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Coronavirus in Toscana: balzo in avanti dei guariti, morti sopra quota 600

La Toscana supera i 600 morti dall’inizio dell’emergenza, i casi positivi sono 167 in più, ma c’è un balzo in avanti dei guariti, mentre continua a diminuire la pressione sul sistema sanitario regionale con meno ricoverati: le ultime notizie sui contagi da coronavirus in Toscana sono contenute nel bollettino della Regione, aggiornato con i dati raccolti alle ore 12.00 di oggi, venerdì 17 aprile 2020, e trasmesso alla protezione civile nazionale.

I casi di Covid-19 in Toscana

Al momento sono 8.110 i casi di positività al coronavirus registrati dall’inizio dell’emergenza sanitaria in Toscana, il 5% dei contagi registrati a livello nazionale. Questi i casi di positività sul territorio, in base alla provincia dove è stata fatta la diagnosi: sono 2.494 i casi complessivi ad oggi a Firenze (51 in più rispetto a ieri), 449 a Prato (9 in più), 547 a Pistoia (11 in più), 912 a Massa Carrara (19 in più), 1.158 a Lucca (24 in più), 766 a Pisa (16 in più), 475 a Livorno (10 in più), 541 ad Arezzo (11 in più), 392 a Siena (8 in più), 376 a Grosseto (8 in più).

Coronavirus in Toscana: le ultime notizie dal bollettino di oggi 17 aprile

17 i nuovi decessi (12 in meno rispetto al bollettino precedente): 8 uomini e 9 donne, tutti con patologie pregresse, per un’età media  di circa 80 anni. Con oggi, 17 aprile, i morti totali sono 602 e il tasso di letalità del coronavirus in Toscana arriva al 7,4% contro la media italiana che ieri era del 13,1% (percentuale dei deceduti su casi). Questi i nuovi morti in base alla residenza: 3 le persone decedute della provincia di Firenze, 3 di Massa, 1 di Lucca, 1 di Pisa, 2 di Arezzo, 5 di Siena, 2 deceduti in regione ma residenti fuori Toscana.

Guarda la mappa del contagio in Toscana e i grafici

Buone notizie arrivano dall’aumento delle persone guarite dal coronavirus in Toscana, 180 in più secondo i dati resi noti oggi 17 aprile nel bollettino della Regione, per un totale di 925 dall’inizio dell’epidemia: 471 non presentano più i sintomi (sono quindi “clinicamente guarite”) e 454 sono state dichiarate guarite a tutti gli effetti perché negative a due tamponi consecutivi. Questo balzo in avanti delle guarigioni, spiega la Regione, è determinato da una particolare attivazione dei Dipartimenti di Prevenzione nel recupero delle informazioni.

Meno ricoverati per coronavirus (dati del 17 aprile)

Si riducono ancora i pazienti ricoverati in ospedale: al 17 aprile sono 1.105, 48 in meno rispetto al precedente bollettino, di cui 207 in terapia intensiva (6 in meno). I ricoverati sono il 17,4% dei casi, uno dei dati più bassi in tutta Italia: 5.478 persone affette da coronavirus, ma con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere, sono in isolamento a casa.

Isolamento domiciliare anche per altre 17.791 persone (più 203 rispetto a ieri) perché hanno avuto contatti con soggetti positivi al coronavirus. Infine è alto il numero di tamponi effettuato nelle ultime 24 ore, ben 4.091, per un totale di 96.231 test analizzati dal primo febbraio ad oggi: la Toscana è la quarta regione in Italia per numero di tamponi eseguiti. I dati sono stati elaborati dall’Agenzia regionale di sanità e dall’Unità di crisi coronavirus.

Supermercati Coop aperti domenica 19 aprile a Firenze e in Toscana

Dopo quasi un mese di chiusura festiva, alcuni dei supermercati Coop della Toscana saranno aperti domenica 19 aprile: in particolare 52 punti vendita di Unicoop Firenze saranno attivi per mezza giornata nelle province di Firenze, Prato, Pistoia, Pisa, Lucca, Arezzo e Siena. Di fatto si tratta della metà dei negozi con l’insegna Coop.fi.

Via libera quindi al carrello della spesa anche di domenica, dopo che la cooperativa di consumo aveva deciso una strategia diversa all’inizio dell’emergenza coronavirus, lasciando il bandone giù nelle domeniche dal 22 marzo in poi e poi chiudendo per scelta tutti i punti vendita per Pasqua e Pasquetta (fatto poi imposto a tutta la grande, media e piccola distribuzione da un’ordinanza regionale).

La lista dei supermercati Coop aperti domenica 19 aprile in 7 province della Toscana e l’orario

Ecco quindi nel dettaglio l’elenco dei 52 punti vendita che sono aperti il mattino di domenica 19 aprile a Firenze, Prato, Pistoia, Pisa, Lucca, Arezzo e Siena. Nel territorio comunale fiorentino saranno aperti 5 Coop.fi. L’orario di apertura domenicale, ad eccezione di due supermercati sulla costa, va dalle 8.30 alle 13.30.

Firenze città, le Coop aperte il 19 aprile

  1. Gavinana
  2. Novoli
  3. Piazza Leopoldo
  4. Ponte a Greve
  5. Via Cimabue

Città metropolitana di Firenze

  1. Bagno a Ripoli
  2. Barberino di Mugello
  3. Borgo San Lorenzo
  4. Campi Bisenzio
  5. Castelfiorentino
  6. Certaldo
  7. Empoli centro commerciale viale Sanzio
  8. Figline Valdarno
  9. Fucecchio
  10. Impruneta
  11. Lastra a Signa
  12. Montelupo Fiorentino
  13. Pontassieve
  14. Ponte a Ema
  15. San Casciano
  16. Sesto Fiorentino centro commerciale via Petrosa
  17. Tavarnelle Val di Pesa
  18. Vingone (Scandicci)

Prato

  1. Prato centro commerciale via delle Pleiadi
  2. Prato via Valentini
  3. Montemurlo

Pistoia

  1. Pistoia
  2. Agliana
  3. Buggiano
  4. Lamporecchio
  5. Monsummano
  6. Montecatini (Massa e Cozzile)

Pisa

  1. Pisa Cisanello
  2. Pisa Porta a mare
  3. Bientina
  4. Cascina via Fosso vecchio
  5. Marina di Pisa (chiude alle 13.00 invece che alle 13.30)
  6. Pontedera Terracini
  7. Ponsacco
  8. San Miniato
  9. Santa Maria a Monte
  10. Volterra

Lucca

  1. Viale Puccini
  2. Via di Tiglio
  3. Torre del Lago (chiude alle 13.00 invece che alle 13.30)

Siena

  1. Siena centro commerciale via delle Grondaie
  2. Colle Val d’Elsa
  3. Poggibonsi Salceto

Arezzo

  1. Arezzo viale Amendola
  2. Montevarchi, centro commerciale via dell’Oleandro
  3. San Giovanni Valdarno
  4. Sansepolcro

Per eventuali cambiamenti o aggiornamenti si consiglia di consultare il sito di Unicoop Firenze.

Il laboratorio che testa le mascherine chirurgiche: cotone o TNT?

Meglio le mascherine in cotone o quelle chirurgiche in tessuto non tessuto? E le “protezioni” fatte con altri tipi di stoffa? A porsi questa domanda, ormai diventata un dubbio comune, sono i ricercatori del dipartimento di chimica dell’Università di Firenze, chiamati ad analizzare i dispositivi prodotti dalle aziende della Toscana.

Le mascherine made in Tuscany, prima di intraprendere il viaggio per essere certificate, devono infatti passare un esame preliminare: uno screening che esclude subito i materiali non idonei, mentre quelli che vengono promossi proseguono l’iter per il bollino CE in altri laboratori per indagini più approfondite. La scrematura serve a velocizzare questo processo, ma anche a dare una prima valutazione positiva dei prodotti che riescono a filtrare le particelle più piccole.

Come vengono fatti i test sulle mascherine

Dietro questo lavoro ci sono tre esperti del gruppo di ricerca di chimica analitica dell’Università di Firenze, che fino a poco tempo fa studiavano i cambiamenti climatici e la qualità dell’aria. Con l’emergenza coronavirus la squadra si è convertita in un team per testare le mascherine, sfruttando le proprie conoscenze sulle micro-particelle. Da marzo, in poco più di un mese, è stato analizzato un centinaio di prototipi: circa un quinto delle mascherine è risultato inadeguato, il resto ha passato l’esame.

Per queste analisi viene usata una macchina che produce aerosol e simula così le piccole gocce prodotte dalla respirazione umana. “Con un contatore ottico andiamo poi  a contare fisicamente le particelle che passano, in base alla loro dimensione: un sistema semplice ma che dà indicazioni importanti”, spiega Rita Traversi, docente di chimica analitica e parte del gruppo di ricerca insieme a Silvia Becagli e Mirko Severi. Ma da queste indagini arrivano anche indicazioni utili.

Mascherine in cotone, proteggono?

A differenza delle ffp2 e ffp3 (dotate di filtro) usate in ambito ospedaliero, le mascherine al centro dei test sono quelle di tipo chirurgico che agiscono principalmente sul respiro in uscita. Di fatto proteggono poco chi le indossa, ma mettono al sicuro gli altri, perché trattengono le piccole gocce di saliva, che nel caso di persone infette anche asintomatiche potrebbero trasportare il coronavirus. Più persone indossano le mascherine, quindi, più si abbatte il rischio di contagio.

Le prime mascherine bocciate sono state quelle in cotone. “Sebbene sia un tessuto più piacevole da indossare rispetto al TNT (tessuto non tessuto) usato per le mascherine chirurgiche, il cotone tende a bagnarsi molto con il respiro e, in base alle nostre analisi, spesso è risultato avere una bassa efficacia di filtrazione”, dice la ricercatrice.

Le fibre del cotone, da sole, non riescono a trattenere in uscita più del 75% delle particelle più piccole, quelle sotto i 5 micrometri. Fibre come il lino o la viscosa fanno registrare performance peggiori. Va meglio invece se il cotone è abbinato a materiali come il polipropilene, ma sono le mascherine in tessuto non tessuto a ottenere il punteggio migliore, riuscendo a trattenere tra il 90 e il 95% dell’aerosol più minuto. Ovviamente si tratta di una media: ogni modello ha una storia a sé e deve essere analizzato in laboratorio.

Le mascherine sono lavabili? Si possono sanificare e disinfettare?

Altro dubbio comune riguarda la possibilità di disinfettare e rendere riutilizzabili le mascherine che in realtà nascono come dispositivi monouso. Nonostante sul web circolino tutorial e un documento dello Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze su come sanificare le mascherine, ancora una risposta certa non c’è.

Una soluzione composta dall’80% di alcol e dal 20% di acqua e perossido di idrogeno (acqua ossigenata), una volta vaporizzata sui tessuti e lasciata agire, uccide batteri e patogeni, il problema però è un altro: dopo il trattamento disinfettante la “stoffa” delle mascherine riesce ancora a filtrare o viene danneggiata dalla pulizia? Ebbene, su questo aspetto non ci sono ricerche attendibili. “Il prossimo passo sarà proprio capire se le mascherine sono lavabili, sanificabili e riutilizzabili, anche per ovviare alla carenza di questi dispositivi e diminuire la quantità di rifiuti – dice Rita Traversi – ma al momento è troppo presto per avere un responso”.

La polizia scorta un istrice sui viali di Firenze / VIDEO

Un istrice scortato dalle pattuglie della polizia di Firenze fino alla più vicina area verde e messo al sicuro dal rischio di essere investito. È la singolare “operazione di salvataggio” andata in scena sui viali fiorentini nella notte tra il 16 e il 17 aprile e immortalata dalle telecamere di videosorveglianza installate in città.

Intorno a mezzanotte una volante della Questura, durante i controlli per il rispetto delle norme anti-coronavirus,  ha intercettato un istrice che vagava nel bel mezzo del viale Fratelli Rosselli, nei pressi della Stazione Leopolda. Forse invogliato dall’assenza di auto e persone, l’animale gironzolava tranquillamente in strada: un pericolo per un’eventuale automobilista di passaggio. Così la pattuglia, insieme a una seconda auto della polizia arrivata sul posto, ha scortato per qualche centinaio di metri l’istrice, fino a quando l’animale non si è rifugiato in un parco poco lontano da Porta al Prato.

L’istrice scortato dalla Polizia di Firenze, il video

A seguito delle norme per limitare la diffusione del coronavirus, negli ultimi tempi sono molti gli animali avvistati in città. A fine marzo, per esempio, le foto di una famigliola di anatre in “visita” a un centro commerciale della periferia di Firenze sono diventate virali.

Decreto aprile, bonus su bollette e affitti per imprese e autonomi colpiti da coronavirus

Agevolazioni, sconti e bonus su affitti e bollette per le imprese e gli autonomi con partite Iva: sarebbero queste alcune delle misure che il governo starebbe considerando per il “decreto aprile“, il pacchetto di misure straordinarie per l’emergenza coronavirus che verrà definito nei prossimi giorni.

I bonus per imprese e partite Iva del decreto aprile

Il decreto aprile 2020 seguirà il cosiddetto “decreto cura Italia”, rafforzando e integrando gli strumenti predisposti a favore di famiglie e imprese. Si tratta comunque di una misura ancora in fase di discussione, i cui contenuti finiranno per la prima volta sul tavolo del governo nel consiglio dei ministri previsto per lunedì 20 aprile.

Il decreto disporrà la proroga degli strumenti di sostegno alle famiglie, della cassa integrazione e del bonus per gli autonomi. Per quest’ultimo è tra l’altro previsto l’aumento da 600 a 800 euro, anche se a condizioni più restrittive.

Per quanto riguarda le imprese e gli autonomi, il governo starebbe pensando a una serie di bonus o sconti su bollette e affitti da inserire nel decreto aprile. Oltre a indennizzi diretti e a fondo perduto fino a 10.000 euro, in base alla perdita del volume di affari.

Coronavirus, tutti i bonus: dai buoni spesa ai 600 euro Inps

Bollette e affitti, cosa cambia per imprese e autonomi

Di uno sconto sulle bollette si era parlato durante la discussione del “cura Italia”. La misura non fece però in tempo a finire nel testo definitivo. Potrebbe così rispuntare nel decreto aprile. Secondo quanto riporta La Repubblica di oggi, sarebbe allo studio un taglio sugli oneri di sistema. Ovvero, su quelle voci di spesa che non riguardano il consumo effettivo e i costi di trasporto delle risorse. E che incidono sul costo finale fino al 20%.

Sarebbe l’Arera, l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente, a operare un taglio di questi costi. Il decreto aprile introdurrebbe così un nuovo bonus per lo sconto sulle bollette di acqua, gas e luce per le imprese e gli autonomi, compresi artigiani e partite Iva.

Il decreto aprile e le nuove misure per le partite Iva

Per quanto riguarda gli affitti, al momento esiste già un credito d’imposta del 60% riservato però a commercianti e artigiani. L’idea è quella di allargarlo a tutte le partite Iva, incrociando il bonus sugli affitti al prestito fino a 25 mila euro garantito dallo Stato (per le imprese che lo richiederanno). Così che le spese per l’affitto potrebbero essere detratte direttamente dalla rata di restituzione del prestito.

Bonus bollette in arrivo. E i prezzi scenderanno per tutti

Di bollette ha parlato anche Alessandra Todde, sottosegretaria al Ministero dello sviluppo economico, rispondendo ieri a un’interpellanza alla Camera. “I costi della bolletta energetica per famiglie e imprese hanno avuto significative diminuzioni, come diretta conseguenza della riduzione della domanda”, ha detto.

Con il perdurare della crisi dovuta al coronavirus, ha aggiunto, “si prevede che i prezzi allingrosso delle commodities energetiche dovrebbero mantenersi bassi per lungo tempo”.

Il che consentirà di “produrre unulteriore riduzione dei costi finali energetici a sostegno della ripresa“. Inoltre, ha detto Todde, nel medio-lungo periodo “è attesa unulteriore riduzione del loro peso in bolletta, dovuta alla riduzione dei costi di impianti dedicati alle tecnologie rinnovabili, nonché alladozione, da parte del ministero dello Sviluppo economico, di meccanismi competitivi di accesso agli incentivi, i quali spingeranno verso una maggiore efficienza”.

 

25 aprile e 1° maggio: supermercati e negozi chiusi in Toscana

Due nuove giornate di stop obbligato per il commercio, anche per quello alimentare. Dopo la serrata decisa per Pasqua e Pasquetta, la Regione Toscana ha emanato una nuova ordinanza che impone a tutti i supermercati e a tutti i negozi di restare chiusi il 25 aprile e il 1° maggio 2020, mentre le deroghe per gli esercizi che potranno restare aperti si contano sulla dita di una mano. In ogni caso, il carrello della spesa dovrà restare vuoto, bandone giù in occasione della festa della Liberazione e di quella dei lavoratori anche per le tabaccherie.

Il presidente della Regione Enrico Rossi ha voluto bissare il provvedimento emanato per la domenica di Pasqua e il lunedì dell’Angelo, perché l’apertura dei negozi anche nelle due giornate festive tra la fine di aprile e l’inizio di maggio potrebbe indurre molti a uscire, con un “massivo e diffuso afflusso di persone” si legge nell’ordinanza, rendendo “ancor più difficile l’attività di controllo per prevenire, limitare e sanzionare i comportamenti vietati” dalle regole contro la diffusione del coronavirus.

25 aprile, festa in piazza (virtuale) e flash mob con “Bella Ciao” dal balcone

Negozi e supermercati chiusi in Toscana il 25 aprile e 1° maggio

Nessuno sconto quindi per la grande distribuzione e le piccole botteghe, siano queste di generi alimentari, di libri, di vestiti per bambini o di cartoleria. Da Firenze a Prato, da Lucca a Grosseto, sabato 25 aprile e venerdì 1° maggio in tutta la Toscana i supermercati e i negozi dovranno tirare giù la saracinesca. Previsti controlli e verifiche da parte delle forze dell’ordine: chi non rispetta l’ordinanza rischia la sospensione dell’attività da un minimo di 3 giorni a un massimo di 15.

Le eccezioni: quali negozi possono restare aperti. E la consegna a domicilio?

Come detto sono previste poche deroghe. La Regione Toscana, con l’ordinanza firmata dal governatore Rossi, dà la possibilità di restare a aperti il 25 aprile e 1° maggio a tre tipi di negozi: farmacie e parafarmacie per la vendita di medicinali e le edicole per i giornali. Via libera però alla consegna a domicilio, solo per la spesa alimentare e per beni di prima necessità: le botteghe dovranno restare chiuse, ma per la festa della Liberazione e per quella dei lavoratori hanno la possibilità di accettare ordinazioni online e via telefono (e non, ovviamente, nel punto vendita), per poi recapitare a casa del cliente la merce, sempre rispettando le norme igieniche e sanitarie.

Chiusura dei supermercati e dei negozi, il testo dell’ordinanza (pdf)

L’ordinanza sulla chiusura dei supermercati e dei negozi il 25 aprile e 1° maggio è stata pubblicata sul sito della Regione Toscana e il testo integrale è scaricabile a questo link (pdf).

Fase 2, autocertificazione obbligatoria per gli spostamenti anche dopo il 4 maggio

L’autocertificazione resta: anche nella fase 2, dal 4 maggio, sarà necessario averla con sé per tutti gli spostamenti. “Non è un liberi tutti”, ha detto il presidente del consiglio Giuseppe Conte nella conferenza stampa di stasera. Pertanto la si dovrà compilare sia per gli spostamenti all’interno del proprio comune che per quelli verso altri comuni della stessa regione, autorizzati per le visite ai familiari. Il modulo sarà obbligatorio anche per gli spostamenti tra regioni diverse nel caso di rientri alla residenza.

La nuova autocertificazione per la fase 2

Con l’inizio della cosiddetta fase 2, il prossimo 4 maggio, si potrà tornare a spostarsi liberamente all’interno della propria regione ma solo nel caso in cui si vada a fare visita ai familiari. L’autocertificazione continuerà a essere obbligatoria per giustificare il motivo dello spostamento: comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità e motivi di salute.

Fase 2, calendario della riapertura: bar, negozi e l’anticipo del 27 aprile

Una nuova autocertificazione dal 4 maggio?

L’ultima versione del modulo di autocertificazione per gli spostamenti è quella del 26 marzo e al momento non si ha notizia di un nuovo modulo per la fase 2.

La versione pdf e Word di quella attualmente in vigore può essere scaricata a questi link:

Fase 2, il calendario delle riaperture

Fase 2, via libera agli spostamenti tra comuni solo per visite ai familiari

Sì agli spostamenti tra comuni diversi della stessa regione, ma solo per le visite ai familiari. E per gli spostamenti all’interno del comune di residenza si dovrà ancora certificare il motivo.

  • per comprovate esigenze lavorative: dal raggiungere il posto di lavoro al doversi spostare in altro luogo sempre per motivi di lavoro. Le forze dell’ordine hanno facoltà di controllare anche contattando il datore di lavoro.
  • motivi di assoluta urgenza, che dovranno essere dimostrati.
  • le cosiddette situazioni di necessità, dal fare la spesa al dover acquistare un qualche bene essenziale.
  • i motivi di salute: dalle visite mediche al recarsi in farmacia o in ospedale.

Coronavirus, la fase 3 in Italia: quando inizia e cosa prevede

Autocertificazione: sarà l’ultima versione?

Dall’inizio dell’emergenza sono cambiati quattro moduli. Se ne arriverà un quinto è possibile anche che sia l’ultimo. Il modulo di autocertificazione per spostamenti sarà valido per la fase 2, quella dell’uscita dalla fase acuta dell’epidemia e della convivenza con il Covid 19. Augurandosi che nella fase 3 non ci sia più bisogno di limitare gli spostamenti.

Coronavirus, 277 nuovi casi e 29 morti in Toscana. Le notizie del 16 aprile

In deciso aumento sia i nuovi contagiati, 277, che i deceduti, 29, ma sono ben 52 i guariti: queste le notizie del bollettino regionale di oggi, giovedì 16 aprile, sul contagio da coronavirus in Toscana.

Coronavirus, il bollettino del 16 aprile in Toscana

Il numero dei contagiati dall’inizio dell’epidemia sale a 7.943. I casi sono così ripartiti secondo la provincia di segnalazione: 2.443 a Firenze (71 in più rispetto a ieri) , 440 a Prato (29 in più), 536 a Pistoia (20 in più), 893 a Massa (12 in più), 1.134 a Lucca (61 in più), 750 a Pisa (17 in più), 465 a Livorno (50 in più), 530 ad Arezzo (8 in più), 384 a Siena (9 in più), 368 a Grosseto (nessuna variazione).

La mappa del contagio in Toscana

I decessi sono 29, dei quali 16 uomini e 13 donne. L’età media è di poco inferiore agli 85 anni e tutti hanno evidenziato la presenza di patologie pregresse. Relativamente alla provincia di notifica del decesso, 7 le persone decedute della provincia di Firenze, 2 di Prato, 1 di Pistoia, 8 di Massa, 4 di Lucca, 3 di Pisa, 2 di Livorno, 2 di Arezzo.

Il totale dei morti per coronavirus in Toscana dal 1° febbraio scorso sale a 585. La letalità (ovvero la percentuale dei deceduti sul totale dei casi rilevati) si assesta al 7,3% in Toscana, contro una media italiana che ieri era del 13,1%.

Coronavirus, ultime notizie dalla Toscana (16 aprile)

Proseguono i due trend positivi delle ultime settimane: il calo dei ricoveri e l’aumento delle guarigioni.

I ricoverati sono oggi complessivamente 1.153 (40 in meno di ieri), di cui 213 in terapia intensiva (-3 rispetto a ieri). Il numero di ospedalizzati non era così basso dal 23 di marzo, quello delle terapie intensive dal 21 marzo 2020.

E intanto salgono ancora le guarigioni che raggiungono quota 745 (52 in più rispetto a ieri): 321 sono soggetti “clinicamente guariti”, cioè asintomatici dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione. Gli altri 424 sono i “negativizzati”, cioè guariti a tutti gli effetti perché risultati negativi in due test consecutivi.

Superati i 90 mila tamponi

A proposito di tamponi, sono 4.716 quelli analizzati da ieri. Il totale in Toscana supera quota 90 mila: sono infatti 91.651.

Ad oggi in regione ci sono inoltre 5.460 persone (più 236 rispetto a ieri) in isolamento domiciliare. Si tratta di persone con sintomi lievi, che non richiedono cure ospedaliere, oppure del tutto prive di sintomi ma risultate positive al test.

Ben 17.588 (più 256 rispetto a ieri) sono le persone isolate e in sorveglianza attiva perché hanno avuto contatti con persone contagiate (Asl centro 8.232, nord ovest 8.040, sud est 1.316).

Coronavirus: bonus affitto del Comune di Firenze, come fare domanda

Al via le procedure per fare domanda del bonus affitto che il Comune di Firenze riconoscerà ai cittadini in situazioni di difficoltà a seguito dell’emergenza sanitaria causata dal coronavirus Covid-19: si tratta di un contributo straordinario che coprirà la metà del canone di locazione per tre mesi, da primo di aprile in poi.

Il bando del Comune arriva pochi giorni dopo la delibera della Regione Toscana dedicata al sostegno agli affitti, che ha definito i criteri con cui saranno assegnati i fondi a chi ne farà richiesta.

Comune di Firenze, bonus affitto coronavirus: come funziona e come richiederlo

L’avviso per il sostegno straordinario all’affitto, in seguito all’emergenza coronavirus, verrà pubblicato venerdì 17 aprile sul sito del Comune di Firenze e sarà possibile fare domanda del bonus (una per nucleo familiare) dalle ore 9.00 di lunedì 20 aprile fino a domenica 10 maggio 2020. Per richiederlo sarà necessario seguire una procedura online, accedendo al portale dei servizi fiorentini con le credenziali Spid oppure con la tessera sanitaria elettronica / la carta d’identità elettronica (anche con la app CIE ID e senza lettore per computer) o ancora con username e password rilasciate dal Comune.

Ecco come funziona il contributo: il bonus erogato dal Comune di Firenze coprirà fino alla metà dell’affitto di casa, ma non potrà superare i 300 euro al mese, per 3 mensilità a partire da aprile 2020. Ad esempio se il canone di locazione mensile è di mille euro, questo aiuto economico coprirà al massimo 300 euro ogni mese.

Contributo per gli affitti, a chi spetta e i requisiti per fare domanda

Il bonus affitti Covid-19 spetta ai residenti nel Comune di Firenze, lavoratori dipendenti e autonomi, che a causa dell’emergenza coronavirus abbiano perso il posto, sospeso l’attività o ridotto la propria occupazione. È possibile richiederlo per la casa in cui si ha la residenza anagrafica, sul territorio comunale fiorentino, con regolare contratto di locazione. Ecco in dettaglio i requisiti economici:

  • il reddito Isee della famiglia non deve essere superiore a 28.684,36 euro
  • il calo del proprio reddito deve essere di almeno il 30% in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, per cause riconducibili al coronavirus.

Il contributo riguarda sia i lavoratori dipendenti a tempo determinato o indeterminato (ad esempio per riduzione dell’orario o per cassa integrazione), sia i lavoratori autonomi (in particolare quelli che non rientrano nei codici ATECO che sono autorizzati a restare aperti).

Come funzionano i buoni spesa del Comune di Firenze e come averli

Il sostegno straordinario per il canone di locazione non spetta a chi abita nelle case popolari (alloggi di edilizia residenziale pubblica), per cui sono state già previste altre forme di sostegno, e non è cumulabile con il bonus Giovanisì per l’autonomia abitativa delle nuove generazioni. Inoltre sono escluse le famiglie proprietarie di case abbastanza grandi da ospitare il nucleo familiare, nel raggio di 50 chilometri dalla residenza.

Bonus affitti Firenze, graduatoria e documenti necessari

Per fare domanda del bonus servono questi documenti: copia del contratto di affitto, documentazione della riduzione del reddito (dal 31 gennaio 2020 e quella dei primi tre mesi dell’anno scorso, se disponibile), eventuale certificazione di invalidità pari o superiore al 67% e dichiarazione Isee o Dsu (dichiarazione sostituiva unica da compilare anche online sul sito dell’Inps).

Una volta verificate le richieste il Comune di Firenze stilerà una graduatoria per assegnare il bonus affitto straordinario per l’emergenza coronavirus, in base al valore Isee e alla presenza di minorenni e di invalidi. Per quanto riguarda invece gli affitti dei negozi, il governo con il decreto Cura Italia ha previsto un meccanismo di credito di imposta.

Firenze Rocks 2020 verso l’annullamento per Covid

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Un’estate senza musica. E un grosso punto interrogativo anche sulla prossima stagione invernale. Sembra ormai quasi certo che l’emergenza Covid 19 costringerà al rinvio o all’annullamento di tutti i grandi eventi all’aperto, compreso Firenze Rocks 2020, il festival che quest’anno avrebbe dovuto celebrare la sua quarta edizione. Poter assistere ai concerti di Vasco Rossi, Red Hot Chili Peppers, Green Day o Guns N’Roses alla Visarno Arena sarà “molto difficile”: a dirlo è Alessandro Bellucci, amministratore di Le Nozze di Figaro, la società fiorentina che promuove il festival insieme a Live Nation Italia.

Firenze Rocks 2020, l’organizzatore: “Sarà molto difficile”

“Noi dobbiamo necessariamente aspettare una decisione governativa”, spiega Bellucci. “Finché il governo non scrive chiaramente in Gazzetta Ufficiale che gli spettacoli dal vivo, in luoghi all’aperto o al chiuso, non si potranno fare fino a una ‘data X’, non possiamo essere noi a dare una comunicazione ufficiale. Detto questo, mi sembra difficile che si possano fare concerti questa estate”.

Addio quindi anche all’ipotesi di riprogrammare Firenze Rocks 2020 nel mese di agosto? “È un’ipotesi che non possiamo escludere in senso assoluto, ma credo sarà molto difficile”.

Covid, Firenze Rocks 2020 ad alto rischio annullamento

State lavorando, anche come associazioni di produttori di spettacoli, a delle soluzioni per poter ripartire? “Ci stiamo lavorando, ma tutte le soluzioni devono essere concordate con il ministero dei Beni culturali, con l’Agenzia delle entrate. Entrano in gioco meccanismi molto complessi, non possiamo decidere motu proprio che, ad esempio, un biglietto venduto vale per un altro concerto o per lo stesso concerto spostato a 18 mesi di distanza.

Il programma annunciato di Firenze Rocks 2020

E il rimborso dei biglietti?

E in caso di cancellazione che ne sarà dei biglietti già acquistati? “Appena saremo in grado di poter legittimamente dire che cosa ne sarà dei biglietti lo diremo. Una cosa è certa: nessuno perderà i soldi dei biglietti che ha comprato“.

Qualche speranza in più per gli spettacoli dalle dimensioni più piccole, come i concerti nei club o nei teatri? “Immagino che se anche ci fosse la possibilità di riaprire ai concerti in teatro dal prossimo autunno, ci potrebbero essere delle limitazioni: posti limitati e distanziati, file dedicate per l’ingresso. Sono condizioni che non ci permetterebbero di fare gli spettacoli perché non saremmo in grado di recuperare i costi.

“La cruda verità – conclude Bellucci amareggiato – in buona sostanza è questa: finché non si arriverà a una sorta di normalità che può avvenire solo con un vaccino, purtroppo noi saremo senza lavoro e gli spettatori senza concerti“.