martedì, 7 Aprile 2026
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Coronavirus, tutti i bonus: dai buoni spesa ai 600 euro Inps

In arrivo aiuti per famiglie, lavoratori e liberi professionisti in difficoltà a seguito del blocco totale per il coronavirus: si va dai buoni spesa che i Comuni metteranno a disposizione per comprare beni di prima necessità, fino alle indennità per chi ha visto diminuire drasticamente gli introiti, come il bonus da 600 euro per i lavoratori autonomi da richiedere all’Inps. E poi ci sono i voucher per pagare le baby sitter e il “premio” in busta paga per lavora e continua a lavorare nonostante l’emergenza Covid-19.

Abbiamo stilato una breve guida per capire a chi spettano i singoli “bonus coronavirus”, indicando come e quando fare richiesta.

Solidarietà alimentare: buoni spesa Covid-19

È l’ultima misura in ordine di tempo pensata dal governo, in aggiunta a quelle previste dal decreto “Cura Italia”. Un’ordinanza della protezione civile nazionale (qui il testo) che stanzia in tutto 400 milioni di euro: si tratta di buoni spesa che i singoli Comuni destineranno alle famiglie in difficoltà, giovani coppie, pensionati e singoli, per l’acquisto di beni di prima necessità.

Nelle scorse ore si è parlato di buoni da 300 euro o più bonus 25 euro o 50 euro, spetterà però alle singole amministrazioni comunali decidere la cifra, a chi spetteranno gli aiuti e le modalità di richiesta. Intanto alcune catene di supermercati, come Coop e Conad, si sono dette disponibili a prevedere uno sconto per chi usufruirà dei “buoni spesa coronavirus”, mentre si stanno muovendo anche le associazioni di categoria dei piccoli negozi.

Bonus spesa, a chi spetta: famiglie o singoli in difficoltà, in base ai requisiti stabiliti dai Comuni
Come fare richiesta: contattare il proprio Comune di residenza

Coronavirus: bonus 600 euro per partite iva e liberi professionisti

Dal primo aprile sul sito dell’Inps è possibile fare richiesta del bonus da 600 euro previsto dal decreto “Cura Italia” per i liberi professionisti, le partite Iva, i cococo e i lavoratori autonomi danneggiati economicamente a seguito dell’emergenza coronavirus. La richiesta va fatta grazie a un pin semplificato da richiedere online oppure tramite il codice Spid (a chi spetta di preciso? Qui tutti i requisiti). A questi si aggiungono anche i professionisti iscritti alle casse previdenziali autonome, ad esempio ingegneri, architetti e giornalisti grazie a un nuovo decreto in cui  è previsto un limite di reddito.

Chi farà richiesta, riceverà un bonus 600 euro una tantum ed esentasse, riferito al mese di marzo in cui è scattata l’emergenza coronavirus, che secondo le previsioni sarà pagato entro il 15 aprile.

A chi spetta il bonus da 600 euro: liberi professionisti, partite Iva, cococo, lavoratori autonomi
Come fare domanda: dal primo aprile sul sito Inps a questo link

Bonus da 100 euro in busta paga per chi lavora in sede durante l’emergenza coronavirus

Per quanto riguarda i lavoratori dipendenti che hanno continuato a svolgere il proprio impiego durante l’emergenza coronavirus è in arrivo un bonus di massimo 100 euro che sarà accreditato automaticamente nella busta paga di marzo e sarà esentasse: non è quindi necessario fare domanda. La cifra può variare perché viene rapportata ai giorni effettivi di lavoro e, attenzione, non spetta a chi ha lavorato da casa o in smart working, ma solo a chi ha continuato ad operare nella normale sede di lavoro (ad esempio i dipendenti dei supermercati).

A chi spetta il bonus da 100 euro: lavoratori dipendenti che hanno continuato a lavorare (no smart working)
Come fare domanda: in automatico nella busta paga

Bonus baby sitter: voucher da 600 euro a 1000 euro, domanda sul sito Inps

A seguito dell’emergenza coronavirus e della chiusura delle scuole, il governo con il decreto “Cura Italia” ha anche previsto un bonus baby sitter da 600 euro a 1000 euro, la cifra cambia a seconda della situazione del nucleo familiare. La domanda per il voucher può essere presentata dal primo aprile tramite i patronati, il contact center di Inps o con richiesta online sul sito dell’istituto nazionale di previdenza sociale tramite il pin dispositivo o il codice Spid, se già in possesso, oppure richiedendo online un pin semplificato.

Chi prima arriva meglio alloggia: i fondi saranno destinati in base all’ordine cronologico di presentazione delle richieste. Il bonus spetta a chi ha figli sotto i 12 anni, se non si è usufruito del congedo parentale di 15 giorni, e può essere richiesto dai lavoratori dipendenti del settore privato, gli iscritti alla gestione separata, gli autonomi iscritti all’Inps o altre casse e anche dai dipendenti pubblici del settore sanità, sicurezza, difesa e soccorso pubblico.  Il pagamento del bonus avverrà nel mese di maggio.

A chi spetta il bonus baby sitter: famiglie con under 12, se non si è usufruito dei congedi parentali straordinari
Come fare domanda: dal primo aprile sul sito di Inps, nella sezione dei voucher baby sitter.

Firenze deserta nei giorni del coronavirus – La fotogallery

La facciata del Duomo che domina sul sagrato vuoto. Nessuno intorno al Battistero né davanti a Palazzo Vecchio. Piazza Santa Croce che pare immensa senza persone. È una Firenze dal fascino spettrale quella ritratta nelle immagini di Agenzia Fotografica Italiana in esclusiva per Il Reporter. Foto di una Firenze deserta, come molte città in tutta Italia e nel mondo nei giorni dell’epidemia da coronavirus.

Le foto di Firenze durante l’emergenza coronavirus

 

foto: Agenzia Fotografica Italiana

Coronavirus, foto dall’Italia del lockdown

Foto che testimoniano un momento destinato a restare nella storia: Firenze, come tutta l’Italia, è in quarantena nazionale, il cosiddetto lockdown, per contenere il contagio da coronavirus.

Una misura in vigore dal 9 marzo scorso e destinata a durare fino al 3 aprile. Almeno stando al testo del decreto, ma la proroga pare scontata. Sono chiusi tutti i negozi e le attività ritenute non essenziali. Ci si può spostare da casa propria solo per comprovate esigenze lavorative, per situazioni di necessità o motivi di salute. E per muoversi si deve portare con sé l’ormai celebre modulo di autocertificazione.

Strade vuote, turisti assenti: le foto di Firenze

Il blocco dei voli in ingresso e degli spostamenti interni ha completamente fermato il turismo. Nei luoghi che in questo periodo cominciavano ad affollarsi di visitatori da ogni parte del mondo non c’è nessuno.

Il centro e l’Oltrarno: per strada non c’è nessuno

Pochi passanti che si muovono in fretta protetti da una mascherina. Bar chiusi, saracinesche abbassate. Solo le forze dell’ordine e i militari dell’esercito a presidiare le strade. Le foto scattate nel centro di Firenze immortalano la città deserta durante l’emergenza coronavirus.

Vie, piazze e monumenti come non si erano mai visti prima. E come, è l’augurio di tutti, non si dovranno vedere ancora a lungo.

Il primo cucciolo di alpaca nato a Firenze / Video

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Ha fatto i suoi primi passi traballanti poche ore dopo essere venuto alla luce: si chiama Arno, ha un folto pelo marrone scuro ed è il primo alpaca nato a Firenze lo scorso 27 marzo. Ora il cucciolo sta iniziando ad ambientarsi nell’allevamento che si trova accanto al parco degli animali di Ugnano, alla periferia ovest della città, dove l’associazione Alpaha onlus porta avanti un progetto che coinvolge 6 diversamente abili nella cura di questi animali e nella produzione di piccoli manufatti creati con la pregiata lana.

I ragazzi in questo momento si trovano a casa, ma appena hanno visto le foto del “piccoletto” si sono emozionati, alcuni – raccontano gli educatori – si sono messi quasi a piangere, altri sono scoppiati in una risata di felicità. Tutti non vedono l’ora di conoscerlo da vicino appena finita l’emergenza coronavirus.

Il cucciolo di apaca nato a Firenze: “Speriamo sia di buon auspicio”

Arno, nome scelto in onore del principale fiume di Firenze, è in buona compagnia: accanto a lui ci sono altri 6 alpaca, mamma Samantha e il fratellone Cameo, figlio dello stesso stallone, e poi i compagni di avventura Gustel, Grisù, Cottopaxi e la seconda femmina del gruppo, Mariposa. A prendersi cura di questa famiglia sono adesso i volontari dell’associazione: sono stati proprio loro, la mattina del 27 marzo, ad accorgersi del nuovo arrivo, una bella sorpresa. “Speriamo sia di buon auspicio per tutti noi”, dicono. Arno è nato prima del previsto, ma per fortuna subito dopo il gran freddo di fine marzo, cosa che ha aiutato il baby alpaca a muovere i primi passi senza problemi.

Per il futuro si pensa già a dare un fratellino (o una sorellina) al piccolo Arno, anche se servirà almeno un anno per far tornare la cicogna: per questi animali la gravidanza dura infatti dagli 11 ai 12 mesi. L’obiettivo di Alpaha onlus è creare una piccola filiera di lana di alpaca, lavorata dai ragazzi disabili e poi messa in vendita per finanziare il progetto.

I primi momenti dopo la nascita del baby alpaca Arno (si ringrazia l’associazione Alpaha onlus per il video)

I ragazzi degli alpaca di Firenze? Sono a casa, ma restano in forma

Intanto anche i ragazzi assistiti dall’associazione Alpaha onlus stanno vivendo questi giorni di quarantena a casa, alla loro maniera. “Se la stanno cavando alla grande – raccontano i volontari – ci scambiamo foto e video per tenerci in contatto”. E così c’è chi ha imparato ad aiutare mamma e papà nelle faccende di casa, per esempio rifacendo il letto o dando l’aspirapolvere, e chi è salito per la prima volta su una cyclette per non perdere l’allenamento ed essere pronto a tornare dagli amici apaca.

Coronavirus, record di contagi in Toscana: 305 in un giorno

È il numero massimo di nuovi casi registrati in un solo giorno dall’inizio dell’epidemia in Toscana, 305, ai quali si aggiungono 17 morti: è un bollettino pesante quello di domenica 29 marzo, dati che certificano che non siamo ancora nella fase discendente del contagio da coronavirus.

Coronavirus, in Toscana superati i 4 mila contagi

Superata la soglia dei 4 mila contagi. Il totale dei positivi dall’inizio dell’emergenza sale infatti a 4.122. Altra soglia mentale che viene oltrepassata è quella dei 200 decessi: con quelli delle ultime ventiquattro ore il totale dei morti sale infatti a 215.

Questi i 17 decessi registrati in Toscana nelle ultime 24 ore, con l’indicazione di sesso, età, comune di domicilio: M, 77, Rio (Elba); M, 78, Fivizzano; M, 94, Mulazzo; F, 92, Livorno; M, 70, Mulazzo; M, 72, Lucca; M, 70, Livorno; F, 94, Livorno; M, 90, Pisa; M, 89, Piombino; M, 72, Seravezza; M, 69, Viareggio; F, 92, Licata (Agrigento); F, 91, Pistoia; M, 73, Pistoia; M, 83, Fucecchio; F, 89, Torrita di Siena.

Si tratta di persone fra i 38 e i 100 anni che, nella “quasi totalità” (questa la nuova formula usata dalla Regione nel bollettino), soffrivano di altre patologie.

Coronavirus, le ultime notizie dalla Toscana (29 marzo)

Salgono anche i guariti. Ad oggi sono 29 sono le guarigioni virali (i cosiddetti “negativizzati”) e 92 quelle cliniche, per un totale di 121 pazienti.

I casi attualmente positivi in cura, al netto di morti e guariti, rimangono 3.786.

I ricoveri ad oggi sono 1.386, di cui 275 in terapia intensiva. Almeno su questo fronte le notizie appaiono confortanti, con solo 16 nuovi ricoveri da ieri e un numero totale di pazienti in terapia intensiva che diminuisce (ieri erano 277).

Coronavirus, Firenze la più colpita: i dati del 29 marzo in Toscana

Di 4.122 tamponi fino ad oggi risultati positivi al test, questa è la suddivisione per provincia di segnalazione, che non sempre corrisponde necessariamente a quella di residenza: 957 Firenze, 309 Pistoia, 221 Prato (totale Asl centro: 1.487), 672 Lucca, 493 Massa-Carrara, 432 Pisa, 236 Livorno (totale Asl nord ovest: 1.833), 245 Grosseto, 273 Siena, 284 Arezzo (totale sud est: 802).

Guarda la mappa del contagio in Toscana

Dal 1° febbraio ad oggi nei laboratori toscani sono stati effettuati in tutto 27.579 tamponi, su 24.348 persone (in alcuni casi sono stati effettuati più test per lo stesso paziente). Nelle ultime 24 ore sono stati eseguiti 1.966 tamponi.

Sono infine 12.882 le persone in isolamento domiciliare (un aumento consistente, ieri erano 12.301) in tutta la Toscana: 6.271 nella Asl centro, 5.201 nella Asl nord ovest, 1.410 nella Asl sud est.

Coronavirus, il governo vara i buoni spesa

Ci sono anche 400 milioni di euro per buoni spesa ed erogazioni di generi alimentari a chi ne ha bisogno nel decreto anti-coronavirus presentato ieri sera dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte: saranno i Comuni a stabilire le modalità di erogazione, a chi spettano e come ottenere i buoni spesa, disponibili già dalla prossima settimana.

Coronavirus, a chi spettano i buoni spesa

I buoni spesa potranno essere utilizzati presso negozi e supermercati per acquistare beni di prima necessità. Il governo ha destinato a questa misura 400 milioni che saranno subito messi a disposizione dei Comuni.

I buoni spesa spettano alle famiglie in comprovata difficoltà economica: a gestirli saranno i Comuni attraverso i servizi sociali e la rete delle associazioni di volontariato presenti sui territori.

I nuovi codici Ateco: la lista delle attività essenziali che possono lavorare

“Confidiamo – ha detto il premier Giuseppe Conte – che dall’inizio della settimana prossima i sindaci siano nella condizione di erogare concretamente i buoni spesa o consegnare le derrate alimentari alle persone bisognose”.

“Siamo tutti sulla stessa barca e non vogliamo lasciare nessuno solo, abbandonato a se stesso”, ha aggiunto.

Leggi anche: Coronavirus, il bonus da 600 euro anche ai professionisti

Come ottenere i buoni spesa

Saranno i Comuni stessi a ricevere i fondi e a stabilire le modalità di erogazione. Ciò significa che per sui criteri che regoleranno come ottenere i buoni spesa bisognerà aspettare la prossima settimana.

Coronavirus, il nuovo modulo di autocertificazione (pdf e word – 26 marzo)

Giuseppe Conte ha anche chiesto alle imprese della grande distribuzione che i supermercati applichino uno sconto ulteriore sul prezzo delle merci a chi a acquisterà con i buoni spesa. “Faccio appello alle aziende della grande distribuzione – ha detto Conte – perché aggiungano un 5 per cento o 10 per cento di sconto a chi fa la spesa con questi buoni spesa”.

Oltre ai buoni spesa, il governo ha previsto misure per agevolare le donazioni da parte di produttori e distributori di generi di prima necessità, innanzitutto per detassare le donazioni.

 

Coronavirus, il bonus da 600 euro anche ai professionisti

Non solo partite iva e autonomi iscritti all’Inps, i 600 euro di bonus spettano anche ai professionisti iscritti alle casse previdenziali private: è quanto prevede il nuovo decreto per l’emergenza coronavirus firmato dal ministro del Lavoro Nunzia Catalfo.

Bonus anche ai professionisti, cosa prevede il decreto Catalfo

Si tratta di un decreto interministeriale firmato ieri dal ministro del Lavoro Nunzia Catalfo e il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri.

Il bonus è una delle misure contenute nel decreto “cura Italia”, un’indennità pari a 600 euro per il mese di marzo. Un sostegno per autonomi e professionisti danneggiati economicamente dall’emergenza coronavirus.

Inizialmente, i bonus da 600 euro era previsto solo per gli iscritti all’Inps. Con questo provvedimento viene allargato anche agli iscritti alle casse previdenziali private.

Coronavirus, bonus da 600 euro per partite Iva e autonomi

Bonus 600 euro, a chi spettano

Il bonus sarà riconosciuto a chi rispetta uno di questi due requisiti:

  • ai lavoratori che nell’anno di imposta 2018 abbiano percepito un reddito complessivo non superiore a 35 mila euro.
  • a quelli che, sempre nell’anno di imposta 2018, abbiano percepito un reddito complessivo tra 35 mila e 50 mila euro e che nel primo trimestre 2020 abbiano cessato, sospeso o ridotto di almeno il 33% la loro attività rispetto al primo trimestre 2019.

Quando richiedere il bonus da 600 euro

Dovranno essere gli stessi professionisti a richiedere il bonus da 600 euro agli enti di previdenza ai quali sono iscritti. Ciascun ente fisserà le modalità di richiesta ed erogazione. Le domande possono essere presentate a partire dal 1° aprile.

Leggi anche: il bonus per i lavoratori Inps: come fare domanda

Cassa forense, Inarcassa e le altre: le casse private in Italia

Le casse private per i professionisti sono la cassa Enpam per medici e odontoiatri, la cassa forense degli avvocati, l’Inarcassa per ingegneri e architetti. E ancora, quelle dei geometri, commercialisti, notai e di tutti gli ordini professionali. Nel dettaglio, gli enti previdenziali privati in Italia sono:

  • Cassa nazionale previdenza e assistenza ingegneri e architetti liberi professionisti (Inarcassa)
  • Cassa italiana di previdenza e assistenza geometri (CIPAG)
  • Cassa nazionale del notariato
  • Cassa di previdenza tra dottori commercialisti (CNPADC)
  • Cassa nazionale previdenza e assistenza ragionieri e periti commerciali (CNPR)
  • Cassa nazionale di previdenza e assistenza forense
  • Ente nazionale di previdenza e assistenza dei farmacisti – ENPAF
  • Ente nazionale di previdenza ed assistenza dei veterinari – ENPAV
  • Ente nazionale di previdenza e assistenza per i consulenti del lavoro – ENPACL
  • Ente nazionale di previdenza per gli addetti e gli impiegati in agricoltura – ENPAIA
  • Ente nazionale previdenza e assistenza dei medici e degli odontoiatri – ENPAM
  • Ente nazionale di assistenza per gli agenti e i rappresentanti di commercio Fondazione ENASARCO
  • Fondo agenti spedizionieri e corrieri – FASC
  • Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani – INPGI
  • Opera nazionale per l’assistenza agli orfani dei sanitari italiani – ONAOSI
  • Ente nazionale di previdenza ed assistenza a favore dei biologi (ENPAB)
  • Ente nazionale di previdenza e assistenza della professione infermieristica (ENPAPI)
  • Ente nazionale di previdenza ed assistenza per gli psicologi (ENPAP)
  • Ente nazionale di previdenza per gli addetti e per gli impiegati in agricoltura (ENPAIA – gestione separata periti agrari e gestione separata per gli agrotecnici)
  • Ente nazionale di previdenza ed assistenza periti industriali e dei periti industriali laureati (EPPI)
  • Istituto nazionale di previdenza ed assistenza dei giornalisti italiani “Giovanni Amendola” (INPGI – gestione separata)
  • Ente di previdenza e assistenza pluricategoriale degli attuari, dei chimici, dei dottori agronomi e dei dottori forestali, dei geologi (EPAP).

 

Coronavirus in Toscana: i dati e le notizie del 28 marzo

Il bollettino di sabato 28 marzo sul contagio da coronavirus in Toscana parla di 252 nuovi casi e 21 nuovi decessi, il secondo numero più alto registrato finora in un singolo giorno. Entrambi i dati in leggero aumento rispetto a ieri e in linea con il trend degli ultimi giorni. Il picco, insomma, sembra ancora da raggiungere.

Coronavirus in Toscana, le ultime notizie del 27 marzo

Il numero totale dei contagiati dall’inizio dell’epidemia sale a 3.817 persone. A confrontare il dato con quello comunicato ieri sembrerebbe che l’aumento netto delle ultime 24 ore sia stato di ben 367 casi. Ma, come ha spiegato la Regione, nel bollettino di oggi vengono calcolati anche 115 casi di positività recuperati dall’attività dei laboratori di Lucca e Grosseto, che hanno attivato il collegamento con la piattaforma regionale solo ieri. Questi 115 casi sono da spalmare su tutta la settimana.

Le guarigioni totali aumentano a 108, cinque in più da ieri. Nel dettaglio, si tratta di 28 guarigioni virali (i cosiddetti “negativizzati”) e 80 guarigioni cliniche.

Guarda l’andamento del contagio in Toscana

I 21 decessi sono due in più di quelli registrati ieri e sono il dato più alto registrato in un solo giorno dietro soltanto a quello del 21 marzo, quando furono 25. In totale, i morti in seguito al contagio da coronavirus in Toscana sono 198.

 

Ad oggi, sabato 27 marzo, i casi positivi in cura rimangono 3.511. Questi i 21 decessi registrati in Toscana nelle ultime 24 ore, che vanno ad aggiungersi ai 177 registrati fino a ieri, per un totale di 198 decessi dall’inizio dell’epidemia. Con l’indicazione di sesso, età, comune di domicilio: M, 58, Milano; M, 78, Lucca; M, 72, Castelnuovo Garfagnana (deceduto il 17, registrato in ritardo); M, 98, Casciana Terme; M, 83, Livorno; M, 77, Pietrasanta; F, 73, Massarosa; M, 78, Santa Maria a Monte; M, 86, Capannori; M, 76, Pontremoli; M, 78, Pistoia; F, 80, Monsummano Terme; F, 86, Pistoia; F, 82, Pistoia; M, 84, Buggiano (Pt); M, 87, Empoli; M, 87, Santa Croce; M, 86, Prato (deceduto il 23, registrato in ritardo); F, 93, Prato (deceduto il 26, registrato in ritardo); M, 85, Montepulciano; F, 92, Sarteano.

Per quanto riguarda i ricoveri, ad oggi sono in totale 1.370, di cui 277 in terapia intensiva.

Coronavirus in Toscana, i dati del 28 marzo

I 3.817 tamponi fino ad oggi risultati positivi al test,sono così suddivisi per provincia di segnalazione: 855 Firenze, 298 Pistoia, 217 Prato (totale Asl centro: 1.370), 618 Lucca, 470 Massa-Carrara, 398 Pisa, 220 Livorno (totale Asl nord ovest: 1.706), 234 Grosseto, 235 Siena, 272 Arezzo (totale sud est: 741).

Dal 1° febbraio ad oggi nei laboratori toscani sono stati effettuati in tutto 25.613 tamponi, su 22.667 persone (in alcuni casi sono stati effettuati più test per lo stesso paziente). Solo nelle ultime 24 ore, sono stati fatti 1.867 tamponi.

Dal monitoraggio giornaliero sono invece 12.301 le persone in isolamento domiciliare in tutta la Toscana: 6.100 nella Asl centro, 4.847 nella Asl nord ovest, 1.354 nella Asl sud est.

Paghi oggi, mangi domani: i dining bonds anche a Firenze

Una cena per due, un’esperienza culinaria da regalare a prezzi scontati o semplicemente un buono sconto per una sera che verrà: le iniziative di solidarietà digitale entrano anche nel settore della ristorazione. In pochi click è possibile acquistare i dining bonds, dei voucher per una cena o un pranzo da godersi dopo la fine della quarantena, anche a Firenze. Un progetto promosso dagli stessi ristoranti, sia stellati che non, per ridurre la distanza con cittadini e darsi una possibilità in più di ri-alzare la saracinesca.

Dining bonds, le cene che verranno

L’idea arriva da oltreoceano, precisamente da New York, città particolarmente colpita dalla pandemia del coronavirus, dove è nata la piattaforma supportrestaurants.org. L’obiettivo è di replicare la formula delle gift card dei negozi applicandola però ai ristoranti, come opportunità per costruire, o ri-costruire, il rapporto di fiducia con i clienti. Negli Stati Uniti la lista dei partecipanti si è allungata ben oltre la Grande Mela e in breve tempo l’iniziativa è riuscita a valicare i confini ed ad atterrare anche in Italia.

Fase 2, posso fare la spesa in un supermercato fuori dal mio Comune?

Alcuni grandi nomi della ristorazione nazionale hanno già aderito all’iniziativa e sono già a disposizione degli speciali dining bonds per cene e pranzi inusuali. Ma la piattaforma non è esclusiva e tutti i ristoranti possono partecipare. Ogni ristorante sceglie le modalità con cui presentare il proprio dining bond, ci sono però due requisiti: il nome – il buono da acquistare deve per forza chiamarsi dining bond – e la modalità che deve essere obbligatoriamente digitale e non prevedere scambi fisici, quantomeno non prima della fine dell’isolamento.

Investire sul locale

Sulla scia americana sono anche nate delle iniziative più locali, come ad esempio Save One Seat creata dal gruppo Global Shapers di Roma, l’hub innovativo e giovanile del World Economic Forum. La piattaforma gratuita SOS vuole ridurre l’impatto economico del distanziamento sociale creando liquidità nel breve periodo per permettere alle attività romane di ripartire con più facilità. O ancora Torniamo Presto, la piattaforma veneta che unisce tutte le attività commerciali locali, non solo quelle della ristorazione.

Coronavirus, il nuovo modulo di autocertificazione (pdf e word – 26 marzo)

Infine ci sono le soluzioni home-made: i ristoranti del quartiere chiamano a raccolta i loro habitué o semplicemente i curiosi che hanno voglia di provare una nuova esperienza con proposte meno strutturate.  I voucher si adattano così ai gusti e alle tasche di tutti i futuri clienti.

Dining bonds a Firenze & dintorni

Non è nata ancora una rete in città e nei suoi dintorni, ma alcuni ristoranti fanno da apri-pista. Ad esempio:

  • Osteria dell’Enoteca, l’osteria tradizionale e raffinata specializzata nella carne alla griglia di via Romana, mette a disposizione voucher personalizzabili della validità di 3 anni da richiedere via mail a [email protected].
  • Santa Elisabetta, il ristorante stellato dell’Hotel Brunelleschi di pazza Santa Elisabetta mette a disposizione due Dining bond diversi, uno per cena e uno per pranzo da scoprire qui.
  • Moi Omakase, anche il peculiarissimo ristorante giapponese di Prato propone un Dining Bond unico per le sue cene a formula Omakase “mi fido di te”.

La lista è in continuo aggiornamento. Per segnalare iniziative simili nei ristoranti di Firenze e della Toscana è possibile scrivere a [email protected].

“Mascherizziamo il mondo”, una mascherina per tutti

Francesca Di Lavanda è il deus ex machina del gruppo “Mascherizziamo Il Mondo”, nato su Facebook da meno di dieci giorni. L’obiettivo? Coinvolgere più persone possibile nella realizzazione di mascherine protettive da consegnare a chi ne ha bisogno durante l’emergenza coronavirus.

Le app per sapere quanta fila c’è al supermercato

Francesca è una stilista e  mamma di tre figli che ha una piccola produzione di gonne, LavandaLab: “Pezzi unici – precisa – la caratteristica è che sono tutte colorate e realizzate artigianalmente”. Come nasce l’idea di “Mascherizziamo Il Mondo”? “All’inizio non volevo farle – dice Francesca – avevo visto molti dei tutorial che girano, ma tutti dicevano che alla fine quelle mascherine non servivano. In realtà girando per i negozi del quartiere, mi sono accorta che i negozianti avevano la stessa mascherina e la tenevano per un settimana. Allora, mi sono detta, posso realizzarle di cotone, lavabili e riutilizzabili. Le mie hanno anche la possibilità di inserire un filtro all’interno della tasca. Mi sono messa distribuirle nei negozi della mia zona, poi ho fatto un post su Facebook e la gente ha iniziato a richiedermele. Ho coinvolto alcune amiche artigiane sia di Firenze che da tutta Italia e così è partito il progetto”.

"Mascherizziamo il mondo", una mascherina per tutti
Francesca Di Lavanda, promotrice del progetto “Mascherizziamo il mondo”

Mascherine per tutti, “Mascherizziamo il mondo”

In poco meno di dieci giorni il progetto ha colorato le città. “Ne sono già partire 100 dirette a Brescia e 100 dirette a Bergamo. Su Firenze ci sono 20 donne con la macchina da cucire e abbiamo contatti anche con Livorno, Savona e Torino, piano piano si spera di allargare la situazione a macchia d’olio. Vorrei creare reti di realizzazione autonome ognuno nella propria realtà”.

#iorestoacasa, storie di resistenza urbana ai tempi del coronavirus

“Su Facebook ho realizzato un tutorial facilissimo da seguire, non serve essere sarte provette. La peculiarità è che sono colorate, mettono allegria in un periodo triste e sono lavabili. Con me ci sono Rachele Ignesti, in arte Dottoressa Gomitolo, Mamaqueen, Sollibikini e tutte le altre Girlz di Firenze, che sono alcune delle artigiane impegnate con me in questo progetto utile e colorato”.

Condivisione e collaborazione

Il concetto è quello di offrire uno scambio di competenze o materiali: “Io so cucire ma magari mi manca la stoffa – dice Francesca – il mio vicino ha vecchie lenzuola o pezzi di cotone, un altro ha dell’elastico”. Tutto nasce dalla condivisione e dalla collaborazione.

“Le mascherine ovviamente non sono a pagamento, faccio fare una donazione alla Fondazione Marta Cappelli del Meyer e a un’associazione dell’ospedale di Ponte a Niccheri”.

Di cosa avete bisogno al momento? “Di reperire elastico, di organizzare e gestire i materiali nelle varie zone, di organizzare la distribuzione, cercare chi cuce e chi le consegna”, conclude Francesca Di Lavanda che risponde con passione, impegno, allegria e vitalità alla nuova sfida, dolorosa e imprevista, di questo marzo 2020.

Coronavirus Toscana: casi e morti, il bollettino del 27 marzo

Nuovi casi in leggera flessione e 19 morti in più: è quanto emerge dal bollettino giornaliero della Regione Toscana sui contagi da coronavirus Covid-19, aggiornato alle ore 15.00 di venerdì 27 marzo e trasmesso alla protezione civile nazionale e al Ministero della Salute. In particolare sono 224 i nuovi casi positivi registrati nel giro di 24 ore (il giorno prima erano stati 254) che portano a 3450 il numero di contagiati dall’inizio dell’epidemia in Toscana. Si allunga la lista di chi non ce l’ha fatta: sono 19 i nuovi decessi, per un totale di 177 morti da quando è scattata l’emergenza.

Coronavirus in Toscana, il numero casi aggiornato al 27 marzo

Fino ad oggi 27 persone sono completamente guarite (i cosiddetti negativizzati), mentre 76 pazienti non presentano più i sintomi (guarigioni cliniche). In Toscana, al 27 marzo, sono quindi 3170 i pazienti in cura per il coronavirus: 1327 sono ricoverati in ospedale, tra loro 274 si trovano in terapia intensiva (15 in più rispetto al bollettino precedente diffuso dalla Regione).

Guarda l’andamento del contagio in Toscana

Questo l’elenco delle persone morte con coronavirus nelle ultime 24 ore: M. 80, Pisa; M. 78, Fabbriche di Vergemoli; F. 89, Pontremoli; M. 93, Pontremoli; M. 85, Pontremoli; M. 71, Viareggio; F. 89, Viareggio; F. 78, Pietrasanta; M. 66, Pietrasanta; F. 80, Seravezza; F. 81, Vecchiano; F. 58, Viareggio; F. 89, Cortona; F. 91, Montevarchi; M. 81, Montemurlo (PO); F. 88, Larciano(PT); M. 89, Pistoia; M. 77, Pistoia; M. 91, Pistoia.

I contagi e i tamponi in Toscana

Dal primo febbraio al 27 marzo nei laboratori della Toscana sono stati fatti un totale di 23.746  tamponi per il coronavirus, su 20.181 persone (questa cifra è più bassa perché in alcuni casi sono stati in effettuati più test per lo stesso paziente). Solo nelle ultime 24 ore sono stati eseguiti 2.794 tamponi in più, analizzati in 12 laboratori collocati tra Firenze, Pisa, Siena, Arezzo, Grosseto, Livorno, Lucca, Massa e Prato.

Al momento sono 11.686 le persone in isolamento domiciliare in tutta la Toscana: 5.854 nella Asl centro, 4.544 nella Asl nord ovest, 1.288 nella Asl sud est. Nel bollettino della Regione Toscana aggiornato al 27 marzo, per un problema tecnico, non sono disponibili i dati per i casi positivi al coronavirus divisi per provincia.