Dai concerti dell’Opel Firenze Rocks all’archeologia, dai mercatini al benessere… e magari – perchè no – un salto per una sagra poco fuori città. Ecco cosa fare a Firenze nel weekend del 13-14 giugno, con alcuni appuntamenti selezionati in città e nei dintorni.
Opel Firenze Rocks alla Visarno Arena
È il weekend dell’Opel Firenze Rocks 2026 alla Visarno Arena, al Parco delle Cascine di Firenze. Il 12, 13 e 14 giugno Firenze si traforma in uno dei principali hub della musica internazionale con i concerti di Lenny Kravitz, The Cure, Robbie Williams, Salmo e molti altri. I partecipanti al Festival avranno inoltre la possibilità di visitare musei, partecipare a walking tour nel centro storico, muoversi con i mezzi pubblici o raggiungere la Visarno Arena in bicicletta usufruendo di sconti dedicati. Tutte le info nel nostro articolo

Nell’occasione, alla Manifattura Tabacchi prende il via MACA Rock Village, un progetto di MACA District che durante i giorni di Firenze Rocks porta dj-set, esibizioni e momenti dedicati alla scena musicale, creando un punto di aggregazione aperto alla città e alle realtà artistiche del territorio. Dal 12 al 14 giugno, dalle 13.30 alle 17, tre dj locali si esibiranno in performance live animando gli spazi nelle ore di maggiore affluenza di pubblico.

Installazione di Gianni Pettena in Manifattura Tabacchi
Sempre in Manifattura Tabacchi, negli spazi di MOTEL, è stata appena inaugurata la nuova mostra di Gianni Pettena, un’installazione composta da lunghe strisce di carta che i visiatori sono invitati a ritagliare. Questo weekend la mostra si potrà visitare il venerdì dalle 17 alle 21 e il sabato dalle 10 alle 12.

Secret Florence: un percorso in bicicletta per scoprire la città
Nell’ambito del programma dell’Estate Fiorentina ha preso il via il Festival Secret Florence che proseguirà fino al 1 luglio. All’interno del festival domenica 14 giugno alle ore 18 si terrà Soundride Firenze Ovest, un percorso per scoprire in bicicletta il suono della città e di alcuni suoi elementi naturali e architettonici. Ideazione e conduzione: Francesco Giomi Per maggiori informazioni temporeale.it
Semifinali del Calcio storico fiorentino
Sabato 13 e domenica 14 giugno sul sabbione di Piazza Santa Croce si terranno le due semifinali del Calcio storico fiorentino che decreteranno le squadre destinate a sfidarsi nella finale del 24 giugno.
Giornate Europee dell’Archeologia: visite guidate al Museo Archeologico
Sabato 13 giugno il Museo Archeologico Nazionale di Firenze aderisce alle Giornate Europee dell’Archeologia con un’apertura straordinaria a orario continuato dalle 8:30 alle 18:00 (ultimo ingresso alle 17:15). Per l’occasione, archeologi del museo e operatori dei Servizi Educativi accompagneranno il pubblico in una serie di visite guidate tematiche: ore 10:00 e ore 12:00 “L’archeologia dell’antico Egitto nel cuore di Firenze”, ore 14:30 e ore 16:30 “Collezioni antiche, sguardi contemporanei”. Prenotazione consigliata scrivendo a: [email protected]
Il festival Naturalmente Pianoforte si presenta a Firenze
Il festival Naturalmente Pianoforte, in programma dall’11 al 19 luglio nel Parco delle Foreste casentinesi, si presenta a Firenze con un appuntamento speciale sabato 13 giugno alle ore 17.00 a Giunti Odeon (Piazza degli Strozzi, 2). “Piano di natura” è una mini live experience costruita attorno alle musiche di Carlo Cialdo Capelli, compositore, pianista e sperimentatore sonoro legato alla storia del teatro italiano e da anni anima poetica del festival. Ingresso libero, senza prenotazione, fino a esaurimento posti.
Sabato 13 giugno alle ore 21 al Museo Archeologico di Gonfienti a Campi Bisenzio ci sarà una preview della manifestazione “Luglio Bambino”, dal titolo “Verdi Game – Tutto nel mondo è burla!”. Uno spettacolo “partecipato” tra prosa, opera lirica e narrazione dedicato alla vita e alle opere di Giuseppe Verdi, a cura di Venti Lucenti con allestimento del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, in collaborazione con l’Accademia del Maggio Musicale. Lo spettacolo si terrà nel giardino del museo ([email protected], 055 8959701).
Mercatini: domenica in Piazza del Carmine torna la Fierucola. E ai Ciompi c’è Creative Factory

Cominciato il Campi Beer Festival
A Villa Montalvo (Campi Bisenzio) è inziato il Campi Beer Festival con centinaia di birre da scoprire, street food, musica dal vivo e DJ set, luna park, mercatini, area relax. Fino al 28 giugno, ingresso gratuito. Tutte le info sulla pagina instagram del festival: campibeerfestivalofficial

A Lastra a Signa il Festival Bucolico della fermentazione
Domenica 14 giugno a Bucolica Circolo Culturale Agricolo, Lastra a Signa (FI) si terrà la prima edizione del “Festival Bucolico della Fermentazione”. Un festival interamente dedicato al mondo della fermentazione che accolgierà a Firenze una comunità di produttori e appassionati da tutta Italia, con market, workshop, degustazioni, libri, talk, visite, yoga, musica, cibi e bevande fermentate. Il Festival è ad ingresso gratuito, dalle 10 alle 21. Il market termina alle 19. Workshop e degustazioni sono ad iscrizione obbligatoria con posti limitati: linktr.ee/

Festa del Namastè
Sempre a Campi Bisenzo ma al Lago Paradiso (via del Pantano) sabato 13 e domenica 14 giugno si terrà la Festa del Namasté, con un ricco programma dedicato al benessere, alla crescita personale e alla condivisione, con attività che spaziano dallo yoga al tai chi, dal qi gong ai massaggi, dalla meditazione ai bagni sonori. Accanto alle pratiche olistiche, i visitatori potranno partecipare a conferenze, laboratori di arteterapia per adulti e bambini, incontri dedicati a discipline come astrologia, tarocchi e cristalli, oltre a visitare il mercatino artigianale con prodotti naturali e creazioni fatte a mano. Non mancheranno momenti musicali, attività esperienziali, spazi per la danza e un’area ristoro con proposte a filiera corta. L’evento è aperto a tutti e si svolgerà sabato dalle 11 alle 19 e domenica dalle 10 alle 18.

Piscine e locali all’aperto in città, sagre nei dintorni
Per chi ha voglia di andare in giro per sagre nei dintorni di Firenze ecco la nostra selezione sugli appuntamenti da non perdere nel mese di giugno. Alcune sagre sono già attive in questo weekend.

Per chi rimane in città e vuole trovare un po’ di relax e refrigerio ecco la nostra guida 226 alle piscine aperte a Firenze con orari e prezzi. Senza dimenticare, per un aperitivo al tramonto una cena o ascoltare buona musica al fresco, la nostra guida ai principali spazi estivi 2026 aperti in città.









La comunicazione come dispositivo di potere
Politica e giornalismo. Esistette (verbo non casuale) una stagione in cui la struttura della narrazione pubblica manteneva ancora una parvenza di reciprocità, un rituale disciplinato, quasi liturgico, in cui la parola del potere accettava di essere attraversata da un controcanto. Non si trattava di trasparenza, concetto spesso sovrastimato, quanto di una forma codificata di proficuo attrito. Il linguaggio, allora, non era ancora completamente semplificato e conservava margini di imprevedibilità, interstizi in cui poteva insinuarsi l’imprevisto, talvolta perfino il dissenso. Nondimeno una notizia. Oggi, quella grammatica appare un reperto archeologico.
La comunicazione si è progressivamente sottratta alla dimensione dialogica per assumere la forma di un ambiente conosciuto e, dunque, confortevole. Un ecosistema autosufficiente, capace di generare e assorbire un significato senza necessità di verifiche esterne. Non domanda, predispone. Non si espone, dispone. La differenza non è soltanto semantica: riguarda la natura stessa del fenomeno. I natali di questa cesura – come accade spesso nella storiografia della nostra Repubblica – rimandano a un nome: Silvio Berlusconi. Non tanto per ciò che ha detto o non detto, fatto o non fatto, ma per aver compreso prima di altri che il potere non ha solo bisogno di saturare i vuoti: l’obiettivo vero è convincere. Apparire credibile. Da lì tutto discende.
In controluce riaffiorano, sempre, le parole di Pier Paolo Pasolini: “Il potere è un sistema di educazione che separa e distingue”. La comunicazione contemporanea esercita esattamente questa funzione pedagogica, con una perizia che talvolta sfiora il virtuosismo: seleziona e ordina ciò che deve essere percepito, espelle ciò che rischierebbe di complicare la narrazione.
Con gli anni Duemila, il dispositivo affina le proprie tecniche. Se restiamo a Palazzo Chigi, abbiamo assaporato l’alternanza di numerosi premier: qualcuno ha incarnato la versione accelerata, quasi cinetica, con una verbalità che non si limitava a occupare lo spazio, lo consumava. Altri, al contrario, hanno offerto una declinazione per sottrazione: poche parole, calibrate al millimetro, come se il silenzio fosse diventato l’unità di misura del discorso. Due stili opposti, ma con la stessa consapevolezza: chi governa il ritmo governa il senso. Altri invece hanno tentato (con dubbi risultati) di assumere una funzione dichiaratamente consolatoria. Di recente, poi, abbiamo assistito a un altro naturale cambiamento: una fase in cui non serve più articolare un discorso, basta produrre unità minime di riconoscimento. Parole, segnali, formule identitarie, con l’offerta di enunciati progettati per essere estratti, isolati e condivisi.
Mentre accadeva tutto questo, di pari passo, si affermava sempre di più una comunicazione social: figlia naturale del nostro contemporaneo, oggi conviviamo e talvolta subiamo l’affermazione potente e ormai quasi del tutto incontrastata delle piattaforme digitali e delle sue regole spesso non scritte. E con esse la definitiva evaporazione di ogni illusione interattiva. La comunicazione si frammenta, si riproduce, si replica all’infinito.
In questa architettura – complessa ma molto leggibile – la comunicazione politica (e con essa il giornalismo) smette lentamente di essere un filtro e diventa, più o meno inconsapevolmente, un moltiplicatore. Non interpreta, amplifica e redistribuisce. Non perché abbia rinunciato al proprio ruolo, ma perché il campo di gioco è stato ridisegnato.
A ben vedere, il punto nodale è che il potere si è trasferito dentro la comunicazione, dissolvendo progressivamente ogni esterno. Non esiste più un “fuori” cui rispondere, ma solo un “dentro” da organizzare e con il quale convivere. E così la comunicazione non racconta più la realtà, la prepara. E mentre si discute di verità, post-verità e disinformazione, tutto il resto – che spesso coincide proprio con la realtà – costituisce solo un rumore di fondo. La metamorfosi, a questo punto, può dirsi compiuta: la comunicazione non è più uno strumento del potere. È il suo habitat naturale. E come ogni habitat ben costruito, ha una fondamentale caratteristica: non lascia vie di fuga, ma offre l’illusione costante di averne infinite.
(L’intervento è stato pubblicato su Huffington Post)