio di esposizione al coronavirus.

I test sierologici rapidi per il coronavirus in arrivo nelle Asl della Toscana

I maggior quantitativi di kit arriveranno all’Asl Toscana Centro (circa 27 mila per le aree di Firenze, Empoli, Prato e Pistoia) e a quella Nord Ovest (poco più di 24 mila per le zone di Massa Carrara, Lucca, Versilia, Pisa e Livorno). Oltre 19 mila sono in consegna per l’Azienda sanitaria Sud Est, mentre altri test sono destinati alle aziende ospedaliere universitarie di Careggi, a quelle di Siena e Pisa, al Meyer, alla Fondazione Monasterio, all’Ispro e alla stessa Estar.

I test sierologici rapidi, con l’analisi qualitativa degli anticorpi IgG e IgM, servono a capire se in passato si è stati infettati dal coronavirus, anche se senza sintomi, e danno anche un’indicazione di massima sull’eventualità di un’infezione in corso, che però deve essere confermata con l’esame del tampone (in questo articolo abbiamo spiegato la differenza tra tamponi e test sierologici).

Covid-19: analisi degli anticorpi, per chi

L’ordinanza firmata lo scorso 3 aprile dal presidente della Regione Enrico Rossi individua le categorie con il maggior rischio di esposizione al coronavirus e dà la priorità per questi esami a chi opera nella sanità e nell’assistenza alle persone, alle forze dell’ordine, oltre che ai pazienti con sintomi da Covid-19 su richiesta del medico di famiglia (qui l’elenco dettagliato di chi può fare il test sierologico rapido in Toscana).

Intanto già 2.213 operatori sanitari (medici, infermieri, operatori socio sanitari) sono stati sottoposti ai test sierologici e la stragrande maggioranza è risultata negativa al coronavirus. Secondo gli ultimi dati disponibili, solo il 3,9% di tutti gli operatori interessati da queste analisi è risultato positivo o in situazioni di dubbio. Fatto il tampone, sono ora in attesa della risposta finale.

Perché non disinfettare e sanificare le mascherine chirurgiche (per ora)

Scatta la caccia all’acquisto e i prezzi lievitano, succede online su Ebay e Amazon, ma anche per la vendita al dettaglio in farmacia. Con il dilagare dell’emergenza coronavirus, le mascherine chirurgiche monouso sono ormai diventate un bene introvabile tant’è che su internet circolano tutorial che spiegano come si possono disinfettare, sanificare e sterilizzare in casa quelle già utilizzate grazie a una procedura fai da te, riportata in un documento dello Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze. Nel dettaglio questo trattamento prevede l’impiego di una soluzione idroalcolica al 70%.

Attenzione, però, è lo stesso Farmaceutico militare a mettere in guardia dai possibili rischi di un “ricondizionamento” della mascherina, che è monouso e tale deve rimanere fino ai test degli esperti su un’eventuale procedimento di sterilizzazione.

Si possono disinfettare le mascherine chirurgiche monouso?

Le “istruzioni per l’uso” contenute nel documento su carta intesta del Farmaceutico militare fiorentino sono state riprese da più organi di informazione e finite addirittura sulle etichetta di alcuni dispositivi di protezione individuale. Una bufala? No, questo “manuale” su come disinfettare le mascherine chirurgiche è stato effettivamente redatto dallo stabilimento per i suoi dipendenti durate l’emergenza coronavirus, ma l’ente è dovuto correre ai ripari con una comunicazione ufficiale in merito al trattamento di sanificazione: si tratta infatti di “un documento di lavoro” e di “una procedura a uso interno, non ancora approvata“, viene spiegato sul sito dell’istituto farmaceutico.

Il procedimento, si legge ancora nella nota, ha “unicamente lo scopo, nell’impossibilita’ di reperire un numero sufficiente di mascherine di ricambio, di tentare di ‘bonificare’ le mascherine già usate in contesti non a rischio. Si ricorda infatti che le mascherine sono materiali dichiarati dal produttore monouso“. Non ci sono ancora dati che possano comprovare l’efficacia di questo speciale trattamento e quindi anche la sicurezza per la prevenzione del contagio da coronavirus. Le mascherine chirurgiche sono monouso e fino a prova contraria sono da usare come monouso.

L’Agenzia industrie difesa, ente controllato dal Ministero della Difesa da cui dipende anche lo stabilimento fiorentino, segnala inoltre che alcune mascherine in cotone lavabile, adesso in commercio, riportano sulle etichette questa modalità di sanificazione, citando come fonte lo stesso Istituto chimico farmaceutico militare. L’ente non ha mai autorizzato alcun produttore perché siano riportate queste informazioni, “in quanto le citate modalità di sanificazione sono tuttora all’esame delle autorità competenti, spiega l’agenzia in un avviso.

Stabilimento farmaceutico militare Firenze mascherine sanificazione
L’etichetta segnalata dall’avviso dell’Agenzia industrie difesa

Sanificare e sterilizzare le mascherine, cosa dice il documento del Farmaceutico militare di Firenze

La procedura fa da te, riportata nel documento dello Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze, è facilmente replicabile a casa, ma non esente da rischi di contaminazione e non ancora dimostrata del tutto. In sostanza il procedimento, dopo un lavaggio accurato delle mani e un’accurata sanificazione delle superfici su cui appoggiare i dispositivi di protezione, impiega una soluzione idroalcolica al 70% (alcol a 70°) da spruzzare sui due lati delle mascherine chirurgiche (ancora in buono stato), poi lasciate ad asciugare in un luogo protetto e successivamente conservate dentro una una busta di plastica pulita.

Il documento specifica però di usare questa procedura solo per mascherine impiegate in condizioni di basso rischio, oltre a chiarire che non esistono al momento dati sufficienti per poterne comprovare l’efficacia o per poter indicare il numero massimo di volte in cui è replicabile sulla stessa mascherina.

I test sul trattamento per disinfettare le mascherine chirurgiche

Riguardo al procedimento per disinfettare e sanificare le mascherine chirurgiche, lo stabilimento chimico farmaceutico di Firenze sta ora aspettando “l’avvio di prove tecniche specifiche”, si legge sempre sul sito, per valutare anche le eventuali limitazioni nei casi di emergenza come quello per il coronavirus. In questo articolo invece vi spieghiamo come fare e cucire mascherine a casa, da soli, secondo le indicazione dell’Istituto Superiore di Sanità.

Carta d’identità elettronica: app “CIE ID” per accedere ai siti della PA

Dal sito dell’Inps, per richiedere i “bonus coronavirus”, fino a quelli dei Comuni per fare domanda dei buoni spesa: da oggi i cittadini che hanno la carta di identità elettronica 3.0 potranno accedere ai servizi digitali della pubblica amministrazione con la nuova app per smartphone CIE ID e senza bisogno di un lettore contatless. La carta di identità digitale, quella in formato tessera e dotata di un microchip, diventa così un passe-partout  per autenticarsi su tutti i portali istituzionali, affiancandosi alle credenziali Spid.

La novità è stata annunciata dal Poligrafico e Zecca dello Stato, insieme al Ministero dell’Interno, ed è stata pensata per rendere più agevoli le procedure online dei milioni di cittadini a casa per l’emergenza coronavirus. Questo metodo può risultare utile ad esempio per accedere al sito dell’Inps senza richiedere il pin semplificato e presentare domande per gli aiuti economici previsti, come il bonus di 600 euro per i lavoratori autonomi e i voucher baby sitter, ma anche su tutti gli altri portali pubblici come Regioni (fascicolo sanitario elettronico, tasse, bollo auto) o Comuni (certificati online e servizi digitali, sempre se attivati nella propria città).

Come funziona l’app CIE ID per la carta d’identità elettronica 3.0

Nel dettaglio non c’è più bisogno di un lettore da collegare al computer perché il sistema legga la carta di identità elettronica 3.0: questo metodo di autenticazione viene sostituito dalla nuova app CIE ID da scaricare sul proprio smartphone. Avviata l’applicazione sul cellulare, al primo accesso la carta di identità elettronica andrà registrata inserendo il pin di 8 cifre e poi avvicinando la card al dispositivo mobile.

Dopo questa procedura, sui siti della pubblica amministrazione basterà selezionare “Entra con CIE” : si aprirà automaticamente la app e per autenticarsi sarà necessario inserire la seconda parte del Pin e accostare la carta allo smartphone.

La procedura di recupero del pin della carta di identità elettronica

Il codice pin di 8 cifre viene dato all’utente in due momenti diversi: i primi quattro numeri sono forniti dal Comune al momento della richiesta, mentre la parte restante alla consegna. E in caso di smarrimento? Al momento non esiste una procedura online per il recupero del pin della carta di identità elettronica: le due parti del codice vanno richieste al Comune di residenza. Per le amministrazioni locali il Ministero dell’Interno mette a disposizione un numero verde e una mail per dare assistenza sulla procedura per recuperare il codice.

App CIE ID, dove scaricarla: Android e iOs

L’app CIE ID al momento è disponibile solo per gli smartphone Android (dalla versione 6.0 in poi), presto – fa sapere il Poligrafico e Zecca dello Stato – sarà rilasciata anche l’applicazione per iOs, il sistema opertivo degli iPhone Apple.

Informazioni e aggiornamenti sul sito del Ministero dell’Interno, nella sezione dedicata alla carta d’identità elettronica.

Mascherine obbligatorie in Toscana: al via la consegna di 10 milioni di dispositivi

Mascherine obbligatorie fuori da casa: è quanto prevede un’ordinanza che il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi ha firmato oggi, e non appena consegnati i dispositivi, entro i prossimi 7 giorni, scatterò l’obbligo di mascherina per tutti. Sono arrivati proprio oggi, infatti, ben 10 milioni di mascherine che la Regione, attraverso i Comuni, distribuirà a tutti i cittadini.

Dieci milioni di mascherine dalla Cina: scatta l’obbligo per tutti

Il contingente dei 10 milioni di mascherine proveniente dalla Cina è stato consegnato nella notte di sabato 4 aprile nei magazzini della Protezione civile della Città Metropolitana di Firenze, a Calenzano.

Come funzionano le mascherine FFP2 e FFP3

Le mascherine protettive sono state consegnate alle Protezioni civili provinciali e da queste ai Comuni. “Mi sono sentito con Matteo Biffoni, presidente dell’Anci”, ha detto Enrico Rossi. “L’accordo è che siano i sindaci sul territorio a distribuirle casa per casa e a comunicarmi poi l’avvenuta distribuzione”. Che sarà gratuita, per tutti, e per la quale saranno impiegate anche le squadre di volontari attive nei territori.

Mascherine obbligatorie in Toscana, saranno i Comuni a consegnarle

Al via la distribuzione di mascherine a Firenze

Una volta distribuite, le mascherine diventeranno obbligatorie. La distribuzione, ha annunciato Rossi, sarà completata entro i prossimi 7 giorni in tutta la regione. “A questo punto – aggiunge Rossi – scatterà l’obbligo di indossarle in tutte quelle circostanze, pubbliche e private, in cui la distanza sociale non è sufficiente alla protezione primaria delle persone. L’obbligo sarà contenuto nella nuova ordinanza che firmerò nelle prossime ore”. Concetto poi ribadito con un post sulla sua pagina Facebook.

rossi mascherine
Il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi (a sinistra) alla consegna del contingente da 10 milioni di mascherine

Altri 20 milioni di dispositivi in arrivo

Rossi ha poi annunciato di aver ordinato altri 20 milioni di mascherine dalla Cina e di averne commissionate altre ad aziende toscane.

La mappa del contagio in Toscana

L’impegno della Regione si deve al fatto che la mascherina è considerata un bene primario, ancor più con l’entrata in vigore dell’obbligo. “Pensiamo che si tratti di un’iniziativa di protezione primaria che rivolgiamo a tutti i cittadini e a tutte le famiglie”, ha aggiunto il governatore. Qui i dettagli dell’ordinanza della Regione Toscana sull’obbligo di indossare le mascherine: quando, dove e quali sono le multe.

La palestra è in casa: esercizi e giochi motori da fare con i bambini VIDEO

0

Come creare un percorso a ostacoli in casa, realizzare un tiro al bersaglio fai da te o dare il via a una gara domestica di equilibrio. Bastano semplici oggetti come carta igienica, cannucce e nastro adesivo per realizzare una baby-palestra in casa propria e far fare ai bambini esercizi, giochi motori e di coordinazione durante la quarantena da coronavirus. Un modo per passare il tempo, divertirsi ma anche per fare del sano movimento senza lasciare le quattro mura.

Il Comitato Uisp di Firenze ha realizzato un video tutorial per dare una mano ai genitori alle prese con questo lungo periodo di isolamento. In pochi minuti sono illustrate 5 diverse attività ludico-motorie facili da replicare in ogni abitazione, piccola o grande.

Fare movimento è un gioco, anche a casa: gli esercizi per i bambini

Così un rotolo di carta igienica può diventare un utile strumento: fissando le bianche strisce alle pareti del corridoio di casa è possibile realizzare una giungla a prova di bimbo, utile per coordinare il corpo e i movimenti, ma anche per una sfida intergenerazionale. Chi vincerà, i grandi o i piccoli? Con del nastro adesivo, delle cannucce e del cotone mamma e papà possono invece creare la ragnatela: un tiro a bersaglio per giocare e imparare a prendere bene la mira.

Tra gli esercizi di coordinazione per bambini c’è anche quello da realizzare semplicemente mettendo alcuni libri sotto le gambe del tavolo di cucina: sfruttando la pendenza possiamo far scivolare oggetti che il bimbo deve “acciuffare” con una ciotola.

La “palestra” e i baby equilibristi, per la coordinazione motoria

Poi c’è la gara di equilibro: in questo caso non servono funi e non c’è alcun pericolo di caduta per i bambini. Basta armarsi di nastro adesivo per imbianchino (quello che comunemente viene chiamato scotch di carta) per disegnare sul pavimento un percorso sui cui i più piccoli dovranno cimentarsi quotidianamente, senza lasciare la linea bianca. Giorno dopo giorno è possibile poi aggiungere tante varianti al tragitto, come salti o cambi di direzione.

E alla fine dell’allenamento, il comitato Uisp di Firenze propone anche una simpatica “caccia al mostro”, per esorcizzare la paura del coronavirus. Come fare? Basta guardare il video qui sotto.

E per mamma e papà? Sempre il Comitato Uisp di Firenze ha realizzato un altro video con utili esercizi per restare in forma, mentre sui suoi canali social pubblica tutorial e consigli per trasformare casa in una piccola palestra fai da te.

Coronavirus, in Toscana contagiati oltre quota 6 mila

Il numero di nuovi contagi tocca un nuovo minimo (154) dalla fase acuta dell’epidemia da coronavirus in Toscana, dove però i decessi (25) tornano a salire: queste le ultime notizie contenute nel bollettino di oggi, lunedì 6 aprile. I contagiati totali superano i seimila.

Complice della diminuzione dei casi è probabilmente anche il numero contenuto di tamponi: 1.843 quelli analizzati nelle ultime ventiquattro ore, quando nell’ultima settimana si era stati stabilmente sopra i tremila al giorno. C’entra anche il fatto che ieri fosse un giorno festivo.

Mascherine obbligatorie in Toscana: al via la consegna di 10 milioni di dispositivi

Coronavirus, le ultime notizie dalla Toscana (6 aprile)

Il conto totale dei contagiati supera (appena) i seimila: sono 6.001, con 350 decessi dall’inizio dell’emergenza. Stabile ma continua la crescita delle guarigioni: 106 quelle virali (+5 rispetto a ieri) e 244 (+8) le guarigioni cliniche.

Tornano ad aumentare, ma in modo assai contenuto, i ricoveri in ospedale: +5 rispetto a ieri, con tre ricoverati in terapia intensiva in più. In totale, ad oggi i ricoveri sono 1.116 (non in terapia intensiva) e 279 in terapia intensiva.

Guarda la mappa del contagio in Toscana

Questi i 25 decessi registrati in Toscana nelle ultime 24 ore, con l’indicazione di sesso, età, comune di domicilio: M, 82, Lucca; M, 77, Carrara; M, 62, Massa; M, 87, Carrara; F, 75, Viareggio;  F, 77, Camaiore; M, 71, Forte dei Marmi; M, 82, Capannori; F, 93, Firenze; M, 75, Firenze; F, 58, Pelago; M, 69, Barberino Tavarnelle; M, 70, Firenze; M, 85, Reggello; F, 64, Fiesole; F, 80, Firenze; M, 94, Rignano sull’Arno; M, 84, Bagno a Ripoli; F, 85, Firenze; F, 90, Firenze; M, 74, Certaldo; M, 88, Villa Basilica (Lucca); F, 89, Prato; F, 87, Monterotondo Marittimo; M, 66, Piancastagnaio.

Il bollettino del 6 aprile sul coronavirus in Toscana

Per quanto riguarda la suddivisione per provincia di segnalazione, che non sempre corrisponde necessariamente a quella di residenza, i casi positivi sono distribuiti così: 1.769 Firenze, 400 Pistoia, 342 Prato (totale Asl centro: 2.511), 888 Lucca, 698 Massa-Carrara, 560 Pisa, 323 Livorno (totale Asl nord ovest: 2.469), 284 Grosseto, 350 Siena, 387 Arezzo (totale sud est: 1.021).

Dal monitoraggio giornaliero sono invece 15.400 le persone in isolamento domiciliare in tutta la Toscana: 7.402 nella Asl centro, 6.584 nella Asl nord ovest, 1.414 nella Asl sud est. Il totale dei tamponi analizzati aumenta a 52.849 su 45.725 persone.

Come cambiano gli spostamenti con il coronavirus: i dati di Google sulla Toscana

Divertimenti e gite nei parchi quasi azzerati, limitate al massimo le uscite per fare la spesa e anche i tragitti verso il lavoro scendono del 62%. I dati sugli spostamenti in Toscana tracciati e resi pubblici da Google danno la misura di come, con il lockdown, la nostra regione e l’Italia intera si siano fermate per contrastare il coronavirus.

Si chiamano Community Mobility Reports, rapporti sulla mobilità della comunità, e sono uno studio su scala mondiale pubblicato dall’azienda di Mountain View.

Come cambiano gli spostamenti con il coronavirus: i dati di Google

Google ha raccolto in maniera anonima i dati sulla mobilità dei propri utenti in tutto il mondo, analizzando poi i trend sugli spostamenti suddivisi per categorie e per aree geografiche nel periodo che va dal 16 febbraio al 29 marzo. Un arco di tempo che per molti paesi coincide con le prime avvisaglie del contagio e l’entrata in vigore delle misure restrittive.

La mappa del contagio in Toscana

Si tratta degli stessi dati che Google raccoglie abitualmente per alcuni dei suoi strumenti come Google Maps. Dati in grado – ad esempio – di indicare il traffico in tempo reale o suggerire i luoghi più popolari del momento.

C’è un valore base, calcolato sulla mediana delle presenze registrate nello stesso giorno della settimana nel periodo dal 3 gennaio al 6 febbraio 2020, prima del lockdown. E, comparato a questo, c’è l’indicazione in percentuale di quanto lo stesso tipo spostamenti sia aumentato o diminuito.

Coronavirus, i dati sugli spostamenti in Toscana tracciati da Google

mobilita spostamenti google toscanaSi vede così che gli spostamenti in Toscana, secondo i dati tracciati da Google, sono diminuiti del 94% verso i luoghi di shopping e divertimento. Ristoranti, bar, centri commerciali, musei, librerie, cinema: presenze quasi azzerate. Idem per quanto riguarda parchi e giardini pubblici: -91%.

Scendono dell’84% gli spostamenti verso negozi alimentari e farmacie, dell’85% i passaggi nelle stazioni del trasporto pubblico. Anche i tragitti verso i luoghi di lavoro calano del 62%. Gli unici che salgono, per forza di cose, sono gli spostamenti verso i luoghi di residenza: +25%.

Toscana, -62% in strada verso il lavoro

“Mentre le comunità stanno rispondendo a Covid-19 – ha scritto Google nella nota che accompagna lo studio – i funzionari della sanità pubblica ci hanno riferito che lo stesso tipo di informazioni anonime e aggregate che utilizziamo per prodotti come Google Maps potrebbe essere di aiuto per le decisioni critiche che sono chiamati a prendere per combattere Covid-19“.

I rapporti, spiega l’azienda, hanno l’obiettivo di fornire informazioni utili in merito a come i cittadini hanno risposto alle politiche di contrasto a Covid-19.

Scuola, quando iniziano le vacanze di Pasqua?

Nonostante per il mondo della scuola il 2020 sia diventato un anno particolare a causa dell’emergenza coronavirus, bambini e ragazzi avranno comunque le loro vacanze di Pasqua, con lo stop della didattica oline come previsto inizialmente dal calendario delle lezioni: ma quando è fissato l’inizio di queste “ferie” per gli studenti (e per gli insegnanti)? Nulla è cambiato: rimangono ferme le date già stabilite dai singoli consigli di istituto e dalle Regioni, in base alle indicazioni generali del Miur, il Ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca. Restano però anche alcune eccezioni.

Gli istituti, in virtù dell’autonomia scolastica, posso decidere di accorciare questo periodo di pausa, per recuperare i giorni di lezione persi.

Vacanze di Pasqua 2020: le date di inizio e fine

Quando iniziano? Dalla Lombardia alla Sicilia, dal Piemonte alla Toscana, in tutte le regioni d’Italia, il primo giorno delle vacanze pasquali è fissato per giovedì santo (9 aprile 2020) e lo stop durerà meno di una settimana, fino al martedì dopo Pasqua e Pasquetta (14 aprile). A metà settimana quindi la fine della pausa: da mercoledì 15 aprile gli studenti tornano sui banchi (virtuali). Le scuole resteranno chiuse per l’emergenza coronavirus, ma gli alunni cominceranno di nuovo ad accendere computer e tablet per seguire le lezioni a distanza della didattica online.

Si tratta dell’ultimo periodo di vacanza prima della fine dell’anno scolastico 2020/2021 (in Toscana le lezioni si concluderanno il 10 giugno, salvo cambiamenti dell’ultimo minuto per l’emergenza coronavirus). Le altre giornate di festa previste da qui a giugno sono il 25 aprile per la festa della Liberazione (ma che cade di sabato, giorno di sospensione delle lezioni per molti istituti), venerdì primo maggio per la festa dei lavoratori e martedì 2 giugno per la festa della Repubblica. Eventuali ponti dipendono sempre dai singoli istituti, sempre in virtù dell’autonomia scolastica. Intanto il Miur sta mettendo a punto un piano per gli esami di terza media e per la maturità, a seguito dei cambiamenti imposti dall’emergenza sanitaria.

Al via la distribuzione di mascherine a Firenze

Comincerà domani, lunedì 6 aprile, la distribuzione gratuita a domicilio di mascherine a Firenze. Di casa in casa, una task force di 250 persone consegnerà poco meno di un milione di dispositivi di protezione. L’operazione durerà qualche giorno, dopodiché indossare la mascherina sarà obbligatorio fuori dalla propria casa.

Mascherine a domicilio, parte la distribuzione a Firenze

Ad annunciarlo è il Comune di Firenze in una nota. Si tratta delle mascherine acquistate dalla Regione Toscana che oggi, tramite il presidente Enrico Rossi, ha annunciato un’ordinanza che rende obbligatorie le mascherine per qualsiasi spostamento fuori casa.

L’obbligo scatterà non appena ciascun Comune avrà completato la consegna sul suo territorio. Il Comune di Firenze sarà tra i primi a partire con la distribuzione di mascherine casa per casa. Dei 10 milioni di dispositivi acquistati in totale dalla Regione, a Firenze ne toccheranno un po’ meno di un milione.

Cosa dice l’ordinanza della Regione Toscana sull’obbligo delle mascherine

“Saranno consegnate capillarmente, casa per casa, in tutti e cinque i quartieri della città”, ha spiegato la vicesindaca Cristina Giachi.

La distribuzione di mascherine sarà effettuata sulla base del numero dei componenti di ciascun nucleo familiare, così come risulta dall’archivio dell’anagrafe comunale. Ne saranno distribuite un minimo di due a testa.

Firenze, scatta l’obbligo di mascherine

“Visto il grande numero di famiglie da raggiungere – ha aggiunto Giachi – le operazioni richiederanno più giorni. Nessuno però deve allarmarsi se non le riceverà subito, perché ce ne sono per tutti”.

Mascherine obbligatorie in Toscana: al via la consegna di 10 milioni di dispositivi

Ad occuparsi della distribuzione di mascherine sarà una task force composta da 150 volontari della protezione civile, 50 agenti della polizia municipale e 50 tra autisti e altri dipendenti del Comune.

“Ribadisco – ha sottolineato la vicesindaca – che i cittadini non dovranno dare soldi per ricevere le mascherine perché sono gratuite. Chi, al termine delle operazioni di distribuzione, non avesse ricevuto le mascherine potrà mettersi in contatto con la protezione civile per essere rifornito. Nei prossimi giorni comunicheremo numeri da chiamare e indirizzi ai quali scrivere per coloro che, alla fine della distribuzione non saranno stati raggiunti”.