sabato, 8 Agosto 2026
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Covid, mille dosi al giorno per i volontari della protezione civile

Mille vaccini al giorno in Toscana per la vaccinazione degli operatori delle associazioni di volontariato di protezione civile impegnati in attività di soccorso. È quanto annunciato dal presidente della Regione Eugenio Giani, per il contrasto al Covid.

Stesso criterio della campagna vaccinale

“Per la vaccinazione del volontariato di protezione civile – ha spiegato Giani – è valido lo stesso criterio utilizzato finora durante la campagna vaccinale, ovvero l’assoluta trasparenza e responsabilità rispetto alle mansioni di coloro ai quali si somministrano i vaccini. La Regione ha perciò chiesto alle centrali delle organizzazioni di volontariato di fornire i nominativi di coloro che effettivamente svolgono funzioni di soccorso, perché la circolare ministeriale parla di mezzi di soccorso e di funzione di soccorso”.

Mille vaccini al giorno in Toscana

Il governatore toscano ha aggiunto che “per la vaccinazione di questi nominativi, indicati dai responsabili dei vari soggetti del volontariato (misericordie, pubbliche assistenze, croce rossa), metteremo a disposizione mille vaccini al giorno. Finora alle associazioni di volontariato abbiamo consegnato 13mila dosi. Con questo metodo sono convinto che a breve tutti coloro che ne hanno diritto, in funzione della mansione ricoperta, saranno vaccinati”.

Sempre più vicino l’ok a Reithera

Sempre in tema di vaccini Giani ha annunciato che “il vaccino italiano Reithera passa nella sua sperimentazione da Pisa”, mentre sull’emergenza sanitaria e il rischio che la Toscana diventi rossa, il presidente ha chiarito che “se tiene Firenze la Toscana va verso un decremento dei contagi”.

Il 24 marzo un minuto di silenzio in Europa per ricordare le vittime di Covid

Un minuto di silenzio in tutta Europa per ricordare le vittime di Covid. È quanto avverrà domani, mercoledì 24 marzo alle ore 12, su idea di Eurocities, il network di 200 città europee presieduto dal sindaco di Firenze Dario Nardella. Tra le città che fanno parte del network ci sono Vienna, Parigi, Francoforte, Monaco di Baviera, Milano, Roma, Amsterdam, Varsavia, Lisbona, Londra, Praga, Barcellona, Madrid, Budapest. Tutti uniti per ricordare chi ha perso la vita a causa del Covid.

La dichiarazione di Dario Nardella

“L’Europa – ha dichiarato il sindaco Dario Nardella – ha bisogno di un momento unitario di memoria, un momento di pausa e riflessione nel quale ricordare le moltissime vittime e coloro che stanno combattendo adesso la battaglia contro la malattia. Vogliamo che questa pandemia funga da sprone per una grande rinascita collettiva che coinvolga governi e cittadini e che ponga le basi per un futuro di maggiore sostenibilità, uguaglianze, welfare, educazione e cultura. Invito tutte le città europee a partecipare a questo momento, a un anno dall’inizio della pandemia”.

Digital Green Certificate, il certificato vaccinale

Come spiegato da Nardella “la Commissione europea ha presentato nei giorni scorsi la proposta di creare un certificato vaccinale, il ‘Digital Green Certificate’, per facilitare la libera circolazione sicura all’interno dell’Ue. In vigore entro metà giugno, sarà disponibile, gratuitamente, in formato digitale o cartaceo. Si tratta di uno strumento essenziale per la ripartenza dei viaggi di lavoro, studio o turismo all’interno dell’Unione e ne auspico un veloce iter legislativo”.

Per informazioni sulla campagna vaccinale in Toscana: La nostra guida: dove, quando e come

Fiorentina, Prandelli rassegna le dimissioni. Una lettera per la società e i tifosi

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Cesare Prandelli rassegna le sue dimissioni da allenatore della Fiorentina.
A certificare la scelta, le parole dello stesso allenatore in una lettera rivolta alla società e ai tifosi: al suo posto dovrebbe ritornare Giuseppe Iachini.

La lettera

“Firenze, 23 marzo 2021. È la seconda volta che lascio la Fiorentina. La prima per volere di altri, oggi per una mia decisione. Nella vita di ciascuno, oltre che alle cose belle, si accumulano scorie, veleni che talvolta ti presentano il conto tutto assieme.
In questo momento della mia vita mi trovo in un assurdo disagio che non mi permette di essere ciò che sono. Ho intrapreso questa nuova esperienza con gioia e amore, trascinato anche dall’entusiasmo della nuova proprietà. Ed è probabilmente il troppo amore per la città, per il ricordo dei bei moneti di sport che ci ho vissuto che sono stato cieco davanti ai primi segnali che qualcosa non andava, qualcosa non era esattamente al suo posto dentro di me. La mia decisione è dettata dalla responsabilità enorme che prima di tutto ho per i calciatori e per la società, ma non ultimo per il rispetto che devo ai tifosi della Fiorentina.
Chi va in campo a questo livello, ha senza dubbio un talento specifico, chi ha talento è sensibile e mai vorrei che il mio disagio fosse percepito e condizionasse le prestazioni della squadra. In questi mesi è cresciuta dentro di me un’ombra che ha cambiato anche il mio modo di vedere le cose. Sono venuto qui per dare il 100%, ma appena ho avuto la sensazione che questo non fosse più possibile, per il bene di tutti ho deciso questo mio passo indietro. Ringrazio Rocco Commisso e tutta la sua meravigliosa famiglia, Joe Barone e Daniele Pradè, sempre vicini a me e alla squadra, ma soprattutto ringrazio Firenze che so che sarà capace di capire. Sono consapevole che la mia carriera di allenatore possa finire qui, ma non ho rimpianti e non voglio averne. Probabilmente questo mondo di cui ho fatto parte per tutta la mia vita, non fa più per me e non mi ci riconosco più. Sicuramente sarò cambiato io e il mondo va più veloce di quanto pensassi. Per questo credo che adesso sia arrivato il momento di non farmi più trascinare da questa velocità e di fermarmi per ritrovare chi veramente sono.
Cesare Prandelli”

La classifica

Prandelli lascia così la Fiorentina a quota 29 punti in classifica, a +7 dal terzultimo posto (e dunque dalla serie B), occupato in questo momento dal Cagliari e a +10 dal Parma penultimo. La Fiorentina, reduce dalla sconfitta casalinga contro il Milan, sabato 3 aprile giocherà a Genova contro la squadra di Ballardini, che si trova al 13/o posto, a quota 31 punti in classifica.

Le reazioni social alle dimissioni

Sui social intanto si sono già scatenati i commenti da parte dei tifosi viola, alcuni dei quali critici verso la società.

Covid, Nardella: “Firenze si avvicina alla zona rossa”

Firenze si avvicina alla zona rossa a causa dell’aumento di casi Covid. A dirlo il sindaco Dario Nardella, a margine di una iniziativa in città.

Firenze Zona Rossa, RT vicino a 1,25

“C’è una tendenza – ha detto Nardella – di crescita nell’area fiorentina, siamo vicini ai 400 casi positivi al giorno, c’è una pressione in lieve crescita anche nelle strutture ospedaliere. Sull’Rt siamo vicinissimi a 1,25 e per quanto riguarda il rapporto dei contagi sui 100mila abitanti siamo vicini alla soglia dei 250. Firenze non si è mai avvicinata così tanto ai livelli di zona rossa”.

Firenze zona rossa, Nardella incontra Giani

Nonostante il peggioramento dei dati Covid, il sindaco è convinto di poter ancora intervenire, “mettendo in campo delle misure” insieme al presidente della Regione Eugenio Giani “per evitare la zona rossa in tutta la regione. La cosa che conta ora è lavorare insieme, vedere tutti i numeri e poi capire come comportarsi”.

Obiettivo evitare Zona Rossa e chiusura delle scuole

Di certo, ha sottolineato Nardella, l’obiettivo è evitare la chiusura delle scuole che deve essere “l’extrema ratio perché i disagi sono fortissimi sia per i bambini, per i ragazzi, che per le famiglie. Tutto quello che possiamo fare prima di arrivare alla conseguenza estrema della chiusura delle scuole cercheremo di valutarlo e lo faremo insieme al presidente Giani”.

Misure in vigore efficaci

Le misure già adottate in città “sono state molto efficaci perché gli interventi più significativi delle forze dell’ordine sono avvenuti negli appartamenti privati a seguito di segnalazioni di cittadini mentre fuori, nelle famose piazze della movida, non si è verificato nessun caso preoccupante. Certo, va detto che il sacrificio per i gestori dei locali è molto grosso, io mi auguro che oltre a questo decreto Sostegni arrivino altre misure a favore delle imprese che stanno pagando il prezzo più alto per queste limitazioni.

Quindi l’ordinanza per ora rimane efficace, i risultati si vedono, i report che mi arrivano dal questore e dal comandante della polizia municipale sono molto buoni. Venerdì avremo la ministra Lamorgese a Firenze e le illustrerò anche il lavoro che stiamo facendo su questo fronte perché dobbiamo essere attenti a tutto”.

25 marzo: il Capodanno Fiorentino e l’Annunciazione di Maria

Da tempi antichissimi la Chiesa cattolica festeggia l’annuncio dell’incarnazione del Verbo (ab Incarnatione) dato a Maria Vergine da parte dell’Arcangelo Gabriele. Dal VII secolo tale ricorrenza viene fissata al 25 marzo, esattamente nove mesi prima del Natale, giorno della nascita di Gesù Cristo. Collegato a questo importante avvenimento, fino al 1750 a Firenze il 25 marzo si festeggiava il capodanno fiorentino, perché si dava inizio all’anno civile (non come adesso il primo gennaio) per la festività di Maria Santissima.

Il Capodanno Fiorentino del 25 marzo: il significato della festa civile, religiosa e primaverile

Quindi il 25 marzo, che coincide anche con l’arrivo della primavera, all’ombra del cupolone ed in tutte le terre soggette al dominio della città, si festeggiava il Capodanno fiorentino, differentemente ai numerosi territori d’Italia, dove in base al calendario gregoriano in vigore sin dal 1582, era il primo di gennaio. L’Annunziata era dunque per i fiorentini una festa civile, religiosa e primaverile.

Una gran folla, sia cittadina che del contado, si recava il 25 marzo alla miracolosa immagine della Madonna nella chiesa della Santissima Annunziata in festoso pellegrinaggio. È probabile che tanta affluenza di popolo abbia dato origine alla tradizionale “fiera” – che si svolge tuttora – nella piazza antistante la basilica, proprio per l’esigenza di fornire cibo e bevande a quella massa di gente affluita devotamente al santuario per festeggiare religiosamente il Capodanno e per invocare o ringraziare la Vergine. Infatti, oltre alle bancarelle ed alle ceste ricolme di tipici prodotti alimentari, erano vendute anche candele, fiori ed oggetti ex voto da offrire alla Madonna per grazia ricevuta o in adempimento di una promessa.

La riforma gregoriana del calendario

Con la cosiddetta riforma gregoriana del calendario solare, bandita dal papa Gregorio XIII nel 1582 per l’imprescindibile necessità religiosa e civile di dividere il tempo in uguali periodi, si stabilì che l’anno dovesse cominciare universalmente il primo gennaio. Tale cambiamento fu deciso con il consiglio di una commissione di astronomi e teologi, secondo un piano elaborato da Luigi Lilio basato sullo studio dei corpi celesti. La riforma, che presentava evidenti vantaggi alla popolazione, fu però preceduta da una importantissima azione svolta da Giovanni de’ Medici quando, nel 1513, divenne Papa con il nome di Leone X.

Si narra che tale appellativo fosse stato scelto dallo stesso Giovanni perché sua madre più volte gli aveva raccontato che prima delle doglie del parto, sognò di averlo partorito in Santa Reparata con le sembianze di un mansueto leone. Questo papa fiorentino, la cui politica fu soprattutto di equilibrio ed avvicinamento con le potenze europee, costituì una commissione di esperti per studiare un calendario universale che mettesse ordine nello svolgimento della vita civile nei vari popoli. L’intento era di eliminare la confusione di date e di tempi che portavano sfasamento anche per fini amministrativi e commerciali. Pertanto in data 8 luglio 1516, inviò a tutti i capi di Stato un messaggio con la sintesi della questione, invitando a darne divulgazione, cosa che avvenne in tutti i Paesi, in particolar modo in quelli cattolici.

La “fine” del capodanno fiorentino

Anche Firenze accompagnò con un bando l’esposizione della lettera ufficiale di Papa Leone X, facendola affiggere ai più importanti canti della città, nei vicariati, nelle capitanerie, podesterie e castellanie. L’invito del pontefice ebbe eco e risonanza in tutto il mondo e fu certamente il preludio alla definitiva attuazione del successivo calendario gregoriano, adottato quasi ovunque a partire, come già detto, dal 1582. Ma seppure tanti contributi scientifici per l’innovazione fossero partiti proprio da Firenze, da menti come quelle del frate eremitano Antonio Dolciati del convento di San Gallo, del frate domenicano Giovanni Tolosani, del matematico Basilio Lapi e dell’insigne Antonio Albizzi, la città continuò a seguire il calendario “stile fiorentino” e non quello attuato dall’importante riforma che offriva vantaggi di rapporti nel mondo.

Così facendo il Capodanno a Firenze continuò con caparbia tradizionalità ad essere celebrato il 25 marzo, differendo da quello ormai adottato nel mondo. I fiorentini si dovevano sempre e comunque distinguere e solo dopo 168 anni si adeguarono al calendario gregoriano grazie al decreto del granduca Francesco II di Lorena, del 20 novembre 1749, che imponeva per gli usi commerciali e nelle scritture pubbliche, dal primo gennaio 1750, il rispetto della nuova scansione temporale. L’avvenimento fu considerato così eccezionale e rivoluzionario nella tranquilla Firenze di quel tempo che ad immortalarlo fu posta sotto le logge de’ Lanzi in piazza della Signoria, un’iscrizione marmorea dettata da Giovanni Lami, dov’è tuttora visibile.

Zone rosse locali in Toscana oggi, quali sono: la mappa dei comuni

Empoli e aree vicine, Grosseto, tutta la Versilia e altri 3 comuni in provincia di Lucca in zona rossa: in Toscana scattano nuove zone rosse locali per l’alto rischio Covid e ad oggi la mappa della regione si tinge ancora più di chiazze purpuree. Confermate le restrizioni nelle province di Prato, Pistoia e Arezzo. Le ordinanze del presidente della Regione Eugenio Giani comportano la chiusura di tutte le scuole in molti territori, lo stop a molti negozi e limitazioni agli spostamenti.  Il resto della Toscana rimane in zona arancione fino al 28 marzo, compresa Firenze, che però rischia la zona rossa se la situazione dei contagi non migliorerà.

Dunque ci sono molte macchie rosse anche questa settimana, con un terzo della Toscana dove sono in vigore zone rosse localizzate. Il governatore Giani si è riunito con i sindaci delle aree interessate per poi firmare, sabato scorso, l’ordinanza con le restrizioni. Da mercoledì 24 marzo arriva inoltre la zona rossa in altri 3 comuni in provincia di Lucca. Ecco quali sono le zone rosse locali in Toscana.

Dal 22 marzo zona rossa per Empoli e per i comuni a cavallo tra Firenze e Pisa

Secondo quanto deciso dal presidente della Toscana insieme ai sindaci, tutti e 15 comuni dell’Empolese Valdelsa e del Valdarno Inferiore a cavallo tra le province di Pisa e Firenze, sono in zona rossa dal 22 marzo: ad oggi le nuove zone rosse localizzate interessano Capraia e Limite, Castelfiorentino, Cerreto Guidi, Certaldo, Empoli, Gambassi Terme, Montaione, Montelupo Fiorentino, Montespertoli, Vinci, più Tavarnelle – Barberino Valdelsa. Restano rossi i comuni di Fucecchio, San Miniato, Montopoli, Santa Croce sull’Arno e Castelfanco di sotto. Lo ha annunciato venerdì scorso Giani in una diretta social.

In questi territori, spiega la società della salute dell’Empolese Valdelsa, l’incidenza settimanale dei contagi supera i 435 casi ogni 100.000 abitanti, largamente sopra la soglia di allarme dei 250 positivi ogni 7 giorni. Forte la pressione sugli ospedali con 140 ricoveri per coronavirus all’ospedale di Empoli, 34 a Fucecchio e 15 a San Miniato. Questi ultimi due comuni sono diventati rossi da lunedì scorso.

Nuove zone rosse in Toscana, anche ad Altopascio e comuni vicini: la mappa

Dopo Viareggio e Seravezza, dal 22 marzo tutta la Versilia è in zona rossa. E quindi scuole chiuse e restrizioni a Camaiore, Pietrasanta, Massarosa, Forte dei Marmi e Stazzema, oltre che Viareggio e Seravezza. Da mercoledì 24 scattano nuove zone rosse ad Altopascio, Villa Basilica e Bagni di Lucca, con una nuova ordinanza del presidente della Regione Toscana.

Nuove zone rosse locali a sud della Toscana, a Grosseto, ma non in tutta la provincia: le restrizioni scattano nel capoluogo di provincia e poi ad Arcidosso, Castel del Piano e Seggiano. Confermata la zona rossa a Scarlino. Nel pisano Casale Marittimo è in zona arancione ma è stata decisa la chiusura di tutte le scuole.

Le regole: cosa si può fare nei comuni della Toscana in zona rossa locale. E fino a quando

Nei comuni toscani in zona rossa si applicano le restrizioni previste dall’ultimo Dpcm per le aree a massimo rischio per il coronavirus: nelle zone rosse localizzate tutte le scuole sono chiuse, si può circolare solo per motivi di lavoro salute e necessità, non si può far visita a parenti e amici, chiusi i centri commerciali e molti negozi tra cui quelli di abbigliamento, i parrucchieri e i centri estetici (qui invece quelli che possono stare aperti). Limiti anche per l’attività fisica all’aperto. Le nuove zone rosse in Toscana durano fino a domenica 28 marzo, quando però le restrizioni potranno essere prorogate.

La mappa delle zone rosse locali in vigore ad oggi in Toscana (22-28 marzo)

L’elenco dei comuni della Toscana: quali sono le zone rosse localizzate

Ecco la lista dei comuni che sono in zona rossa dal 22 al 28 marzo. Qui i testi delle ordinanze della Regione Toscana.

Zona rossa nella Città metropolitana di Firenze – Empolese Valdelsa

  1. Capraia e Limite
  2. Castelfiorentino
  3. Cerreto Guidi
  4. Certaldo, Empoli
  5. Fucecchio
  6. Gambassi Terme
  7. Montaione,
  8. Montelupo Fiorentino
  9. Montespertoli
  10. Tavarnelle – Barberino Valdelsa

Provincia di Prato

  1. Cantagallo
  2. Carmignano
  3. Montemurlo
  4. Poggio a Caiano
  5. Prato
  6. Vaiano
  7. Vernio

Zone rosse in provincia di Pistoia

  1. Abetone Cutigliano
  2. Agliana
  3. Buggiano
  4. Chiesina Uzzanese
  5. Lamporecchio
  6. Larciano
  7. Marliana
  8. Massa e Cozzile
  9. Monsummano Terme
  10. Montale
  11. Montecatini Terme
  12. Pescia
  13. Pieve a Nievole
  14. Pistoia
  15. Ponte Buggianese
  16. Quarrata
  17. Sambuca Pistoiese
  18. San Marcello Piteglio
  19. Serravalle Pistoiese
  20. Uzzano

Comuni rossi in provincia di Pisa

  1. Castelfanco di sotto
  2. San Miniato
  3. Montopoli
  4. Santa Croce sull’Arno

Tutta la Versilia in zona rossa

  1. Camaiore
  2. Forte dei Marmi
  3. Massarosa
  4. Pietrasanta,
  5. Seravezza
  6. Stazzema
  7. Viareggio
  8. Altopascio (dal 24 marzo)
  9. Villa Basilica (dal 24 marzo)
  10. Bagni di Lucca (dal 24 marzo)

Provincia di Arezzo, le zone rosse

  1. Anghiari
  2. Arezzo
  3. Badia Tedalda
  4. Bibbiena
  5. Bucine
  6. Capolona
  7. Caprese Michelangelo
  8. Castel Focognano
  9. Castel San Niccolò
  10. Castelfranco Piandiscò
  11. Castiglion Fibocchi
  12. Castiglion Fiorentino
  13. Cavriglia
  14. Chitignano
  15. Chiusi della Verna
  16. Civitella in Val di C.
  17. Cortona
  18. Foiano della Chiana
  19. Laterina Pergine V.
  20. Loro Ciuffenna
  21. Lucignano
  22. Marciano della Chiana
  23. Monte San Savino
  24. Montemignaio
  25. Monterchi
  26. Montevarchi
  27. Ortignano Raggiolo
  28. Pieve Santo Stefano
  29. Poppi
  30. Pratovecchio Stia
  31. San Giovanni Valdarno
  32. Sansepolcro
  33. Sestino
  34. Subbiano
  35. Talla
  36. Terranuova Bracciolini

Toscana: zone rosse in provincia di Grosseto dal 22 marzo

  1. Arcidosso
  2. Castel del Piano
  3. Grosseto
  4. Scarlino
  5. Seggiano

Decreto sostegno 2021 (ristori 5) in Gazzetta Ufficiale: quando arrivano i soldi

Addio ai ristori 5, il governo Draghi ha approvato il decreto sostegno 2021 e il testo integrale è uscito il 22 marzo in Gazzetta Ufficiale, nella versione online e pdf: il provvedimento ha cambiato nome, ma prevede sempre bonus per i lavoratori, aiuti per le aziende e sussidi contro la povertà come il reddito di emergenza. Si tratta di un atto economico atteso dai cittadini e dalle categorie più colpite dalla crisi. Il presidente del Consiglio ha già reso noto da quando arrivano i soldi del decreto sostegno (l’ex decreto ristori 5), garantendo tempi rapidi per i bonifici dopo l’uscita del testo in Gazzetta Ufficiale.

Quando arrivano  i soldi del decreto sostegno 2021 (ex ristori 5): cosa prevede

Il governo Draghi ha messo mano al decreto ristori 5 predisposto dall’esecutivo Conte, definendo un quadro di misure di sostegno per lavoratori e aziende. Stanziati 32 miliardi di euro a cui il Parlamento ha già dato il via libera a inizio 2021 per il decreto ristori 5. Il testo prevede 1 miliardo di euro per il Reddito di cittadinanza e per nuove mensilità del Reddito di emergenza. E poi un contributo a fondo perduto per le aziende, calibrato sui danni economici effettivamente subiti. Il governo Draghi ha deciso l’arrivo di bonus per le partite Iva e i lavoratori autonomi che hanno subito cali di fatturato.

Con il decreto sostegno Draghi (ex ristori 5) arriva l’atteso allungamento della cassa integrazione Covid, oltre alla proroga del blocco dei licenziamenti e anche la conferma del bonus per i collaboratori sportivi. La proroga dei congedi parentali Covid per i genitori con figli fino a 14 anni e il bonus baby sitter sono stati già introdotti dal nuovo decreto legge Covid che modifica l’ultimo Dpcm. Quando arrivano i soldi del decreto sostegno (ristori 5)? Il governo ha affermato che i pagamenti degli aiuti e dei sussidi arriveranno dall’8 al 30 aprile.

I professionisti che vogliono tenersi aggiornati sui bonus in arrivo e ricevere assistenza nell’invio della domanda possono rivolgersi al proprio consulente. O, in alternativa, contattare un commercialista telematico che, come Fiscozen, includa anche questo servizio nella sua offerta.

Quando esce il testo integrale del decreto sostegno (ristori 5) in Gazzetta Ufficiale (pdf)

Il decreto sostegno (ristori 5) è stato approvato venerdì 19 marzo dal Consiglio dei Ministri e il testo integrale è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, nella versione web e pdf, il 22 marzo. Dopo l’ok del governo, i capisaldi del provvedimento erano stati illustrati in una conferenza stampa (qui sotto il video).

Il decreto legge ristori 5-sostegno 2021 è stato pubblicato dopo aver passato il vaglio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e dovrà essere convertito in legge dal Parlamento entro 60 giorni per non perdere efficacia. Ecco dove scaricare il testo:

Scoppio del carro: a Firenze il 25 marzo visite al Brindellone

A Firenze si attende il ritorno dello scoppio del carro, con una cerimonia per Pasqua 2021 blindatissima e anti-assembramenti, ma intanto il brindellone si mette in mostra: il 25 marzo, in occasione del capodanno fiorentino, sarà possibile visitare la casa di questo “gigante”. Una piccola consolazione per i tanti fiorentini che nel 2021 potranno tornare a vedere lo scoppio del carro ma solo a distanza. Piazza del Duomo sarà chiusa e la cerimonia potrà essere seguita solo in tv.

Capodanno fiorentino: le visite alla casa del Brindellone

Giovedì 25 marzo 2021, in occasione del Capodanno Fiorentino (qui vi spieghiamo perché si festeggia), sarà possibile entrare nel magazzino che ospita il Brindellone, il grande carro protagonista da mille anni del suggestivo “scoppio”. Dalle ore 10 alle 16 si aprirà il grande portone in legno vicino Porta a Prato (via il Prato n° 48) per visite a piccoli gruppi accompagnati da esperti conoscitori delle tradizioni fiorentine e nel rispetto delle norme anti-contagio.

“Abbiamo voluto dare a tutti un’occasione in più per vedere il Carro da vicino e scoprire questa meraviglia nel suo deposito un luogo in cui solitamente hanno accesso solo gli addetti ai lavori”, spiega Michele Pierguidi, presidente del Calcio Storico Fiorentino e consigliere delegato alle Tradizioni Popolari del Comune di Firenze. Alto una decina di metri e con milleseicento cariche, il Brindellone che vediamo oggi risale al 1765, quando questa grande struttura sostituì il carro che trasportava i carboni ardenti.

Lo scoppio del carro 2021 ci sarà, ma Firenze vedrà il Brindellone solo in tv

L’anno scorso la cerimonia è stata annullata. Lo scoppio del carro 2021 sarà sempre all’insegna dell’emergenza sanitaria: stavolta lo spettacolo pirotecnico di Pasqua ci sarà, ma piazza Duomo sarà chiusa al pubblico, come anche le vie limitrofe. No alla folla di curiosi, stop anche al corteo storico della Repubblica fiorentina. Lo scoppio del carro 2021 sarà comunque trasmesso in tv (presto un bando per selezionare l’emittente televisiva) e in streaming web.

Firenze zona rossa, Giani: “Siamo proprio al limite”

“Siamo proprio al limite, guardiamo un po’ che cosa succede”. È quanto ha detto il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, in collegamento con la trasmissione ‘Un giorno da pecora’ su Rai Radio 1, in riferimento al rischio che la città di Firenze possa finire in zona rossa a causa dell’aumento di casi da Covid.

Firenze e il rischio zona rossa

Il governatore ha anche difeso il modello che lo ha portato a “disporre le aree rosse in tre province e tre territori importanti, per vedere se riusciamo a tenere il livello generale della regione sull‘arancione, e contemporaneamente limitare i contagi”. In riferimento all’ordinanza restrittiva sulle seconde case la decisione è stata presa “per prevenire ciò di cui ci siamo lamentati l’anno scorso, perché è evidente che poi quando si creano assembramenti, finché non abbiamo innestato una campagna di vaccinazione che erga il muro, sappiamo che tutto fa contagio”. L’ordinanza, è stato chiarito, riguarderà circa 700-800mila persone.

Giani: mi vaccinerò con AstraZeneca

Tra gli argomenti trattati anche quello relativo ai vaccini: “Io penso di vaccinarmi con Astrazeneca – ha chiarito il presidente della Regione -. Ho preferito finora non vaccinarmi perché so che nella sensibilità delle gente poi può apparire un privilegio, e quindi ho evitato di farlo. Fino a qualche giorno fa, fino allo stop di AstraZeneca, guai se si vaccinava una persona con responsabilità pubbliche: subito veniva messa alla gogna da parte di tutti per aver usufruito di un privilegio. Ecco, negli ultimi giorni sto vedendo che dopo la vicenda di AstraZeneca molte persone sono recalcitranti, quindi potrebbe valere proprio l’esempio“.

Firenze, Consigliere comunale lascia videocamera accesa, pipì in diretta Youtube

Lasciare la videocamera accesa e in un attimo il rischio figuraccia è dietro l’angolo. È la disavventura capitata ad un consigliere comunale a Firenze, durante la seduta di oggi in videoconferenza.

Il consiglio comunale di Firenze e la pipì in diretta

Nel corso di un question time posto da Emanuele Cocollini per l’assessore alla casa Benedetta Albanese, il consigliere – per non perdere neanche un minuto dei lavori – si è recato in bagno, senza però rendersi conto di aver lasciato attivo il dispositivo. Così la pipì è andata in diretta su Youtube, a Consiglio in corso.

Una volta capito di essere stato inquadrato, il consigliere ha subito cercato di spengere il dispositivo. Troppo tardi però, le immagini erano già andate in diretta (e sui social).

Il video