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Cosa dice l’ordinanza della Regione Toscana sull’obbligo delle mascherine

Obbligo di mascherina per tutti (o quasi). Le nostre abitudini di vita sono già cambiate, ma adesso, quando usciamo di casa, dobbiamo portare sempre con noi questo nuovo “accessorio” di protezione. In Toscana è entrata in vigore l’ordinanza firmata dal presidente della Regione Enrico Rossi che prevede l’obbligo di indossare le mascherine nei luoghi pubblici, come ulteriore misura di prevenzione del coronavirus Covid-19.

Questo non vuol dire che si può uscire liberamente o non rispettare la distanza di sicurezza, che anzi aumenta. Restano infatti le regole sul distanziamento sociale: va sempre mantenuta la distanza dalle altre persone che in Toscana sale a 1,8 metri, in base alle ultime indicazioni dell’Oms, l’Organizzazione mondiale della sanità.

Da quando entrano in vigore le nuove regole sulle mascherine?

Dopo la distribuzione della prima tranche di mascherine gratuite da parte del sistema regionale di protezione civile, l’ordinanza è entrata in vigore in tutta Toscana dal 20 aprile. “Sia ben chiaro, avere la mascherina non autorizza ad uscire – ha spiegato il governatore  Enrico Rossi – Il primo compito di ciascun toscano è quello rimanere a casa, salvo motivi di necessità che sono il lavoro, fare la spesa o recarsi dal medico o in farmacia”.

Intanto la Regione dal 20 aprile fornisce altre mascherine, gratis, a tutti i cittadini: non più con la consegna a domicilio, ma grazie a punti di ritiro davanti ai supermercati e nelle farmacie convenzionate.

Coronavirus, come e quando usare le mascherine (senza rischio)

Dove vige l’obbligo di indossare le mascherine in Toscana? Anche sul bus

Ecco nel dettaglio dove e quando è previsto l’obbligo di indossare le mascherine secondo l’ordinanza della Regione Toscana:

  1. In tutti i luoghi chiusi, accessibili al pubblico, in presenza di più persone. E quindi anche al supermercato, nei negozi, nelle tabaccherie, in banca, negli uffici e via dicendo;
  2. Sui mezzi del trasporto pubblico locale, ad esempio autobus, tramvia e treni, oltre che sui taxi e sulle vetture a noleggio con conducente;
  3. Negli spazi all’aperto frequentati da più persone in cui è obbligatorio mantenere la distanza di sicurezza, quindi per esempio nei mercati alimentari rionali.

Se si è in macchina da soli si può stare senza mascherina, ma dovrà essere indossata una volta scesi dall’auto anche per fare piccole commissioni, come andare allo sportello bancomat della banca.

Grazie ai comuni abbiamo già distribuito 8,5 milioni di mascherine ai cittadini.Oggi parte anche la distribuzione…

Gepostet von Enrico Rossi am Sonntag, 19. April 2020

Mascherine e bambini. Le deroghe all’obbligo: chi può non indossarle

Le regole si applicano a tutti i cittadini, ma ci sono delle eccezioni. Secondo l’ordinanza della Regione Toscana, l’obbligo non si applica ai bambini più piccoli di 6 anni e alle persone che non tollerino l’utilizzo delle mascherine a causa di particolari condizioni psicofisiche attestate da una certificazione rilasciata dal medico. In questi casi restano comunque in vigore le altre limitazioni, come il distanziamento sociale di almeno 1,8 metri.

Cosa si rischia se non si mettono le mascherine: le multe

L’ordinanza regionale della Toscana prevede che chi non rispetterà l’obbligo potrà incorrere nelle multe previste dal decreto legge del 25 marzo, in particolare una sanzione amministrativa da 400 a 3.000 euro.

Obbligo e mascherine: il testo dell’ordinanza regionale (pdf)

L’ordinanza numero 26 del 6 aprile 2020 è stata pubblicata sul bollettino ufficiale della Regione Toscana: a questo link è possibile leggere in testo integrale (pdf).

Coronavirus isolato a Siena: è la prima volta in Toscana

Per la prima volta in Toscana, a Siena è stato isolato il SARS-Cov2, virus della famiglia dei coronavirus responsabile della pandemia di Covid 19. Un risultato raggiunto dall’Unità operativa complessa di microbiologia e virologia dell’Aou senese, guidata dalla professoressa Maria Grazia Cusi.

Perché è importante isolare il coronavirus? “Perché – spiega la professoressa Cusi in una nota – permette alla comunità scientifica di studiare l’agente patogeno, valutarne la virulenza e testare possibili farmaci antivirali e vaccini“. Isolarlo significa in pratica poterne osservare meglio le caratteristiche e i comportamenti. Conoscere meglio il virus per trovare nuovi modi per contrastarlo.

Covid, sanificazione obbligatoria degli ambienti nelle aziende: ok al “fai da te”

Toscana, coronavirus isolato a Siena

“Siamo riusciti ad isolare il virus – spiega ancora Cusi – utilizzando tecniche di virologia di base, che sono importanti quando è necessario studiare virus nuovi emergenti. Studiare la patogenesi dell’infezione permette di capire come il virus si replica all’interno dell’ospite e causa malattia. Ad oggi conosciamo la natura del virus, la sua struttura, la malattia che può causare, ma c’è ancora molto da capire. È un virus nuovo ed emergente e, per combatterlo, bisogna conoscere bene il nemico”.

I prossimi passi della ricerca? “Coltivare il virus su colture cellulari –spiega Cusi – in quantità tali da poterlo caratterizzare ed usare per valutare l’attività antivirale dei nuovi farmaci. Studiare l’efficacia dei vaccini sperimentali in vivo, su modelli animali, valutare la presenza di anticorpi protettivi in soggetti immuni”.

Test sierologico, prosegue lo screening: chi deve farlo e dove si può fare in Toscana

Grazie a questo risultato la comunità scientifica potrà ora “studiare l’agente patogeno, valutarne la virulenza e testare possibili farmaci antivirali e vaccini”.

Conoscere il virus per imparare a combatterlo

“La lotta al Covid-19 passa anche attraverso la conoscenza”, commenta il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi. “Per questo – aggiunge nella nota – è una notizia importante che l’équipe di microbiologia e virologia dell’Aou senese abbia isolato il virus SARS-Cov2. Questo ci rende molto orgogliosi. Da settimane i laboratori di microbiologia della Toscana stanno compiendo un grande lavoro. Ogni giorno analizzano migliaia di tamponi e di test sierologici. Nonostante questa mole di attività, medici come la professoressa Cusi hanno avuto anche il tempo e la capacità di isolare il virus”.

Spesa: in Toscana nuove regole per supermercati e negozi, l’ordinanza

Regole ferree per fare la spesa nei supermercati e nei negozi aperti in Toscana, con maggiori obblighi legati all’emergenza coronavirus. La Regione ha emanato una nuova ordinanza che riguarda non solo il mondo della grande distribuzione alimentare, ma anche tutte quelle attività commerciali che hanno riaperto. Dalle mascherine, ai guanti fino alla sanificazione dei carrelli, le nuove norme mettono in fila le linee guida già emanate e le misure prese in ordine sparso dalle diverse insegne.

Insomma il modo di fare la spesa ai tempi del coronavirus cambia di nuovo, ma non così tanto rispetto a quello a cui eravamo già abituati entrando nei supermercati e nei negozi della Toscana. Vediamo le novità entrate in vigore.

Al supermercato obbligo di mascherina, guanti e gel disinfettanti per le mani

Dal 20 aprile in tutta la Toscana è obbligatorio indossare la mascherina quando si frequentano luoghi accessibili al pubblico, all’aperto o al chiuso, è quindi anche quando si va a fare la spesa al supermercato o anche al mercato rionale. Obbligatorio inoltre indossare guanti monouso prima di entrare nei locali o sanificare le mani grazie ai dispenser di disinfettanti per le mani messi a disposizione dai negozi all’ingresso (questo vale anche per i mercati degli ambulanti). L’ordinanza consiglia – dove possibile – di applicare entrambe le misure: guanti più gel disinfettante. Confermate anche le protezioni in plexiglass alle casse, per evitare contatti ravvicinati tra lavoratori e clienti.

La distanza di sicurezza si allunga: più fila davanti ai supermercati della Toscana?

Tra le novità anche il raddoppio della distanza interpersonale di sicurezza. Mentre le regole nazionali prevedono di stare lontano almeno un metro dalle altre persone, con la nuova ordinanza della Regione Toscana la distanza da mantenere quando si è in fila e dentro i supermercati è di 1,8 metri (come già succedeva nelle librerie, cartolerie e negozi di abiti per bambini che hanno riaperto), rispettando gli ultimi suggerimenti dell’Organizzazione mondiale di Sanità per la prevenzione del coronavirus.

Questo potrebbe far crescere le file e i tempi di attesa fuori dai supermercati della Toscana, aumentando la pressione sui canali di spesa online già presi d’assalto: maggiore è la distanza da garantire tra le persone nei negozi, minore è la quantità di clienti che potrà entrare ogni volta a fare la spesa.

Dove è possibile, devono essere poi previsti percorsi differenziati di entrata e uscita nei punti vendita, mentre nei negozi più piccoli di 40 metri quadrati è consentito l’accesso solo di una persona alla volta.

Spesa in Toscana: nei supermercati può entrare solo una persona per famiglia

L’ordinanza della Regione Toscana mette nero su bianco quella che era una indicazione di massima per i supermercati e i negozi: può entrare a fare la spesa soltanto una persona per famiglia, non di più. Ad esempio se marito e moglie si presentano davanti al supermarket, solo uno di loro potrà accedere all’area di vendita. Le uniche eccezioni riguardano i bambini, che ovviamente possono accompagnare il genitori, o persone non autosufficienti che necessitino assistenza.

Coronavirus: la sanificazione per carrelli della spesa non è obbligatoria

Salta la sanificazione obbligatoria delle maniglie dei carrelli della spesa dopo ogni utilizzo, uno dei punti più discussi dalle catene di supermercati, anche per la difficoltà a introdurre questa novità in breve tempo. L’ordinanza non impone quindi questo genere di pulizia (che comunque il singolo gestore, di propria iniziativa, può fare), ma raccomanda di posizionare dispenser di gel disinfettanti e carta assorbente, vicino ai punti dove i clienti prendono carrelli e cestini della spesa, in modo tale che gli utenti possano pulire autonomamente le maniglie.

Inoltre gli spazi di vendita, nei supermercati come in tutti i negozi, devono essere sottoposti a sanificazione almeno una volta la giorno (qui i dettagli), per prevenire la diffusione del virus Covid-19.

Resta infine ancora sul tavolo la questione degli orari dei supermercati in Toscana e delle aperture festive e domenicali: da una parte i sindacati chiedono di limitarle (come deciso anche per il 25 aprile e il 1° maggio )in modo da dare maggiori garanzie ai lavoratori, dall’altra alcune catene di supermercati puntano ad ampliare la fascia oraria di attività per consentire a più persone di fare la spesa.

Covid, sanificazione obbligatoria degli ambienti nelle aziende: ok al “fai da te”

Aperti sì, ma rispettando le regole anti-coronavirus. I negozi, le aziende e le fabbriche per cui è stata stabilita la riapertura (e le attività che torneranno via via a spalancare i battenti durante la fase 2) devono infatti sottostare ad alcune norme, tra cui anche la sanificazione obbligatoria degli ambienti e degli impianti di condizionamento per prevenire la diffusione del virus Covid 19: ma cosa significa “sanificazione”? Bisogna rivolgersi a imprese specializzate o è possibile fare questa operazione con prodotti che si trovano normalmente in commercio? In Toscana un’ordinanza del presidente della Regione ha fatto chiarezza su questi dubbi.

Il documento è un vero e proprio protocollo di sicurezza per il Covid-19 stilato dopo il confronto con i rappresentanti delle categorie economiche e i sindacati (qui il dettaglio sulle altre prescrizioni per le attività aperte).

Sanificazione obbligatoria, cosa significa e come fare l’autocertificazione

Nel settimo punto dell’ordinanza regionale della Toscana viene imposto l’obbligo per le attività aperte, siano esse negozi, aziende o studi, di sanificare gli ambienti almeno una volta al giorno e comunque in funzione dei turni di lavoro.

Della sanificazione quotidiana deve però rimanere traccia, grazie a un’autocertifcazione,  registrata dall’azienda o dal negozio su fogli cartacei o in formato digitale (per esempio un documento Word sul computer).

Covid-19: sanificazione degli ambienti, in cosa consiste e cosa dice l’ordinanza

Nelle ultime settimane ci sono stati dei dubbi su come interpretare la parola “sanificare”, usata anche quando si parla della bonifica degli ambienti dove siano stati acclarati casi di coronavirus. Si tratta però di due procedure diverse: per i locali dove abbiano soggiornato persone con infezione da Covid-19 entrano in azione ditte specializzate che seguono procedimenti professionali effettuando in alcuni casi anche la sanificazione con ozono (qui vi abbiamo parlato di un’azienda di Firenze che si occupa di questo tipo di bonifiche ambientali); cosa diversa invece è la sanificazione quotidiana per i negozi e le aziende in attività, che può essere “fai-da-te”, ma secondo regole precise, e con un costo minore rispetto agli interventi dei professionisti.

In questo ultimo caso viene disposta una pulizia a fondo almeno una volta al giorno (o come detto in base ai turni di lavoro), che secondo l’ordinanza della Regione Toscana può essere effettuata anche usando prodotti e disinfettanti comunemente in commercio.

I prodotti per la sanificazione: come si fa?

Le disposizione della Regione Toscana poi indicano quali prodotti usare per la sanificazione quotidiana degli ambienti, per prevenire la diffusione del Covid 19, in particolare:

  • etanolo (alcol etilico) al 70%
  • prodotti con con una concentrazione dello 0,1% e 0,5% di cloro attivo (candeggina)
  • altri prodotti disinfettanti che uccidono virus, batteri e agenti patogeni.

Come si fa? Questa pulizia a fondo deve concentrarsi in particolare sulle superfici toccate più di frequente, come ad esempio porte e maniglie, tavoli e tastierini dei bancomat, oltre ai servizi igienici.

Sanificare gli impianti di areazione e di condizionamento

Il protocollo di sicurezza per il Covi-19 stilato dalla Regione Toscana per aziende e negozi prevede oltre alla sanificazione degli ambienti anche la pulizia periodica dei condizionatori e degli impianti di aerazione, facendo riferimento ai suggerimenti dell’Istituto Superiore di Sanità. Se questo non viene fatto, devono restare spenti.

L’ISS consiglia di pulire almeno una volta a settimana i filtri, in base alle indicazioni del produttore, perché la polvere catturata rappresenta un ambiente favorevole alla proliferazione di batteri, funghi e agenti biologici come il coronavirus. Bisogna però evitare di spruzzare i prodotti e i disinfettanti direttamente sul filtro per non rischiare poi di respirare sostanze inquinamenti durante il funzionamento degli impianti di condizionamento.

Sanificazione coronavirus Covid impianti condizionamento condizionatori

Vanno poi pulite le prese e le griglie di ventilazione con panni in microfibra inumiditi con acqua e sapone, oppure con alcool etilico al 75% asciugando successivamente. In ogni si consiglia di ventilare gli ambienti e aumentare il ricambio d’aria.

Sanificazione Covid-19, il testo dell’ordinanza e il vademecum dell’ISS (pdf)

Ecco quindi due link utili sul tema della sanificazione degli ambienti e dei protocolli di sicurezza per aziende, negozi e studi professionali:

Test sierologico, prosegue lo screening: chi deve farlo e dove si può fare in Toscana

Dopo operatori sanitari e forze dell’ordine, ora tocca a tutti quelli che lavorano a contatto con il pubblico. Saranno loro a sottoporsi per primi al test sierologico gratuito previsto dalla campagna di screening della Regione Toscana per tracciare il contagio da coronavirus. L’obiettivo è raggiungere presto le 400 mila persone testate. Un’ordinanza del presidente della Regione, la numero 39, fissa regole e priorità per le analisi e l’elenco dei laboratori dove si può fare il test sierologico in Toscana.

Test sierologico, prosegue lo screening del coronavirus in Toscana

Il test sierologico serve a rilevare se una persona ha sviluppato gli anticorpi al coronavirus e quindi se lo ha contratto. In caso di esito dubbio o positivo verrà eseguito il tampone per avere la conferma del contagio. Da questo si potrà capire se il paziente ha superato la malattia ed è quindi immune oppure se il virus è ancora presente nell’organismo e dunque se la persona, anche se asintomatica, è ancora potenzialmente contagiosa.

Lo screening di massa era partito all’inizio di aprile da operatori sanitari, ospiti delle Rsa e residenze per disabili, personale del volontariato impegnato nell’emergenza sanitaria e di protezione sociale. Oltre a questi, lavoratori delle farmacie, personale degli istituti penitenziari, forze dell’ordine, vigili del fuoco e chiunque fosse impegnato nell’assistenza alla popolazione anziana e fragile.

Test sierologico, chi lo deve fare in Toscana

Oggi che altri kit di analisi sono disponibili, lo screening proseguirà sottoponendo al test nuove categorie di lavoratori e cittadini.

Coronavirus, test sierologici in Toscana: a chi saranno fatte le analisi del sangue

Secondo quanto fissato dall’ordinanza del presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, i prossimi a effettuare il test per il coronavirus saranno gli agenti della Polizia municipale e della Polizia provinciale, chi lavora negli esercizi commerciali e grandi strutture di vendita alimentare e chi è addetto al trasporto delle merci.

Ci saranno poi i lavoratori di aziende pubbliche o private di smaltimento e raccolta dei rifiuti la cui attività implica il contatto con rifiuti potenzialmente infetti, i dipendenti pubblici, la cui attività implica contatto con il pubblico. Allo stesso modo i dipendenti degli uffici postali che hanno contatti con il pubblico, i dipendenti dei servizi bancari, finanziari e assicurativi che hanno contatti con i clienti.

Ordinanza della Regione Toscana, chi deve fare il test sierologico per covid

Test sierologici anche ai lavoratori dei servizi a domicilio, i lavoratori della editoria e della emittenza radiotelevisiva a contatto con il pubblico, gli edicolanti e librai, gli operatori del trasporto pubblico locale ugualmente in contatto con il pubblico.

E ancora, tassisti, operatori delle imprese o agenzie di onoranze funebri, gli operatori della logistica la cui attività implica il contatto con il pubblico. Infine, il personale dei consolati a contatto con il pubblico, il personale dei porti e degli aeroporti.

Il caso del distretto della carta

Caso a parte è poi quello dei lavoratori del distretto cartario, nella Lucchesia. Si tratta di un distretto che non ha mai interrotto le attività e che quindi potrà fornire indicazioni utili sull’impatto del virus all’interno di un’area industriale ben definita.

L’elenco si allargherà ulteriormente via via che nuovi kit saranno disponibili.

Dove fare il test sierologico da coronavirus in Toscana

L’ordinanza del presidente della Regione Toscana (qui il testo completo) fissa anche l’elenco dei laboratori dove è possibile fare il test sierologico. Sono quaranta, distribuiti in tutte e 1 le province toscane. A loro potranno rivolgersi i cittadini delle categorie che hanno priorità nel sottoporsi al test.

Coronavirus, i test: tampone o analisi del sangue e degli anticorpi?

I laboratori che effettuano il test sierologico per il coronavirus in Toscana sono elencati di seguito.

  • Ambulatori Misericordia Campi Bisenzio
    055/89411 – 3429506677
  • Bianalisi – Villafranca Lunigiana
    0187/493638
  • Biolabor – Livorno
    3403494270 – 3468404949
  • Biomedical – Monsummano Terme
    0572/951359 Monsummano Terme – 0574/604147 Prato
  • Biomedix – Aulla
    0187/420680
  • Cam – Viareggio
    0584/962153
  • Casa Di Cura Villa Tirrena – Livorno
    0586/263101
  • Cdl Omnia Medica – Pistoia
    0573/26683
  • Centro Analisi Cascina – Cascina
    050/711123
  • Centro Analisi Cliniche Alba – Poggibonsi
    0577/600893
  • Centro Diagnostico Senese – Siena
    0577/51026
  • Centro Diagnostico Valdichiana – Foiano Della Chiana
    0575/641106
  • Centro Ricerche Cliniche – Pisa
    050/503020
  • Data Medica – Montecatini Terme
    0572/911611 – 3245612221
  • Diagnosys – Prato
    0574/31303 – 25063
  • Ecol Studio – Lucca
    0583/808840
  • Iama – Prato
    388/3676306
  • Istituto Ecomedica – Empoli
    0571/99281
  • Istituto Fanfani – Firenze
    055/4970324 – 055/4970486 – 055/4970636
  • Istituto Prosperius – Firenze
    055/50661
  • Istituto Ragionieri – Sesto Fiorentino
    055/4200056
  • Istituto Senese – Grosseto
    0564/24190
  • Kobiol – Pisa
    3516684845
  • Labgamma – Grosseto
    0564/451184 – 0564/458999 – 335323966
  • Laboratorio Analisi Bruno – Carrara
    0585/857987
  • Laboratorio Apuano – Massa
    3482894690
  • Laboratorio Nuovo – Cecina
    0586/635170
  • Laboratorio Pieroni – Camaiore
    3482894690
  • Laboratorio Analisi Tirreno – Carrara
    0585/631795
  • Lacc – Pontedera
    0587/53924
  • Lam – Pisa
    050/44022
  • Lam Sanvito – Capannori
    0583/936430
  • Lamm Srl – Lucca
    0583/581491
  • Lea Srl – Empoli
    0571/543985 – 3713547896
  • Multitest – Livorno
    331/7411339
  • Nuova Igea – Firenze
    055/600546 -055/6540501 – 055/4376697 – 055/701607
  • Polo Ggb – Siena
    0577/381312
  • San Giuseppe Analisi – Arezzo
    0575/3734459 – 3929065215
  • Sanavir Srl – Pistoia
    0573/506329
  • Synlabmed – Sesto Fiorentino
    055/4211617

Coronavirus in Toscana, le ultime notizie del 19 aprile

Altri 135 nuovi casi di positività e 9 decessi, ma anche 90 guarigioni. Mentre i tamponi sfondano quota 100 mila: queste le ultime notizie dal bollettino regionale di oggi, domenica 19 aprile, sul contagio da coronavirus in Toscana.

Coronavirus, ultime notizie dalla Toscana (19 aprile)

Il totale dei casi di positività registrati in Toscana dall’inizio dell’epidemia è di 8.372. Sono 2.609 i casi segnalati complessivamente in provincia di Firenze (46 in più rispetto a ieri), 466 a Prato (9 in più), 557 a Pistoia (3 in più), 933 a Massa (15 in più), 1.197 a Lucca (32 in più), 778 a Pisa (4 in più), 489 a Livorno (9 in più), 558 ad Arezzo (10 in più), 405 a Siena (6 in più), 380 a Grosseto (1 in più).

Di questi, 6.496 (+26 rispetto a ieri) sono i casi attualmente attivi.

I decessi salgono a 637. Dei 19 registrati dal bollettino di ieri (11 uomini e 8 donne con un’età media di poco più di 81 anni), 10 sono quelli notificati nella provincia di Firenze, 1 a Prato, 1 a Massa, 3 a Lucca, 1 a Pisa, 3 a Livorno.

La provincia con la letalità (percentuale dei deceduti sul totale dei casi) più alta continua ad essere Pistoia con 12,2%, seguita da Massa con 10,9%. Le più basse Arezzo con il 4,1% e Grosseto con 3,7%. La Toscana ad oggi arriva al 7,6% contro una media italiana che ieri era 13,2%.

Coronavirus, il bollettino del 19 aprile in Toscana

La Toscana si conferma inoltre all’11° posto in Italia per la numerosità di casi: circa 224 ogni 100.000 abitanti. La media italiana, a ieri, era di 291,5. La provincia più colpita è Massa con 479 casi per 100.000 abitanti, seguono Lucca con 309 e Firenze con 258.

Ricoverati al minimo dal 22 marzo

Si riducono ancora le persone ricoverate in ospedale. Sono 1.044, 37 in meno di ieri. Di queste, 192 in terapia intensiva (-6 rispetto a ieri). Il trend discendente dei ricoverati, totali e in terapia intensiva, si conferma ulteriormente e raggiunge il punto più basso dal 22 marzo per i ricoveri totali e dal 20 marzo per le terapie intensive.

Le persone complessivamente guarite salgono a 1.239 (più 90 rispetto a ieri). Si dividono in 639 persone “clinicamente guarite” (+ 8 persone), divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione e 600 (+ 82 persone) dichiarate guarite a tutti gli effetti, le cosiddette guarigioni virali, con doppio tampone negativo.

Oltre i 100 mila tamponi

La Toscana supera il muro dei 100 mila tamponi. Con i 4.072 eseguiti da ieri (di cui 3.550 analizzati) il totale sale infatti a 103.975.

Le persone in isolamento domiciliare con sintomi lievi sono 5.452, 63 in più rispetto a ieri. Quelle isolate in sorveglianza attiva perché entrate in contatto con persone positive sono 18.096 (più 109 rispetto a ieri).

 

Un protocollo per la sicurezza nella fase 2 in Toscana: patto tra Regione e categorie

Riprendere a vivere contrastando il virus, incoraggiando la “fase 2” di ripartenza del lavoro con misure di sicurezza rafforzate (come quelle introdotte dall’ordinanza del presidente della Regione Toscana): è il protocollo proposto dalla Regione e già firmato da sindacati e associazioni di categoria. Resta in sospeso, al momento, l’adesione di Confindustria, che ha preso qualche giorno per discuterne con i territori.

Protocollo per la sicurezza: chi aderisce in Toscana

Il protocollo ha già le firme di Cgil, Cisl e Uil, da Cna e Confartigianato, Confesercenti e Confcommercio, Legacoop Toscana, Cispel Toscana, Federalberghi, Assopellettieri, Cia, Confagricoltura e Agc Toscana. Oltre a questi, aderiscono l’Anci, l’associazione dei comuni toscani, e l’Upi, l’Unione delle province.

Confindustria Toscana si confronterà sui contenuti con le sue organizzazioni territoriali prima di aderire al protocollo. Ma ha fatto sapere di apprezzarne “lo spirito, che si rifà al patto per lo sviluppo del luglio 2019″, garantendo “ampia disponibilità a collaborare in questa fase così difficile sui temi della sicurezza e dello sviluppo”.

Bonus 600 euro, al via il pagamento. E per aprile sale a 800 euro

Sicurezza e lavoro: il protocollo della Regione Toscana (formato pdf)

Il testo completo del patto per la sicurezza e la responsabilità è disponibile qui in formato pdf.

Tutto parte da una considerazione: nel 2020 è previsto un calo di almeno il 5,1% del Pil della zona Euro. Per l’Italia le stime più conservative prevedono del -6,5%, ma si potrebbe arrivare molto più in basso. Per la Toscana potrebbe essere ancora peggio.

Questo perché una buona fetta della produzione regionale è rappresentata da settori molto esposti alla competizione internazionale. Su tutti, la moda e la manifattura. Oltre a questi, anche il turismo e la cultura, settori di rilievo per la Toscana, rischiano una ripartenza lenta e ancora lontana nel tempo.

Toscana, le regole per l’avvio della fase 2

Le sigle che hanno firmato il protocollo condividono la necessità di favorire la ripartenza dell’apparato produttivo. Bisogna insomma procedere verso la “fase 2″ e far ripartire il lavoro”. Fermo restando l’assoluta priorità della salute collettiva, per la quale la Regione è già intervenuta con l’ordinanza numero 38 che fissa le nuove regole da rispettare in tutti i luoghi di lavoro che hanno già ripreso o vorranno riprendere le attività.

Toscana, dieci regole anti coronavirus per la sicurezza sul lavoro

L’ordinanza 38 della Regione Toscana per la sicurezza sul lavoro

L’obiettivo è ora costruire protocolli regionali di sicurezza per i diversi settori, da declinare a livello prima regionale e poi territoriale.

Nel patto, le sigle si sono espresse a favore delle garanzie sui prestiti introdotte per fornire liquidità alle imprese. Appoggio anche per quanto riguarda i nuovi ammortizzatori sociali e la possibilità di istituire un reddito di emergenza.

Il documento riconosce poi un ruolo fondamentale al rilancio della domanda pubblica. In particolare nei settori strategici come sanità, scuola, ricerca, assetto idrogeologico, sostegno all’economia circolare, all’innovazione tecnologica, contrasto ai cambiamenti climatici, rigenerazione urbana, infrastrutture e servizi alle persone.

Fase 2, la Toscana firma un protocollo per partire in sicurezza

“Il risultato raggiunto oggi – commenta il presidente della Toscana, Enrico Rossi – è quello di una regione che si dimostra coesa, che anche se discute trova il punto più alto di equilibrio possibile e più avanzato, una regione che coinvolge unitariamente e in modo compatto le forze sociali e le istituzioni”. “Questo documento – conclude – dà forza alla discussione sui territori e alla Regione Toscana che si dimostra unita nei confronti del governo nazionale. Un risultato straordinario e abbastanza unico nel panorama italiano”.

Toscana, dieci regole anti coronavirus per la sicurezza sul lavoro

Dieci regole per la sicurezza sul lavoro nella cosiddetta “fase 2”, quella delle riaperture: con l’ordinanza numero 38, la Regione Toscana ha stabilito nuove norme per le aziende che, passata la fase acuta del contagio da coronavirus, torneranno a lavorare.

Le regole di sicurezza nei luoghi di lavoro sono state stabilite con un’ordinanza del Presidente della Regione Toscana firmata oggi (qui il testo completo dell’ordinanza 38). Sono misure che riguardano sia le attività già aperte (tranne gli ambienti sanitari, i cantieri e le aziende dei servizi pubblici locali che hanno un protocollo “rinforzato” e già condiviso) sia quelle che dovranno riaprire.

La Regione ha inoltre siglato un protocollo per la sicurezza e la ripartenza nella cosiddetta fase 2 in Toscana. Ecco cosa prevede.

Mascherine gratis in Toscana: distribuzione in supermercati e farmacie

Le stesse misure di sicurezza si applicano anche alle imprese che hanno già ripreso il lavoro in deroga con la comunicazione alla prefettura.

Di seguito le dieci regole per la sicurezza sul lavoro in Toscana.

Le 10 regole anti coronavirus per la sicurezza sul lavoro

1. Guanti e mascherine sui mezzi pubblici

Primo punto, i trasporti: obbligo di guanti monouso e mascherine sui mezzi pubblici e pulizia delle mani prima e dopo l’utilizzo. Consigliato dove possibile l’uso di bicicletta e mezzi elettrici. Raccomandata la mascherina nell’auto propria, se con due persone a bordo.

2. Distanza di sicurezza

Secondo punto, la distanza sociale in fabbrica, nei laboratori artigianali e negli uffici: non un metro ma almeno un metro e ottanta centimetri, come prescrive l’Organizzazione mondiale per la sanità. Se nella riorganizzazione dei processi produttivi questa distanza non potrà essere garantita, dovranno essere inseriti elementi di separazione tra le persone oppure usate mascherine FFP2 senza valvola (o due mascherine chirurgiche contemporaneamente) per chi lavora all’interno di uno stesso ambiente.

3. Mascherine sempre, sul luogo di lavoro

Le mascherine chirurgiche saranno obbligatorie sempre e dovranno essere fornite dal datore di lavoro: negli spazi chiusi in presenza di più persone, si specifica al punto tre, ma anche negli spazi aperti quando non è garantito il mantenimento della distanza personale.

Coronavirus, in Toscana 10 regole per la sicurezza

4. Chi ha la febbre resta a casa

Chi ha febbre o altri sintomi influenzali, suggestivi di Covid-19, dovrà rimanere a casa: il datore di lavoro potrà misurare la temperatura ai dipendenti all’ingresso oppure raccogliere una loro dichiarazione.

5. Lavarsi spesso le mani

La frequente e minuziosa pulizia delle mani è raccomandata in più momenti dell’attività lavorativa e non solo a inizio turno: per questo dovranno essere installati appositi dispencer.

6. Separatori se non si può mantenere la distanza

Ci saranno casi in cui, anche riorganizzando i processi produttivi, non sarà proprio possibile mantenere la distanza interpersonale di 1,8 metri. Si dovrà allora installare pannelli o altri elementi di separazione fra le persone. Oppure, chi lavora in quegli ambienti dovrà utilizzare le mascherine FFP2. Se queste non fossero reperibili, specifica l’ordinanza, sarà sufficiente utilizzare contemporaneamente due mascherine chirurgiche.

Verso la fase 2 in Toscana

7. Sanificazione una volta al giorno

Gli ambienti dovranno essere sanificati almeno una volta al giorno, pulendo con candeggina o altri prodotti simili porte, maniglie, tavoli e servizi igienici e annotando il tutto su appositi registri.

8. Il registro delle sanificazioni

Sarà compito del datore di lavoro mantenere un registro, cartaceo o informatico, delle sanificazioni effettuate ogni giorno. Il tutto dovrà essere accompagnato da una autodichiarazione.

Sanificazione degli ambienti: cosa si intende e come si fa in un negozio?

9. Ricambio d’aria

Dovrà essere garantito, per quanto possibile, anche il ricambio di aria e la sanificazione periodica, secondo precise indicazioni, degli impianti di aerazione, che altrimenti dovranno rimanere spenti.

10. Le mense

Il decalogo si conclude con la riorganizzazione del servizio mensa, dove si dovrà porre attenzione alla distanza tra le persone e le sanificazione dei tavoli dopo ogni pasto.

Cosa prevede l’ordinanza 38 in Toscana

Per i negozi vale un protocollo con alcune regole in più che riguardano la sicurezza dei clienti. Cosa prevede il protocollo di sicurezza per i negozi.

Tutti i datori di lavoro hanno l’obbligo di redigere un protocollo di sicurezza anticontagio da coronavirus e inviarlo alla Regione entro trenta giorni da oggi. Nel protocollo dovranno impegnarsi a mettere in pratica le misure previste dall’ordinanza. Controlli saranno previsti da parte dei servizi di igiene e da chi si occupa di sicurezza nei luoghi di lavoro.

Più guariti, 127 nuovi casi, 16 decessi: il bollettino del 18 aprile in Toscana

Un deciso aumento delle guarigioni, 224 in più da ieri, 127 nuovi casi positivi e 16 morti: queste le ultime notizie dal bollettino regionale di oggi, sabato 18 aprile, sul contagio da coronavirus in Toscana.

Coronavirus, il bollettino del 18 aprile in Toscana

Il totale dei casi di positività accertata dall’inizio dell’epidemia da coronavirus in Toscana sale così a 8.237 di cui 6.470 attualmente positivi (-113 da ieri).

La mappa del contagio in Toscana

La mappa del contagio vede al momento 2.563 i casi complessivi nella provincia di Firenze (69 in più rispetto a ieri), 457 a Prato (8 in più), 554 a Pistoia (7 in più), 918 a Massa (6 in più), 1.165 a Lucca (7 in più), 774 a Pisa (8 in più), 480 a Livorno (5 in più), 548 ad Arezzo (7 in più), 399 a Siena (7 in più), 379 a Grosseto (3 in più).

Più guariti, meno ricoverati

Prosegue il trend positivo sia per quanto riguarda i guariti che per i ricoverati in ospedale. Si riducono infatti le persone nei posti letto dedicati ai pazienti Covid, che oggi sono complessivamente 1.081, 24 in meno di ieri. Di questi, 198 sono in terapia intensiva (complessivamente 9 in meno rispetto a ieri).

Prendendo a riferimento il picco toccato il 3 aprile 2020, oggi i ricoverati totali sono il 25% in meno (il 12% in Italia), il 31% in meno nelle terapie intensive (dato in linea con quello italiano).

Coronavirus, ultime notizie dalla Toscana (18 aprile)

Aumentano poi le persone guarite, salite a 1.149 (circa il 24% in più rispetto a ieri). Di queste, 631 sono considerate “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione. Altri 518 sono i “negativizzati”, guariti a tutti gli effetti.

Complessivamente, 5.389 persone sono in isolamento a casa con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere, oppure risultano prive di sintomi (89 in meno rispetto a ieri).

Altre 17.987 (più 196 rispetto a ieri) sono le persone, anch’esse isolate, in sorveglianza attiva perché hanno avuto contatti con persone contagiate (ASL centro 8.420, Nord Ovest 8.254, Sud Est 1.313).

Nelle ventiquattro ore dall’ultimo bollettino si sono registrati 16 decessi: 9 uomini e 7 donne con un’età media di 81 anni. Si tratta di 5 persone decedute nella provincia di Firenze, 1 a Prato, 5 a Massa-Carrara, 2 a Lucca, 2 a Pisa, 1 a Grosseto.

La provincia con la letalità (percentuale di morti sul totale dei casi) più alta continua ad essere Pistoia con 12,3%. La più bassa è Grosseto, con 3,7%. La Toscana, complessivamente, è al 7,5% contro la media italiana che ieri era del 13,2%.

La regione si consolida all’undicesimo posto in Italia come numerosità di casi, con circa 221 casi per 100.000 abitanti (a fronte di una media italiana di 286 casi per 100 mila, dato di ieri).

Verso quota 100 mila tamponi

I tamponi si avviano verso quota 100 mila. Con i 3.672 eseguiti da ieri e i 4.522 il totale dei test fatti da inizio epidemia in Toscana è di 99.903.

Regala un libro, una campagna contro la crisi delle librerie

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Libri in regalo ai propri clienti, per aiutare le librerie indipendenti a uscire dalla crisi e offrire una buona lettura, ancor più d’aiuto in tempi come questi. È l’idea di Jump Media, società fiorentina di comunicazione, che invita chiunque voglia, imprese e cittadini, a unirsi alla campagna #regalaunlibro.

Regala un libro e aiuta le librerie

“Questo maledetto virus – scrive Jump in una nota –, oltre a farci pagare un prezzo altissimo di vite umane, sta producendo danni enormi in settori rilevanti della nostra economia. Il mondo dell’editoria, e quello delle piccole librerie indipendenti in particolare, già fragile e finora poco tutelato, patisce moltissimo questa crisi“.

Da qui l’idea: “La nostra (piccola) società, Jump, è stata, finora, invece fortunatamente poco toccata dalla crisi. Per questo abbiamo pensato che fosse giusto dedicare qualche ora del nostro tempo, e qualche risorsa, ad una iniziativa che abbiamo scelto di chiamare semplicemente #regalaunlibro“.

Coronavirus, contro la crisi dei librai “Regala un libro”

“Abbiamo infatti deciso – prosegue Jump – di comprare alcune decine di libri (alla fine sono 80 – 80vogliadileggere) presso una delle
librerie indipendenti che provano a resistere a questa crisi: la Todo Modo di Firenze. Questi libri li regaliamo ai nostri clienti e partner
e chiediamo loro di fare altrettanto, se possono”.

“Chiediamo insomma alle società che lavorano con noi ma anche a singoli cittadini di comprare uno o più libri (possibilmente in una libreria indipendente) e di regalarli a qualcuno. E ci piacerebbe poi che lo raccontassero, aiutandoci a far conoscere il più possibile l’iniziativa #regalaunlibro e le librerie indipendenti che vogliamo provare ad aiutare”.

La lettura, un grande aiuto contro la paura

“Torneranno presto tempi migliori, ne siamo certi – conclude la società–. Vogliamo pensare alla ripartenza e vorremmo che nessuno rimanesse indietro. E leggere un buon libro in questo momento è sempre una delle cose migliori da fare. Se puoi aiutaci a far conoscere l’iniziativa con un tweet o come riterrai più opportuno . Sappiamo che questo è un gesto poco più che simbolico, ma ci fa molto piacere farlo”.