martedì, 18 Agosto 2026
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L’esame di terza media si farà: nel 2020 tesina online, l’ordinanza del Miur

È pronta l’ordinanza del Miur, il ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, sull’esame di terza media 2020, che nell’era del coronavirus si farà online, grazie alla valutazione di una tesina che sarà consegnata in anticipo ai professori e poi discussa con la cosiddetta “modalità telematica”. Ora manca solo l’ok del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione prima della pubblicazione delle disposizioni per gli esami.

Secondo quanto già annunciato dalla ministra Lucia Azzolina, la valutazione degli studenti dell’ultimo anno della scuola secondaria di primo grado avverrà anche in base alla discussione orale di un elaborato.

La consegna della testina per l’esame di terza media: entro quando

La tesina, che varrà come prova di valutazione per gli esami di terza media, dovrà essere svolta su un argomento concordato con i professori, per valorizzare il percorso di studi di ciascuno studente, e dovrà essere consegnata entro il 30 maggio 2020.

L’elaborato verrà poi presentato dai ragazzi e dalle ragazze oralmente, in modalità online davanti al Consiglio di classe, e sarà valutato in base all’originalità, alla coerenza con il tema assegnato e alla chiarezza nell’esposizione. Entro quando? Ancora non è chiaro: il Miur vorrebbe fissare la data finale per l’orale dell’esame di terza media prima della fine delle lezioni (a distanza), mentre l’associazione nazionale presidi ha chiesto di far slittare in avanti questo termine, per i tempi molto stretti previsiti dall’ordinanza.

Tutti promossi “grazie” al coronavirus? No, l’esame si farà e non ci sarà il 6 politico in pagella

Secondo quanto riporta l’ordinanza del Miur, gli studenti potranno essere promossi anche se avranno insufficienze in una o più materie, ma non ci sarà il 6 politico: i voti più bassi della sufficienza saranno scritti nero su bianco sul documento che uscirà dalla scrutinio finale, che si svolgerà dopo l’esame di terza media (ossia, per il 2020 la discussione della tesina). Le materie insufficienti andranno poi recuperate a settembre, in base a un piano personalizzato, predisposto dagli insegnanti e allegato alla pagella.

Per quanto riguarda gli esami di terza media, non tutti gli studenti dovranno necessariamente essere promossi: l’ordinanza prevede infatti che sia possibile bocciare i ragazzi e le ragazze con un quadro carente fin dal primo periodo scolastico, quello che ancora non era “bloccato” dall’emergenza coronavirus.

Saldi estivi 2020: quando iniziano? Più tardi, date posticipate

Non più a luglio, ma svendite di fine stagione rinviate sotto il Solleone. L’onda lunga del coronavirus travolge anche il mondo del’abbigliamento e del commercio al dettaglio e così il calendario degli sconti cambia: le date di inizio e fine dei saldi estivi 2020 saranno posticipate. Lo ha stabilito la Conferenza delle Regioni, presieduta da Stefano Bonaccini, che dopo le sollecitazioni arrivate da vari assessori alle attività produttive ha invitato tutte le Regioni e le province autonome a seguire una linea comune in questo campo.

Quando iniziano i saldi estivi 2020: le date di inizio e fine

La data ipotizzata per la partenza dei saldi estivi in tutta Italia è sabato 1° agosto 2020, quasi un mese dopo il normale inizio degli sconti. Per quanto riguarda la conclusione non è stato fissato un giorno preciso, ma in genere le svendite finiscono nel giro di 60 giorni.

Perché i saldi vengono posticipati?

Il motivo di questo rinvio dello shopping scontato? L’emergenza sanitaria in atto per il Covid-19 e “le conseguenti misure”, spiega la Conferenza delle Regioni in una nota. Difficile infatti gestire gli acquisti forsennati che generano i saldi (e i conseguenti assembramenti nei negozi e nei grandi magazzini) in un momento dominato dalla paura di contagio. Sempre che le famiglie abbiano abbastanza soldi da spendere. Andrà poi capito, quali saranno le limitazioni e le regole per il commercio nei mesi estivi, dalla gestione dei flussi di clienti, alla distanza di sicurezza, fino alla sanificazione dei vestiti.

Alcune Regioni hanno già risposto all’appello. In Liguria è stato deciso un inizio dei saldi estivi a doppio binario: le svendite ufficiali cominceranno il 1° agosto 2020, invece che il 4 luglio come inizialmente previsto, ma nei 40 giorni precedenti (quindi già da fine giugno) i commercianti potranno fare promozioni sulla merce non venduta, ad esempio sui capi di abbigliamento rimasti nei magazzini a seguito della chiusura per il lockdown da coronavirus.

Altre Regioni, come la Lombardia, ci stanno pensando, mentre in Toscana ben prima dell’emergenza coronavirus era partito un confronto con i commercianti per valutare se spostare in avanti l’inizio dei saldi estivi e aiutare così un settore messo a dura prova dal clima pazzo degli ultimi anni, oltre che dalla concorrenza dell’online, da Amazon a Zalando.

Coronavirus, 38 nuovi casi. Salgono i guariti, +147: le notizie dell’8 maggio

Sono 38 i nuovi casi di coronavirus rilevati in Toscana da ieri, 15 i decessi: numeri in lieve rialzo, ma resta positivo il trend di guariti e ricoverati. Queste le ultime notizie diffuse sul contagio da coronavirus secondo il bollettino della Regione Toscana di oggi, venerdì 8 maggio.

Il totale dei contagiati dall’inizio dell’epidemia in Toscana sale a 9.721. La mappa del contagio conta 3.296 in totale nella provincia di Firenze (21 in più i rispetto a ieri), 536 a Prato (1 in più), 648 a Pistoia (1 in più), 1.022 a Massa Carrara (1 in più), 1.319 a Lucca (3 in più), 865 a Pisa (2 in più), 531 a Livorno (1 in più), 660 ad Arezzo (5 in più), 427 a Siena (2 in più), 417 a Grosseto (1 in più).

8 maggio, i dati sui casi di coronavirus in Toscana

La Toscana si conferma al 10° posto in Italia per numerosità di casi, con circa 261 casi per 100.000 abitanti. La media nazionale, a ieri, era di circa 359 ogni 100.000 abitanti. Massa Carrara resta la provincia con il tasso più alto, 524 casi per 100.000 abitanti. Seguono Lucca con 340 e Firenze con 326. La più bassa è Livorno con 159.

Ad oggi ci sono 4.109 persone sono in isolamento a casa, con sintomi lievi o asintomatici (79 in meno rispetto a ieri, -2,6%). Sono 11.409 (meno 1.293 rispetto a ieri, il 10,2%) le persone isolate e in sorveglianza attiva dopo aver avuto contatti con persone contagiate.

Continua a diminuire il numero di ricoverati nei posti letto dedicati ai pazienti Covid, che oggi sono complessivamente 483, 45 in meno di ieri (-8,5%). Di questi, 84 in terapia intensiva (meno 7 rispetto a ieri). È il punto più basso raggiunto dal 17 di marzo 2020 per i ricoveri totali, al 13 marzo per le terapie intensive.

Covid-19 in Toscana, le ultime notizie: i morti e i guariti

Ci sono poi 147 guariti in più, per un totale che sale a 4.199. Di questi, 1.345 sono le persone “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione. Altre 2.854 (147 persone, più 5,4%) sono le cosiddette guarigioni virali, con doppio tampone negativo.

Si registrano però anche 15 nuovi decessi: si tratta di 10 uomini e 5 donne con un’età media di 84,1 anni. Sono 11 le persone decedute nella provincia di Firenze, 3 a Massa Carrara, 1 ad Arezzo. I morti dall’inizio dell’epidemia in Toscana salgono a 930, così ripartiti per provincia: 330 a Firenze, 43 a Prato, 76 a Pistoia, 134 a Massa Carrara, 126 a Lucca, 77 a Pisa, 50 a Livorno, 42 ad Arezzo, 28 a Siena, 16 a Grosseto. Altre 8 persone sono decedute sul suolo toscano, ma erano residenti fuori regione.

Il tasso grezzo di mortalità toscano (il rapporto tra deceduti e popolazione residente) per Covid-19 è di 24,9 ogni 100.000 residenti. La media nazionale è di circa il doppio, 50,6 ogni 100.000. La Toscana è la 12esima regione più colpita. Per quanto riguarda le province, il tasso di mortalità più alto si riscontra a Massa Carrara (68,8x 100.000), Firenze (32,6 x 100.000), Lucca (32,5 x 100.000) e, il più basso a Grosseto (7,2x 100.000). Sono i dati accertati alle ore 12 di oggi e trasmessi alla Protezione Civile Nazionale.

Decreto rilancio: cosa prevede la bozza dell’ex Decreto maggio

Era nato come “decreto aprile”, diventato “decreto maggio” dopo esser slittato di qualche settimana, e adesso ha un nuovo nome, quello definitivo. Si chiamerà Decreto rilancio il pacchetto di misure straordinarie da 55 miliardi di euro per il sostegno a famiglie e lavoratori e la ripartenza dell’economia italiana dopo la fase acuta dell’emergenza coronavirus: ecco cosa contiene la bozza da 770 pagine attualmente al vaglio dei ministri.

Dai bonus partite Iva e autonomi al prolungamento della cassa integrazione, dallo stop ai licenziamenti ai nuovi fondi per agricoltura, pesca ed editoria. E poi il bonus vacanze, il bonus bici e il nuovo bonus baby sitter potenziato. In attesa del testo definitivo che chiarirà quali misure saranno effettivamente adottate e quali no.

Quando uscirà il Decreto rilancio? Le ipotesi

Stop ai licenziamenti prorogato per cinque mesi

Tra le novità contenute nella bozza del Decreto rilancio c’è l’estensione del divieto di licenziamenti prevista dal decreto Cura Italia. Il congelamento dei licenziamenti per giustificato motivo oggettivo e la sospensione delle procedure pendenti disposta dal precedente decreto era di 60 giorni: adesso verrebbe prorogata per cinque mesi dal nuovo Decreto rilancio.

I datori di lavoro avranno anche la facoltà di revocare ogni eventuale licenziamento a condizione di presentare richiesta di cassa integrazione in deroga per il lavoratore.

Cassa integrazione, cosa cambia con il Decreto rilancio

La Cassa integrazione guadagni, la cosiddetta Cig, verrebbe prorogata dal Decreto rilancio di 12 settimane (tre mesi) e non di 18 come era stato anticipato in un primo momento. In pratica, le 9 settimane già previste dal Cura Italia vengono allungate di 3 settimane ulteriori.

Per la Cig sono messi a disposizione 1,2 miliardi di euro. Ci sarà anche una procedura semplificata con la quale i datori di lavoro che non anticipano la cassa integrazione ordinaria ai propri dipendenti potranno fare richiesta all’Inps, che si farà carico del pagamento della prestazione. La Cassa integrazione coprirebbe il periodo dal 23 febbraio scorso fino al prossimo 31 ottobre.

Fondo filiere in crisi, un miliardo per agricoltura e pesca

La bozza del Decreto rilancio prevede l’istituzione di un Fondo emergenziale a tutela delle filiere in crisi sotto il controllo del Ministero delle politiche agricole: sarebbe destinato infatti proprio all’agricoltura, alla pesca e all’acquacoltura. Un fondo da un miliardo di euro di dote per il 2020, col quale finanziare interventi di recupero dei danni subiti dalle filiere agricole, in particolare dai settori florovivaistico, lattiero caseario, vincolo, zootecnico, della pesca e dell’acquacoltura.

Editoria, musei, librerie

Un credito d’imposta del 30% sulla spesa sostenuta nel 2019 per l’acquisizione di server, hosting e manutenzione per le testate edite in formato digitale. Oppure per la information technology di gestione della connettività, nel limite di spesa di 8 milioni di euro per l’anno 2020. E poi l’innalzamento dal 30% al 50% del tetto ammesso a credito d’imposta per gli investimenti pubblicitari, la forfettizzazione delle rese dei quotidiani, il riconoscimento di un credito d’imposta dell’8% della spesa sostenuta nel 2019 per l’acquisto della carta.

Queste alcune delle misure a sostegno dell’editoria contenute nella bozza del Decreto rilancio. Il testo prevede la creazione di un fondo da 150 milioni di euro destinato all’editoria e al sostegno dei musei. Il Fondo servirebbe anche a recuperare le perdite derivanti dall’annullamento di spettacoli, fiere, congressi e mostre. Sono previsti inoltre 100 milioni di euro per garantire l’apertura dei musei e dei luoghi della cultura nel 2020.

Bonus vacanze

Definiti i dettagli del cosiddetto bonus vacanze, tra i provvedimenti più anticipati: la bozza del Decreto rilancio conferma che si tratterebbe di un tax credit fino a 500 euro per le famiglie che trascorreranno le proprie ferie estive in Italia. Il bonus sarà riconosciuto ai nuclei familiari con reddito Isee non superiore ai 35 mila euro.

L’importo massimo riconosciuto sarà di 500 euro. Le coppie senza figli otterranno un bonus vacanze massimo da 300 euro, i single da 150 euro.

Come anticipato, il credito d’imposta sarà cedibile anche direttamente alle strutture ricettive per il 90% del suo valore. In pratica funzionerà come uno sconto sul prezzo del soggiorno. Il restante 10% del bonus sarà presentato come detrazione nella prossima dichiarazione dei redditi. Sarà utilizzabile tra il 1° luglio e il 31 dicembre 2020.

Decreto rilancio, il bonus 600 euro

Resta il bonus autonomi e partite Iva, confermato a 600 euro come per il mese di marzo. Il bonus è rivolto agli iscritti all’Inps e ai professionisti delle casse private: Inarcassa, Cassa forense, Enpam e simili. Tutti i dettagli.

Il bonus da 600 euro spetterà anche agli sportivi iscritti alla gestione separata che esercitano attività sportive dilettantistiche o hanno rapporti di collaborazione coordinata e continuativa con società e associazioni sportive dilettantistiche da prima del 23 febbraio 2020. Il bonus sarà allargato anche a chi riceve il reddito di cittadinanza, integrandolo fino a raggiungere la soglia dei 600 euro.

C’è poi la possibilità di allargare il bonus da 600 euro anche ai lavoratori dello spettacolo che abbiano maturato almeno 15 giorni di contribuzione dal 1° gennaio 2019 al 30 marzo 2020. Nel precedente decreto Cura Italia i giorni di contribuzione necessari erano 30.

Gli altri bonus

  • L’ecobonus al 110 per cento di credito d’imposta, per lavori e ristrutturazioni di efficientamento energetico. Cosa rientra nell’ecobonus.
  • Bonus baby sitter, aumentato da 600 a 1.200 euro. Potrà essere utilizzato anche per l’iscrizione dei figli ai centri estivi, ai centri socio-educativi e a tutti i servizi integrativi per l’infanzia e la prima infanzia. Come funziona.
  • Un Bonus computer da 300 euro per l’acquisto di materiale informatico. Sia hardware, come pc e tablet, che software, come programmi e app, oltre che servizi di connettività.
  • Il Bonus bici, fino a 500 euro di credito d’imposta per l’acquisto di biciclette, monopattini, hoverboard e altri mezzi elettrici e “green”. Maggiori dettagli.
  • Il rimborso dell’abbonamento di treno, bus, metropolitana e altri mezzi del trasporto pubblico. Coprirebbe i costi degli abbonamenti acquistati prima del 10 marzo.

Come si andrà al cinema dopo il coronavirus

La regola base sarà programmare tutto, evitare ogni imprevisto e ogni presenza inattesa. E dunque: ingressi solo su prenotazione, pagamenti online, poltrone assegnate e porte chiuse per chi si decide all’ultimo istante. Andare al cinema dopo l’emergenza coronavirus sarà piuttosto diverso dal modo in cui siamo abituati.

Un cambio di abitudini che potrebbe prolungarsi fin quando non si avrà una soluzione al problema coronavirus, dunque fino alla diffusione di un vaccino. Ipotesi riportate anche dal Corriere della Sera di oggi.

Coronavirus, come cambieranno i cinema

Prima di tutto, si entra solo con una prenotazione. Le file al botteghino (e forse il botteghino stesso) sono roba del passato. Ci si dovrà organizzare prima per evitare assembramenti all’ingresso delle sale. Tutti i cinema, anche quelli più piccoli, dovranno dotarsi di sistemi di prenotazione dei biglietti, online o con altre soluzioni.

I posti in sala saranno meno della metà del totale. Per rispettare il distanziamento sociale potrà essere occupata solo una poltrona ogni due, con possibili “salti” tra una fila e l’altra. In sala si dovrà restare sempre seduti. Una regola necessaria per fermare il contagio da coronavirus che varrà per i cinema, per i teatri, le sale da concerto e tutti i locali che ospitano spettacoli.

L’uso delle mascherine da parte degli spettatori sarà regolamentato dalle normative nazionali che verranno via via aggiornate nei prossimi mesi, ma il personale dei cinema e dei teatri dovrà sempre indossare mascherine e guanti.

Tolleranza zero per gli indecisi. Per tutti gli spettacoli e tutti i tipi di incontri pubblici si dovrà conoscere con precisione e con anticipo il numero dei partecipanti. Non sarà consentita la partecipazione dell’ultimo minuto o di chi si trova a passare per caso. Regola valida al cinema, nei teatri e negli altri locali, ma anche per tutti i tipi di eventi, anche all’aperto e a ingresso gratuito. Iniziative pubbliche, incontri, presentazioni di libri, eventi culturali, politici, convegni: per tutti ci si dovrà prenotare in anticipo.

La riapertura dei cinema

Si sa solo che saranno tra gli ultimi, ma una data certa per la riapertura dei cinema ancora non c’è. Altri paesi europei che si trovano a uno stadio più avanzato del controllo del contagio stanno cominciando a ipotizzare le riaperture delle sale già per il periodo estivo. La Danimarca, ad esempio, riaprirà i cinema il prossimo 8 giugno.

Se però nella fase più acuta dell’emergenza sembrava non esserci margine per una riapertura di cinema e teatri in Italia prima di molti mesi, addirittura a fine 2020, in questi giorni comincia a prospettarsi lo spiraglio per una riapertura più ravvicinata, magari già dall’estate.

“C’è una grande creatività, molti teatri stanno studiando le misure per rispettare le prescrizioni”, ha detto ieri il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini durante un’informativa alla Camera.

“Riapriranno musei, cinema e teatri – ha aggiunto –, probabilmente in date diverse a seconda delle condizioni. Ma oltre ai musei, riapriranno nelle condizioni di sicurezza, anche cinema e teatri. Dobbiamo andare prudentemente ma in fretta verso questa direzione“.

Auser Q3, due progetti per restare vicini agli anziani soli

L’attività di Auser sul territorio del Quartiere 3 non si ferma nemmeno in piena emergenza. Anzi, l’associazione rilancia con due progetti di largo respiro rivolti agli anziani ma non solo: Parlami di te e Mosaico.

Auser Q3, il progetto Parlami di te

Parlami di te è un progetto che pone al centro l’importanza dell’ascolto e del racconto. Disegnando un immaginario ponte tra generazioni, Parlami di te si rivolge infatti sia agli anziani che ai giovani. Le giornate durante il lockdown possono sembrare interminabili: Parlami di te offre alla persone sole un momento di sollievo e conforto attraverso una semplice telefonata. I giovani volontari offrono il loro tempo per una chiacchierata durante la quale condividere o semplicemente tenere compagnia a chi vive in solitudine. Un servizio che funziona ance come monitoraggio delle reali necessità di chi sta vivendo questo momento in fragilità. Saranno i giovani a offrire un momento di compagnia e di ascolto all’interlocutore segnalando anche eventuali necessità di tipo assistenziale. Parlami di te però non si ferma qui. Il progetto guarda avanti affondando l’interesse nelle radici profonde della nostra memoria storica e, per coloro che si renderanno disponibili al racconto, Parlami di te diventerà una raccolta: ricordi, memorie, testimonianze, vecchi modi di dire, semplici aneddotti, la città e le sue strade, com’eravamo chi eravamo, ricordi d’infanzia e di vita vissuta.

Il Mosaico della generosità

Mosaico è l’altro progetto targato Auser Q3, il cui obiettivo è quello di offrire solidarietà alle tante persone anziane del quartiere. Di cosa si tratta? Mosaico si compone di tutte le tessere che ognuno può offrire: innanzi tutto tempo, lungo o breve non importa. I volontari mettono a disposizione quello che possono, quando possono (giorno e ora disponibile): un accompagnamento a fare la spesa, una visita medica, semplici commissioni, una passeggiata, piccole faccende domestiche. “Il Mosaico – spiega Paolo Pranzini di Auser Q3 – si comporrà con le tessere che ognuno di noi porterà e che sono in realtà i tempi che  metteremo a disposizione per la sua realizzazione. Lunghi o brevi, saranno tutti importanti per completare l’opera che poi, “animata”, darà risposta ad alcune delle tante domande di aiuto che riceviamo ogni giorno ogni ritaglio sarà prezioso, anche una o qualche ora al mese saranno utili per ampliare la disponibilità che saremo in grado di offrire”

Per ulteriori informazioni: [email protected] oppure rivolgersi alla sede operativa al centro polivalente “Il Porto” il martedì e il mercoledì pomeriggio.

Sciopero dei benzinai, distributori chiusi per 48 ore a maggio

Uno stop di due giorni. Nuova protesta dei benzinai che hanno confermato lo sciopero e la chiusura dei distributori nelle aree di servizio presenti sulle autostrade, sui raccordi autostradali e sulla viabilità assimilabile tra il 12, 13 e 14 maggio 2020. La mobilitazione è stata indetta da due sigle del settore, Fegica Cisl e Figisc-Anisa Confcommercio.

Un tracollo delle vendite dei carburanti (in media il 92% in meno), ma stessi costi per i gestori delle pompe di benzina che non hanno potuto ridurre gli orari durante l’emergenza coronavirus: queste le motivazioni della protesta delle associazioni di categoria, che chiedono al governo, tra le altre cose, l’accesso alla cassa integrazione in deroga, finanziamenti a fondo perduto, bonus per gli affitti e per le bollette.

Sciopero dei benzinai, maggio 2020: quando sono chiusi i distributori

Sulle autostrade, per i distributori di carburante che aderiranno allo sciopero è prevista la chiusura dalle ore 12.00 di martedì 12 maggio fino alle ore 12.00 di giovedì 14 maggio 2020. Non ci sono più soldi, denunciano i rappresentanti dei benzinai, che hanno proclamato lo sciopero per far presente la situazione drammatica del settore. Queste attività, ritenute essenziali, “non ha potuto chiudere” e “non è stato neanche consentito di ridurre orari ed applicare turnazioni per contenere i costi e utilizzare almeno la cassa integrazione”, scrivono Fegica Cisl e Figisc-Anisa Confcommercio in una nota ufficiale.

Il tavolo di crisi avviato dal ministro allo Sviluppo economico Stefano Patuanelli è fermo ormai da un mese, denunciano le due sigle “per il semplice fatto che il governo non ha forza ed autorità sufficienti per imporsi sulle società concessionarie autostradali”. Già all’inizio della crisi i benzinai avevano fatto sentire la loro voce perché le pompe di benzina rischiavano la chiusura per gli introiti ridotti al minimo.

Spostamenti tra regioni, quando l’apertura ai viaggi “oltreconfine”?

Ricoveri al minimo, 16 morti: i nuovi dati sul coronavirus in Toscana

Continua la frenata del coronavirus in Toscana, secondo le ultime notizie diffuse dalla Regione nel bollettino di oggi, giovedì 7 maggio. I nuovi casi positivi sono stabili (+26, come ieri) e l’indice di contagiosità – il famoso valore “R0” – resta fermo allo 0,7. I guariti crescono del 10,4%, cala invece il numero di chi attualmente è affetto da Covid-19 (-17,3%). 16 i nuovi decessi.

Intanto i test eseguiti hanno raggiunto quota 166.062, 4.509 in più rispetto a ieri, quelli analizzati oggi sono 3.499.

7 maggio, i dati sui casi di coronavirus in Toscana

Dall’inizio dell’epidemia in Toscana si è registrato un totale di 9.683 casi, 915 morti e 4.052 guariti. Sono invece 4.716 le persone attualmente positive al virus, di queste la maggior parte (4.188) è in isolamento a casa perché con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o senza sintomi. Si riduce ancora la pressione sugli ospedali toscani dove sono ricoverati, nei posti letto Covid, 528 pazienti (26 in meno di ieri), di cui 91 in terapia intensiva (meno 1 rispetto a ieri). È il punto più basso raggiunto dal 17 di marzo 2020 per i ricoveri totali, al 14 di marzo per le terapie intensive.

La Toscana si conferma al decimo posto in Italia per il numero di casi da coronavirus, dice il bollettino di oggi 7 maggio, con circa 260 casi per 100.000 abitanti (la media italiana di ieri si attesa a quota 356). Questa la mappa del contagio: le province in cui è segnalato il maggior numero di positivi sono Massa Carrara con 524 casi x 100.000 abitanti, Lucca con 339 e Firenze con 324. Il dato la più basso a Livorno con 158.

Covid-19 in Toscana, le ultime notizie: i morti e i guariti

Nelle ultime 24 ore si sono registrati 16 nuovi decessi: 6 uomini e 10 donne con un’età media di circa 85 anni. Queste le provincie in cui si sono verificate le morti: 5 le persone decedute nella provincia di Firenze, 8 a Massa Carrara, 1 a Lucca, 1 a Livorno, 1 ad Arezzo. Sono 915 i deceduti dall’inizio dell’epidemia così ripartiti: 319 a Firenze 43 a Prato, 76 a Pistoia, 131 a Massa Carrara, 126 a Lucca, 77 a Pisa, 50 a Livorno, 41 ad Arezzo, 28 a Siena, 16 a Grosseto. 8 persone sono decedute in Toscana ma erano residenti fuori regione.

Secondo gli esperti dell’Agenzia regionale di sanità, il tasso di mortalità regionale (numero di deceduti/popolazione residente) per Covid-19 è di 24,5 x 100.000 residenti contro la media nazionale del 50,2 .

In Toscana le persone che hanno sconfitto il coronavirus, dall’inizio dell’emergenza a oggi, salgono a 4.052 (più 382 rispetto a ieri): 1.345 persone sono “clinicamente guarite”, ossia non presentano più i sintomi (+53), e 2.707 sono state dichiarate guarite a tutti gli effetti, le cosiddette guarigioni virali, con doppio tampone negativo (+329) .

Rossi a Conte: “Riaperture dei negozi dall’11 maggio”

Negozi di abbigliamento, di mobili, tessili e articoli per la casa, gioiellerie, articoli sportivi: “Le chiedo di consentire la riapertura anticipata di questi esercizi da lunedì 11 maggio“. È l’invito che il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi ha rivolto, con una lettera, al presidente del consiglio Giuseppe Conte.

Lettera di Rossi a Conte: “Riapriamo i negozi l’11 maggio”

“Caro presidente – scrive Rossi – ho apprezzato le sue dichiarazioni sulle aperture anticipate e differenziate sulla base della situazione epidemiologica regionale. Le scrivo, nel merito, per proporle di valutare una soluzione per la nostra Regione che potrebbe riguardare 18.204 esercizi di vicinato, con volumi inferiori ai 300 metri quadrati”.

Il via libera alla riapertura dei negozi dall’11 maggio richiesto da Rossi nella lettera a Conte riguarderebbe infatti, nella sola Toscana, 7.505 negozi al dettaglio del settore abbigliamento (escluso bambini e neonati), 1.886 del settore calzature e articoli in pelle, 2.150 di mobili, tessili e articoli per la casa, 1.134 orologiai e gioiellieri, 1.044 negozi di tappeti e tessili, 1.408 di giochi e articoli sportivi, 2.146 esercizi di altri articoli e 931 negozi non alimentari senza specializzazione.

“Altro ritardo significa compromettere le attività”

“Si tratta – prosegue Rossi – di esercizi commerciali principalmente di prossimità, spesso utili alla vita sociale delle nostre città e dei quartieri, dei paesi più piccoli e disseminati sul territorio. In maggioranza sono attività che vendono prodotti rispondenti al variare delle stagioni, come ad esempio abbigliamento e calzature. Ritardarne ulteriormente la riapertura significherebbe compromettere la vendita dei prodotti acquistati e tuttora in negozio”. La riapertura dei quali, secondo il calendario stilato dal governo, è fissata al 18 maggio.

“Pertanto – prosegue il presidente della Regione Toscana – le chiedo di consentire la riapertura anticipata di questi esercizi da lunedì 11 maggio. Questo periodo di riapertura anticipata andrebbe accompagnato con condizioni di sicurezza rafforzate, come la presenza di un cliente per ogni 50 mq di superficie di vendita, l’obbligo dell’utilizzo dei guanti congiunto a quello delle mascherine e della sanificazione delle mani. La raccomandazione di ridurre al minimo la prova dei capi, da svolgere in ogni caso con opportuni accorgimenti. Credo che questa opportunità di riapertura anticipata possa conciliare il rispetto delle norme di sicurezza più adeguate, con la progressiva ripresa delle attività economiche“.

Boccia: “Differenziazioni regionali nelle riaperture solo dal 18 maggio”

La risposta alla lettera di Rossi a Conte è arrivata indirettamente pochi minuti dopo la sua diffusione. Il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia durante la videoconferenza con i rappresentanti delle Regioni ha ribadito che le differenziazioni regionali delle riaperture saranno possibili solo dal 18 maggio. In particolare, dall’11 maggio saranno presi in esame i dati del monitoraggio sul contagio da coronavirus. Quindi, anche in base alle linee guida dell’Inail, attese tra il 14 e il 15 maggio, si deciderà il calendario delle riaperture. Ma nessuna partenza anticipata prima del 18 maggio.

Notre Dame de Paris: musical, tutte le date rinviate al 2021

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Slitta un anno in avanti. Il tour del musical Notre Dame de Paris è stato rinviato dal 2020 al 2021: i biglietti già acquistati  restano validi per le nuove date in calendario, ad eccezione dell’unica tappa annullata per cui è possibile chiedere il rimborso. Dopo 18 anni di successi la celebre opera di Riccardo Cocciante ispirata al libro di Victor Hugo si prende un periodo di pausa a seguito dell’emergenza coronavirus, riprogrammando l’intera tournée, da Milano a Firenze, da Jesolo a Napoli.

Lo ha comunicato Vivo Concerti, organizzatore dell’evento. Il nuovo tour prenderà il via nel mese di aprile 2021 per andare avanti fino a settembre.

Notre Dame de Paris, le nuove date 2021: il calendario del musical

Ecco quindi in dettaglio il nuovo calendario del musical Notre Dame de Paris:

  • Dal 9 aprile all’11 aprile 2021 – Ancona, PalaPrometeo
  • 17 e 18 aprile 2021 – Eboli (Salerno), PalaSele
  • Dal 22 al 25 aprile 2021 – Catania, PalaCatania
  • Dal 7 al 9 maggio 2021 – Jesolo (Venezia), PalaInvent
  • Dal 14 al 16 maggio 2021 – Firenze, Nelson Mandela Forum (dove è già andato in scena in passato)
  • Dal 19 al 30 maggio 2021 – Milano, Teatro degli Arcimboldi
  • 23 e 24 luglio 2021 – Napoli, Arena Flegrea
  • Dal 12 agosto al 14 agosto 2021 – San Pancrazio Salentino (Brindisi), Forum Eventi
  • 27 e 28 agosto 2021 – Soverato (Catanzaro), Summer Arena
  • Dal 3 settembre al 9 settembre 2021 – Palermo,Teatro di Verdura
  • Mantova – date ancora da annunciare
  • Nichelino (Torino) – date ancora da annunciare

Sul sito di Vivo Concerti i prezzi delle nuove date.

Il musical annullato e il rimborso dei biglietti

Non si svolgeranno invece nel 2021 le date al Forte Arena di Pula, in provincia di Cagliari: la tappa sarda del musical Notre Dame de Paris, prevista dal 31 luglio al 2 agosto 2020, è stata annullata e gli spettatori possono chiedere il rimborso sotto forma di voucher. Sul sito di TicketOne è possibile trovare i dettagli per fare richiesta.