martedì, 18 Agosto 2026
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Toscana, sì a passeggiate e bicicletta anche lontano da casa tra conviventi

Sì alle passeggiate e all’uso della bicicletta all’aria aperta anche lontano da casa e anche accompagnati dai conviventi pur restando all’interno del comune, dal 1° maggio: è quanto dispone l’ordinanza numero 46 della Regione Toscana dal presidente Enrico Rossi. Non c’è invece il via libera alla possibilità di correre.

Aggiornamento: l’ordinanza numero 45 inizialmente firmata nel pomeriggio è stata successivamente revocata da un nuovo provvedimento, l’ordinanza 46, che ne riprende integralmente i contenuti e aggiunge una precisazione. Si specifica infatti che l’attività motoria è consentita solo con partenza e rientro alla propria abitazione. Questo per evitare tappe intermedie di qualsiasi tipo e l’uso di auto e di mezzi propri o pubblici per spostarsi.

Ordinanza a rischio annullamento?

E dopo l’informativa del premier Giuseppe Conte alla Camera, si fa strada anche l’ipotesi che l’ordinanza possa venire annullata o ritirata. A proposito dei provvedimenti adottati da alcune regioni, Conte ha detto: “Iniziative che comportino misure meno restrittive non sono possibili, perché in contrasto con le norme nazionali. Quindi sono da considerarsi a tutti gli effetti illegittime“. Il riferimento non era esplicitamente all’ordinanza 46 della Regione Toscana. Ciò non toglie che queste frasi possano indurre a un ripensamento.

Toscana, si può camminare e andare in bici all’interno del comune

L’ordinanza 46 della Regione Toscana firmata oggi, 29 aprile, riconosce “le passeggiate all’aria aperta e l’utilizzo della bicicletta quale tipologia di attività motoria consentita nel territorio regionale“.

Ampliare la possibilità di spostarsi anche oltre la prossimità dalla propria casa, si legge nel testo dell’ordinanza, “risponde ad esigenze di tutela della salute individuale e collettiva e del benessere psico-fisico dei minori”.

Fase 2, attività motoria consentita dal 4 maggio: cosa si intende

Per questo, la Regione dispone che si possa passeggiare, camminare e andare in bici “nell’ambito del comune di residenza”. Cade il vincolo della prossimità alla propria casa. Questa misura entrerà in vigore a partire da venerdì 1° maggio 2020.

Passeggiate e bicicletta anche accompagnati

Non solo. Si potrà fare attività motoria anche accompagnati, in certi casi: i genitori insieme ai figli minori, le persone non completamente autosufficienti con un accompagnatore e i residenti nella stessa casa.

Per tutti gli altri resta l’obbligo di passeggiare o andare in bicicletta “in modo individuale”, da soli.

Così come si dovrà ancora mantenere la distanza di sicurezza di 1,8 metri dalle altre persone. Un obbligo che, di nuovo, non vale tra genitori e figli minori, persone non autosufficienti e accompagnatori e persone che vivono nella stessa casa.

Il testo completo dell’ordinanza numero 46 della Regione Toscana è scaricabile, in formato pdf, a questo link.

 

Il piano salva-ristoranti: Firenze taglia le tasse, suolo pubblico gratis

No alla riapertura per la fase 2 se questo vuol dire meno clienti ma più costi, dicono i gestori di ristoranti, bar e locali pubblici di Firenze e della Toscana. Taglio delle tasse e suolo pubblico gratuito per mettere sedie e tavoli in strade e piazze, propone intanto il sindaco Dario Nardella, indicando la città di Dante come piazza sperimentale a livello nazionale per un nuovo modo di vivere la socialità ai tempi del coronavirus: all’aperto e con le dovute distanze di sicurezza.

Il primo cittadino di Firenze ha incontrato una delegazione dei ristoratori e ha delineato un primo pacchetto di misure, chiedendo fondi al governo per cancellare anche la Tari, la tassa dei rifiuti il cui pagamento è stato prorogato al 30 giugno, e per trovare un accordo nazionale sugli affitti calmierati di negozi e fondi. Secondo il calendario definito dall’esecutivo bar e ristoranti riapriranno in tutta Italia dal 1° giugno, prima è consentito solo il take away.

Suolo pubblico gratuito per i tavoli dei ristoranti

“Non posso immaginare Firenze senza bar e ristoranti, pensare al rischio del loro fallimento e a più di 30mila persone che perderebbero il lavoro – scrive Nardella su Facebook – voglio aiutarli, per quanto posso, intanto con un piano di concessione di ulteriore suolo pubblico gratuito, per tavolini e sedie, e con la cancellazione della COSAP per questi mesi di chiusura”. La misura non riguarderà i dehors ma solo i tavoli posizionati temporaneamente all’esterno, per far crescere il numero di coperti dei locali, rispettando allo stesso tempo le distanze di sicurezza.

La parola d’ordine in città è “Restate a casa”, ha spiegato il sindaco incontrando i giornalisti fuori da Palazzo Vecchio, ma quando si esce dalla propria abitazione, i luoghi di socializzazione devono essere “quanto più possibile all’aperto, al sole e al caldo se vogliamo convivere e combattere il virus”.

Firenze e la nuova vita all’aperto, per combattere il coronavirus

Nei giorni scorsi sempre la giunta fiorentina ha avanzato la proposta di organizzare centri estivi open air per piccoli gruppi di bambini, anche nei giardini di scuole e asili, oltre all’idea di portare in parchi e aree verdi pubbliche gli istruttori delle società sportive per creare delle vere e proprie palestre all’aperto dove garantire sempre la distanza di sicurezza tra le persone.

Maturità 2020: ministra Azzolina conferma: “Orale in presenza, assegnerà 40 crediti”

La prova unica orale si farà in presenza, ovvero a scuola, con studenti e professori faccia a faccia, e avrà un valore di 40 crediti nel nuovo sistema di crediti per la Maturità 2020: i tecnici del Miur sono al lavoro sull’ordinanza che definirà le nuove regole per l’esame di stato nell’anno dell’emergenza coronavirus. Il testo definitivo potrebbe arrivare già oggi, ma intanto la ministra dell’istruzione Lucia Azzolina ha già confermato la nuova ripartizione dei crediti.

Maturità 2020, quando inizia? Il protocollo sanitario

La data di inizio degli esami di stato è il 17 giugno 2020. Il Miur è al lavoro su un protocollo di sicurezza sanitaria per definire le regole del colloquio orale in presenza. Mascherine, studenti divisi per turni, sanificazioni frequenti e distanziamento saranno, anche in questo caso, la regola. Il protocollo verrà poi sottoposto all’Istituto superiore di sanità per ottenere il via libera.

Se ci saranno le condizioni, quindi, il colloquio in versione “maxi” si farà in classe, con studenti e professori faccia a faccia, per quanto distanziati. La ministra dell’istruzione Lucia Azzolina si è già espressa in favore dell’esame orale in presenza per la Maturità 2020.

Maturità 2020, prova orale in presenza da 40 crediti

Quella orale sarà la prova unica della Maturità 2020: logico quindi che avrà un peso maggiore, in termini di crediti, per determinare il voto finale dell’esame di stato. Come ha confermato la stessa ministra Azzolina in un’intervista trasmessa in diretta dal sito Skuola.net, la prova orale unica assegnerà un massimo di 40 crediti.

Il nuovo sistema di crediti per la Maturità 2020 sarà dunque strutturato così:

  • 40 crediti da assegnare con la prova unica d’esame, quella orale in presenza
  • 35 crediti sulla base della valutazione dell’ultimo anno scolastico, il quinto
  • 13 crediti sulla valutazione del quarto anno
  • 12 crediti sulla valutazione del terzo anno

Se così venisse approvato, il nuovo sistema richiederà anche una tabella di conversione dei crediti già accumulati negli anni scolastici precedenti. Se infatti prima il massimo dei crediti ottenibili per il rendimento nel triennio finale delle superiori era di 40, quest’anno sarà portato a 60.

Resterebbero i 5 punti bonus che la commissione può assegnare a studenti particolarmente meritevoli che raggiungono una determinata soglia di punteggio. Così come resterebbe la lode.

L’esame alla tv: al via sulla Rai Scuola@Casa Maturità

In attesa di conoscere la formula esatta dell’esame di stato 2020, gli studenti continuano a prepararsi a casa. Per loro inizia oggi la programmazione di “Scuola@Casa Maturità”. La trasmissione in onda su Rai Scuola, tutti i giorni alle ore 10 e alle 15, che proporrà due lezioni di 30 minuti tenute da docenti universitari, Accademici della Crusca e Accademici dei Lincei per aiutare gli studenti ad affrontare la prova di Maturità.

Tra i primi docenti, ci saranno nomi di spicco del panorama culturale italiano. Giulio Ferroni, Valeria Della Valle, Giuseppe Patota, Gabriele Pedullà per l’Italiano. Felice Cimatti e Maurizio Ferraris per la Filosofia e per i percorsi didattici su Costituzione e Cittadinanza. Paolo Ercolani per la filosofia, Umberto Gentiloni per percorsi interdisciplinari. Licia Troisi per Geografia Astronomica. Federico Pirrone per il Latino. Massimo Giuseppetti per il Greco. Carlo Doglioni per Scienze della Terra. Giorgio Manzi per le Scienze.

Firenze Sotto Vetro: il docufilm sulla quarantena girato dagli abitanti

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Ciak, si gira! La città e le sue strade “sotto i riflettori” con il progetto di social film making Firenze Sotto Vetro, documentario ideato dai registi Pablo Benedetti e Federico Micali, a cui tutti potranno partecipare. La protagonista sarà infatti Firenze raccontata secondo il punto di vista di chi la vive ogni giorno: i suoi abitanti. Storie e filmati dalla quarantena, videodiari dalle case, dai balconi, da chi ha continuato a lavorare in una città deserta a causa dell’emergenza sanitaria dovuta al Coronavirus contribuiranno alla realizzazione del documentario, arricchendolo di testimonianze e dettagli da diverse prospettive. Tutto registrando semplicemente con uno smartphone o una videocamera.

A dare vita al progetto cinematografico saranno quindi i video che, uniti come i pezzi di un puzzle, permetteranno di viaggiare “là fuori”, con uno sguardo sulle case della città e tra le strade rimaste finora inaccessibili.

Come partecipare a Firenze Sotto Vetro

Partecipare alla realizzazione del documentario è semplicissimo. Ci sarà tempo fino al 24 giugno 2020 per inviare i propri video a Firenze Sotto Vetro:

#FirenzeSottoVetro: ecco il teaser!Vogliamo documentare questo momento unico nella storia di Firenze nel migliore dei…

Gepostet von Firenze Sotto Vetro am Mittwoch, 29. April 2020

Per la realizzazione saranno necessari:

  • Video già realizzati nelle settimane passate o nuovi video girati appositamente, che raccontino la vita ai tempi del coronavirus
  • Se i video non sono già stati girati, riprendere possibilmente le immagini in orizzontale 
  • Si potranno spedire anche foto, disegni, racconti audio e composizioni musicali purché racchiusi all’interno del territorio del Città Metropolitana di Firenze

Firenze Sotto Vetro nasce dalla volontà dei registi Benedetti e Micali, che hanno sentito l’esigenza di raccontare oltre le parole questi giorni particolari. L’iniziativa ha incontrato il favore del Comune di Firenze, partner istituzionale, delle produzioni Malandrino Film e 011Films oltre alla collaborazione di Toscana Film Commission, cinema La Compagnia e Lady Radio. Si tratta di un progetto aperto alla collaborazione di tutti, con l’ambizione di diventare un documento storico per Firenze. E’ inoltre open no profit: qualsiasi entrata, oltre i costi di realizzazione, sarà devoluta ad enti e associazioni impegnati in questa emergenza.

Decreto aprile, bonus da 800 euro per partite Iva e autonomi: un tetto al reddito tra i requisiti

Il bonus aumenta, da 600 a 800 euro, ma potranno riceverlo solo agli autonomi e le partite Iva al di sotto di un tetto massimo sul reddito: sarebbe questa l’ipotesi all’esame del governo che sta lavorando al testo definitivo del decreto aprile. Bonus sì, dunque, ma non per tutti come era accaduto con il “Cura Italia”. Regole che si applicherebbero agli iscritti Inps e a tutti i professionisti e le partite Iva che versano alle casse previdenziali private come Inarcassa, Enpapi e cassa forense.

I requisiti per ottenere il bonus da 800 euro per partite Iva

L’idea sulla quale il governo sta discutendo è quella di inserire un tetto al reddito, una cifra che potrebbe essere fissata tra i 35 mila e i 50 mila euro lordi. Il bonus andrebbe così soltanto agli autonomi e alle partite Iva che l’anno scorso (dunque relativo a quanto guadagnato nel 2018) hanno dichiarato un reddito più basso.

Decreto aprile, bonus su bollette e affitti per imprese e autonomi colpiti da coronavirus

Se la norma venisse prevista già per il bonus relativo al mese di aprile, il suo rinnovo non potrà essere automatico, come ipotizzato in un primo momento. Dovrà per forza passare dalla conferma di chi lo richiede, che dovrà certificare di aver percepito un reddito inferiore al tetto.

La questione del bonus per autonomi e partite Iva sarà discussa dal consiglio dei ministri tra oggi e domani. Possibile che il cosiddetto decreto aprile venga spacchettato in due parti, una con le misure che devono essere approvate entro fine mese (come il bonus stesso) e l’altra da discutere la settimana prossima.

Bonus 800 euro di aprile, quando richiederlo

Se confermate le modalità adottate il mese scorso, la domanda per il bonus relativo al mese di aprile potrà essere inoltrata dall’inizio di maggio. Se non dal 1° del mese, giorno festivo, la data da quando sarà possibile richiederlo scalerà al massimo a lunedì 4 maggio. La domanda per ottenere il bonus da 800 euro verrà gestita in via telematica dall’Inps.

Cassa forense, Inarcassa, Enpapi e le altre casse private

Anche se ogni cassa adotta modalità proprie per gestire le domande ed erogare il bonus, anche il prossimo mese potranno fare richiesta tutti gli autonomi iscritti in via esclusiva a una delle casse previdenziali private. Vale anche per loro il vincolo del tetto massimo reddituale, come per gli iscritti Inps.

Le casse private riconosciute in Italia sono quelle dei professionisti autorizzati da un ordine, un albo o un altro tipo di registro professionale: la cassa Enpam per medici e odontoiatri, la Enpapi degli infermieri, la cassa forense degli avvocati, l’Inarcassa per ingegneri e architetti. Lo stesso per geometri, commercialisti, notai e di tutti gli ordini professionali. Gli enti previdenziali privati in Italia sono:

  • Cassa nazionale previdenza e assistenza ingegneri e architetti liberi professionisti (Inarcassa)
  • Cassa italiana di previdenza e assistenza geometri (CIPAG)
  • Cassa nazionale del notariato
  • Cassa di previdenza tra dottori commercialisti (CNPADC)
  • Cassa nazionale previdenza e assistenza ragionieri e periti commerciali (CNPR)
  • Cassa nazionale di previdenza e assistenza forense
  • Ente nazionale di previdenza e assistenza dei farmacisti – ENPAF
  • Ente nazionale di previdenza ed assistenza dei veterinari – ENPAV
  • Ente nazionale di previdenza e assistenza per i consulenti del lavoro – ENPACL
  • Ente nazionale di previdenza per gli addetti e gli impiegati in agricoltura – ENPAIA
  • Ente nazionale previdenza e assistenza dei medici e degli odontoiatri – ENPAM
  • Ente nazionale di assistenza per gli agenti e i rappresentanti di commercio Fondazione ENASARCO
  • Fondo agenti spedizionieri e corrieri – FASC
  • Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani – INPGI
  • Opera nazionale per l’assistenza agli orfani dei sanitari italiani – ONAOSI
  • Ente nazionale di previdenza ed assistenza a favore dei biologi (ENPAB)
  • Ente nazionale di previdenza e assistenza della professione infermieristica (ENPAPI)
  • Ente nazionale di previdenza ed assistenza per gli psicologi (ENPAP)
  • Ente nazionale di previdenza per gli addetti e per gli impiegati in agricoltura (ENPAIA – gestione separata periti agrari e gestione separata per gli agrotecnici)
  • Ente nazionale di previdenza ed assistenza periti industriali e dei periti industriali laureati (EPPI)
  • Istituto nazionale di previdenza ed assistenza dei giornalisti italiani “Giovanni Amendola” (INPGI – gestione separata)
  • Ente di previdenza e assistenza pluricategoriale degli attuari, dei chimici, dei dottori agronomi e dei dottori forestali, dei geologi (EPAP).

Fase 2, si può andare nelle seconde case dal 4 maggio?

Nel nuovo decreto il divieto esplicito non c’è, ma la linea del governo sembra chiara: con l’attuale dpcm non si può andare nelle seconde case e non si potrà raggiungere l’abitazione secondaria al mare, in campagna o in montagna, nemmeno nella fase 2, da lunedì 4 maggio 2020. Intanto le Regioni si muovono in ordine sparso con ordinanze ad hoc. Veneto e Liguria danno il via libera a questi spostamenti, ma a specifiche condizioni, mentre il governatore della Toscana frena.

“Dal 4 maggio non si può andare nelle seconde case”.

A creare confusione è stato proprio il testo del nuovo decreto per la fase 2: il documento non contiene un riferimento preciso al divieto di spostamento verso le seconde case, indicazione che invece è presente nel “vecchio” dpcm. Le cose poi si complicano se prendiamo in considerazione l’ordinanza anti-vacanzieri del weekend, emanata dal Ministero della Salute che proibisce i viaggi verso queste abitazioni nei giorni festivi, prefestivi e in quelli immediatamente precedenti e successivi, come ad esempio il venerdì e il lunedì. Quindi quali sono le regole?

Un primo chiarimento è arrivato dalla ministra dei Trasporti Paola De Micheli, intervistata su Rai 1 anche sul tema degli spostamenti durante la fase 2. “Non si possono raggiungere le seconde case, bisogna rimanere nella casa di residenza”, ha precisato. L’interpretazione sarebbe quella più restrittiva che considera gli spostamenti verso le seconde case come ingiustificati, anche nella fase 2: raggiungere l’abitazione secondaria non sarebbe quindi considerato un motivo di necessità anche dopo il 4 maggio. Ma per essere sicuri bisognerà aspettare la pubblicazione sul sito del governo delle Faq sul nuovo decreto, ossia le risposte ai dubbi più comuni.

Il caso di Liguria e Veneto, solo per manutenzione. No alle gite di famiglia

Due Regioni si smarcano però da questa linea. In Veneto il governatore Luca Zaia con un’ordinanza ha dato il via libera agli spostamenti verso le seconde case e verso le barche di proprietà ormeggiate al di fuori del Comune di residenza e all’interno del territorio regionale, ma con forti limitazioni: lo si può fare esclusivamente da soli e per motivi legati alla manutenzione o a eventuali riparazioni. In soldoni sono vietate le gite di famiglia verso le abitazioni secondarie.

Misure analoghe in Liguria, dove l’ordinanza del governatore Giovanni Toti (qui il pdf) consente di raggiungere le seconde case o le imbarcazioni ormeggiate dentro il territorio della Regione, ma solo individualmente e per manutenzioni e riparazioni. Il rientro all’abitazione principale deve inoltre avvenire entro la fine della giornata.

Seconde case stop della Regione Toscana agli spostamenti anche nella fase 2

Brusca frenata invece in Toscana, dove il presidente della Regione Enrico Rossi ha annunciato che non si potrà andare nelle seconde case dal 4 maggio in poi, per la fase 2. “Non penso affatto alla riapertura delle seconde case in Toscana – ha spiegato il governatore in una nota – la discesa verso le seconde case dal nord Italia all’inizio della pandemia è stata purtroppo fonte di diffusione del contagio”.

Proprio le zone della Versilia, tra Massa Carrara e Lucca, sono le più interessate dai casi di coronavirus in Toscana e dove si registra la letalità più alta.

Fase 2 e spostamenti tra Comuni: il 4 maggio si potrà uscire liberamente?

La fase 2 della “quarantena” per il coronavirus scatterà il 4 maggio 2020, lo ha confermato il premier Giuseppe Conte durante la conferenza stampa dedicata al nuovo dpcm (decreto del presidente del Consiglio): non si potrà uscire liberamente, ma saranno rimodulate le misure sugli spostamenti tra Comuni e Regioni, con un’apertura per camminate e jogging anche lontano da casa. Concesse anche le visite ai parenti, ma con regole ferree.

Le nuove misure per la fase 2 sono state definite insieme al gruppo di esperti guidato da Vittorio Colao e al comitato tecnico scientifico, per continuare a contenere i contagi da coronavirus, ma con qualche apertura in più. Qui il testo del decreto sulla fase 2 in pdf.

Spostamenti tra Comuni e tra regioni, cosa cambia dal 4 maggio per la fase 2?

In questo caso saranno diminuiti i vincoli, ma rimarranno forti limitazioni. Continueranno a essere vietati gli spostamenti tra Comuni vicini, però alla lista delle deroghe viene aggiunto un punto: si potrà viaggiare tra Comuni diversi (all’interno della stessa regione) per motivi di lavoro, di salute, di urgenza e inoltre per andare a visitare i parenti, sempre rispettando le distanze di sicurezza e con le mascherine (vedi sotto).

Restano vietati gli spostamenti interregionali, anche in questo caso è prevista qualche eccezione in più: lo si potrà fare per comprati motivi di lavoro o di salute e, dal 4 maggio, anche per rientrare presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.  Via libera quindi agli studenti fuori sede o ai lavoratori che erano rimasti bloccati con il lockdown lontano da casa, anche fuori regione. Per gli spostamenti continuerà a essere necessario il modulo di autocertificazione, che cambierà di nuovo, da compilare nel caso di controlli delle forze dell’ordine.

Nel decreto per la fase 2, non è previsto il divieto esplicito degli spostamenti verso le seconde case all’interno della propria regione: non è ancora chiaro però se dal 4 maggio si potrà andare in queste abitazioni di “villeggiatura”. Al momento fonti del governo riferiscono che l’orientamento è quello di considerare questi viaggi ingiustificati: raggiungere la seconda casa non sarebbe quindi considerato un motivo di necessità. Bisognerà quindi aspettare i chiarimenti dell’esecutivo, mentre alcune regioni come Liguria e Veneto hanno dato il via libera, al contrario della Toscana intenzionata a stoppare l’esodo verso le seconde case.

Coronavirus, la fase 2 della quarantena: sì alle visite ai parenti (congiunti)

Come detto una novità riguarda gli spostamenti tra Comuni all’interno della stessa regione: in questo caso dal 4 maggio sarà possibile fare visita ai parenti (ad esempio genitori, coniuge, figli, fratelli e sorelle e nonni), ma andranno rispettate le regole anti-contagio da coronavirus.

Quindi niente baci e abbracci, bisognerà stare a distanza (almeno di un metro) e indossare le mascherine, anche nelle case private dei familiari. Conte ha parlato in conferenza stampa di “spostamenti mirati per far visita ai congiunti”, precisando però che non saranno possibili assembramenti: vietate quindi rimpatriate dei parenti, feste private, cene e via dicendo.

Fase 2, posso fare la spesa in un supermercato fuori dal mio Comune?

Dal 4 maggio posso vedere il mio fidanzato? Chi sono i “congiunti”?

Sarà possibile andare a trovare il fidanzato o la fidanzata dopo il 4 maggio? E’ la domanda che si pongono in tanti, dopo l’annuncio del nuovo decreto sulla fase 2. Il dpcm prevede la possibilità di spostarsi tra Comuni all’interno della stessa regione per “incontrare i congiunti”: ma cosa significa? Secondo le varie fonti di diritto con congiunti si indicano i parenti più stretti, come nonni, genitori, figli, fratelli, sorelle, il coniuge o la persona con cui si è uniti civilmente. Ma in questo caso, a differenza delle notizie circolate inizialmente, si prende in considerazione una definizione più ampia.

Più esponenti del governo hanno precisato che nei congiunti rientrano “parenti e affini”, tra cui anche “conviventi, fidanzati stabili e affetti stabili”. Bisognerà comunque aspettare i chiarimenti del governo con la pubblicazione delle nuove Faq (le risposte alle domande più comuni).

Fase 2, dal 4 maggio si potrà uscire di casa?

Tra gli interventi più attesi dai comuni cittadini anche l’allentamento della stretta per i piccoli spostamenti durante la fase 2, in particolare per fare passeggiate o una corsa: dal 4 maggio 2020 sarà possibile fare attività sportiva (jogging o simili) e attività motoria all’aperto (camminate) anche lontano da casa, purché da soli o al massimo in due. Bisognerà mantenere comunque la distanza di sicurezza dalle altre persone: almeno 2 metri per l’attività sportiva più intensa, almeno un metro per la semplice attività motoria. Restano vietate le attività ludiche. Ok alle uscite dei bambini per una passeggiata, accompagnati da un solo genitore.

Fase 2, il calendario delle riaperture

Bambini al parco, il via libera dal 4 maggio (con regole)

Dal 4 maggio è prevista la riapertura di ville e parchi per permettere anche ai bambini di tornare a prendere una boccata d’aria, ma solo nelle aree verdi dove sarà possibile contingentare gli ingressi. Anche nei giardini sarà dunque necessario mantenere la distanza di sicurezza di almeno un metro e non ci potranno essere assembramenti: no a partitelle di calcio, giochi di gruppo con gli amici. Vietati anche i picnic e non sarà consentito fermarsi a prendere il sole.

Giochi, scivoli e aree ludiche per bambini resteranno chiuse, se non sarà possibile prevedere l’ingresso contingentato e in ogni caso spetterà ai singoli sindaci chiudere i parchi o le aree verdi dove non sarà possibile garantire un ingresso scaglionato.

Con il decreto, dal 4 maggio via libera ai funerali, ma con limitazioni

Dal 4 maggio si potranno fare funerali e saranno possibili gli spostamenti per partecipare alle esequie, ma il decreto concede questa possibilità solo ai partenti più stretti, di primo e secondo grado. Durante la fase 2 le cerimonie si dovranno svolgere, quando possibile, all’aperto, tutti dovranno indossare la mascherina e rispettare la distanza di sicurezza di almeno un metro. Niente baci, bracci e strette di mano, quindi, anche le condoglianze andranno fatte a distanza.

Coronavirus, la fase 3 in Italia: quando inizia e cosa prevede

 

Ecco la nuova autocertificazione per la fase 2, ma è un fake (da ridere)

Con la fase 2 il modulo di autocertificazione per motivare gli spostamenti cambierà per l’ennesima volta, visto che dovrà contemplare anche la visita ai congiunti, e così l’ironia della rete si scatena, producendo una nuova versione del “lasciapassare” per il 4 maggio tutta da ridere.

A ispirare questo fake spassoso è stato proprio il dibattito che si è generato intorno a questa piccola parola, “congiunti”, pronunciata dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte durante la conferenza stampa sulla fase 2 e inserita nel nuovo decreto per l’emergenza coronavirus. Nel giro di poche ore si è scatenata la discussione: cosa significa congiunti: parenti stretti? Oppure si possono andare a trovare anche i fidanzati? E ancora: questa definizione comprende i partner dello stesso sesso che non sono uniti civilmente? Un bel rompicapo burocratico.

4 maggio, la nuova autocertificazione per la fase 2… falsa

Ecco quindi sfornata la nuova autocertificazione (fake) per la fase 2:  il falso modulo, al terzo punto prevedere come motivazione per gli spostamenti la “necessità di recarsi in visita al/alla proprio/a congiunto/a” con una lunga sequenza di opzioni da barrare, una più ridicola dell’altra. Si va dai parenti agli affini fino ai “collaterali”, con le sottocategorie più cavillose che prevedo anche familiari “entro un grado maggiore al terzo ma inferiore al sesto”.

autocertificazione 4 maggio fase 2 fake fidanzato congiunti

Ma l’ironia, in questa autocertificazione fake per il 4 maggio, si scatena soprattutto con il capitolo dedicato alle visite e agli spostamenti per vedere il fidanzato: c’è la dicitura fidanzato stabile (ma bisogna specificare  se  la promessa ufficiale di matrimonio è stata pronunciata in piedi o in ginocchio oppure se sta per essere fatta) e poi quella dell’affetto stabile (con varie opzioni come “aspetto una proposta” o “ora vado a provarci”).

E il vero modulo da scaricare

Per la cronaca: il modello in vigore ad aprile e fino a al 4 maggio (salvo modifiche dell’ultimo minuto) è quello aggiornato a quasi un mese fa, qui il link per scaricare il modello in pdf e word editabile.

Per chi ancora si sta chiedendo se dal 4 maggio potrà vedere il fidanzato o la fidanzata, la risposta è sì: diversi esponenti del governo hanno spiegato che con congiunti si indicano non solo i parenti stretti, ma anche i fidanzati e le persone con cui esiste un vincolo affettivo forte. Niente baci e abbracci però, il decreto prevede l’obbligo di indossare la mascherina e rispettare la distanza di sicurezza anche durante queste visite in abitazioni private. Chi controllerà? Forse l’argomento potrebbe essere lo spunto per una nuova autocertificazione.

Toscana, si può tornare a correre lontano da casa. In arrivo l’ordinanza

Sì all’attività motoria all’aperto anche oltre la prossimità all’abitazione. Tradotto: in Toscana si può correre anche lontano da casa. Questa l’intenzione del presidente della Regione Enrico Rossi che ha annunciato di voler firmare entro le prossime ore un provvedimento che lo consenta.

Attività motoria anche lontano da casa: in Toscana si torna a correre

“Mi piacerebbe – dichiara Rossi in una nota –,  con il consenso dei sindaci, permettere da subito attività motoria all’interno del territorio comunale, a piedi o in bicicletta“. Si potrà quindi correre, passeggiare o andare in bicicletta liberamente all’interno del proprio comune, anche lontano da casa.

Fase 2, attività motoria consentita dal 4 maggio: cosa si intende

Correre sì, ma a distanza e con la mascherina

Restano le misure di sicurezza: lo si potrà fare solo mantenendo il distanziamento sociale, indossando mascherine e in modo individuale. Con le uniche eccezioni dei genitori che potranno accompagnare i figli minorenni e delle persone non completamente autosufficienti che potranno avere un accompagnatore.

Coronavirus, andare all’orto si può: ordinanza della Regione Toscana

Oltre a questo si dovranno rispettare tutte le disposizioni nazionali e quelle stabilite con le ordinanze dei sindaci. “È una misura importante che potrebbe aiutarci a preparare gradualmente una nuova normalità nel segno della responsabilità e dell’umanità, in cui poter convivere a lungo con il virus in sicurezza e con dignità”, ha detto Rossi.

No alla riapertura delle seconde casa in Toscana

Rossi ha poi tenuto a chiarire la questione delle seconde case. “Non penso affatto alla riapertura delle seconde case in Toscana. La discesa verso le seconde case dal nord all’inizio della pandemia è stata purtroppo fonte di diffusione del contagio”.

Frena il contagio in Toscana: solo 52 nuovi casi. Le notizie del 28 aprile

Sono 52 i nuovi casi di coronavirus in Toscana, e stavolta non c’entrano i pochi tamponi analizzati: il bollettino di oggi, martedì 28 aprile, riporta il numero minimo di nuove positività registrato in Toscana dal 12 marzo scorso. Le ultime notizie parlano però anche di 16 nuovi decessi.

Ieri i nuovi positivi erano stati 38, ma la stessa Regione Toscana specificava nel suo report giornaliero che il dato era in parte dovuto al fatto che uno dei laboratori di analisi dei tamponi si era fermato nella giornata di domenica. Oggi no: con 4.569 tamponi fatti da ieri e 4.174 analizzati, i 52 nuovi casi sono una buona notizia.

Nuovi casi al minimo da metà marzo

Il totale dei contagiati in Toscana dall’inizio dell’epidemia di coronavirus sale a 9.231. Sono così distribuiti sul territorio: 3.039 i casi segnalati in provincia di Firenze (28 in più rispetto a ieri), 515 a Prato (2 in più), 621 a Pistoia (3 in più), 987 a Massa Carrara (4 in più), 1.269 a Lucca (4 in più), 844 a Pisa (4 in più), 511 a Livorno (3 in più), 620 ad Arezzo (1 in più), 421 a Siena (1 in più), 404 a Grosseto (2 in più). Trentatre in più quindi i casi riscontrati oggi nell’Asl centro, 15 nella nord ovest, 4 nella sud est.

La Toscana resta al decimo posto tra le regioni italiane per numerosità di casi con circa 248 casi per 100.000 abitanti. La media nazionale, a ieri, era di circa 330 ogni 100.000. Le province con il tasso più alto sono Massa Carrara, con 506 casi, Lucca con 327, Firenze con 300, la più bassa Livorno con 153.

Le ultime notizie sul coronavirus in Toscana

Il bollettino di oggi riporta poi 16 decessi nelle ultime ventiquattro ore. Si tratta di  8 uomini e 8 donne con un’età media di 85,2 anni. Di questi, 9 sono deceduti nella provincia di Firenze, 1 a Massa, 4 a Lucca 2 ad Arezzo.

Il totale dei morti con coronavirus in Toscana sale a 811: 267 a Firenze 40 a Prato, 73 a Pistoia, 115 a Massa, 116 a Lucca, 71 a Pisa, 44 a Livorno, 36 ad Arezzo, 26 a Siena, 16 a Grosseto, 7 persone sono decedute sul suolo toscano ma erano residenti fuori regione.
Il tasso grezzo di mortalità toscano (numero di deceduti/popolazione residente) per Covid-19 è di 21,7 x 100.000 residenti contro il 44,7 x 100.000 della media italiana (12esima regione).

Aumentano ancora i guariti, 123 in più da ieri. Il totale è oggi di 2.524: si tratta di 1.165  “clinicamente guariti” (+32 persone) e 1.359 guarigioni virali (+91 persone). Si riducono ancora i ricoverati nei posti letto dedicati ai pazienti Covid, che oggi sono complessivamente 763, 62 in meno di ieri. Una diminuzione pari al 7,5%, di cui 144 in terapia intensiva (meno 10 rispetto a ieri).

È il punto più basso raggiunto dal 19 di marzo 2020 per i ricoveri totali. I ricoverati per Covid-9 sono il 12,9% degli attualmente positivi (i casi totali da cui sono stati sottratti i casi deceduti e i guariti), dato inferiore alla media italiana, che pone la Toscana al quart’ultimo posto.

Coronavirus, ultime notizie dalla Toscana (28 aprile)

Ci sono poi 5.133 persone in isolamento a casa con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere, oppure prive di sintomi (25 in meno rispetto a ieri). Sono 15.392 (meno 4 rispetto a ieri) le persone, anch’esse isolate, in sorveglianza attiva perché hanno avuto contatti con persone contagiate (Asl centro 8.577, nord ovest 5.937, sud est 878).

I tamponi eseguiti toccano quota 133.617. Questi i dati aggiornati alle ore 12 di oggi trasmessi dalla Regione alla Protezione Civile Nazionale.