domenica, 19 Aprile 2026
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Loggia Isozaki, gli architetti: “No alla messa in discussione del concorso”

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Non si placano le polemiche sul progetto della Loggia Isozaki. Sull’argomento tornano a intervenire anche l’Ordine e la Fondazione Architetti di Firenze. “Spiace leggere che sempre più soggetti istituzionali tra cui il sottosegretario Vittorio Sgarbi propongono, a vario titolo, di abbandonare la realizzazione della Loggia Isozaki, progetto vincitore del concorso del 1998, senza che qualcuno spieghi se e come sono cambiate le esigenze che avevano dettato a suo tempo la necessità di bandire un concorso internazionale per la sistemazione del piazzale di uscita della Galleria degli Uffizi su piazza Castellani”, scrivono in una nota i presidenti di Ordine e Fondazione Architetti Firenze Andrea Crociani e Silvia Ricceri.

Sulla Loggia Isozaki “Opinioni arbitrarie”

“In mancanza di una condizione oggettiva di mutate condizioni e necessità risulta difficile comprendere le ragioni di queste prese di posizione che, senza una precisa motivazione, appaiono del tutto arbitrarie”, viene poi aggiunto. Sia l’Ordine degli Architetti di Firenze sia la Fondazione si sono occupati della vicenda fin dal 2013, organizzando anche nel marzo 2019 un evento con l’architetto Andrea Maffei, partner e responsabile di tutti i progetti italiani dell’architetto Arata Isozaki.

“In questo modo si determina una messa in discussione generalizzata dello strumento della procedura concorsuale con il conseguente discredito e perdita di credibilità della stessa, a livello nazionale e internazionale – affermano Crociani e Ricceri -. Una giuria ha valutato i progetti in concorso ed ha decretato un vincitore; non è accettabile che a posteriori venga messo in discussione il loro lavoro e la loro decisione, e con essa tutta la procedura concorsuale”.

L’idea dei giardini all’uscita degli Uffizi

Sul tema è di recente intervenuta anche la neo soprintendente a archeologia, belle arti e paesaggio per Firenze, Prato e Pistoia Antonella Ranaldi che in un’intervista a Repubblica Firenze ha lanciato l’idea di creare un giardino all’uscita degli Uffizi. Ipotesi che secondo gli architetti “appare come la logica conseguenza di una non volontà di progettare e realizzare opere architettoniche contemporanee all’interno della città storica che, come risulta evidente, è da sempre determinata dalla stratificazione di interventi eseguiti nel tempo – si sottolinea -. Se così non fosse probabilmente avremmo dei bellissimi giardini ad esempio al posto della stazione di Santa Maria Novella o della sede di Cr Firenze di via Bufalini (opera di Michelucci), o di altri edifici che possono arricchire, come oggettivamente fanno, con la loro ricerca di modernità, il tessuto storico di Firenze”.

L’Ordine e la Fondazione Architetti Firenze hanno poi messo a disposizione la propria sede nella Palazzina Reale per un confronto aperto su “Architettura contemporanea e città storica”, dove poter invitare tutti i soggetti a vario titolo coinvolti in questo dibattito.

La tradizione: la “Capannuccia” di Natale a Firenze

Ci risiamo, di nuovo al 25 Dicembre, ricorrenza del Santo Natale con le sue musiche, i suoi canti, gli addobbi, i regali e la “Capannuccia”! Festa cristiana celebrativa della nascita di Gesù Cristo, il Natale (dal latino dies natalis, giorno della nascita), anticamente veniva celebrato insieme alla festività dell’Epifania, quando dal IV secolo le due feste furono separate. Per solennizzare il Natale, dandogli un preciso contenuto cristiano, venne convenzionalmente fissata la data del 25 dicembre, già festa pagana del Sole invitto. A Firenze, per solennizzare il Natale, come da altre parti, era usanza allestire, fino dal Medioevo, il presepe o presepio (per noi detta anche Capannuccia), quale rappresentazione scenica della nascita di Gesù.

Natale a Firenze, ecco come nasce la tradizione della Capannuccia

Iniziarono le chiese a mettere a punto queste ambientazioni che molte volte facevano rimanere a bocca aperta grandi e piccini, tanto era artistica e reale la sacra sceneggiatura che San Francesco d’Assisi, per primo, ideò nel 1223. Avvenne in una spoglia grotta in un eremo di Frati Minori a Greccio in provincia di Rieti; il santo fece mettere una greppia colma di fieno, con un bue e un asinello attorno. Durante la messa lì celebrata, agli occhi dei fedeli apparve il Bambinello adagiato su quel fieno, a completare dal vivo la ricostruzione del grandioso avvenimento verificatosi a Betlemme dodici secoli prima. La rappresentazione della Natività fu subito particolarmente sentita e da allora iniziò l’utilizzo di statuine realizzate con materiali e dimensioni diverse per rappresentare il presepe anche nelle singole abitazioni.

Capannuccia e statuine, la storia dei figurinai di Firenze e non solo

Nella Firenze del Quattrocento, e in tutta la Toscana, era molto diffusa per Natale la produzione artigianale delle statuette che venivano vendute in massima parte da ambulanti o presso i banchi sotto le logge di Mercato Nuovo al Porcellino. Qui si poteva comprare tutto ciò che occorreva per allestire la tradizionale “capannuccia”. Infatti, l’abitudine di fare il presepe, che come già detto, era in principio soltanto prerogativa delle chiese, si estese ben presto anche nelle abitazioni dei nobili e dei borghesi, per divenire successivamente un simbolo visivo della Natività, presente in quasi tutte le case.

Dalla Garfagnana a Firenze, per Natale

Le statuette da presepe, spesso e volentieri vere e proprie piccole opere d’arte, erano fatte quasi esclusivamente in terracotta dell’Impruneta, oppure in gesso da modesti artigiani, i cosiddetti “figurinai della Garfagnana”, che in particolare risiedevano nel paese di Coreglia. Con questo candido materiale povero e fragile, i figurinai riuscivano a realizzare i vari personaggi, che poi andavano direttamente a vendere da tutte le parti, riuscendo così a raggranellare un po’ di soldi per mettere insieme il desinare con la cena. La tradizione della capannuccia fortunatamente è ancora presente nella nostra comunità nonostante l’incalzare del più moderno albero di Natale di origine nordica, che ormai da anni ha soppiantato il nostro tradizionale Ceppo.

Bonus 2023: trasporti, mobili, psicologo, carta cultura. Proroga o no?

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Nel 2023 diminuisce il bonus mobili per chi fa una ristrutturazione, arriva la proroga per il voucher psicologo (ma sarà per pochi), mentre scompare l’agevolazione per i trasporti pubblici e la 18app non sarà per tutti i neo-diciottenni, sdoppiandosi in “carta cultura” e “carta del merito”. Dalla legge di bilancio in discussione alla Camera dei deputati emergono novità per molte agevolazioni: l’approvazione del testo definitivo è attesa prima di Natale. Alcuni contributi vengono stralciati, per altri sono previsti dei tagli, altri ancora rappresentano delle novità. Vediamo tutti i principali bonus 2023: quelli per cui è saltata la proroga (segnalati con il simbolo 🔴), quelli modificati con una riduzione delle risorse (🟠) e le nuove misure o quelle con modifiche positive per gli utenti (🟢). Al netto, ovviamente, di eventuali cambiamenti in extremis al testo della manovra.

🔴 Bonus trasporti: da gennaio 2023 non si potrà più fare domanda

Ultimi giorni di vita per il “Bonus trasporti”, la misura che ha permesso a chi ha un reddito annuale inferiore a 35.000 euro di richiedere fino a 60 euro al mese da usare per abbonamenti ai mezzi pubblici: si può fare domanda e usare il buono fino al 31 dicembre 2022, anche per acquistare titoli di viaggio validi dal 1 gennaio 2023. Vale per bus, tram, metro e treni. Nella manovra finanziaria questo sostegno economico, che ha preso il via nel settembre scorso con una dote di 180 milioni di euro, non ha trovato spazio.
➡️ Non prorogato: valido fino al 31 dicembre 2022

🟠 Bonus mobili 2023-2024 per ristrutturazione: confermato, ma scende a 8.000 euro

Per chi fa una ristrutturazione di casa, viene prorogato il Bonus mobili che però dal 1 gennaio 2023 diminuisce di valore. Al massimo coprirà una spesa totale di 8.000 euro, contro il tetto dei 10.000 euro di quest’anno e i 5.000 messi in preventivo inizialmente dalla manovra del governo. Funziona in modo analogo al passato: il bonus tra il 2023 e il 2024 permetterà di godere di una detrazione Irpef del 50% sull’acquisto di mobili e di elettrodomestici a basso consumo energetico in occasione di una ristrutturazione di casa. In sostanza si potranno “scaricare” dalle tasse fino a 4.000 euro. Finora l’agevolazione era prevista per i grandi elettrodomestici di classe A+ o superiore (A  per i forni e lavasciuga) e veniva riconosciuta con 10 quote di pari importo in altrettanti anni. Inoltre nel 2023 viene dimezzata l’Iva per l’acquisto di case in classe energetica A e B, direttamente dal costruttore, con una detrazione dell’imposta Irpef fino al 50%.
➡️  Prorogato, la spesa massima detraibile scende da 10.000 a 8.000 euro

🟠 Proroga del superbonus 2023, ma cala dal 110% al 90%

Nella lista di tutte le agevolazioni 2023 previste dalla nuova legge di bilancio figura anche il superbonus edilizio che viene prorogato ma con una diminuzione della percentuale di detrazione dal 110 al 90%. Viene prevista una fase transitoria. I condomini che hanno deliberato i lavori entro lo scorso 18 novembre e che depositeranno la Cilas entro il 31 dicembre 2022 godranno ancora del superbonus pieno al 110%. Stessa percentuale per i condomini che hanno deliberato tra il 19 e il 24 novembre, depositando la Cilas entro il 25 novembre. Per le demolizioni con ricostruzione c’è tempo fino al 31 dicembre per presentare l’istanza per il titolo abitativo.
➡️  Prorogato, la percentuale detraibile nel 2023 scende dal 110 al 90% (con qualche eccezione)

🟠La proroga 2023 del bonus psicologo (per un numero minore di persone)

Tra tutti i bonus che vengono prorogati anche nel 2023 figura l’agevolazione per le sedute dallo psicologo che diventa permanente e passa dagli attuali 600 euro annuali a 1.500 euro massimo, con la conferma dei requisiti economici. Per godere del contributo bisognerà avere un Isee fino a 50.000 euro. Nella manovra di bilancio vengono stanziati 5 milioni di euro, che diventano 8 per il 2024, cifre molto ridotte rispetto ai 25 milioni stanziati per il 2022. Questo significa che nei prossimi due anni tornerà il bonus psicologo, ma sarà riconosciuto a un numero minore di persone, visti i fondi limitati. Intanto sono uscite di recente le graduatorie per il bonus psicologo 2022 e il voucher è stato riconosciuto solo al 10% delle domande presentate.
➡️  Prorogato, bonus massimo innalzato da 600 a 1.500 euro, ma le risorse copriranno un numero minore di utenti

🟢 Agevolazioni per le bollette di luce e gas: tetto Isee più alto

Come già annunciato dal governo, fino al 31 marzo 2023 viene ampliata la platea di cittadini che gode del bonus sociale per le bollette di luce e gas. Il tetto Isee viene innalzato da 12.000 a 15.000 euro. Non ci sarà bisogno di fare domanda, ma sarà riconosciuto in automatico se si presenta l’Isee per usufruire di altre agevolazioni nazionali e locali. Come spieghiamo in questo articolo sul bonus sociale luce e gas, è l’Area (l’autorità che si occupa di energia e reti) ad aggiornare via via la cifra dell’agevolazione che viene scalata direttamente dalle bollette degli utenti. Inoltre la manovra prevede il taglio degli oneri impropri (che possono arrivare a pesare fino al 20% nella bolletta) e l’Iva al 5% per i teleriscaldamento e al 10% per il pellet.
➡️  Prorogato. Fino al 31 marzo 2023. Innalzamento del tetto Isee da 12.000 a 15.000 euro

🟠 Cambia 18app per i nati nel 2005: bonus cultura e carta del merito

Inizialmente doveva essere cancellato nel 2023, poi sono stati introdotti dei correttivi per il progetto 18app, prevedendo di fatto un doppio bonus (cultura e merito). Un primo contributo, quello della “Carta cultura giovanida 500 euro per comprare libri, cd, dvd e biglietti per eventi culturali, è previsto a partire dal 2024 per i diciottenni (i ragazzi nati nel 2005) che fanno parte di famiglie con un Isee non superiore a 35.000 euro. Si potrà cumulare con il secondo bonus della “Carta del merito“, ossia 500 euro previsti se si hanno ottimi risultati scolastici alla maturità, passando con il voto massimo di 100 centesimi. Per i nati nel 2004 rimarranno le vecchie regole adella 18app: una sola “carta” da 500 euro per tutti i neo-diciottenni.
➡️  Modificato e non sarà per tutti. Previste la “Carta cultura” (Isee fino a 35.000 euro) e la “Carta del merito” (500 euro per chi passa la maturità con 100)

🟢 Aumenta l’assegno unico

Confermato il potenziamento dell’assegno unico: 50% in più per i figli sotto un anno di età, 50% in più per gli under 3 di famiglie con un Isee fino a 40.000 euro. Con gli emendamenti della Camera, la cifra forfettaria riconosciuta alle famiglie con più di quattro figli sale da 100 a 150 euro. Inoltre l’indennità per il congedo parentale passa dal 30 all’80%, per massimo di un mese da usare entro i 6 anni di età del figlio, e la possibilità viene estesa a entrambi i genitori.
➡️  Aumenta per le famiglie numerose

🟢 Nasce il reddito alimentare

Non è propriamente un bonus, ma una vera e propria misura per chi è in povertà assoluta: il nuovo “Reddito alimentare” è stato introdotto in via sperimentale stanziando un milione e mezzo per il 2023 e 2 milioni di euro per il 2024. Grazie a queste risorse, a chi è in situazione di indigenza arriveranno pacchi alimentari, realizzati con prodotti rimasti invenduti nei supermercati, ma ancora buoni. La legge di bilancio prevede che i pacchi potranno essere prenotati tramite un’app e ritirati nei centri di distribuzione o saranno recapitati a domicilio nel caso di categoria fragili. I dettagli saranno stabiliti con un decreto del Ministero del Lavoro entro i primi due mesi dell’anno.
➡️  Nuovo aiuto per l’emergenza alimentare

🟢 Taglio del cuneo fiscale per i lavoratori dipendenti

Non è un vero e proprio bonus, ma la manovra dal 1° gennaio 2023 porterà qualche decina di euro in più al mese nella busta paga dei lavoratori dipendenti con redditi medio-bassi. Chi guadagna fino a 25.000 euro si vedrà riconosciuto un taglio del cuneo fiscale (in particolare dei contributi previdenziali da versare) del 3%. Finora era del 2%. Sopra questa soglia e fino ai 35.000 euro di reddito la riduzione è al 2%.
➡️ Il taglio del cuneo fiscale sale al 3% per i dipendenti un reddito fino a 25.000 euro

🔴 Bonus tv e decoder: nessuna proroga

Allo stesso modo del bonus trasporti, anche il contributo per cambiare tv è stato “rottamato” dalla legge di bilancio: la manovra non ha rifinanziato questa misura. Fino allo scorso 12 novembre, quando si sono esauriti i fondi, era possibile ottenere uno sconto del 20% (fino a un massimo di 100 euro) su un nuovo televisore compatibile con il nuovo digitale terrestre DVB T2, se si portava indietro il vecchio apparecchio. Dal 2023 infatti sarà introdotto un nuovo standard di trasmissione con lo switch off definitivo. Stop anche al bonus per il decoder, rimane solo quello per gli over 70 (ma ancora per poco).

Ortodonzia trasparente, l’innovazione invisibile agli occhi

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Il disallineamento dei denti è un problema che in genere si affronta nell’infanzia, ma il disagio di una dentatura irregolare riguarda anche molte persone adulte, per le quali affrontare il percorso che comporta l’inserimento di un apparecchio fisso è emotivamente frustrante e faticoso.

Per questo motivo l’introduzione delle mascherine trasparenti, da parte dei centri odontoiatrici moderni come Bludental, ha rivoluzionato il mondo dell’ortodonzia.

L’apparecchio trasparente rappresenta oggi una tecnica altamente innovativa che, nelle mani di un esperto ortodontista, può trasformare l’evoluzione digitale in risultato.

La grande rivoluzione di questo trattamento, oltre alla massima attenzione rivolta all’aspetto estetico, è rappresentata dalla possibilità di pianificare e programmare l’iter terapeutico in visione prospettica. Infatti, grazie all’uso di un software di progettazione 3D il paziente avrà la possibilità di vedere il risultato ancora prima dell’inizio del trattamento e decidere se intraprendere o meno il percorso.

Se il paziente è soddisfatto dell’esito finale previsto dalla terapia, gli verrà consegnato l’allineatore trasparente, ovvero una serie di mascherine create digitalmente dall’impronta dentale delle sue arcate, in modo da aderire perfettamente senza creare alcun fastidio.

Le mascherine dovranno essere sostituite dopo un intervallo di giorni prestabilito e muoveranno progressivamente i denti, fino al raggiungimento dell’effetto desiderato.

I vantaggi dell’apparecchio trasparente sono numerosi:

  • Gestione dell’apparecchio semplice e pratica
  • Igiene orale più semplice
  • Massima discrezione estetica
  • Diminuzione del rischio di formazione della placca
  • Diminuzione del rischio di infiammazione gengivale
  • Riduzione dei tempi di cura

Grazie all’aiuto di un ortodontista preparato, pianificare il percorso di cure sarà estremamente facile e finalmente potrete godere del sorriso che avete sempre desiderato.

Contattate uno specialista per saperne di più, i centri Bludental sono aperti dal lunedì al sabato, dalle 8 alle 20 con orario continuato.

 

BLUDENTAL Firenze, BD 20 S.R.L.
Viale Francesco Redi, 57d Firenze – Telefono: 055 0228491

Direttore Sanitario: Dott. Passafaro Francesco, Iscritto all’Albo Provinciale degli Odontoiatri di Reggio Calabria n. 833, Istanza per l’autorizzazione all’esercizio n.DD/2022/07781 del 25/10/2022.

Contratto enti locali 2022: aumenti e arretrati. Le tabelle retributive

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Dopo la certificazione positiva della Corte dei conti del 14 novembre 2022, il contratto nazionale di lavoro degli enti locali 2019-2021 c’è stata la firma definitiva all’Aran: il rinnovo, con aumenti, nuove tabelle retributive e arretrati, riguarda oltre 430.000 dipendenti pubblici di Comuni, Città metropolitane, Province, Regioni e Camere di Commercio.

Il rinnovo del CCNL comparto “Funzioni locali”: le novità

Il CCNL (contratto collettivo nazionale di lavoro) delle “Funzioni locali”, che aveva già passato il vaglio del Consiglio dei ministri e del Ministero dell’Economia e delle Finanze, riguarda il triennio 2019-2021. Tra le novità un nuovo sistema di classificazione, le progressioni economiche, la disciplina dei giorni festivi infrasettimanali, la valorizzazione delle indennità, gli sviluppi di carriera e le nuove regole per il lavoro a distanza.

Insomma ci saranno cambiamenti anche in busta paga, con gli aumenti delle tabelle retributive previste dal rinnovo del contratto degli enti locali e il pagamento degli arretati. Antonio Naddeo, presidente dell’Aran – Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni, ha parlato di “un traguardo importante, con molte novità per l’organizzazione degli enti e la gestione del personale”.

Contratto enti locali, gli aumenti: le tabelle retributive

A livello economico, la novità più importante riguarda gli aumenti in busta paga per i dipendenti pubblici degli enti locali: la crescita media mensile dello stipendio sarà di 100,27 euro lordi. Ma l’incremento dipende ovviamente dal livello del singolo dipendente: si va da un mimino di 56,10 euro lordi in più al mese per l’A1, fino ai 104,28 euro del D7. Si alza inoltre anche la nuova indennità di vacanza contrattuale.

Vediamo allora le tabelle retributive degli aumenti che scattano con il rinnovo del contratto degli enti locali da fine 2022:

  • A1 +56,10 euro lordi
  • A2 +56,90 euro lordi
  • A3 +58,10 euro lordi
  • A4 +59,10 euro lordi
  • A5 +60,40 euro lordi
  • A6 +61,40 euro lordi
  • B1 +59,30 euro lordi
  • B2 +60,30 euro lordi
  • B3 +62,70 euro lordi
  • B4 +63,70 euro lordi
  • B5 +64,70 euro lordi
  • B6 +65,90 euro lordi
  • B7 +68,40 euro lordi
  • B8 +69.60 euro lordi
  • C1 +66,90 euro lordi
  • C2 +68,50 euro lordi
  • C3 +70,50 euro lordi
  • C4 +72,70 euro lordi
  • C5 +75,40 euro lordi
  • C6 +77,50 euro lordi
  • D1 +72,50 euro lordi
  • D2 +76,40 euro lordi
  • D3 +83,80 euro lordi
  • D4 +87,30 euro lordi
  • D5 +91,20 euro lordi
  • D6 +97,50 euro lordi
  • D7 +104,28 euro lordi

Quando in busta paga gli arretrati previsti dal contratto degli enti locali 2022

Ci sarà poi una “indennità” una tantum, che darà una boccata di ossigeno ai lavoratori proprio nel mese dei regali e dei cenoni, con un’inflazione galoppante. La busta paga è quella di dicembre 2022, quando per effetto del rinnovo del contratto del comparto delle Funzioni locali, i dipendenti pubblici degli enti come Comuni, Province, Città metropolitane, Regioni e Camere di commercio, vedono il pagamento degli arretrati dal 2019 al 2021 (a cui sarà sottratta l’indennità di vacanza già goduta).

Si va da un minimo di 1.210 euro lordi per il livello più basso (A1) a un massimo di 2.251 euro per l’inquadramento economico più alto (D7). Vediamo nel dettaglio la tabella degli arretrati che saranno pagati nella busta di dicembre:

  • A1 una tantum 1.210,18 euro lordi
  • A2 una tantum 1.26,37 euro lordi
  • A3 una tantum  1.253,26 euro lordi
  • A4 una tantum 1.274,40 euro lordi
  • A5 una tantum 1.302,18 euro lordi
  • A6 una tantum 1.324,43 euro lordi
  • B1 una tantum 1.278,59 euro lordi
  • B2 una tantum 1.300,07 euro lordi
  • B3 una tantum 1.352,67 euro lordi
  • B4 una tantum 1.373,42 euro lordi
  • B5 una tantum 1.395,48 euro lordi
  • B6 una tantum 1.421,57 euro lordi
  • B7 una tantum 1.475,40 euro lordi
  • B8 una tantum 1.506,71 euro lordi
  • C1 una tantum 1.442,37 euro lordi
  • C2 una tantum 1.477,93 euro lordi
  • C3 una tantum 1.520,10 euro lordi
  • C4 una tantum 1.566,94 euro lordi
  • C5 una tantum 1.625,41 euro lordi
  • C6 una tantum 1.670,91 euro lordi
  • D1 una tantum 1.569,21 euro lordi
  • D2 una tantum 1.647,74 euro lordi
  • D3 una tantum 1.806,42 euro lordi
  • D4 una tantum 1.881,28 euro lordi
  • D5 una tantum 1.965,30 euro lordi
  • D6 una tantum 2.101,96 euro lordi
  • D7 una tantum 2.251,62 euro lordi

Questa la tabella pubblicata dai sindacati dei dipendenti pubblici.

Tabelle retributive contatto enti locali 2022 aumenti arretrati

La firma definitiva per il rinnovo del contratto degli enti locali 2022

La firma definitiva del rinnovo del contratto delle funzioni locali è avvenuta mercoledì 16 novembre 2022 a Roma, presso la sede dell’Aran. Presenti le sigle sindacali rappresentative del comparto. Il contratto è stato pubblicato sul sito dell’Aran. Si tratta di un altro importante CCNL che arriva all’ok definitivo dopo quelli del mondo della sanità pubblica e della scuola e della ricerca.

Tour de France 2024: partenza da Firenze, tappe e percorso in Italia

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Il Tour de France 2024 prenderà il via dall’Italia con la partenza della prima tappa da Firenze e il percorso toccherà anche Rimini, e – nei giorni successivi – Cesenatico, Piacenza e Torino. La presentazione ufficiale dell’evento è stata ospitata nel Salone dei Cinquecento dove sono arrivati, tra gli altri il direttore del Tour Christian Prudhomme e il presidente dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini.

Tour de France 2024 a Firenze: data e  percorso della prima tappa

Durante la presentazione, trasmessa in diretta tv su Rai 2, sono stati sveltati i dettagli della prima tappa in programma il 29 giugno 2024 da Firenze e pensata per rendere omaggio a Gino Bartali e Gastone Nencini: la partenza sarà da piazzale Michelangelo e il percorso si svilupperà lungo 205 chilometri con 3.800 metri di dislivello, toccando Pontassieve, Dicomano, San Godenzo, il valico del Muraglione. Poi i ciclisti varcheranno il confine tra Toscana ed Emilia Romagna, affrontando anche la salita che porta a San Marino con traguardo finale a Rimini. Qui sotto il video ufficiale con il percorso. È la prima volta nella storia che la celebre manifestazione sportiva d’Oltralpe parte dal Bel Paese.

Il Tour de France 2024 prevede anche altre due tappe in Italia dopo quella di Firenze – Rimini: domenica 30 giugno la seconda da Cesenatico a Bologna, per un totale di 200 chilometri nel ricordo Pantani, attraverso Ravenna e Faenza e due passaggi sull’insidiosa salita di San Luca; la terza lunedì 1° luglio da Piacenza a Torino, un omaggio a Fausto Coppi lungo 225 chilometri, lungo alcune strade della Milano-Sanremo e con un arrivo pensato per i velocisti. Il Tour in seguito ripartirà da Pinerolo per lasciare il nostro Paese.

La Grand départ a Firenze

“Il primo ringraziamento va a Christian Prudhomme, è testimone di quanto abbiamo inseguito, desiderato e voluto questo sogno della Grande Partenza“, ha detto il sindaco di Firenze Dario Nardella che due anni fa – in piena pandemia – aveva iniziato a lavorare sull’idea di ospitare la Grand départ in riva all’Arno. “Il Tour ha speso troppo tempo per venire in Italia, la culla del ciclismo romantico, con campioni immensi e attaccanti che i tifosi amano – ha commentato il direttore Prudhomme – è un paese di estrema bellezza, con percorsi particolarmente interessanti e molto estetici”.

Presentazione Tour de France 2024 tappe Italia

Di “opportunità unica di promozione e crescita del nostro territorio” ha parlato il presidente della Regione Eugenio Giani, “Una grande partenza insieme all’Emilia Romagna per lo storico omaggio all’eterno campione Gino Bartali da Firenze a tutto il mondo, la prima volta per l’Italia”. Il percorso completo del Tour de France 2024 sarà annunciato ufficialmente nel prossimo autunno.

Proroga smart working 2023 per i fragili (ma non per i genitori di under 14)

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In arrivo la proroga dello smart working nel 2023 per i lavoratori fragili, per i dipendenti privati e della pubblica amministrazione, ma non per i genitori under 14. La novità è prevista in un emendamento alla legge di bilancio in discussione in Parlamento. Il prossimo 31 dicembre era prevista la scadenza del lavoro agile per chi ha patologie o disabilità gravi, oltre che per i genitori con almeno un figlio minore di 14 anni. Ora si dovrà attendere l’approvazione della manovra finanziaria.

Smart working 2023: fino a quando la proroga per i lavoratori fragili e i genitori di under 14

L’emendamento alla manovra prevede la proroga dello smart working per i lavoratori fragili fino al 31 marzo 2023, ma non cita i genitori under 14. Per quest’ultima categoria, quindi, dopo il 31 dicembre 2022 non sarà più prevista la possibilità di lavoro agile senza accordo individuale, ma dovrà sottostare alle normali disposizioni (dunque servirà un’intesa tra l’azienda e il singolo lavoratore).

Secondo le regole, lo smart working è previsto per i lavoratori fragili (immunodepressi, pazienti oncologici, disabili gravi in possesso della relativa certificazione) che di norma svolgono il loro lavoro in modalità agile, anche con diverse mansioni, ma che devono ricadere nella stessa categoria o area di inquadramento. Senza quindi alcuna diminuzione dello stipendio e senza il rischio di sanzioni da parte dell’impresa, demansionamenti o trasferimenti.

Lavoro agile “semplificato”

Un’altra questione riguarda la burocrazia. Il ministero del Lavoro ha spostato dal 1° dicembre al 1° gennaio 2023 il termine per le aziende che devono comunicare gli accordi individuali sullo smart working. Dal 15 dicembre inoltre è stata resa disponibile una modalità alternativa più agile per l’invio dei dati, tramite un semplice file Excel. Intanto il ministro del Lavoro Marina Calderone ha aperto nelle scorse settimane a una revisione della legge sulla smart working (quella ordinaria risale al 2017), norma “già vecchia rispetto a quelli che sono i modelli attuali”, ha affermato. Già il precedente esecutivo aveva intrapreso un percorso con sindacati e categorie sociali per definire nuove linee guida del lavoro agile.

Terme naturali libere in Toscana: la mappa delle migliori

Se dovessimo elencare i principali pregi della Toscana, immediatamente dopo le città d’arte, l’ottimo cibo e la bellezza dei suoi paesaggi, ci sarebbero le terme. Non tutti sanno infatti che la Toscana è la regione che vanta il maggior numero di terme naturali libere in Italia e che l’intera regione è costellata da stabilimenti termali, di varia grandezza, pregio e proprietà curative, moltissimi dei quali accessibili gratuitamente. Questo patrimonio è in parte legato alla morfologia del territorio, ma anche a tradizioni millenarie che risalgono all’epoca etrusca e romana, come testimonia la recente scoperta archeologica di San Casciano dei Bagni.

Terme naturali libere in Toscana: tutto “merito” di un antico vulcano

Di base, tutte le province toscane offrono la possibilità di passare una giornata o concedersi magari un bel weekend di relax usufruendo dei benefici delle terme. Avete notato che molti paesini includono già “terme” nel proprio nome? Come capirete, è già un buon indizio di quello che si può trovare. Sappiate inoltre che molti stabilimenti termali sorgono anche lungo la Via Francigena. È però spostandosi un po’ a sud-est, soprattutto tra la provincia di Siena e la Maremma, che la nostra regione offre tutto il suo meglio per quanto riguarda terme naturali e libere.

Piccola curiosità prima di iniziare il nostro viaggio tra le terme naturali libere più affascinanti. L’esistenza di questa ricchezza si deve al massiccio del Monte Amiata, un vulcano ormai estinto ma la cui attività si è “tramutata” negli anni proprio nella presenza di terre sulfuree e numerosissime sorgenti termali. Le acque, la cui temperatura oscilla mediamente tra i 25° e i 54° C, hanno proprietà diverse a seconda del tipo di sorgente: aiutano a curare i reumatismi, le patologie vascolari, quelle respiratorie, quelle del tratto digestivo e urinario. Eccoci dunque nella parte della Toscana tra la Val d’Orcia, le Crete Senesi e la Maremma, dove sgorgano le acque delle più famose e importanti sorgenti termali naturali, tantissime delle quali ad accesso libero e gratuito. Vediamo le principali.

Le terme libere di Petriolo

Immaginando di percorrere una sorta di semicerchio che inizia nella parte più a nord del nostro tour, troviamo per primo Bagni di Petriolo, poco a sud di Siena. Non siamo ancora in Val d’Orcia ma nella Valle dell’Ombrone, nel comune di Monticiano. Qui troverete varie vasche naturali in cui potersi rilassare, dove l’acqua sgorga a circa 45 gradi e (magari d’estate) si può approfittare anche di un bel bagno nell’acqua fredda del fiume. Queste terme naturali nel cuore della Toscana sono frequentate in ogni momento dell’anno, del giorno e della notte e non è raro trovare gruppi di persone che si godono, anche campeggiando, intere nottate in questo luogo ancora piuttosto selvaggio dove l’atmosfera può essere talvolta decisamente festaiola. Tuttavia, risultano mediamente meno affollate delle più famose terme di Saturnia o San Filippo. Consigliate comunque principalmente a giovani un po’ avventurieri.

Bagno Vignoni: il parco dei mulini

Scendiamo ad est per arrivare a Bagno Vignoni (e, nel caso faceste questo percorso, imprescindibile è uno stop a Montalcino). Siamo in piena Val d’Orcia e qui le terme sono letteralmente nel bel mezzo del paese: nella piazza principale c’è infatti una vasca termale, dove non si può fare il bagno ma che offre insieme alla suggestiva architettura uno scorcio veramente unico da ammirare.

Bagno Vignoni

Tuttavia, per trovare un’area in cui è possibile immergersi bisogna uscire dal borgo e spostarsi sotto al parco dei mulini. Qui l’acqua è meno calda, per cui è più indicata magari un’escursione primaverile. Le piscine non sono grandissime ma raramente troppo affollate. Non ci sono servizi intorno ma si rimane comunque abbastanza vicini al paese da potersi permettere, ad esempio, un’escursione familiare senza particolari problemi.

Le terme libere di Bagni San Filippo e la “balena bianca”

Continuando a penetrare la Val d’Orcia, a poca distanza da Bagno Vignoni, troviamo le terme di Bagni San Filippo, particolarmente suggestive per l’ambiente incantato in cui si trovano. Il paesaggio qui è unico: un bellissimo bosco che fa anche da riparo nelle giornate estive, la possibilità di fare passeggiate e trekking nei dintorni, la presenza di vasche con varie temperature. Tuttavia queste terme possono essere molto affollate, soprattutto nei periodi più vacanzieri.

Il parcheggio gratuito non è vicinissimo per cui bisogna anche essere disposti a una camminata per godersi un bel bagno. Caratteristica qui l’acqua bianca e lattigionosa, a causa delle rocce calcaree della cosiddetta Balena Bianca (sulla quale non si può camminare né fare in bagno in prossimità). L’ingresso nell’area del torrente Fosso Bianco è consentito solo da via San Filippo, strada di accesso verso il podere Rovinati.

Balena Bianca Bagni San Filippo terme

San Casciano dei Bagni

A pochi chilometri dal confine con Lazio e Umbria, troviamo San Casciano dei Bagni. Un borgo caratterizzato dalla presenza di ben 42 sorgenti naturali, valore che lo rende la terza località in Europa per flusso di acque termali. Furono gli Etruschi a fondare le prime strutture dedicate allo sfruttamento delle acque termali a scopo curativo, anche se si deve ai Romani il loro sfruttamento più intenso. Non a caso, è di pochi giorni fa la notizia di un epocale ritrovamento di 24 statue di bronzo etrusche in un’antica vasca termale.

Lungo il corso dei secoli, le terme hanno continuato a richiamare visitatori da ogni parte d’Europa, attratti dalla possibilità di risolvere i propri malanni grazie alle proprietà delle acque di San Casciano. Le piscine termali pubbliche sono facilmente raggiungibili, quindi adatte anche a famiglie e bambini, ci sono vasche a diverse temperature, tra cui alcune molte calde (oltre i 40°), perfette per essere sfruttate anche nelle più fredde giornate invernali. Generalmente non troppo affollate perché meno conosciute delle vicine sorelle amiatine, potrebbero vedere però quest’anno un incremento delle presenze a causa della recente scoperta archeologica.

Le terme naturali libere più famose della Toscana: Saturnia e le Cascate del Mulino

Ed eccoci in Maremma a scoprire le Terme di Saturnia, che tra tutte le terme naturali libere in Toscana sono forse quelle più instagrammabili, data l’incantevole conformazione del territorio in cui si trovano. Le acque termali della zona sono famose per le loro proprietà benefiche, oltre che per la particolarità di sgorgare ad una temperatura costante di 37,5°C nella sorgente naturale all’interno del Resort di Terme di Saturnia, struttura a pagamento. La stessa sorgente, però, alimenta a una temperatura leggermente inferiore, anche la zona ad accesso libero delle terme, le cosiddette “Cascate le mulino” dove si può accedere senza pagare alcun biglietto.

Essendo terme libere e all’aperto, non sono presenti spogliatoi o zone riparate dal freddo e dalle intemperie. Per questo motivo andarci in piena estate renderà meno traumatico uscire dalle sue acque senza congelarsi. Di contro c’è da considerare che proprio la stagione estiva vede prendere d’assalto questa splendida area termale, il consiglio è quindi di arrivare molto presto per godersi l’esperienza nel migliore dei modi.

Cosa cambia dal 21 dicembre per la tv: il “finto” switch off

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Dal 21 dicembre 2022 la tv cambia, con un ulteriore passo verso l’HD e verso il nuovo digitale terrestre DVB-T2, ma cosa succede al “vecchio” decoder, funzionerà ancora dopo l’ennesimo “switch off”? Quali canali tv non si vedranno più? Prima di tutto va chiarito che questo non sarà il passaggio definitivo al nuovo standard di trasmissione, ma solo l’ennesimo aggiustamento dopo il trasloco delle frequenze avvenuto negli ultimi mesi, che ha costretto i telespettatori più volte a risintonizzare il proprio televisore. In secondo luogo, è bene sapere che la modifica in programma prima di Natale creerà problemi soltanto a chi ha apparecchi vetusti.

Cosa succede dal 21 dicembre 2022 alla tv HD e cosa cambia: quali canali non si vedono più?

Tv HD, digitale DVB-T2, switch off: cosa significano queste parole e cosa succede dal 21 dicembre per chi è già dotato di decoder? Facciamo un po’ di chiarezza. Mercoledì 21 dicembre 2022 è previsto un piccolo “switch off”: da questa data in Italia non saranno più trasmessi i programmi tv in risoluzione standard (SD), ma solo quelli in alta risoluzione (HD). In pratica scompariranno i canali dal 501 in poi, “copie” in bassa risoluzione delle trasmissioni che sono disponibili già in HD nei primi numeri del telecomando, e  alcuni canali dopo il 100 trasmessi in SD. Queste trasmissioni saranno sostituite da programmi in HD.

Ecco ad esempio quali canali tv non non si vedranno più dal 21 dicembre 2022:

  • 501 Rai 1 SD
  • 502 Rai 2 SD
  • 503 Rai 3 SD
  • 504 Rete4
  • 505 Canale5
  • 506 Italia1
  • 507 LA7
  • 508 Tv8
  • 509 Nove

Cosa cambia nelle trasmissioni tv del digitale terrestre?

A livello  tecnico dal 21 dicembre le emittenti tv non useranno più il formato di compressione del segnale video in Mpeg2, ma solo l’Mpeg4 con una codifica che permette un’alta risoluzione dell’immagine (H264), ma è bene specificare che non è niente di nuovo.

Chi ha la memoria lunga si ricorderà che già lo scorso 8 marzo molti canali erano passati in HD: per dare il tempo ai cittadini con tv o decoder vecchi di adeguarsi, alcune trasmissioni (poche per la verità) sono rimaste disponibili nel precedente formato di trasmissione, dal canale 501 al 509 e in qualche altra numerazione con la dicitura “provvisorio”. Adesso anche questi pochi canali non ancora in HD scompariranno. Il nuovo digitale terrestre DVB-T2 userà solo una compressione del segnale Mpeg4, per questo si è reso necessario l’addio ai canali in definizione standard (Mpeg2 – SD).

Con lo “switch off” del 21 dicembre 2022 devo cambiare tv e decoder?

Niente panico, quindi. Se già ora sul digitale terrestre si riescono a vedere i canali HD, ad esempio le trasmissione di Rai, Mediaset, La7, Tv8, Nove, ecc. che si trovano dal numero 1 al numero 100 del telecomando, non si dovrà cambiare tv o decoder dal 21 dicembre. Discorso diverso invece per gli utenti che già adesso erano costretti a vedere solo un numero ristretto di canali, dal 501 in poi: per loro dopo il 21 dicembre non ci sarà niente da fare e dovranno arrendersi al passaggio tecnologico.

La soluzione più a basso costo è comprare un decoder di ultima generazione da attaccare al televisore (costo tra i 20 e i 30 euro) o – se si è disponibili a spendere di più – cambiare apparecchio. La cattiva notizia è che la nuova legge di bilancio, a differenza di quanto annunciato in un primo momento, non rifinanzierà il bonus decoder e quello per la rottamazione della tv, per cui i fondi si sono esauriti a metà novembre. Resta, ma per poco, il bonus decoder per gli over 70, con consegna a domicilio o negli uffici postali.

Si deve risintonizzare di nuovo la tv dopo il 21 dicembre: cambia la frequenza?

La risposta è con tutta probabilità sì, chiarisce il Ministero per lo Sviluppo economico. I canali provvisori trasmessi ancora in bassa definizione dal 21 dicembre saranno dismessi e ciò comporterà una revisione di parte della numerazione: questo significa che la tv andrà risintonizzata per non avere problemi di ricezione. Nei modelli più recenti, gli apparecchi effettuano automaticamente l’aggiornamento dei canali, sugli altri invece bisogna provvedere a risintonizzare la tv (qui spieghiamo come fare).

Quando sarà lo switch off 2023?

Dunque quello del 21 dicembre 2022 non sarà un vero e proprio switch off verso il nuovo digitale terrestre, nonostante molti utilizzino già tale termine. Dopo questa data i canali saranno proposti tutti in HD (Mpeg 4, codifica H264), ma saranno ancora appoggiati allo standard di trasmissione del vecchio digitale terrestre. Tradotto: chi ha un decoder o una tv compatibile con l’HD ma non con il nuovo digitale terrestre (indicato dalla sigla DVB-T2, con codifica H265) continuerà a vedere normalmente tutti i canali.

I problemi ci saranno quando il vecchio segnale sarà spento del tutto, processo che viene indicato dal termine “switch off“: inizialmente era fissato al 1° gennaio 2023, ma ormai sembra probabile che il governo opti per una passaggio progressivo durante il prossimo anno. Si dovrà attendere la comunicazione del Ministero dello Sviluppo economico. Compiuto questo passaggio, i televisori o i decoder comprati prima del 22 dicembre 2018 potrebbero restare al buio se non adeguati al nuovo standard. Qui il canale di test per capire se la tv è compatibile con il nuovo digitale terrestre.

Per informazioni è attivo il sito Nuovatvdigitale del Ministero dello Sviluppo economico e il call center che risponde al numero 06 87800262 dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 18:00.

Bonus tv e decoder: che cosa cambia nel 2023

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Addio agi incentivi per il piccolo schermo. Il Ministero per lo Sviluppo economico, guidato da Adolfo Urso, aveva chiesto il rifinanziamento del bonus rottamazione tv e di quello per il cambio del decoder anche nel 2023, visto l’avvicinarsi al passaggio al nuovo digitale terrestre, ma le due misure non sono rientrate nella legge di bilancio.

Bonus rottamazione tv 2023: quando scade?

I fondi per il bonus rottamazione tv si sono esauriti lo scorso 12 novembre e l’incentivo, non trovando posto nella manovra economica in discussione in Parlamento, non sarà rinnovato durante il 2023. La misura, introdotta ai tempi del governo Conte, prevedeva la possibilità di rottamare la vecchia tv non compatibile con il digitale terrestre di ultima generazione (DVB-T2) e ottenere uno sconto del 20% sull’acquisto di un apparecchio nuovo, fino a un massimo di 100 euro. Il tutto senza limiti di reddito o tetto Isee.

Pochi giorni prima che le risorse finissero il neo-ministro dello Sviluppo economico Adolfo Urso aveva richiesto di rifinanziare la misura, “perché riteniamo indispensabile assicurare ai cittadini la continuità di uno strumento che ha funzionato per agevolare questo delicato passaggio tecnologico“, aveva detto. Così non è stato, perché nella legge di bilancio 2023 che le due Camere dovranno approvare entro fine anno non sono previste nuove risorse destinate al rinnovo del bonus tv per il 2023. L’unica speranza è che misure di questo genere siano previste da successivi provvedimenti del governo.

Bonus decoder: resta quello per over 70 con consegna a domicilio (ma per poco)

Come successo per il contributo legato alla rottamazione del vecchio televisore, anche il “bonus tv decoder” è finito nel cassetto e non è stato rinnovato nel 2023. Dal 12 novembre sono finiti i fondi e la manovra finanziaria non prevede ulteriori risorse per l’anno nuovo. Questa misura riconosceva fino a 30 euro per l’acquisto di un decoder o di una tv di ultima generazione, ma solo per le famiglie con un Isee fino a 20.000 euro.

Al momento l’unica misura attiva, per far fronte all’arrivo del nuovo digitale terrestre DVB-T2, è il bonus decoder a domicilio riservato agli over 70 con una pensione non superiore ai 20.000 euro annui. Inoltre bisogna essere titolari di abbonamento Rai (il canone si paga in bolletta) e non si deve aver già ricevuto il bonus decoder precedente. I soggetti che, fino all’esaurimento dei fondi, faranno richiesta a Poste Italiane, si vedranno arrivare direttamente a casa (o potranno ritirare negli uffici postali) un decodificare compatibile con il nuovo standard, del valore massimo di 30 euro. Per informazioni è possibile recarsi allo sportello delle Poste, telefonare al numero 800 776 883 oppure compilare il form sul sito prenotazionedecoderdigitaletv.it.

Quando lo switch off?

Intanto dal 21 dicembre 2022 saranno definitivamente spenti i pochi canali tv che trasmettono ancora in definizione standard e tutto il “telecomando” sarà in HD. Per lo switch off definitivo, che manderà in pensione i vecchi decoder e i televisori non compatibili con il digitale terrestre DVB-T2, bisognerà aspettare le decisioni del governo Meloni. Presumibilmente il passaggio, previsto inizialmente per il 1° gennaio 2023, avverrà in modo progressivo durante tutto l’anno.