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Cosa fare e cosa vedere a Firenze: eventi del 10 e 11 ottobre

Mostre, mercatini, musei, festival e cinema. Se vi state chiedendo cosa fare durante il weekend a Firenze, questa è la guida che fa per voi: abbiamo selezionato i principali eventi in programma tra sabato 10 e domenica 11 ottobre 2020.

Certo le previsioni meteo del Lamma per il fine settimana non sono incoraggianti, ma qualche sprazzo di sole potrebbe esserci. In ogni caso alcuni degli appuntamenti che segnaliamo sono al coperto (non si sa mai).

Eventi alla Manifattura Tabacchi di Firenze: God is green

Sabato 10 e domenica 11 ottobre alla Manifattura Tabacchi di Firenze continuano gli eventi dell’edizione 2020 del festival God is Green, dedicato al tema della sostenibilità e del futuro. Il titolo scelto quest’anno è “Super Catastrofe”, per riflettere sull’Antropocene, l’era geologica segnata dall’uomo.

Anche nel weekend è possibile visitare la mostra di God is Green, il cui allestimento è stato creato rielaborando scarti e rifiuti, tra video installazioni e sound collage. Sabato 10 alle 18.00 la performance-lecture dell’artista e ingegnere ambientale Andreco (su prenotazione online), che ragionerà sulla relazione tra arte, scienza, ambiente e futuro. In mostra anche i manifesti realizzati dagli ospiti dell’edizione 2020-2021 delle residenze d’artista della Manifattura Tabacchi.

Musei a Firenze: le performance del Novecento

Tra il 10 e l’11 ottobre 2020 ci sarà cosa fare al Museo Novecento di Firenze, che questo weekend ospita la prima edizione di Match, festival dedicato alle performing arts con ingresso gratis ma su prenotazione (mail: segreteria.museonovecento@muse.comune.fi.it): in programma lecture, tavole rotonde, performance e uno screening program.

La manifestazione è nata da una costola della mostra Allan Kaprow. I will always be a painter of sorts, dedicata all’artista americano padre degli “Happenings” e degli “Environments”. Sul sito del Museo Novecento il calendario completo delle iniziative.

Mercatini a Firenze: gli eventi del 10 e 11 ottobre 2020

Meteo permettendo sarà un weekend di shopping a Firenze, con 3 eventi in strade e piazze: sabato 10 e domenica 11 ottobre in piazza dei Ciompi, dalle 9.30 alle 20.00, torna il market di Creactive Factory organizzato dall’associazione Heyart con 30 giovani artigiani artistici e designer.

Domenica 11 ottobre, dalle 8.00 alle 20.00, a Novoli arriva il mercatino nei controviali di viale viale Guidoni, pedonalizzati per l’occasione, con negozi aperti, stand di artigianato, abbigliamento, oggettistica e alimenti tipici. L’evento è promosso dal centro commerciale naturale “Le botteghe di viale Guidoni”.

Sempre che non sia cattivo tempo, domenica, si svolge anche il mercato dell’usato “Cantine in piazza” organizzato dai cittadini in 4 zone del Quartiere 5: piazza Dalmazia, via Morandi, piazza Primo Maggio e via del Giardino della Bizzaria. L’evento sarà rinviato di una settimana in caso di maltempo. Qui il calendario completo dei mercatini Svuota Cantine organizzati nei quartieri di Firenze.

Alle porte di Firenze invece questo è l’ultimo weekend di apertura per la Fiera di Scandicci 2020, con 300 espositori anche in stand coperti e orari prolungati degli stand 10.00 alle 24.00 (domenica fino alle 21.00).

Fiera dell’elettronica 2020 a Firenze

Cosa fare (al coperto) a Firenze tra sabato 10 e domenica 11 ottobre? Per gli amanti delle “diavolerie elettroniche” questo weekend il Tuscany hall ospita l’edizione 2020 della Fiera dell’elettronica di Firenze, con tanti prodotti a prezzi convenienti: computer, apparecchiatura radio, microcamere, telefonia e molto altro. Orario 9.00 -19.00 sabato e domenica, il biglietto di ingresso costa 6 euro, 5 il ridotto, gratis sotto i 10 anni.

Cosa fare a Firenze: le mostre da vedere a Firenze il 10 e 11 ottobre

Sono tanti gli eventi espositivi che continuano questo weekend a Firenze, vi segnaliamo i principali che sono aperti anche sabato 10 e domenica 11 ottobre. A Palazzo Strozzi sono le ultime settimane per visitare la mostra “Aria” dell’artista e architetto argentino Tomás Saraceno, tra installazioni sospese, tele di ragno e proiezioni (qui 5 cose da sapere prima di visitare la mostra di Saraceno a Firenze, compresi gli orari).

Tomás Saraceno mostre Firenze da vedere Palazzo Strozzi curiosità
Foto: pagina Facebook Palazzo Strozzi

Opere del passato e arte contemporanea interagiscono al Museo Bardini di Firenze per la mostra personale di Kevin Francis Gray, per la sua prima esposizione fiorentina (sabato e domenica con orario 11.00 – 20.00). Per chi invece è a caccia di musei gratis, al Forte Belvedere di Firenze la suggestiva terrazza panoramica ospita le grandi riproduzioni delle fotografie di Massimo Sestini, scattate da 2.000 piedi di altezza, per la mostra “Bellezza oltre il limite” (sabato e domenica 15.00 – 20.00, ingresso libero).

Infine nei dintorni di Firenze, alla Certosa del Galluzzo, domenica 11 ottobre 2020, alle ore 17.00 viene inaugura la mostra “…Con altra voce ritornerò poeta” che propone in esclusiva l’esposizione del Ritratto allegorico di Dante Alighieri, dipinto nel 1532-1533 dal Bronzino e proveniente da una collezione privata fiorentina (prenotazione obbligatoria, certosadifirenze.eventi@gmail.com). L’evento proseguirà fino al 31 dicembre.

Cinema: Middle East Now e Nanni Moretti a Firenze

È tempo di festival cinematografici. Il Medio Oriente è protagonista tra il Cinema La Compagnia, il Cinema Stensen e Mad – Murate Art District per l’edizione 2020 del Middle East Now. Oltre 40 i film da vedere in sala e online.

Tra gli eventi al cinema, Nanni Moretti è ospite sabato 10 ottobre 2020 all‘Odeon di Firenze: alle ore 15.30 il regista leggerà i diari del suo celebre film “Caro diario”, che verrà poi proiettato in versione restaurata in collaborazione con la Cineteca di Bologna. L’evento è sold out ma è possibile rivedere il film anche domenica 11 alle ore 18.30.

Perché vedere la mostra di Massimo Sestini al Forte Belvedere

È stato il primo a fotografare Lady D in bikini. L’unico ad avere una foto zenitale della Costa Concordia “spiaggiata” all’Isola del Giglio. Ha vinto il World Press Photo, il premio Oscar per la fotografia, grazie al suo celebre scatto a un barcone alla deriva carico di 500 migranti, immortalato dall’alto, a bordo di un elicottero che volava a bassa quota. Massimo Sestini, fotoreporter pratese, è certamente uno dei più grandi fotogiornalisti italiani: fino al 31 ottobre, gli spalti del Forte Belvedere di Firenze ospitano una selezione dei suoi scatti dedicati alla Toscana in  una mostra intitolata “Bellezza oltre il limite”.

L’evento è curato da Sergio Risaliti, promosso dalla Regione Toscana e dal Comune di Firenze, e realizzato da Fondazione Sistema Toscana, Toscana Promozione Turistica e Mus.e.

La mostra del fotografo Sestini al Forte Belvedere

Le foto presentano una Toscana ritratta da una prospettiva nuova: gli scatti sono stati infatti realizzati a 2000 piedi di altezza, ma con obiettivi che hanno consentito di avvicinarsi così tanto alla scena fotografata da inquadrarla in modo assolutamente originale e nuovo. Il risultato travalica la fotografia e si trasforma in opera d’arte offrendo al visitatore un punto di vista spettacolare e inedito degli scenari più simbolici della terra dei Medici.

Da Firenze alle spiagge bianche di Vada, dalla Maremma alla Val d’Orcia, da Siena a Pisa, si avrà la sensazione di assistere ad uno spettacolo che mai si era manifestato davanti agli occhi prima d’ora.

Mostra Massimo Sestini Forte Belvedere Firenze

Sulla “terrazza di Firenze” si può vedere tutta la Toscana

Le foto di  Sestini sono vere e proprie installazioni, grandi ognuna cinque metri per tre e inserite come finestre nel paesaggio e sullo skyline di Firenze. Con le sue immagini monumentalizzate, il fotografo non  presenta le classiche cartoline delle bellezze regionali, ma, sulla scia dell’aeropittura dei Futuristi, si alza in cielo per inventare con i mezzi della fotografia e gesti performativi estremi, una nozione inedita e straordinaria della fotografia di paesaggio.

A quanti raggiungeranno il Forte, occupato dalle venti opere di Sestini, sembrerà di essere su una grande astronave ad altissima quota sulla Toscana. Venti paesaggi inediti, perché decisamente non sono mai stati fotografati dalla posizione e nel modo in cui lo ha fatto lui. Ad alta quota e a perpendicolo rispetto al piano terrestre, per guardare la Toscana e potersi stupire ancora una volta della sua bellezza. La sindrome di Stendhal è assicurata.

Massimo Sestini al Forte Belvedere di Firenze

Bellezza oltre il limite
Dal 16 settembre al 31 ottobre 2020
Orari: dal martedì alla domenica dalle 15.00 alle 20.00 (ultimo ingresso ore 19.00)
Ingresso gratis

 

Manifestazione del 9 ottobre a Firenze: sciopero del clima

La manifestazione di oggi, 9 ottobre 2020, a Firenze sarà diversa dalle altre per le mascherine e il distanziamento, ma le motivazioni restano le stesse, per salvare l’ambiente: i giovani dei Fridays for future tornano in piazza per il sesto sciopero nazionale per il clima – Climate Strike, che coinvolge soprattutto il mondo della scuola.

Sciopero del clima, dove

Appuntamento alle ore 9.30 con il raduno in piazza Santissima Annunziata per poi dirigersi verso il Palazzo del Pegaso in via Cavour, sede del Consiglio regionale della Toscana, dove si terrà un sit-in. “Sarà uno sciopero-presidio statico per garantire le distanze di sicurezza – spiegano gli organizzatori della manifestazione del 9 ottobre a Firenze – chiunque partecipi è tenuto a rispettare il distanziamento e ad indossare la mascherina”.

La manifestazione del 9 ottobre 2020 a Firenze: i motivi

I Fridays for future, nel sesto sciopero nazionale per il clima, tornano a chiedere maggiore attenzione per l’ambiente, perché non c’è più tempo da perdere: “ogni crisi va trattata come tale – si legge sull’evento Facebook che promuove la manifestazione del 9 ottobre a Firenze  – se è stato possibile per la pandemia, perché non é possibile per salvare il pianeta? Nonostante le promesse, le dichiarazioni di emergenza climatica, le belle parole la classe politica continua a fare scelte che alimentano questo sistema economico e sociale, ingrossando le tasche di pochi ricchi ma affamando popolazioni e distruggendo il pianeta”.⠀

Tra le richieste dei Fridays for future, anche l’utilizzo dei fondi del Recovery Fund in arrivo dall’Unione europea per una vera riconversione ecologica.

Piazza Nencini? No, a Firenze sud c’è piazza del Bandino

Era la metà del luglio scorso quando l’amministrazione comunale annunciò la volontà di intitolare una piazza a Gastone Nencini, uno dei più grandi ciclisti italiani di sempre. Tutto bene? Non proprio, perché per l’iniziativa, pur lodevole, la scelta era ricaduta proprio su quello slargo in fondo a viale Giannotti, a Firenze sud, noto a tutti come piazza del Bandino. Abbastanza per scatenare il malumore dei fiorentini che abitano nel quartiere.

“L’ufficio della toponomastica cercava una piazza da intitolare a Gastone Nencini. Il triangolo che divide viale Giannotti da via di Ripoli, proprio davanti a piazza Bartali, era sembrata la risposta giusta”, racconta Lorenzo Andreaggi, consigliere di maggioranza del Quartiere 3 di Firenze che per primo si è messo di traverso alla decisione. “Quando in consiglio di Quartiere ho appreso la notizia, non potevo crederci. Ho semplicemente dato voce alla gente di Gavinana e al loro malcontento: per tutti quella è la piazza del borgo del Bandino”.

Firenze avrà una piazza del Bandino e una “rotonda Nencini”

Parte anche una petizione online che raccoglie in breve 400 firme, ma il dietrofront è immediato. Com’è potuto accadere? Il fatto è che quel lembo di strada un nome ufficiale riconosciuto dalla toponomastica cittadina non ce l’ha mai avuto. Se chiedi per strada per tutti è piazza del Bandino, anche agli atti ufficiali risulta come un proseguimento di via di Ripoli. L’incidente è stato allora l’occasione per risolvere due problemi in uno.

Al campione Nencini è stato deciso di intitolare la rotonda in viale Europa, all’altezza di largo Guido Novello. E piazza del Bandino vedrà finalmente riconosciuto il suo nome. “Appena appresa la notizia – continua Andreaggi – ho subito pensato di fare un post sul gruppo Facebook “Sei di Gavinana se…” in cui dicevo apertamente che non ero d’accordo con questa decisione. Non c’è stato un solo commento contrario, tutti hanno immediatamente appoggiato la scelta di chiamare la piazza del Bandino. È stato un tam tam inarrestabile. La vicesindaca Cristina Giachi ha quindi subito virato e oggi piazza Bandino c’è”.

Le origini del nome

Ma quali sono le origini storiche della piazza del Bandino? Lorenzo Andreaggi racconta: “Bisogna risalire fino al 1100 – dice – quando un signorotto, Bandino di Bencivenni Baroncelli arrivò in questa zona che non solo non aveva ancora nome, ma non era nemmeno stata bonificata. Qui costruì la prima casa-torre. Bandino veniva dal monte del Baroncelli, sulle colline di Bagno a Ripoli, così il nome del Bandino deriva dal capostipite della famiglia. La casa-torre divenne nel tempo una vera e propria casa di campagna all’inizio nota come Villa il Paradiso, poi subentrarono i figli che cambiarono il nome in suo onore e fu così che divenne Villa del Bandino. Da quel momento tutto il luogo prese il nome dal fondatore del Borgo”.

5 cose da sapere sulla mostra di Tomás Saraceno a Firenze

Da vedere prima che finisca. Sempre che siate affascinati dall’arte contemporanea e dalla sua interazione con la scienza. Restano poche settimane per visitare la mostra “Aria” di Tomás Saraceno a Firenze, la più grande esposizione mai realizzata in Italia dall’architetto e artista argentino, che è ospitata a Palazzo Strozzi fino al 1° novembre 2020. Dopo lo stop per il lockdown l’evento è stato prorogato ed è visitabile rispettando le regole anti-contagio.

Ecco 5 cose da sapere prima di comprare il biglietto e di varcare l’ingresso della mostra.

Nel cortile di Palazzo Strozzi non ci sono dei semplici palloni gonfiati

Il primo assaggio della mostra fiorentina di Tomás Saraceno è rappresentato da “Thermodynamic Constellation”, le 3 sfere specchianti appese nel cortile di Palazzo Strozzi e visibili a tutti, anche a chi non ha fatto il biglietto per entrare al piano nobile dov’è ospitata l’esposizione. Questi “palloni gonfiati”, finiti in tanti selfie di fiorentini e turisti, non sono solo una semplice installazione, ma sono prototipi di sculture aerosolari a emissioni zero in grado di volare su lunghe distanze a 20 – 40 chilometri di altezza, fluttuando senza l’uso di combustibili fossili, pannelli solari, batterie o elio.

Proprio usando un pallone aerostatico come questi, lo scorso gennaio l’argentina Leticia Marquès si è alzata in volo per oltre 2 chilometri e mezzo, solo grazie all’energia solare e dell’aria, stabilendo 6 record mondiali.

All’inizio sarete disorientati dalla mostra di Tomás Saraceno a Firenze

Dopo la prima grande sala di Palazzo Strozzi, piena di luce e sistemi geometrici riflettenti sospesi nell’aria, il percorso della mostra di Tomás Saraceno continua in 4 stanze al buio: è proprio questo passaggio repentino a disorientare. Gli occhi si devono abituare alla luce più bassa, gli orecchi iniziano a percepire i suoni del cosmo normalmente inudibili, amplificati all’ennesima potenza.

Questo salto brusco tra luce e ombra è stato voluto dallo stesso artista per costringere il visitatore a cambiare percezione: non si può essere distratti, è necessario capire il mondo con altre forme percettive, allo stesso modo dei ragni che usano le loro ragnatele come una vera e propria estensione degli organi di senso, captando vibrazioni sottilissime.

Il ragno c’è, la ragnatela pure, ma il vetro no

Sono proprio i ragni ad affascinare Tomás Saraceno, che ha collezionato oltre 300 specie diverse: a Firenze, nella mostra di Palazzo Strozzi, l’artista argentino porta le suggestive ragnatele create da questi insetti. Sistemi geometrici sospesi che richiamano la struttura complessa del sistema nervoso.

Ragnatele visita mostra "Aria" Saracenno
Le teche con le ragnatele, in mostra a Palazzo Strozzi. Foto: pagina Facebook Palazzo Strozzi

E in una sala in particolare, in cui il pulviscolo presente nella stanza viene reso visibile grazie a fascio di luce e a un sistema di videoproiezione, è possibile scorgere anche uno di questi microscopici “tessitori”: per trovarlo basta guardare con attenzione dentro alla teca (che teca non è, visto che manca il vetro e che il ragno ha costruito la sua tela sostenendosi solo a un sottile telaio nero).

Prendete l’audioguida di Palazzo Strozzi, per visitare la mostra di Saraceno a Firenze. E fatevi leggere le carte

La mostra di Tomás Saraceno a Firenze propone in larga parte installazioni di grandi dimensioni, con un discreto impatto visivo. Fatto che potrebbe spingere il visitatore comune a vedere l’esposizione nel giro di poco tempo. Attenzione però, dietro ogni piccolo particolare c’è un’attenta ricerca e una spiegazione scientifica e artistica. Per questo, se non si è esperti del tema, consigliamo di partecipare a visite guidate o – se si preferisce vedere la mostra da soli – dotarsi della comoda audioguida offerta da Palazzo Strozzi e da scaricare direttamente sul proprio smartphone.

Tomás Saraceno Firenze mostra Palazzo Strozzi curiosità
Foto: pagina Facebook Palazzo Strozzi

Ogni domenica alle ore 16.30, fino al 25 ottobre 2020, chi ha comprato il biglietto di ingresso a Palazzo Strozzi può partecipare inoltre a visite guidate gratuite introduttive alla mostra di Tomás Saraceno (prenotazione obbligatoria tel. 055 2469600, mail [email protected]). Fino al 27 ottobre ogni martedì alle 18.00 poi la “Pausa d’arte” propone visite condotte dagli studenti universitari di Storia dell’Arte. Infine ogni lunedì fino al 26 ottobre, dalle 17.30 alle 19.30, è possibile prenotare online la lettura delle carte da arcnomanzia di Tomás Saraceno, condotta in una sala della mostra dal  dottor Gianmarco Meucci, psicoterapeuta a orientamento Gestaltico.

Gli orari “light” di Palazzo Strozzi e i prezzi dei biglietti per la mostra di Tomás Saraceno a Firenze

Rispetto al periodo pre-Covid gli orari per visitare la mostra si sono un po’ più ristretti, ma l’esposizione è aperta ogni giorno: dal lunedì al venerdì le porte si spalancano tra il primo pomeriggio e la sera, dalle 14.00 alle 20.00 (chiusura posticipata alle 23.00 ogni giovedì), mentre il sabato e la domenica Palazzo Strozzi è accessibile dalle 10.00 alle 20.00.

Questi i prezzi dei biglietti per visitare la mostra “Aria” di Tomás Saraceno a Firenze: intero 13 euro, ridotto 10 euro, scuole 4 euro. Online sul sito di Palazzo Strozzi è possibile fare il biglietto saltafila.

Eugenio Giani è presidente della Regione Toscana, presto la nuova giunta

La nuova giunta regionale, con i nomi degli assessori, sarà annunciata dal neo presidente della Regione Toscana Eugenio Giani a metà ottobre, in occasione della  prima seduta del nuovo Consiglio regionale. A dettare i tempi è stato lo stesso Giani durante la cerimonia di proclamazione nella sala del Pegaso, in Palazzo Strozzi Sacrati a Firenze.

Eugenio Giani presidente della Regione Toscana, con la cravatta rossa

Stavolta a passare di mano non è stata solo la tradizionale campanella (con tanto di impugnatura a forma di giglio fiorentino) ma anche una cravatta rossa, che il presidente uscente Enrico Rossi ha donato al suo successore, come 10 anni fece l’allora governatore uscente Claudio Martini con lui, perché in Toscana “questo colore ha un certo peso”, ha scherzato Rossi.

Eugenio Giani lascia così la carica di presidente del Consiglio regionale e dall’8 ottobre 2020 è ufficialmente governatore della Toscana, l’ottavo dal 1970, il quarto a essere eletto direttamente dai cittadini, e corona una carriera politica trentennale: “Ci sarà continuità con quello fatto fino ad oggi da Enrico Rossi, mi ispirerò ai valori che rappresenta simbolicamente questa cravatta rossa e a quelli di libertà. Voglio rappresentare la Toscana unita“, ha detto di fronte ai giornalisti.

Gli assessori: quando sarà annunciata la nuova giunta regionale toscana

Eugenio Giani presenterà i nomi dei suoi assessori lunedì 19 ottobre 2020, durante la prima seduta del Consiglio regionale con gli eletti dall’ultima tornata elettorale. Ancora bocche cucite sulla possibile formazione della giunta regionale: Giani non si sbilancia neppure sull’assessorato alla Sanità, quello più di strategico in questo periodo di emergenza Covid. Il neo presidente della Regione preferirebbe non assumere l’interim, ma al momento non esclude del tutto questa eventualità.

Due le priorità da affrontare in questi primi giorni da presidente della Regione per Giani: il patto per l’occupazione in Toscana e la ricostruzione del ponte di Albiano Magra, in provincia di Massa Carrara, crollato nell’aprile scorso.

Giotto, Duje e le altre: la migliore pizzeria a Firenze e in Toscana secondo il Gambero Rosso

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Tante conferme, a partire da Giotto e Duje, e qualche new entry, a Firenze come nel resto della Toscana: è uscita “Pizzerie d’Italia 2021”, la guida del Gambero Rosso alla migliore pizzeria napoletana, a quella italiana e altre proposte più insolite. Ecco quali sono le toscane che si sono aggiudicate i “tre spicchi”. Una classifica che segue di pochi giorni (e in larga parte conferma) quella stilata da 50 Top pizza 2020.

Quest’anno, vista l’emergenza Covid che ha inciso non poco anche sul settore, Gambero Rosso ha deciso di sospendere il sistema di giudizio classico, quello con voti e classifiche. Resta però l’indicazione dei “tre spicchi” per le eccellenze.

La migliore pizzeria a Firenze secondo il Gambero Rosso

Firenze si conferma una delle città di riferimento per la buona pizza: ben 7 delle 11 pizzerie della Toscana segnalate con i tre spicchi si trovano infatti nel capoluogo. Ci sono tutte le pizze più rinomate di Firenze, da Duje a Giotto, da Le Follie di Romualdo a Il Vecchio e il mare. E poi ancora Al Fresco e Sud. Entra in classifica anche Giovanni Santarpia, sulla carta una new entry visto che si tratta di una pizzeria di recente apertura, ma di fatto una conoscenza ben nota per gli amanti della pizza a Firenze.

In Toscana: sorpresa Chicco di Colle Val d’Elsa

E nel resto della regione? La guida del Gambero Rosso aiuta a farsi un’idea su quale sia la migliore pizzeria della Toscana. Anche in questo caso sono molte le conferme. Si prendono i tre spicchi per la migliore pizza napoletana ‘O Scugnizzo di Arezzo, Disapore La Pietra di Cecina e Battil’oro di Querceta, nel comune di Seravezza.

Unica presenza toscana tra le pizzerie premiate con i tre spicchi per la migliore pizza all’italiana è Chicco, di Colle Val d’Elsa, alla sua prima menzione nella guida. A Chicco va anche il premio per la Pizza dell’anno nella categoria “Pizza all’Italiana” con la sua “Marinara all’aglione”. La più classica delle pizze rivisitata però con un prodotto toscanissimo come l’aglione con aggiunta di pomodorini gialli dell’azienda il Cavolo a Merenda.

Pizzeria: la migliore in Toscana nel 2021 secondo Gambero Rosso

Tre Spicchi – Pizza napoletana

  • ‘O Scugnizzo – Arezzo
  • Disapore La Pietra – Cecina (LI)
  • Duje – Firenze
  • Le Follie di Romualdo – Firenze
  • Al Fresco – Firenze
  • Giotto – Firenze
  • Giovanni Santarpia – Firenze
  • Sud – Firenze
  • Il Vecchio e il Mare – Firenze
  • Battil’oro Fuochi + Lieviti + Spiriti – Seravezza (LU)

Tre Spicchi – Pizza all’italiana

  • Chicco – Colle Val d’Elsa (SI)

Non solo al tavolo: la migliore pizzeria a taglio in Toscana

Ma non c’è solo quella al tavolo, la pizza è il cibo da strada per eccellenza. Per questo Gambero Rosso ha previsto anche un premio per la migliore pizzeria a degustazione e per quella a taglio: tra queste, non mancano pizzerie di Firenze e del resto della Toscana.

Tre spicchi per la pizzeria a degustazione vanno a La Divina Pizza, a Firenze in zona Santa Croce, a Lo Spela di Greve in Chianti e ad Apogeo Giovannini di Pietrasanta.

A Menchetti di Arezzo le tre “rotelle” come miglior pizzeria a taglio, unica toscana inserita nella categoria.

Tre Spicchi – Pizza a degustazione

  • La Divina Pizza – Firenze
  • Lo Spela – Greve in Chianti (FI)
  • Apogeo Giovannini – Pietrasanta (LU)

Tre Rotelle – Pizza a taglio

  • Menchetti – Arezzo

Quando si può togliere la mascherina all’aperto senza rischiare la multa

Con il decreto legge Covid, in attesa del nuovo dpcm di ottobre, arriva da subito una stretta sulle mascherine, il governo ha disposto l’obbligo di indossarle anche all’aperto e la norma è entrata in vigore oggi, 8 ottobre. Ma quando si può togliere la mascherina senza rischiare una multa? Nelle settimane scorse, alcune Regioni avevano giù emanato ordinanze locali per rendere obbligatorie le mascherine quando si esce all’aria aperta. E i dubbi sono tanti: la mascherina va messa anche quando si va in bici o in auto da soli ed è possibile toglierla se impegnati a fare sport e attività fisica? E in quali casi non sono necessarie le mascherine per i bambini? Le mascherine vanno messe anche dentro casa? Cerchiamo di fare chiarezza.

La regola generale, si legge nel testo del decreto legge, è questa: la mascherina è obbligatoria anche all’aperto quando  “non sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi”. Spiegato in modo semplice: le mascherine vanno portate sempre con sé quando si esce e vanno messe in tutti quei casi in cui si potrebbero incontrare persone diverse da quelle con cui si vive insieme.

Quanto costa stare senza mascherina: la multa

Iniziamo proprio dalle sanzioni previste per chi sta senza mascherina quando invece vige l’obbligo di indossarla: chi decide di toglierla rischia una multa salata. Secondo le regole previste finora dai vari dpcm del premier Conte e confermate dal decreto Covid del 7 ottobre, chi non la mette ad esempio nei luoghi chiusi accessibili al pubblico, all’interno dei negozi, a bordo del treno o in macchina se si viaggia con persone non conviventi, può incorrere in una sanzione da 400 a 1.000 euro.

La cifra di questa contravvenzione varia in base alla gravità dell’infrazione: sono le forze dell’ordine a stabilire l’importo della multa per chi sta senza mascherina. Il governo ha annunciato che ci saranno maggiori controlli sul rispetto delle regole. La multa da 400 a 1.000 euro scatta anche per i gestori dei negozi, dei locali e delle attività dove non viene fatto rispettare l’obbligo di indossare la mascherina: in questi casi si rischiano anche sanzioni più severe, come la chiusura da un minimo di 5 a un massimo di 30 giorni.

Quando si può togliere la mascherina: in bici e quando si corre

La mascherina non è obbligatoria quando si pratica sport, ad esempio quando si corre e si fa jogging (ricordiamo però che è bene mantenere una distanza di sicurezza doppia dalle altre persone in questi casi). Stesse regole anche quando si va in bici: in sella è consentito stare senza mascherina. È possibile toglierla perché in caso di attività fisica intensa, come la corsa, il nostro corpo ha la necessità di essere ben ossigenato.

Mascherina obbligatoria quando si corre sport in bici

Mascherina in macchina da soli o in moto: quando non c’è l’obbligo

Quando si viaggia in auto con persone non conviventi (per esempio con  gli amici) la mascherina è sempre obbligatoria, allo stesso modo vige l’obbligo di indossarla anche quando ci si sposta a bordo di moto e scooter accompagnati da soggetti con cui non si abita insieme. Nel caso invece nell’abitacolo della macchina o sulla sella dei motocicli si trovino persone che condividono la stessa casa, è possibile togliere la mascherina. Ovviamente se ci si viaggia in auto da soli è possibile tirare giù la mascherina.

Mascherine per bambini, le regole

La mascherina non è obbligatoria per i bambini sotto i 6 anni e per quegli individui che sono affetti da patologie o disabilità incompatibili con l’uso del dispositivo di sicurezza. In questi casi si può stare senza le mascherine, non si rischia la multa, ma bisogna fare attenzione alla distanza. Sopra i 6 anni la mascherina va messa.

Mascherina quando si cammina e si fa una passeggiata: si può togliere?

La regola generale è quella di indossare la mascherina quando ci sono altre persone nei paraggi, si può togliere invece quando si è in posti desolati, dove “è garantito l’isolamento rispetto a persone non conviventi”: ad esempio quando si va a camminare in campagna o nei boschi (da soli o insieme a conviventi), quando si lavora nel proprio orto o in giardino.

Mascherine in casa: la mascherina va messa anche dentro le abitazioni private?

Tra i luoghi chiusi, l’unico in cui non è previsto espressamente l’obbligo di indossare la mascherina è l’abitazione privata: la raccomandazione del governo Conte è però quella di indossare le mascherine anche dentro casa, rispettando la distanza di sicurezza, quando si ospitano amici, conoscenti o parenti con cui non si convive, proteggendo in particolare le persone più fragili, come gli anziani.

“Dobbiamo stare attenti – ha spiegato il premier Conte incontrando i giornalisti dopo la firma del decreto legge Covid – gli esperti ci dicono che oggi le relazioni familiari e amicali sono quelle in cui più si diffonde il contagio”. Da qui la “forte raccomandazione” del presidente del Consiglio. “Ci sono persone anziani, fragili e vulnerabili: rispettiamo anche in famiglia la distanza, proteggiamole indossando le mascherine se ci avviciniamo a loro. Se riceviamo amici, conoscenti e famigliari che non convivono con noi, stiamo attenti”.

Obbligo mascherina in Toscana: quando è obbligatoria all’aperto e al chiuso

Dopo il decreto legge Covid del 7 ottobre 2020, scatta anche in Toscana il nuovo obbligo per la mascherina, e la Regione non potrà decidere allentamenti delle regole ma solo emanare ordinanze più restrittive: quindi in Toscana la mascherina è obbligatoria sempre, anche all’aperto e nei luoghi chiusi? E nelle case private? Quali sono le eccezioni?

Da oggi, 8 ottobre 2020, è entrato in vigore il decreto legge varato dal governo Conte con le norme anti-coronavirus che ci traghetteranno fino al prossimo dpcm: il provvedimento, che scadrà il 15 ottobre, impone regole uniformi per l’obbligo di indossare la mascherina anche all’aperto, valide in tutto il territorio nazionale (e quindi anche in Toscana).

Dove e quando la mascherina è obbligatoria in Toscana: le regole per i luoghi all’aperto

Ad oggi, dunque, le regole sono queste: in Toscana l’obbligo di indossare la mascherina, coprendo naso e bocca, vale in tutti i luoghi all’aperto, in ogni momento della giornata, quando esiste la possibilità di incontrare persone non conviventi. Le mascherine devono essere portate sempre con sé, quando si esce di casa, perché – si legge nel decreto legge nazionale – vanno indossate quando non “sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi”.

Spiegato in parole semplici: quando si va in strada, nelle piazze, nei giardini la mascherina è obbligatoria a qualunque ora del giorno e della notte, si può togliere se invece ci si trova in luoghi isolati (da soli o con soggetti con cui si vive nella stessa abitazione), dove è improbabile incrociare altre persone. E’ il caso, ad esempio, di una camminata nei boschi o in campagna.

In bici, mentre si fa sport: quando si può togliere

Anche in Toscana, come nel resto d’Italia, la mascherina non è obbligatoria quando si compie attività fisica, si corre o si fa sport, ma deve essere mantenuta la distanza di sicurezza di almeno 2 metri dagli altri. Si può stare senza mascherina anche quando si va in bici.

I bambini sotto i 6 anni e le persone affette da patologie o disabilità incompatibili con questi dispositivi di protezione sono esentati dall’indossare le mascherine. Qui i dettagli su quando si può togliere la mascherina e su quali multe sono previste.

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Toscana: obbligo di mascherina nei luoghi chiusi, anche in casa?

Restano le regole già previste dai precedenti dpcm: in Toscana, come nel resto del Paese, la mascherina è obbligatoria, in tutti i luoghi pubblici chiusi, come nei negozi, al supermercato, nei centri commerciali, dal parrucchiere, sui mezzi pubblici (bus, tramvia, treni e via dicendo), in bar e ristoranti (in questo caso si può togliere solo quando ci si trova al tavolo per consumare un pasto o una bevanda), negli uffici e sui posti di lavoro dove restano i protocolli di sicurezza già stabiliti anche dalla Regione.

Il nuovo decreto legge non prevede espressamente l’obbligo di indossare le mascherine dentro casa, ma il presidente del Consiglio Giuseppe Conte – incontrando la stampa – ha detto di raccomandare l’uso della mascherina anche nelle abitazioni private quando si ricevono ospiti, come amici o parenti.

Coronavirus Toscana: oggi 300 nuovi casi, mai così tanti dopo il lockdown

Sono 300 i nuovi casi di coronavirus rilevati nell’ultimo giorno in Toscana, l’aumento giornaliero più alto dallo scorso 2 aprile: questo il valore che spicca tra i dati e le notizie riportati dal bollettino regionale sull’andamento del Covid-19 di oggi, mercoledì 7 ottobre. Ci sono poi 2 nuovi decessi.

L’età media dei 300 nuovi positivi è di 40 anni circa. Tra di loro, com’è ovvio, sono molti i giovani: il 22% ha meno di 20 anni, il 25% tra 20 e 39 anni, il 36% tra 40 e 59 anni, il 12% tra 60 e 79 anni, il 5% ha 80 anni o più. Il 68% risultata asintomatico, il 27% pauci-sintomatico. Uno solo dei nuovi casi è riconducibile a rientri dall’estero, il 38% è invece legato a un precedente caso.

Coronavirus in Toscana: i dati del 7 ottobre

I positivi rilevati in Toscana dall’inizio dell’epidemia sono 16.273, di cui 4.428 attualmente positivi. I ricoverati sono 151 (6 in più rispetto a ieri), di cui 28 in terapia intensiva (stabili). I due decessi sono tutti di uomini con un’età media di 84,5 anni. I decessi sono quindi due e non quattro come inizialmente comunicato dalla Regione e riportato anche in questo articolo.

Di seguito i casi di positività sul territorio con la variazione rispetto a ieri. Sono 4.613 i casi complessivi ad oggi a Firenze (72 in più rispetto a ieri), 1.036 a Prato (29 in più), 1.123 a Pistoia (14 in più), 1.565 a Massa (4 in più), 1.988 a Lucca (31 in più), 1.862 a Pisa (40 in più), 830 a Livorno (24 in più), 1.335 ad Arezzo (57 in più), 732 a Siena (19 in più), 639 a Grosseto (10 in più). Sono 550 i casi positivi notificati in Toscana, ma residenti in altre regioni.

La Toscana si conferma al 10° posto in Italia come numerosità di casi (comprensivi di residenti e non residenti), con circa 436 casi per 100.000 abitanti (media italiana circa 547 x100.000, dato di ieri). Le province di notifica con il tasso più alto sono Massa Carrara con 803 casi x100.000 abitanti, Lucca con 513, Firenze con 456, la più bassa Livorno con 248.

Covid, 300 nuovi casi in Toscana: non succedeva da aprile

Complessivamente, 4.279 persone sono in isolamento a casa, poiché presentano sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi (225 in più rispetto a ieri, più 5,6%). Sono 9.883 (1.085 in più rispetto a ieri, più 12,3%) le persone, anche loro isolate, in sorveglianza attiva, perché hanno avuto contatti con persone contagiate (Asl Centro 3.306, Nord Ovest 4.691, Sud Est 1.886).

Le persone ricoverate nei posti letto dedicati ai pazienti Covid oggi sono complessivamente 151 (6 in più rispetto a ieri, più 4,1%), 28 in terapia intensiva (stabili rispetto a ieri).

Le persone complessivamente guarite sono 10.673 (67 in più rispetto a ieri, più 0,6%): 324 persone clinicamente guarite (7 in meno rispetto a ieri, meno 2,1%), divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione e 10.349 (74 in più rispetto a ieri, più 0,7%) dichiarate guarite a tutti gli effetti, le cosiddette guarigioni virali, con doppio tampone negativo.

Sono 1.172 i deceduti dall’inizio dell’epidemia cosi ripartiti: 423 a Firenze, 54 a Prato, 85 a Pistoia, 180 a Massa Carrara, 149 a Lucca, 97 a Pisa, 65 a Livorno, 53 ad Arezzo, 33 a Siena, 25 a Grosseto, 8 persone sono decedute sul suolo toscano ma erano residenti fuori regione.

Il tasso grezzo di mortalità toscano (numero di deceduti/popolazione residente) per Covid-19 è di 31,4 x100.000 residenti contro il 59,7 x100.000 della media italiana (11° regione). Per quanto riguarda le province, il tasso di mortalità più alto si riscontra a Massa Carrara (92,4 x100.000), Firenze (41,8 x100.000) e Lucca (38,4 x100.000), il più basso a Grosseto (11,3 x100.000).