mercoledì, 8 Aprile 2026
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Test sierologico, in Toscana via allo screening su 400 mila persone

La Regione Toscana ha raggiunto un accordo con 61 laboratori di analisi privati e sottoporrà al test sierologico 400 mila cittadini delle categorie ritenute più esposte al contagio da coronavirus. È quanto annunciato dal presidente Enrico Rossi in una nota.

Nei giorni scorsi la Regione aveva bloccato le iniziative dei laboratori privati che stavano offrendo ai cittadini della Toscana la possibilità di sottoporsi al test sierologico per coronavirus.

Senza negare la possibilità di farlo, la Regione stabilì però che i test si dovevano fare in modo ordinato e dando priorità alle categorie a rischio.  Per questo fu consentito ai laboratori privati di firmare una convenzione e allinearsi con le programmazione dettata dal sistema sanitario regionale.

Test sierologico di massa al via in Toscana

Sono 61 i laboratori privati che hanno dato la propria disponibilità ad effettuare test per conto della Regione.

Ad oggi è in corso un primo blocco di 140.000 test sierologici riservati ai lavoratori della sanità pubblica e privata, a quelli delle Rsa e ai loro ospiti. “L’intervento – ha detto il presidente della Regione Enrico Rossi – si esaurirà entro la fine della prossima settimana. Consentirà una prima valutazione epidemiologica del passaggio del virus tra le categorie di cittadini più esposte a rischio, come lo è la popolazione più anziana. A questi si sono aggiunte le forze dell’ordine, i volontari e le badanti”.

Prima i sanitari e le categorie più esposte

Si partirà poi con il secondo blocco, fino a raggiungere quota 400.000. Ne fanno parte i lavoratori impiegati nei servizi essenziali rimasti aperti fin dal Dpcm dell’11 marzo. La priorità andrà ai lavoratori maggiormente esposti al contatto con altre persone, come quelli della piccola e grande distribuzione alimentare.

Ci sono poi i lavoratori delle aziende che si occupano della raccolta dei rifiuti, i dipendenti pubblici a contatto con l’utenza, gli operatori degli uffici postali, bancari, operatori di servizi a domicilio. E infine riders, personale che si occupa di consegne a domicilio, giornalisti, edicolanti, operatori del trasporto pubblico, delle pompe funebri, i tassisti, chi lavora nella logistica in genere, il personale dei consolati e quello portuale. Si sottoporranno a test sierologico per coronavirus anche gli agenti della polizia comunale e provinciale di tutta la Toscana.

Categoria a parte quella del distretto della carta della Lucchesia, che ha sempre continuato a lavorare e che potrà fornire indicazioni utili sull’impatto del virus all’interno di un’area industriale ben definita.

Coronavirus, andare all’orto si può: ordinanza della Regione Toscana

Coronavirus, come funziona il test sierologico in Toscana

L’accordo tra Regione Toscana e laboratori privati prevede che la Regione fornirà almeno 250.000 kit per il test sierologico a fronte della loro disponibilità ad effettuare almeno 10.000 test al giorno. Oltre ai test su commissione del sistema sanitario pubblico, i laboratori privati potranno effettuare altri esami sierologici in forma privata, ma sempre sui soggetti appartenenti alle categorie di filiera essenziale individuate dal DPCM dell’11 marzo. In questo caso il costo sarà di circa 25 euro.

Tutti i dati dello studio epidemiologico verranno raccolti dalla Regione e caricati su una applicazione per studiare la diffusione del virus suddiviso per categorie di lavoratori.

Rossi: “La più grande iniziativa di screening di massa in Italia”

“Se sommiamo i test in corso per conto del sistema sanitario regionale e quelli che stiamo per affidare ai privati – ha detto Rossi – siamo di fronte alla più grande iniziativa di screening di massa che sia mai stata affrontata in Itali. Ci consentirà di raggiungere ben 400.000 lavoratori tra quelli maggiormente esposti al contagio al fine di tutelare al meglio la loro salute e quella collettiva”.

“È bene ribadire – sottolinea Rossi – che non esistono al momento strumenti assoluti che possono risolvere la diagnostica di un caso nuovo e complesso come quello della diffusione del coronavirus. La nostra politica è quella di sviluppare l’uso dei cosiddetti tamponi. E in Toscana, ne abbiamo fatti oltre 80mila. Siamo dell’idea che una maggiore conoscenza del virus, della sua contagiosità e delle sue caratteristiche può derivare proprio dalla complementarietà tra i tamponi e i test sierologici”.

“Questa complementarietà ci permetterà di tracciare una mappa conoscitiva della diffusione del virus sui casi individuali e di comunità, a partire dalle tipologie di lavoratori testati, al fine di da adottare le migliori strategie di contenimento, di prevenzione e di cura per combattere l’epidemia. Da questa indagine – conclude il presidente – emergeranno utili valutazioni per procedere, d’intesa con il governo nazionale, all’organizzazione della fase 2, che dovrà mettere al primo posto la salute dei lavatori e dei cittadini. Nella giornata di domani verranno definite le questioni organizzative per coinvolgere maggiormente le aziende interessate a partecipare all’indagine”.

Coronavirus, andare all’orto si può: ordinanza della Regione Toscana

Andare al proprio orto si può, anche in un comune diverso da quello di residenza e accompagnati da un familiare: è quanto dispone un’ordinanza del presidente della Regione Toscana Enrico Rossi. L’ordinanza, firmata nel tardo pomeriggio di oggi, fissa le regole anche per il contenimento della fauna selvatica e per le attività selvicolturali durante l’emergenza coronavirus.

Orto e coronavirus, le nuove regole

La regola base rimane il pieno rispetto di quanto previsto dai decreti della presidenza del consiglio e da tutte le norme di sicurezza per il contenimento del contagio da coronavirus.

L’ordinanza (qui il testo completo) stabilisce che chi si dedica alle attività agricole in via amatoriale potrà andare al proprio orto e accudire gli animali da allevamento.

Coronavirus, in Toscana è consentito andare all’orto

Sarà quindi ammesso spostarsi dal proprio domicilio al luogo dove si svolgono le attività agricole, sia all’interno del proprio comune che verso altri comuni. Con il solo limite che non si vada all’orto più di una volta al giorno e accompagnati al massimo da un altro componente del nucleo familiare.

Una notizia molto attesa dagli hobbisti, peraltro in un periodo cruciale per le coltivazioni stagionali.

L’ordinanza stabilisce poi una proroga di 15 giorni del periodo di taglio e di esbosco per i proprietari di boschi e per le imprese di selvicoltura. Una misura, spiega la Regione, che va “anche a tutela della stabilità dell’assetto idrogeologico e della prevenzione degli incendi boschivi e degli attacchi fitopatogeni correlati al cumulo di biomassa sul terreno causata dalla interruzione dei lavori forestali”.

Orto, selvicoltura, fauna selvatica: l’ordinanza della Regione Toscana

Anche per la selvicoltura sarà consentito spostarsi all’interno del proprio comune e verso altri comuni. Di nuovo, non più di una volta al giorno e al massimo in due componenti dello stesso nucleo familiare.

Stabilite anche le misure per il controllo e il contenimento della fauna selvatica, compresi quelli in ambito urbano. Dovranno avvenire tramite la cattura o con interventi di controllo in forma singola, sempre nel rispetto delle norme di sicurezza nazionali.

Le guardie venatorie volontarie incaricate dalla polizia provinciale di effettuare gli interventi di controllo possono giustificare lo spostamento all’interno del comune o verso altri comuni sulla base di quanto riportato nella scheda di intervento di controllo inviata alla Polizia provinciale.

Come si fa una sanificazione, dall’ozono all’alcol: risponde l’esperto

Tuta, mascherina e visiera protettiva sono gli strumenti del mestiere. Ipoclorito di sodio, perossido di idrogeno e ozono sono invece i prodotti e i gas usati durante la bonifica e la sanificazione obbligatoria in ambienti dove è stata appurata la presenza di persone positive al coronavirus, come abitazioni, uffici, negozi o fabbriche.

“È una procedura che segue quanto previsto dalle circolari del Ministero della Salute, effettuata da personale appositamente fermato, al termine della quale viene rilasciata la certificazione di avvenuta sanificazione”. A spiegare come funziona è Giacomo Sestucci, responsabile del settore bonifiche di CAF, cooperativa fiorentina che oltre alla logistica e ai grandi spostamenti con gru e piattaforme aeree si occupa ormai da quasi trent’anni di bonifiche di amianto e adesso anche di bonifiche per il Covid-19.

Le aziende specializzate

CAF è una delle poche aziende del centro Italia autorizzata per questo tipo di operazioni. Diciotto persone formate e sette operative: il team anti-coronavirus è già entrato in azione per “ripulire” gli oltre 35 mila metri quadrati di uffici della Regione Lazio dopo che il governatore Nicola Zingaretti è risultato positivo al coronavirus, mentre adesso la squadra è impegnata nella sanificazione e disinfezione delle strutture collegate ai servizi sociali del Comune di Firenze, dagli alloggi per le donne vittime di violenza ai servizi per i senzatetto.

Coronavirus, come si fa la sanificazione degli ambienti

Per quanto riguarda gli ambienti dove hanno soggiornato persone affette da coronavirus, la sanificazione parte con una normale pulizia con acqua e detergenti, come si fa anche normalmente a casa. Il  passo successivo invece è più professionale: serve per disinfettare a fondo gli ambienti, in modo da eliminare gli agenti patogeni, spruzzando  ipoclorito di sodio allo 0,1% (che comunemente conosciamo come candeggina), perossido di idrogeno allo 0,5% (un po’ più forte della normale acqua ossigenata) e, dove non sia possibile impiegare questi prodotti, etalo al 70% (ossia alcol) come ad esempio per i computer, le tastiere e gli strumenti elettronici.

“Il personale è dotato di dispositivi di protezione idonei, come mascherine filtranti ffp2 o superiori, tuta e vestizione adeguate che proteggono sia dagli agenti infettanti come batteri e virus sia dai vapori delle sostanze utilizzate, che possono provocare irritazioni e bruciature – chiarisce Giacomo Sestucci – inoltre viene seguita una procedure di ingresso e di uscita dai locali, che di fatto, per spiegarla in poche parole, è una sorta di doccia con il disinfettante”. Per questo all’esterno delle strutture da bonificare vengono installati degli speciali spogliatoi dove gli operatori passano prima di entrare in azione e al termine della loro “missione”.

Sanificazione ambientale CAF

Sanificazione ambientale con ozono, come funziona e il costo

Un’altra arma usata contro il coronavirus, è l’ozono che permette una sanificazione e sterilizzazione più profonda: perché si fa? “In genere noi prevediamo anche un’invasione con ozono per due o quattro ore a seconda della grandezza degli ambienti – risponde l’esperto – il locale viene sigillato e il gas arriva in quelle parti difficilmente raggiungibili con i disinfettanti, prendiamo ad esempio una libreria e le pagine di un libro”. Le circolari del Ministero della Salute non parlano esplicitamente di ozono, ma non escludono questa procedura di sanificazione che può rappresentare un’ulteriore garanzia.

Il costo per una bonifica di questo genere può variare molto in base alle caratteristiche degli ambienti, anche perché stiamo parlando di strutture non progettate per una sanificazione costante, come lo sono invece gli ospedali: si parte dai 29 euro a metro quadro minimo 200 mq, fino ad arrivare a cifre più basse anche 2 euro a metro quadrato, per locali grandi migliaia di metri quadrati. Spese che però possono essere più basse se si parla di una “pulizia” meno profonda, ad esempio dove non siano stati accertati casi di coronavirus.

Il “bonus sanificazione”, credito d’imposta

Per le aziende che dispongono una sanificazione degli ambienti il decreto “Cura Italia” ha comunque previsto un bonus sotto forma di credito d’imposta. Viene riconosciuto il 50% di quanto speso per un massimo di 20 mila euro per tutto il 2020. In questa cifra possono rientrare anche le spese per i dispositivi di protezione individuale, come mascherine e visiere protettive, per gel igienizzanti e per le barriere installate in modo da far rispettare la distanza di sicurezza.

Aumentano i guariti ma salgono anche i ricoveri: il coronavirus in Toscana nel bollettino del 14 aprile

Scendono i nuovi casi di coronavirus in Toscana: 137 quelli rilevati nelle ultime ventiquattro ore, e 20 i decessi riportati dalle notizie del bollettino regionale di oggi, martedì 14 aprile.

La mappa del contagio in Toscana

Il totale dei casi sale così a 7.527 dall’inizio dell’epidemia. Firenze resta in testa tra le province di segnalazione (che non sempre coincidono con quelle di residenza) con 2.311 casi complessivi (42 in più rispetto a ieri). A seguire, la mappa del contagio vede: 404 casi a Prato (10 in più), 513 a Pistoia (4 in più), 873 a Massa (6 in più), 1.061 a Lucca (1 in più), 727 a Pisa (33 in più), 410 a Livorno (6 in più), 487 ad Arezzo (34 in più), 373 a Siena (1 in più), 368 a Grosseto.

Coronavirus, il bollettino del 14 aprile in Toscana

Il totale dei morti in Toscana raggiunge i 538, con un’età media di poco superiore agli 84 anni. Tutti, precisa la Regione nel bollettino, hanno evidenziato la presenza di patologie pregresse. In termini di letalità (la percentuale dei deceduti sul totale dei casi) la Toscana con oggi arriva al 7,1%, contro una media italiana che ieri era del 12,8%.

Dei 20 riportati da ieri (3 in meno di quelli di un giorno fa), 12 sono le persone decedute della provincia di Firenze, 1 di Prato, 2 di Pistoia, 2 di Massa, 3 di Lucca.

Salgono guariti e ricoveri

Nuovo aumento delle guarigioni, 22 in più di ieri per un totale di 637. Di questi, 349 (+3) sono soggetti “clinicamente guariti”, divenuti cioè asintomatici dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione. Altri 288 (+19) sono le persone dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultate negative in due test consecutivi.

Tornano però ad aumentare i ricoveri in ospedale. Oggi sono 10 in più da ieri, per un totale di 1.227. Di questi, 1.002 sono i ricoveri ordinari, 225 in terapia intensiva (dato rimasto stabile da ieri).

Coronavirus, ultime notizie dalla Toscana (14 aprile)

Altre 5.125 persone, 85 in più rispetto a ieri, sono in isolamento domiciliare. Sono persone con sintomi lievi, che non richiedono cure ospedaliere, oppure persone risultate positivi ma prive di sintomi. Altri 17.136 sono isolati in sorveglianza attiva perché hanno avuto contatti con persone contagiate.

Con oggi si è raggiunto quota 82.269 per i tamponi eseguiti complessivamente dagli operatori sanitari dedicati, 2.404 i tamponi analizzati nelle ultime 24 ore.

Questi i dati di oggi, martedì 14 aprile, elaborati dall’Agenzia regionale di sanità e dall’Unità di crisi Coronavirus

L’andamento del coronavirus in Toscana: zero nuovi contagi a fine aprile?

Il picco sembra passato, anche se è troppo presto per cantare vittoria. L’andamento dei casi da coronavirus in Toscana rallenta la sua corsa, non cresce più in modo esponenziale come all’inizio dell’emergenza, ma la curva non è ancora “piatta” ossia non si è ancora arrivati all’assenza di nuovi contagi, cosa che potrebbe avvenire alla fine del mese di aprile. A dirlo è il report settimanale dell’Ars, l’Agenzia regionale di Sanità Toscana, che analizza la diffusione del Covid-19. Ecco, in sintesi, cosa scrivono gli esperti.

Il valore simbolo: R0 in Toscana vicino a 1

Sotto la lente di ingrandimento degli esperti in questa particolare fase dell’epidemia c’è il parametro R0, che misura quanto è contagiosa una malattia infettiva. Per il coronavirus, in Toscana, “è probabile che l’R0 in questo periodo si sia abbassato a 1, un infetto non infetta mediamente più di un’altra persona, ma la fine del lockdown potrebbe portare a un aumento dei nuovi casi”, scrive l’Agenzia regionale di Sanità mettendo in guarda sulla cosiddetta “fase 2” della quarantena.

Passato il picco da coronavirus, andamento discendente di contagi in Toscana

L’ipotesi degli esperti dell’Ars è che l’epidemia stia iniziando “a percorrere la propria fase discendente”. Questo andamento decrescente dei contagi da coronavirus potrebbe essere però registrato in ritardo dai dati ufficiali, in quando a pesare sulla rilevazione c’è il grande numero di tamponi fatto ogni giorno in Toscana, che porta a “una maggior emersione dei casi con sintomatologia lieve”.

In parole povere, più esami si fanno, più probabilità si ha di trovare nuovi contagi, anche lievi o asintomatici. In Toscana i tamponi sono quasi triplicati nel giro di un mese, arrivando a una media di 3400 ogni giorno grazie a 13 laboratori di analisi, numeri in linea con quelli dell’Emilia Romagna se si guarda il rapporto tra numero di tamponi e abitanti.

La mappa del contagio: non tutte le province sono uguali

L’andamento dell’epidemia in Toscana non è però uguale da zona a zona: se andiamo a vedere il rapporto tra numero di abitanti e casi di coronavirus, l’area più colpita è quella di Massa Carrara e Lucca, che sembra comportarsi come le regioni del nord Italia con una crescita più rapida. Segue la zona di Prato, Pistoia e Firenze, con quest’ultima provincia che è più interessata dai contagi. Livorno e Arezzo sono invece le zone meno colpite. Ecco in particolare i dati aggregati per Asl:

  • Asl Toscana nord ovest (Massa Carrara, Lucca, Pisa, Livorno) 238 casi ogni 100.000 abitanti
  • Asl Toscana centro (Firenze, Prato, Pistoia) 194,8 casi per 100.000 abitanti
  • Asl Toscana sud est (Siena, Arezzo, Grosseto) 143,5 per 100.000 abitanti

Le 3 province più colpite dal coronavirus in Toscana:

  • Massa Carrara 444 casi per 100.000 abitanti
  • Lucca 273 casi circa per 100.000 abitanti
  • Firenze 224 casi circa per 100.000 abitanti

Qui la mappa del contagio e i grafici sulla diffusione del coronavirus in Toscana.

Coronavirus, la diffusione del coronavirus in Toscana e il tasso di mortalità

Al momento la Toscana è la quarta regione più colpita in Italia: si registrano 198 casi ogni 100 mila abitanti, contro i 264 della media italiana, dato quest’ultimo fortemente condizionato dalla Lombardia (738 contagi per 100.000 abitanti). Negli ultimi giorni il numero dei guariti in Toscana ha superato stabilmente quello dei  deceduti (qui gli ultimi dati su cui si basa il report).

Per quanto riguarda i morti con coronavirus, la letalità (ossia il numero di deceduti su casi positivi totali) è del 6,9%, poco più della metà della media italiana (13%) e  meno della Lombardia (18%). Anche in questo caso le differenze sono più marcate nelle diverse zone: 8,1% per la Asl nord ovest , 7% per la Asl centro e 3,8% per l’Asl sud est . La mortalità (ossia il numero dei deceduti in rapporto alla popolazione residente) è pari al 13,8 per 100 mila abitanti, mostra un aumento meno repentino nel tempo e solo il Veneto registra dati migliori della Toscana tra le regioni a forte circolazione del virus.

La buona notizia: diminuiscono i ricoveri

Sul fronte dell’andamento dei ricoveri i dati indicano una diminuzione dei pazienti finiti in ospedale e in terapia intensiva, mentre i pazienti con coronavirus in isolamento domiciliare crescono stabilmente in Toscana al ritmo di 200 casi al giorno nelle ultime due settimane.

“Progressivamente la Toscana è diventata una tra le regioni che meno ha ospedalizzato rispetto alle altre che hanno avuto grande diffusione del virus, mantenendo quindi un buon equilibrio terapeutico tra cure domiciliari e cure ospedaliere – dice Fabio Voller coordinatore Epidemiologia dell’Agenzia regionale di Sanità – La progressiva diminuzione del carico ospedaliero rappresenta la migliore notizia per poter cominciare la programmazione verso la progressiva riapertura dalle misure di contenimento”.

Qui è possibile consultare il report dell’Ars in formato pdf.

Come diventare social: corso online gratis con la Manifattura Tabacchi

Come usare al meglio i social network per promuovere la propria attività commerciale e creare una comunicazione  a distanza con i clienti, soprattutto in un momento come questo di chiusura forzata per il coronavirus? La Manifattura Tabacchi di Firenze lancia Social district, un progetto di condivisione e un corso di formazione online gratuito per i “vicini di casa”: dai negozi alle attività artigianali fino alle realtà aggregative, l’iniziativa si rivolge ai residenti e al tessuto micro-imprenditoriale che su trova nei dintorni dell’ex complesso industriale, tra Novoli, San Jacopino e l’Isolotto.

La proposta si va ad aggiungere agli altri contenuti di “Manifattura Home Edition”, il palinsesto multimediale che propone video e approfondimenti sui canali digitali della Manifattura Tabacchi di Firenze, per dare continuità alle iniziative culturali dedicate ad arte, design, green thinking e musica.

Manifattura Social District, come funziona e come partecipare al corso di formazione

Fino a domenica 19 aprile è possibile inviare la domanda di partecipazione a [email protected]. L’iniziativa è aperta a tutte le realtà micro-imprenditoriali che operano nel tessuto urbano intorno alla Manifattura che hanno voglia di reinventarsi e utilizzare nuovi canali di comunicazione per raccontarsi e farsi conoscere, creando relazioni digitali con il vicinato.

Dopo una prima fase durante cui sarà chiesta agli iscritti una panoramica sulla dotazione e sull’utilizzo di strumenti di comunicazione digitali, si passerà alla formazione gratuita che durerà due settimane. I partecipanti potranno seguire webinar realizzati ad hoc da un pool di professionisti del settore digital, che presenteranno in anteprima il corso sulla pagina Facebook di Manifattura Tabacchi giovedì 16 aprile alle ore 14:00.

Tra i temi affrontati durante gli incontri, le funzionalità e potenzialità dei social media, i consigli per uno storytelling efficace, le tecniche per imparare a realizzare foto e video di qualità con uno smartphone. Alla fine del percorso i partecipanti invieranno i loro progetti social alla Manifattura Tabacchi che li condividerà sui propri canali social e sul Social District della zona, un nuovo gruppo Facebook che nascerà per unire i residenti in una piazza digitale. Informazioni anche sul sito della Manifattura Tabacchi.

Il progetto Manifattura Home Edition

“Dal momento della riapertura, Manifattura Tabacchi si è proposta come luogo di ispirazione e promozione culturale, aperto allo scambio con il quartiere e la città, con una chiara vocazione internazionale – spiega Michelangelo Giombini, Head of product development dell’ex complesso industriale – in attesa di tornare a incontrarci di persona, la programmazione delle iniziative prosegue sulla nostra piattaforma digitale e continua a svolgere un ruolo attivo nella produzione di contenuti originali e sperimentali per cui si è fatta conoscere”.

Calcio storico fiorentino 2020, cambiano le date o sarà annullato?

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Le sfide tra gli azzurri di Santa Croce, i bianchi di Santo Spirito, i rossi di Santa Maria Novella e i verdi di San Giovanni sono appese a un filo. Il calcio storico fiorentino 2020 rischia di essere annullato a causa dell’emergenza sanitaria per il coronavirus, anche se c’è uno spiraglio di luce: di sicuro le date di giugno salteranno, ma il torneo potrebbe essere spostato a fine estate. Niente finale il 24 giugno per il patrono San Giovanni, quindi. Intanto Firenze non ha rinunciato alla consuetudine del sorteggio nel giorno di Pasqua, un gesto simbolico che si spera possa essere di buon auspicio per veder tornare i calcianti sul campo di gioco di piazza Santa Croce.

Calcio storico fiorentino 2020, la discussione sulle nuove date

Le nuove date ancora non ci sono, ma l’ipotesi è quella di far giocare le partire del calcio storico fiorentino nel mese di settembre 2020, se le condizioni saranno favorevoli. Il destino della competizione è stato al centro di una riunione tra i presidenti dei quattro colori e il Comune, che hanno valutato la possibilità di far slittare la manifestazione tre mesi in avanti, senza però definire ancora il calendario per la situazione poco chiara dal punto di vista sanitario.

Non ci sono le condizioni perché il torneo si svolga a giugno 2020, per i limiti imposti all’attività sportiva dilettantistica a causa del coronavirus”, hanno spiegato l’assessore alle tradizioni popolari Andrea Vannucci e il presidente del Calcio storico fiorentino di Firenze Michele Pierguidi. “Da parte nostra – hanno aggiunto – c’è tutta l’intenzione a valutare il rinvio a settembre, ammesso che ci siano le condizioni per disputare le partite”.

Il sorteggio: le partite 2020 del calcio storico

Per dare un segnale positivo alla città, nel giorno di Pasqua, come da tradizione, si è tenuta l’estrazione del calcio storico, questa volta a porte chiuse, ma in diretta video sulla pagina Facebook della Città di Firenze. Ecco l’esito del sorteggio: la prima delle partite sarà tra i Verdi e gli Azzurri, il secondo match tra i Rossi e i Bianchi. I due colori vincenti si sfideranno nella finale del Calcio storico fiorentino.

Annullato invece lo Scoppio del Carro, altro evento simbolo del periodo pasquale a Firenze, sostituito da una cerimonia simbolica in Duomo.

Quando si è fermato il calcio storico fiorentino?

Nonostante sia rimasta alla storia la partita dell’assedio del 1530, quando la città era accerchiata dalle truppe imperiali di Carlo V, il calcio fiorentino nel corso dei secoli si è più volte fermato. L’ultima partita del gioco tradizionale fu disputata nel 1739 e per quasi 200 anni non ci fu traccia di tornei in piazza Santa Croce, se non per alcuni piccoli incontri commemorativi. Il calcio storico fiorentino è poi tornato in auge dal 1930 in poi, ma è stato annullato durante la seconda guerra mondiale, per quattro edizioni.

Coronavirus, obbligo mascherine: a Firenze l’ordinanza scatta da sabato

Prima la distribuzione gratuita dei dispositivi sanitari, poi l’entrata in vigore dell’ordinanza della Regione che rende obbligatoria la mascherina nei luoghi accessibili al pubblico: nella stragrande maggioranza dei Comuni della Toscana sono già entrate in vigore le nuove regole anti-coronavirus, ma a Firenze l’obbligo di indossare le mascherine chirurgiche scatterà con tuta probabilità sabato 18 aprile. Il motivo è la difficoltà di concludere in poco tempo la consegna porta a porta in favore di decine di migliaia di famiglie.

L’annuncio è arrivato dal sindaco Dario Nardella: “Siamo avanti rispetto agli obiettivi che ci eravamo dati – ha detto il primo cittadino durante la maratona radiofonica ‘E Pasquetta insieme a noi’ – nell’arco di 2-3 giorni possiamo concludere il grosso della distribuzione della mascherine a tutti i residenti”. Poi toccherà a chi è domiciliato in città e agli studenti fuori sede.

Obbligo delle mascherine a Firenze, da quando

Se questo cronoprogramma sarà rispettato sabato 18 aprile anche a Firenze entrerà in vigore l’ordinanza regionale, che dava tempi stretti ai comuni per finire la distribuzione della prima tranche di mascherine gratuite. L’obbligo della mascherina sarà comunque annunciato prima sul sito web del Comune di Firenze.

Le operazioni per consegnare porta a porta questi dispositivi sanitari è continuata anche nel weekend di Pasqua, comprendo in tutto oltre 16 mila famiglie fiorentine grazie alla protezione civile, a mille volontari e a 400 dipendenti comunali.

Coronavirus, Firenze e provincia: dove le mascherine sono già obbligatorie

Intanto la stragrande maggioranza dei Comuni dell’hinterland fiorentino ha concluso la distribuzione e fatto partire le regole che prevedono l’obbligo di indossare le mascherine chirurgiche: succede ad esempio in città come Scandicci, Lastra a Signa, Sesto Fiorentino, Bagno a Ripoli, Campi Bisenzio e in molte altre. Per controllare da quando è entrato in vigore l’obbligo nel proprio Comune è possibile consultare i canali ufficiali delle amministrazioni (sito web e social network).

Coronavirus, come e quando usare le mascherine (senza rischio)

Cosa prevedono le regole

Secondo l’ordinanza del presidente della Regione Enrico Rossi è obbligatorio indossare le mascherine chirurghe negli spazi accessibili al pubblico dove siano presenti più persone: questi dispositivi aiutano a limitare la diffusione del coronavirus, in aggiunta al lavaggio delle mani e al distanziamento sociale. L’obbligo riguarda sia i luoghi chiusi (ad esempio negozi, supermercati, mezzi di trasporto pubblici) sia quelli aperti (ad esempio i mercati rionali). In più è necessario mantenere una distanza di sicurezza più alta rispetto alle regole nazionali: almeno un metro e 80 centimetri dalle altre persone. Qui i dettagli e le deroghe dell’ordinanza della Regione Toscana sull’obbligo della mascherina.

Toscana, protocollo di sicurezza anti Covid 19 per i negozi

“È importante stabilire quando si riapre, ma soprattutto è importante stabilire come”. Così il presidente della Regione Toscana ha introdotto le misure di sicurezza anti Covid 19 obbligatorie per tutti i negozi e le attività autorizzate a riaprire da domani, martedì 14 aprile (qui l’elenco dei codici Ateco). Mascherine e guanti obbligatori, sanificazione due volte al giorno, controllo dei sintomi a tutti i lavoratori.

Toscana, negozi aperti? Solo se in sicurezza

Prescrizioni che si aggiungono e che vanno a rafforzare quelle già previste dal protocollo di sicurezza per Covid 19 già in vigore a livello nazionale.”Si dice che con il coronavirus dovremo abituarci a convivere“, ha detto Rossi in un videomessaggio trasmesso in diretta sulla sua pagina Facebook. “Noi – ha proseguito – vogliamo che ci si abitui a convivere nel migliore dei modi, per garantire sicurezza e salute dei lavoratori e dei cittadini”.

Così dal 14 aprile i negozi autorizzati a riaprire in Toscana dovranno osservare, oltre alla normativa nazionale, un protocollo di sicurezza ulteriore anti Covid 19 stabilito dalla Regione. Altrimenti, la saracinesca dovrà restare abbassata.

I codici Ateco aperti dal 14 aprile: nuovo elenco e decreto in pdf

Il protocollo di sicurezza anti Covid 19

Prima di riaprire, i negozi hanno l’obbligo di effettuare la sanificazione straordinaria dei locali e degli impianti di aerazione, se presenti, considerati – ha detto Rossi – “molto pericolosi per la diffusione del virus”.

A tutti i lavoratori è inoltre vietato recarsi sul posto di lavoro se presentano febbre o altri sintomi suggestivi del coronavirus. Ogni mattina, o comunque all’inizio dell’attività lavorativa, il datore di lavoro dovrà accertarsi che i lavoratori che entrano al lavoro non manifestano quei sintomi, facendo sottoscrivere anche un’autocertificazione.

E per arrivare al lavoro? L’ordinanza della Regione introduce novità anche per quanto riguarda gli spostamenti dal domicilio al luogo di lavoro. Come ha detto il presidente Rossi, in questa situazione di emergenza è da “preferire il mezzo privato” a quello pubblico affinché lo spostamento avvenga nella maggiore sicurezza possibile, senza contatti on altre persone.

Spesa: in Toscana nuove regole per supermercati e negozi, l’ordinanza

Negozi aperti, sanificazione due volte al giorno

Ma se questo non fosse possibile, il datore di lavoro è obbligato a fornire mascherine protettive e guanti monouso che i lavoratori devono indossare nei loro spostamenti sui mezzi pubblici o sui mezzi privati condivisi.

Tutti i lavoratori, durante la loro attività, dovranno rispettare i seguenti obblighi:

  • Lavarsi le mani con frequenza e minuziosamente
  • Indossare guanti monouso in tutte le fasi lavorative, se possibile. Anche in questo caso dev’essere il datore di lavoro a fornire i mezzi detergenti, i guanti e le mascherine.
  • Mantenere la distanza di sicurezza almeno di 1,80 metri consigliata dall’Oms

Il datore di lavoro dovrà informare tutti i lavoratori di queste disposizioni.

Le misure di sicurezza nei negozi della Toscana

Visto che si tratta di negozi di vendita al dettaglio, l’ordinanza introduce misure di sicurezza che riguardano anche i clienti e l’interazione con i lavoratori.

Dovranno essere installati, per quanto possibile pannelli di separazione tra lavoratori e utenza. Nei negozi si entrerà soltanto un po’ per volta, in modo scaglionato. L’accesso è regolamentato in baso alla dimensione dei locali. La stessa cosa che, del resto, già avviene nei supermercati.

I titolari dovranno farsi carico anche di garantire la distanza di sicurezza tra i clienti anche all’esterno dell’attività, quando aspettano in fila il loro turno.

Tutti gli utenti dovranno indossare la mascherina protettiva per poter entrare nel negozio.

Quando si entra, sarà obbligatorio sanificare le mani con un gel disinfettante e indossare guanti monouso. Sia il disinfettante che i guanti dovranno essere forniti dal negoziante.

La distanza di sicurezza deve sempre essere mantenuta anche all’interno del negozio, con indicazioni apposite per delimitare le distanze.

Infine, i negozi devono essere sanificati due volte al giorno.

Nel corso della settimana, ha anticipato Rossi, saranno prese disposizioni anche per quanto riguarda le attività produttive che si sono aggiunte a quelle già autorizzate o che possono operare in deroga.

Coronavirus, 155 nuovi casi e 23 morti in Toscana. Tamponi oltre quota 80 mila

Scende il numero di nuovi casi rilevati ma resta in linea con quello degli ultimi giorni quello dei decessi. Il bollettino di lunedì 13 aprile sul contagio da coronavirus in Toscana parla infatti di 155 nuovi casi positivi rilevati e 23 decessi: queste le ultime notizie e i dati trasmessi dalla Regione.

Il totale dei contagiati dall’inizio dell’emergenza raggiunge i 7.390. Prosegue il trend positivo dei ricoveri. Quelli ordinari, rispetto a ieri, sono saliti di 9 unità, ma la buona notizia del giorno è il -13 per quanto riguarda il saldo dei pazienti in terapia intensiva. Per un totale di 1.217 pazienti attualmente ospedalizzati (-4 da ieri). Di questi, 992 sono ricoverati ordinari con sintomi, 225 in terapia intensiva.

Coronavirus, ultime notizie dalla Toscana (13 aprile)

Per quanto riguarda le guarigioni, sono 37, in totale, i pazienti che da ieri non manifestano pi i sintomi del coronavirus. Il numero totale dei guariti dall’inizio dell’epidemia sale così a 615. Dato ormai stabilmente più alto del totale dei decessi, che dopo le 23 morti registrate da ieri si attesta a 518.

Il totale dei pazienti attualmente positivi al coronavirus in Toscana è di 6.257. Di questi, 5.040 sono attualmente in isolamento domiciliare.

Coronavirus, il bollettino del 13 aprile in Toscana

Di 7.390 casi fino ad oggi risultati positivi al test, questa è la suddivisione per provincia di segnalazione, che non sempre corrisponde necessariamente a quella di residenza: 2.269 Firenze, 509 Pistoia, 394 Prato (totale Asl centro: 3.172), 1.060 Lucca, 867 Massa-Carrara, 694 Pisa, 404 Livorno (totale Asl nord ovest: 3.025), 368 Grosseto, 372 Siena, 453 Arezzo (totale sud est: 1.193).

Tamponi oltre quota 80 mila

Quanto ai tamponi, con i 2.249 analizzati nel giorno di Pasqua viene superata la quota mentale degli 80 mila. Il totale si porta infatti a 80.889.