sabato, 18 Aprile 2026
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Carlo Levi a Firenze. Un anno di vita sotterranea in mostra a Palazzo Medici Riccardi

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Carlo Levi, il suo nome è noto a tutti o quasi come uno tra i più significativi autori del Novecento italiano. L’intellettuale antifascista, nato a Torino nel 1902 e morto a Roma nel 1975, non è però solo scrittore ma anche pittore, ed è proprio in questa veste che lo ritroviamo in una mostra a lui dedicata e visitabile dal 9 febbraio al 19 marzo 2023, dal titolo “Carlo Levi a Firenze. Un anno di vita sotterranea“, attualmente in corso nelle Sale Fabiani di Palazzo Medici Riccardi. L’esposizione è promossa da Città Metropolitana di Firenze con il patrocinio di Regione Toscana, Comune di Firenze e Città di Torino, organizzata dalla Fondazione Giorgio Amendola in collaborazione con la Fondazione Carlo Levi, il centro Unesco e l’Associazione MUS.E.

Il legame di Carlo Levi con la città di Firenze

La scelta di esporre Carlo Levi nel cuore di Firenze, e proprio a Palazzo Medici Riccardi, non è casuale. La mostra, curata dal professor Pino Mantovani su progetto della Fondazione Carlo Levi è dedicata infatti al soggiorno di Carlo Levi a Firenze, avvenuto dal 1941 al 1945. Un periodo difficile, che ha visto protagonista la guerra, l’occupazione nazista e la successiva lotta di Liberazione fino alla ripresa della vita pubblica democratica nella città liberata dalla Resistenza sotto il governo autonomista. Ecco che Carlo Levi appare quasi come uno “spettro” che fa ritorno nella sua casa, in uno dei luoghi principali deputati alla ricostruzione dell’Italia post fascista. Firenze è stata la città sede del Comitato di Liberazione nazionale e di un alto confronto politico.

A Firenze Carlo Levi scrisse il suo capolavoro, “Cristo si è fermato a Eboli”.

Oltre a ciò, non dimentichiamo che è proprio a Firenze che Carlo Levi scrisse il suo primo e più noto libro, “Cristo si è fermato a Eboli”, tra il 1943 e il 1944, nell’ultimo anno della Seconda Guerra Mondiale e in un arco temporale brevissimo. In quegli anni l’intellettuale viveva nascosto in casa della signora Ichino, nella paura di un improvviso arrivo della Gestapo. Il racconto rievoca volti, storie e personaggi del suo confino a Grassano e ad Aliano in Lucania: un’esperienza sconvolgente che lo portò alla scoperta di un’altra Italia, contadina e arcaica, confinata in un sud fuori dai tempi della storia e che fatica a mettersi in relazione con la mitologia imperiale imposta dal fascismo.

Il trasferimento del “Cristo si è fermato a Eboli” su tela: in mostra anche una riproduzione del Telero “Lucania ’61”

Carlo Levi Firenze telero Lucania '61
La riproduzione del telero Lucania ’61 in mostra a Palazzo Medici Riccardi – Ph. MUS.E

In questo senso, è importante il fatto che in mostra sia presente anche una riproduzione  del Telero Lucania ’61 che proviene dalla sede della Fondazione Giorgio Amendola e dall’Associazione lucana in Piemonte, a Torino: si tratta non di un arrivo, bensì di un ritorno, dato che noi consideriamo quest’ultimo come il trasferimento del “Cristo si è fermato a Eboli” su un supporto in tela. Un capolavoro dell’arte e un vero e proprio omaggio alla Lucania che, secondo Levi, risiede nel cuore di ciascuno di noi e si fa paladina di giustizia e libertà.

Sappiamo che il “Telero” è stato commissionato all’artista da Mario Soldati per rappresentare la Basilicata nel Padiglione della mostra delle Regioni a Torino in occasione delle celebrazioni per il Centenario dell’Unità d’Italia, conservato presso il Museo Nazionale di Matera. L’opera riassume la sua visione riguardo alla questione meridionale filtrata dalla vicenda di Rocco Scotellaro, “il poeta della libertà contadina”. Sul telero è rappresentato il sentimento di “esilio”, quello stesso sentire condiviso con i contadini lucani, che è nella memoria di Levi e che lo portano ad essere ancora una volta vicino agli ultimi, al popolo di emigranti che lasciano la propria casa per trasferirsi altrove. Ne sono testimonianza opere come L’addio dell’emigrante e in una visione contemporanea, L’icerberg e il naufragio e Ancora galleggiante.

Il pensiero di Carlo Levi in mostra a Palazzo Medici Riccardi

I temi dell’esilio, del confino e del naufragio si raccontano in prima persona in 34 opere e disegni di Levi, oltre a una riproduzione del celebre telero Lucania ’61. Un’occasione unica per stimolare un confronto anche tra scritti e dipinti, tempera e inchiostro, penna e pennello al fine di comprendere a fondo il pensiero di Carlo Levi in senso lato e il periodo storico che con lui si attraversa. Una riflessione intima su valori, fragilità e sfide dell’umanità ancora oggi profondamente attuali. Ogni pennellata di Levi, densa e nervosa, restituisce la forza di uno dei più grandi protagonisti del Novecento italiano e ci racconta radici e metamorfosi dell’identità, il senso dei legami, gli aneliti di libertà, il coraggio e la paura del vivere.

Il percorso espositivo: le due Sale Fabiani

In mostra a Palazzo Medici Riccardi a Firenze si trovano infatti le opere dipinte da Carlo Levi durante il confino ad Aliano, come La Strega e il bambino. Tutt’intorno una galleria di ritrattila madrele donne amate, come la compagna del tempo, Paola Levi Olivetti, amatissima e tante volte rievocata sulla tela, per la quale decise di trasferirsi a Firenze abbandonando l’ipotesi di un espatrio in America e gli amici, come l’intellettuale Eugenio Montale. E ancora, gli anni tragici della guerra sono evocati dal pittore con un capretto scuoiato giacente su una livida spiaggia (La guerra partigiana), con i desolati paesaggi arrossati dai fuochi di guerra, con mucchi di cadaveri giacenti in un presentimento dell’Olocausto (Nudi. Il lager presentito).

Agli inizi degli anni Cinquanta Carlo Levi compie una serie di viaggi nell’Italia meridionale in cui respira il clima della passione civile, delle lotte dei contadini-operai che sono ormai consapevoli della loro misera condizione e reclamano il riscatto sociale. Nascono in pittura le opere di denuncia sociale, che mostrano i corpi delle donne deformati sotto il peso della faticagli occhi dei bambini scavati dalla malariai volti degli uomini segnati dalla malattia. Una pittura che l’osservatore rifiuta per la sua “sgradevolezza” ma che allo stesso tempo diventa esperienza rendendolo testimone di ciò che sta accadendo. Il legame che si è instaurato tra Levi e il sud anni prima si è andato ormai consolidando. Questi sono solo alcuni dei capolavori e temi affrontati nelle Sale Fabiani di Palazzo Medici Riccardi, piccole ma che per l’occasione appaiono dense di capolavori di altissimo livello.

Stop alla copertura della tribuna del nuovo stadio di Firenze

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Sulla tribuna del nuovo stadio di Firenze emerge un “no”. E quel rifiuto è della Soprintendenza speciale del Ministero della Cultura a proposito della copertura del parterre di tribuna centrale. La copertura non deve avere alcuna modifica sostanziale né tanto meno essere una struttura mobile-retrattile. E quindi ciò che è stato progettato dai tecnici di Arup, gruppo vincitore del concorso internazionale per la riqualificazione del Franchi, non va bene.

Il progetto per la copertura della tribuna dello stadio di Firenze

Il progetto di Arup sulla tribuna dello stadio di Firenze prevedeva la realizzazione di un’estensione retraibile che fosse un prolungamento della copertura già esistente della tribuna. In modo da garantire protezione in caso di pioggia. Ma il Mic ha detto di no, spiegando che tale modifica avrebbe portato ad un cambio sul vincolo paesaggistico. E se dal Comune si sostiene che questo intoppo non ritarderà i lavori, è evidente che però Arup deve progettare – e in fretta – una soluzione diversa.

Oltre alle problematiche, che però possono essere risolte, sulla tribuna dello stadio di Firenze c’è la questione dei rapporti tra Fiorentina e Comune. Il presidente viola Rocco Commisso, nella giornata di martedì, è stato a Palazzo Vecchio per un evento ma non ha incontrato il sindaco Dario Nardella, che era fuori Firenze. Tra i due l’incontro ci sarà prima del rientro di Commisso negli Stati Uniti. Diversi i nodi. Su tutti parlare concretamente dello stadio e capire ad esempio dove giocherà la Fiorentina durante i cantieri.

Come sarà il nuovo Franchi

Il progetto per il nuovo stadio della Fiorentina, firmato dall’architetto David Hirsch dello studio Arup e vincitore del concorso del Comune, trasformerà l’Artemio Franchi in un impianto sportivo moderno, tutto coperto e con una capienza di almeno 40.000 posti. Una lamina metallica correrà sopra le gradinate storiche, dando un “tetto” ai tifosi, mentre alle vecchie tribune dell’edificio progettato da Pier Luigi Nervi se ne aggiungeranno di nuove più vicine al campo. All’interno del Franchi ci sarà un museo, un auditorium, 28 nuovi skybox e 23 skybox riqualificati.

Terremoto a Siena: altre 40 scosse. Scuole chiuse

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Scuole e sedi dell’università chiuse nel territorio comunale di Siena, oggi 9 febbraio 2023, dopo le scosse di terremoto che si stanno registrando dalla nottata e che sono state avvertite anche in zone limitrofe della Toscana. La più forte, di magnitudo 3.5, si è verificata alle ore 21.51 di ieri sera, con epicentro a 1 chilometro dal centro, vicino al cimitero monumentale della Misericordia, a una profondità di 8 chilometri. Le rilevazioni dell’Istituto nazionale di geofisica (Ingv) segnalano adesso uno sciame sismico, con altre 40 scosse di entità minore durante la notte, e repliche durante la mattinata (magnitudo 2.8 alle 8.19 e altre scosse sopra i 2 tra le ore 8 e le 9).

Scuole chiuse, stop ai musei per il terremoto a Siena tra l’8 e il 9 febbraio 2023

Il Comune di Siena ha deciso in via precauzionale la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado, oltre alle sedi universitarie, per la giornata del 9 febbraio, al fine di consentire i controlli alle strutture da parte della polizia municipale e della protezione civile. Chiusi inoltre i musei e la Torre del Mangia, per cui al momento non sono stati evidenziati danni.

I tecnici stanno procedendo nelle verifiche agli edifici – ha scritto su Facebook il governatore della Toscana Eugenio Giani – Grazie a tutte le donne e uomini impegnati al servizio della comunità, restiamo vigili”. Una ventina i controlli in corso dopo segnalazioni arrivate durante la notte ai vigili del fuoco.

Scosse sentite anche nel resto della Toscana

Il terremoto di questa notte con epicentro a Siena è stato avvertito in zone limitrofe della Toscana, con segnalazioni che sono pervenute all’Istituto nazionale di geofisica anche dalla provincia Siena (da Poggibonsi a Colle Val d’Elsa), da Firenze città e dalle aree a sud della Città metropolitana (San Casciano, Castelfiorentino, Certaldo). “In Mugello, nell’ottobre scorso, si è registrata più o meno la stessa magnitudo e lì ci furono danni anche alle strutture”, ha detto il sindaco di Firenze Dario Nardella, in collegamento con la trasmissione Agorà su Rai 3. Il Comune, in un comunicato stampa, ha fatto sapere di essere in allerta con i propri uffici, in particolare Polizia Municipale e Protezione Civile, e ha diffuso i consigli sui buoni comportamenti da adottare per il rischio sismico. Qui la guida su cosa fare in caso di terremoto.

Conferme e novità per l’Estate fiorentina 2023: arriva il bando

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Arriva il bando per l’Estate fiorentina 2023 con un budget di 1,7 milioni di euro: la kermesse durerà da giugno a settembre e l’avviso sarà a breve online nella rete civica del Comune. Tra le grandi novità un evento speciale in occasione del 2 giugno, rassegne speciali per il ventennale della morte di Giorgio Gaber e per il centenario della nascita di don Milani. Tornano poi i festival, dal Firenze Jazz a Musart, dalla Città dei Lettori a Copula mundi, dal Cirk Fantastik al Florence Folks.

Gli eventi speciali

Il bando per l’Estate fiorentina 2023 prevede una manifestazione speciale dedicata alla festa nazionale della Repubblica, il 2 giugno. Ci saranno eventi diffusi da realizzare con le biblioteche e un concerto-reading serale ad ingresso libero che coinvolgerà attori e artisti delle associazioni e compagnie teatrali fiorentine e di rilevanza nazionale, per ricordare tramite letture e musica la nostra storia repubblicana dal 1946 ad oggi. Tra le novità anche “La Gaberiana”, una rassegna per il ventennale della morte di Giorgio Gaber diffusa in tutto il Quartiere 4. Anche in questo caso ci saranno spettacoli, letture, concerti, incontri, esposizioni fotografiche e proiezioni.

In occasione del centenario della nascita di don Lorenzo Milani è previsto un omaggio del Comune di Firenze. Si tratta di una serie di eventi teatrali e letterari, incontri, esposizioni e performance da tenersi in vari luoghi della città tra giugno e settembre, per ricordare questa figura. Tra gli altri eventi contenuti nel bando dell’Estate fiorentina 2023 spicca anche la rassegna di “Musica e parole” sul Sagrato della basilica di Santo Spirito. E ancora “Apriamoci alla poesia”, reading in tutti e cinque i quartieri della città.

I criteri del bando dell’Estate Fiorentina 2023 e i festival

Tra i criteri di valutazione dei progetti, il bando terrà di conto, oltre che della qualità della proposta artistica, anche del decentramento nei quartieri, dell’attitudine a coinvolgere un pubblico a 360 gradi, giovani, anziani e disabili, della presenza di misure e azioni per sensibilizzare il pubblico ad una maggiore responsabilità rispetto alle tematiche ambientali. Soddisfatto il sindaco Dario Nardella secondo cui l’Estate fiorentina “sarà il cuore della proposta culturale della nostra città”. La delibera approvata dalla giunta su proposta del vicesindaco e assessore alla cultura Alessia Bettini sul bando dell’Estate fiorentina 2023 prevede la conferma dei 15 grandi festival, già selezionati. Nel dettaglio: Firenze Jazz Festival, Secret Florence, Apriti cinema, Genius loci, Firenze dall’alto, Musart Festival, Florence Dance performing arts Festival, Sagrati in musica sotto le stelle, La città dei lettori, Festival au desert, Lattexplus festival, Copula mundi festival, Florence Folks Festival, Italian Brass week, Cirk Fantastik.

A che punto sono i lavori nell’ex monastero di Sant’Orsola

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L’ex monastero di Sant’Orsola, nel centro di Firenze, ha un nuovo volto: si sono conclusi i lavori per il restauro delle facciate. Un ulteriore passo nel recupero del complesso che da quarant’anni è un buco nero nel centro cittadino. Sarà adesso il gruppo immobiliare parigino Artea, che si è aggiudicato il contratto di concessione dell’edificio per 50 anni, a completare gli interventi all’interno. I tempi per la conclusione dei cantieri sono stimati in una trentina di mesi.

I lavori alle facciate di Sant’Orsola

Ingabbiato per anni dietro le lamiere, poi liberato dalle protezioni ma con le finestre murate, il complesso oggi ha detto addio agli ultimi ponteggi presenti sul lato di via Guelfa. I lavori sulle facciate di Sant’Orsola, con il recupero anche della collocazione originaria delle aperture, è stato possibile grazie a un investimento di circa 4 milioni di euro da parte della Città metropolitana di Firenze, proprietaria dell’immobile. Prima ancora sono stati effettuati interventi sul tetto e all’interno. In questo ambito sono state restaurate le decorazioni che si sono salvate dagli interventi precedenti e sono state riportate alla luce alcune colonne quattrocentesche.

Nato nel quattoricesimo secolo come piccolo monastero femminile, il complesso crebbe nei secoli fino a perdere la sua vocazione di luogo religioso all’inizio dell’Ottocento, sotto i francesi. Nello stesso secolo ospitò poi la Manifattura Tabacchi di Firenze, prima che l’attività produttiva si spostasse tra le Cascine e piazza Puccini, e negli anni Ottanta fu acquistato dal Demanio per creare una caserma della Guardia di Finanzia. Proprio questi lavori stravolsero buona parte della struttura, con gettate di cemento, demolizioni e interventi per creare un parcheggio sotterraneo. Il progetto di portare qui le fiamme gialle naufragò, lasciando il complesso abbandonato per decenni. Solo dal 2007 è entrato a far parte del patrimonio della Provincia, oggi Città metropolitana.

Facciata sant'Orsola Firenze
La nuova facciata di Sant’Orsola. Foto – Met

Come sarà Sant’Orsola: il progetto di Artea

“Non ci siamo mai rassegnati davanti alle difficoltà che pure non sono mancate sotto tanti profili – ha commentato il sindaco Dario Nardella dopo la conclusione dei lavori alle facciate – ma abbiamo vinto la rassegnazione, accolto le sollecitazioni utili nell’ambito di percorsi di ascolto e partecipazione, puntato alla riqualificazione dell’intera area, trovato un partner per la riqualificazione dell’ex convento. Dunque avanti con determinazione”.

Secondo il progetto del gruppo Archea, che ora curerà gli ultimi lavori, nell’ex monastero di Sant’Orsola nascerà un nuovo polo attrattivo di Firenze con una scuola di istruzione superiore, un centro congressi, un’area di coworking, negozi, laboratori artigianali e atelier. E ancora un’area museale per eventi legati alla tomba di Monna Lisa, un giardino urbano, un caffè-biblioteca, una ludoteca e uno spazio fitness. Il tutto per circa 17.000 metri quadrati di superficie, compresi i tre grandi cortili. La ristrutturazione avrà un costo stimato di oltre 31 milioni di euro. Qui il pdf del progetto per Sant’Orsola.

Lista dei cantanti della seconda serata di Sanremo

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Dopo il boom di ascolti dell’apertura, con oltre 10 milioni di spettatori, durante la seconda serata del festival di Sanremo 2023 saliranno sul palco gli altri 14 concorrenti: nella lista dei cantanti in scaletta, esibizioni attese come quelle degli Articolo 31, di Giorgia e di Paola & Chiara, mentre arriveranno i primi ospiti internazionali. Anche stasera la classifica parziale sarà decisa dalla sala stampa, composta da 150 giornalisti e divisa in tre parti (giornali, radio e web) e al termine della gara saranno rese note le posizioni di tutti e 28 gli artisti. Dopo la prima serata al vertice c’è Marco Mengoni con Due vite, seguito da Elodie con Due e dall’Addio di Coma_Cose.

Sanremo 2023: gli orari della seconda serata

Anche stasera la scaletta di Sanremo si preannuncia lunga, con quasi 5 ore di show: si inizia alle ore 20.40, dopo i 10 minuti del Primafestival, il “notiziario” con curiosità e aggiornamenti sul 73esimo festival della canzone italiana. La diretta dal Teatro Ariston continuerà fino alle 1.30, con una breve pausa prima di mezzanotte per il Tg1. A seguire il Dopofestival affidato a Fiorello e Biggio per Viva Rai 2… Viva Sanremo.

A co-condurre la serata, accanto ad Amadeus, la giornalista Francesca Fagnani, celebre per le sue interviste “feroci” nel format Rai Belve, che proporrà anche un monologo. La diretta si può seguire, oltre che in tv su Rai 1, in streaming su Raiplay, dove si possono rivedere i momenti salienti dello spettacolo.

Le esibizioni dei concorrenti: la lista dei cantanti della seconda serata di Sanremo 2023

Cresce l’attesa per gli altri 14 brani in gara quest’anno. Ecco l’ordine di uscita dei cantanti della seconda serata di Sanremo, mercoledì 8 febbraio 2023:

  1. Will – Stupido
  2. Modà – Lasciami
  3. Sethu – Cause perse
  4. Articolo 31 – Un bel viaggio
  5. Lazza – Cenere
  6. Giorgia – Parole dette male
  7. Colapesce Dimartino – Splash
  8. Shari – Egoista
  9. Madame – Il bene nel male
  10. Levante – Vivo
  11. Tananai – Tango
  12. Rosa Chemical – Made in Italy
  13. LDA – Se poi domani
  14. Paola & Chiara – Furore

Si prosegue domani con un’altra attesissima serata di Sanremo 2023, quella dedicata alle cover.

Gli ospiti sul palco dell’Ariston

Anche la lista degli ospiti della seconda serata conferma Sanremo come il festival nazional-popolare per eccellenza, con una scaletta pensata per strizzare l’occhio sia ai “veterani”, sia al pubblico più giovane. E così sul palco dell’Ariston salirà un inedito trio della musica italiana, formata da miti come Al Bano, Massimo Ranieri e Gianni Morandi, per un medley dei loro più grandi successi. Da Perdere l’amore a Nel sole fino a C’era un ragazzo. Dopo tre anni poi tornano gli ospiti internazionali, bloccati finora per l’emergenza Covid. I primi ad impugnare il microfono sulla Riviera dei fiori saranno i Black Eyed Peas (senza più Fergie, la voce femminile della formazione iniziale). In collegamento dalla Costa Smeralda si esibirà inoltre Fedez, mentre sul palco parallelo Suzuki stage, in piazza Colombo, ci saranno Nek e Francesco Renga. Dalle note, alle risate (amare): chissà quanto farà discutere l’intervento – che si preannuncia sopra le righe – del comico Angelo Duro, altro ospite di questa seconda serata canora. Chiude la lista l’attore senese Francesco Arca.

Tour de France a Firenze: partenza dal piazzale Michelangelo

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Per Firenze il Tour de France con la partenza fissata il 29 giugno del 2024 sarà un appuntamento storico. Come descritto dal sindaco di Firenze Dario Nardella nella conferenza stampa in occasione della firma del protocollo del Grand Depart, la manifestazione attiverà un valore aggiunto di 20 milioni di euro di Pil e 400 posti di lavoro diretti. In totale si tratta di tre tappe italiane, con partenza appunto da Firenze.

Tour de France a Firenze: cosa prevede il protocollo

Il protocollo relativo al Tour de France a Firenze è tra gli organizzatori di Aumanry sport organisation, Città metropolitana di Firenze, Regione Emilia-Romagna e Regione Piemonte (in Piemonte si svolgerà l’ultima tappa prima del rientro in Francia). L’atto fissa i reciproci impegni, l’investimento totale di 6,5 milioni di euro. E ancora il percorso di avvicinamento. Il punto di accoglienza sarà inaugurato il 26 giugno 2024. Spazio poi alla prima tappa Firenze-Rimini (29 giugno), a Cesenatico-Bologna (30 giugno) e Piacenza-Torino (1 luglio). Per un totale di 600 chilometri.

Dove partirà il Tour nel capoluogo toscano

A Firenze la partenza del percorso del Tour de France sarà davvero suggestiva: prenderà il via infatti dal piazzale Michelangelo. L’headquarter e la logistica saranno al Teatro del Maggio, Palazzo Wanny ospiterà gli incontri della carovana pubblicitaria. Il sindaco Nardella ha detto che questo evento deve essere l’occasione per accendere i riflettori del mondo sul ciclismo italiano. E sarà anche un modo per promuovere la mobilità sostenibile e l’uso della bicicletta.

“L’investimento previsto nell’accordo per portare la partenza del Tour de France in Italia rappresenta un volano straordinario per tutti i nostri territori – aggiunge Nardella -. In pratica un euro investito per questa manifestazione internazionale porterà 10 euro di ritorno in termini di visibilità, promozione del territorio, produttività e turismo”. “Vogliamo mostrare tutte le bellezze italiane che attraverseremo”, afferma il direttore della corsa Christian Proudhomme. A Firenze ci sarà l’imbarazzo della scelta.

Frecce tricolori su Firenze: 3 eventi nel 2023 (uno per Zeffirelli)

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C’è anche il passaggio delle frecce tricolori su Firenze nel programma di iniziative per i 100 anni dalla nascita di Franco Zeffirelli, domenica 12 febbraio 2023, in orario mattutino. La pattuglia acrobatica nazionale sorvolerà la città, proprio nel giorno in cui sarà ricordato il maestro del cinema, venuto a mancare quattro anni fa. Un singolare omaggio nei cieli, per “un’eccellenza italiana nel mondo”, spiega l’Aeronautica militare. E un giorno prima è previsto il volo di prova.

Quando il passaggio delle frecce tricolori su Firenze: l’orario di domenica 12 febbraio 2023

L’Istituto di Scienze militari ha noto l’orario preciso in cui le frecce tricolori passeranno su Firenze: l’esibizione è prevista nella mattina di domenica 12 febbraio, alle ore 10.30 e sarà preceduta da una serie di iniziative. Alle 9.30, nel cimitero delle Porte Sante, dove è sepolto Zeffirelli, si svolgerà la benedizione di Padre Bernardo, abate di San Miniato al Monte. Alle 10, a poca distanza, l’altro evento sarà la cerimonia di intitolazione del Belvedere dedicato a Franco Zeffirelli, il terrazzino panoramico sotto il piazzale Michelangelo.

Da questo punto privilegiato, le autorità presenti al taglio del nastro (tra cui il sindaco di Firenze Dario Nardella) aspetteranno il passaggio delle Frecce Tricolori, omaggio che l’Aeronautica Militare ha riservato al regista. Dunque il sorvolo è atteso per le 10.30. Sabato 11 febbraio, alle ore 12.30, due velivoli che fanno parte delle frecce tricolori compiranno un volo di prova.

Gli altri eventi per i 100 anni di Zeffirelli

Ma non ci sono solo le frecce tricolori: Firenze renderà ricorderà Franco Zeffirelli con vari eventi. Si parte sabato 11 con la giornata di studi “E per castelli in aria- Franco Zeffirelli a cento anni dalla nascita”, organizzata dal Maggio musicale Fiorentino nel foyer del teatro dell’opera.

Domenica poi sono previsti altri eventi: l’apertura gratuita del museo Zeffirelli nel complesso di San Firenze per i residenti nella Città metropolitana Firenze (dalle ore 10 alle 12 e dalle 15 alle 18), una mostra filatelica, la proiezione nella Sala d’Arme di Palazzo Vecchio del film di Anselma Dell’Olio Franco Zeffirelli conformista ribelle (ore 15, ingresso libero) e il concerto-omaggio in collaborazione con l’Orchestra Filarmonica della Calabria e con il Coro Lirico Siciliano diretti dal Maestro Filippo Arlia (ore 17, Sala Musica della Fondazione Zeffirelli, gratis su prenotazione). Un altro concerto, il cui ricavato andrà alla Fondazione Meyer, è in programma per la serata di San Valentino sempre nella Sala della Musica, con il tenore Massimo Giordano.

Il ritorno delle frecce tricolori a Firenze: 3 sorvoli nel 2023. Le date

Ancora è fresco il ricordo del sorvolo dei cieli di Firenze tre anni fa, in occasione del programma di iniziative delle frecce tricolori per la festa della Repubblica, durante l’emergenza Covid. Dopo l’appuntamento del 12 febbraio, la pattuglia acrobatica nazionale dell’Aeronautica militare tornerà a solcare i cieli della città il 5 maggio per il giuramento degli allievi della scuola di Aeronautica militare Giulio Douhet, alle Cascine, e ancora il 15 maggio per l’iniziativa “AM ringrazia l’Italia” che vedrà i velivoli impegnati in tutti i capoluoghi di regione per ringraziare i cittadini italiani che hanno servito e supportato l’Aeronautica militare nei suoi cento anni di storia. In Toscana, stando al calendario diffuso dalla stessa Aeronautica militare, le frecce tricolori faranno tappa inoltre a Marina di Pisa il 14 maggio.

Gli aiuti della Toscana dopo il terremoto in Turchia e Siria

Il terremoto in Turchia ha portato a un immediato aiuto da parte della Toscana. Sono infatti partiti subito, dall’aeroporto di Pisa, i C-30 dell’aeronautica militare con a bordo vigili del fuoco e personale medico verso Gaziantep. In totale sono circa 40 gli addetti specialisti che sono partiti alla ricerca di dispersi sotto le macerie. È stata inoltre attivata la funzione sanitaria svolta dal sistema maxi emergenze della Regione Toscana: sono volati due medici e sette infermieri.

Gli aiuti della Toscana dopo il terremoto in Turchia

Il governatore della Toscana Eugenio Giani, dopo il terremoto in Turchia e Siria, ha subito dato il via libera, mettendo a disposizione personale e attrezzature per poter dare un contributo. Giani ha parlato di “immane tragedia”. Anche la città di Firenze è pronta a dare il proprio aiuto, come chiarito anche dal sindaco Dario Nardella: “Dolorose le immagini che arrivano dalle zone colpite dal terremoto – ha scritto su Twitter -. L’abbraccio di tutta Firenze giunga al popolo turco e a quello siriano in queste ore drammatiche. Siamo pronti ad aiutare”.

Le ricerche dei dispersi

Le unità della Toscana dopo il terremoto in Turchia hanno principalmente un obiettivo: cercare persone eventualmente sepolte sotto le macerie. Il contingente, composto dal personale del comando di Pisa guidato dal comandante provinciale Nicola Ciannelli ha attrezzature molto avanzate e un’autonomia logistica che, come dichiarato dal comando di Pisa, “permetterà di operare ininterrottamente per circa sei giorni”. In Turchia sono presenti anche quattro cani dell’unità cinofila provenienti da tutta la Toscana, adeguatamente formati. Qui la nota della Regione dopo la catastrofe che ha colpito Turchia e Siria: al momento il bilancio totale delle vittime, secondo i dati ufficiali, risulta essere salito a 4890 persone. Ci sarebbero ancora migliaia di persone intrappolate sotto le macerie, così come sono migliaia i feriti dopo il potente terremoto.

Posti romantici da visitare a Firenze: tour per innamorati

Firenze e l’amore hanno sempre avuto un rapporto particolare. Dalla poesia del dolce stil novo con la sua donna angelo, alle novelle dissacranti del Boccaccio, fino al grand tour ottocentesco. Senza contare i moltissimi luoghi romantici di Firenze, sparsi praticamente ovunque: per scoprirne alcuni, tra posti classici e tappe curiose da visitare, abbiamo pensato a un tour nel centro cittadino, adatto agli innamorati.

Una passeggiata all’ombra di alberi secolari. Il Giardino dei Semplici

Desideriamo cominciare la nostra passeggiata romantica in un giardino, tra piante, animali e fiori. E grazie al Giardino dei Semplici possiamo esaudire il desiderio, in uno degli orti botanici più antichi al mondo (1545) e in un vero angolo di pace riparata, fra tronchi secolari e fiori delicati. Nel Medioevo, i “semplici” erano appunto le piante medicinali. Oggi qui crescono agrumi, ortensie, azalee, rose, piante tropicali e acquatiche, come le ninfee o il mitico loto. L’albero monumentale più antico è il grande tasso, radicato dal 1720.  Per quanto riguarda gli animali, con un po’ di fortuna, è possibile incontrare gli scoiattoli, gli aironi, maggiore o cenerino, l’allocco, mentre pettirossi e cinciallegre sono più comuni. Purtroppo per l’allocco, che difficilmente si potrà vedere di giorno, suggeriamo la visita nelle ore luminose. Il giardino cresce nei pressi della centralissima piazza San Marco, in via Pier Antonio Micheli 3.

La romantica “fantasmina” di piazza Santissima Annunziata

Dopo il Giardino dei Semplici, via Pier Antonio Micheli termina, incrociandosi con via Gino Capponi, la quale, a sua volta, ci accompagna fino a piazza Santissima Annunziata. Dove i veri romantici potranno salutare la fantasmina più famosa, dolce e triste di tutta Firenze. Secondo un’antica tradizione, la persiana in alto a destra del Palazzo Budini Gattai deve rimanere sempre aperta. Una dama si sarebbe strutta d’amore in quella stanza, attendendo per tutta la vita che il cavaliere suo sposo tornasse dalla guerra. Il cavaliere non tornò mai e la dama continua ad attendere. Guai a impedirle di guardare fuori, la fantasmina manderebbe a soqquadro l’intera stanza. Tra i posti romantici di Firenze c’è anche un amore eterno. Per scorgere la finestra, con alle spalle la basilica di Santissima Annunziata, rivolgete lo sguardo all’edificio sulla destra.

Posti romantici da visitare a Firenze: la Chiesa di Dante e Beatrice

Salutata la fatasmina, è facile perdersi per il centro, andando verso la Cattedrale di Santa Maria del Fiore. Un altro luogo romantico si trova poco oltre piazza del Duomo. La Chiesa di Santa Margherita dei Cerchi viene definita spesso come “chiesa di Beatrice”, “chiesa di Dante” o “chiesa di Dante e Beatrice”. È vero che un tempo, i membri della famiglia Portinari venivano sepolti in questa chiesa. Tuttavia, il matrimonio con Simone dei Bardi, condusse Beatrice Portinari verso una nuova famiglia e un diverso – prematuro – luogo di sepoltura. Perché i Bardi riposano in Santa Croce. Ciò nonostante, oggi, molti innamorati confidano a Beatrice le loro pene e le loro gioie, lasciandole una lettera, proprio qui. Nei luoghi romantici di Firenze si leggono poesie e si scrive, niente lucchetti. La Chiesa di Santa Margherita dei Cerchi sorge in via Santa Margherita, appena svoltato l’angolo con via del Corso.

L’antica giostra gira ancora, in uno dei luoghi più romantici della città

Lasciata una lettera o un pensierino a Beatrice, per raggiungere il prossimo luogo romantico, occorre tornare in via del Corso e proseguire dritto fino a piazza della Repubblica. La piazza dei grandi caffè letterari e storici di Firenze, Paszkowski, Gilli e le Giubbe Rosse. Ma anche dell’antica giostra toscana. Il cuore batte quando la giostra gira, con i suoi cavalli dai finimenti piumati e dorati. Il cerchio rappresenta l’eternità, in certe giornate è facile montare cavallo come i bambini o scattare assieme una delle fotografie più romantiche di Firenze. Tuttavia, per chi preferisce un’idea di romanticismo più movimentata, anche l’Hard Rock Cafe è vicino. Stilnovisti alla giostra, amanti di Boccaccio all’Hard Rock. I luoghi romantici di Firenze possono essere anche molto diversi tra loro.

luoghi posti romantici da visitare firenze giostra piazza Repubblica

Tramonto romantico, sul ponte Santa Trinita

Da piazza della Repubblica prendiamo via degli Strozzi, verso un tramonto romantico. Via degli Strozzi termina infatti all’incrocio con via de’ Tornabuoni, la quale continua a scendere verso l’Arno, fino al ponte Santa Trinita. Bartolomeo Ammannati progettò l’alta curva degli archi e la distanza irregolare tra i piloni perché il ponte resistesse alle piene, evitando di trattenere i detriti ma anche alla ricerca di una grande eleganza. Proprio qui, il pittore inglese Henry Holiday (1839-1927) ha scelto di ambientare la sua tela più famosa, raffigurando l’incontro tra Dante e Beatrice. Sul ponte Santa Trinita, il tramonto colora di rosso l’acqua del fiume, Firenze e i sogni d’amore.

Cena e dopocena, luoghi romantici a Firenze nel quartiere di Santo Spirito

Oltre il ponte comincia il quartiere di Santo Spirito, proseguire verso la basilica e la piazza omonima chiede pochi minuti a piedi. Secondo molti, quest’area cittadina è quella più autentica e vitale. In Santo Spirito è facile avventurarsi, cercare tra diversi luoghi romantici fiorentini quello in cui desideriamo cenare. Altrimenti, possiamo affidarci ai ristoranti segnalati dalle guide gastronomiche oppure fare una scelta insolita per il dopocena, in un locale nascosto.  Il Rasputin ad esempio è un cocktail bar esclusivo, in stile locale segreto, ambientato negli anni del proibizionismo americano. Il livello qualitativo della carta e delle miscelazioni è molto elevato. Ideale per sorprendere la dolce metà con qualcosa di diverso, “da qualche parte in Santo Spirito”, come recita il sito ufficiale. Basta prenotare e farsi spiegare come giungere a questa ultima tappa. E per chi vuole andare fuori città, sono numerose le mete per un weekend romantico in Toscana, qui i nostri consigli.