domenica, 19 Aprile 2026
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Dall’albicocca alle more, le birre più strane del Birraio dell’Anno

Stout, dai malti tostati, dense e scure, originarie della tradizione irlandese. Ipa (indian pale ale), intense nell’amaro dei luppoli, strutturate, resinose, inglesi. Blanche, leggere, estive, acidule, fermentate nella grande tradizione del Belgio. Al Tuscany Hall di Firenze, tra il 13 e il 15 gennaio, il mondo della birra si è sbizzarrito. Moltissimi visitatori si sono avventurati tra gli stand dei migliori birrifici artigianali italiani, con il bicchiere in mano, per gustare le birre più diverse e farsele raccontare da chi le conosce bene, piacere della scoperta e ricerca di quella adatta a sé. Infine, l’ultimo giorno, il vincitore del premio è stato proclamato birraio dell’anno.

Domenica 15 gennaio ci siamo goduti l’evento, nella sala enorme del Tuscany Hall. E tra gli stand dei primi 50 birrifici, inclusi i venti finalisti, abbiamo deciso di scegliere un filo da seguire. Avremmo potuto cercare le dolci birre al miele. O magari le Ipa, il cui successo di pubblico si confonde con quello della birra artigianale stessa. Sarebbe stato troppo semplice. Abbiamo scelto di cercare le birre più strane del Birraio dell’Anno, da quella per cui sono impiegate albicocche fino allitalian grape ale, nella cui lista degli ingredienti figura l’uva.

I migliori birrai italiani del 2023

Iniziamo però dai premi. Alder è un birrificio giovanissimo del comune di Seregno (provincia di Monza e della Brianza), al terzo anno di produzione. Tuttavia Marco Valeriani è tra i maestri più bravi, già incoronato nel 2016 e nel 2018 con il birrificio Hammer di Villa d’Adda (Bergamo). Anche nel 2023, il birraio dell’anno è lui. Il Birraio Emergente invece è Mirko Giorgi del birrificio Shire, versato soprattutto nelle birre di tradizione inglese. La Contea del giovane mastro birraio evoca davvero la Terra di Mezzo ma si trova a Porciano, duecentocinquanta abitanti in provincia di Frosinone. I birrifici toscani erano soltanto due, come le categorie di concorso. Samuele Cesaroni di Brasseria della Fonte è riuscito a salire sul palco per il quinto posto. Francesca Pertici è la seconda emergente con Doctor B Brewpub (birrificio e pub) di Livorno.

Marco Valeriani premiato a Firenze come Birraio dell'anno

Come sono stati assegnati i premi del Birraio dell’anno 2023

Per dodici mesi, oltre cento giudici del “Birraio dell’anno” hanno assaggiato le produzioni dei circa 1200 birrifici italiani, in modo da valutare ogni attività produttiva nel suo complesso, da una prospettiva simile a quella del cliente usuale. Il premio diverge nettamente dai concorsi tradizionali, concentrati sul singolo piatto o sulla singola birra, preparata a volte appositamente per l’evento o difficilmente reperibile al di fuori. Tra i requisiti necessari a concorrere ricordiamo quindi il controllo diretto di tutte le fasi produttive, l’aver prodotto birre commercializzate per tutto l’anno, almeno due anni di esperienza pregressa da mastro birraio, sebbene il riconoscimento del Birraio Emergente sia dedicato agli artigiani che abbiano cominciato a darsi da fare (coraggiosamente!) tra il 2020 e il 2021. Le fasi sono due, la prima seleziona i birrai che accedono alla fase finale, venti “senior” e cinque emergenti. L’ultima assegna il premio del Birraio dell’anno.

Mugnach, albicocca pastello

Passiamo adesso al nostro viaggio tra le birre più particolari dell’evento. La prima che abbiamo provato è la Mugnach del birrificio di Lariano (Lecco). Si tratta di una belga d’abazia triple. La Mugnach si è rivelata un’ottima interpretazione del suo stile familiare che concilia facile bevibilità e struttura complessa, nascondendo l’alta gradazione alcolica che non si sente ma c’è (8.5 gradi). Tuttavia, sulla base della tradizione trappista, il mastro birraio ha inserito le albicocche e dieci mesi di maturazione in botte di rovere. Ovvero un colore affascinante di arancione pastello, il sapore di frutta e un leggero elemento acidulo.

Madue, il frutto della passione al Birraio dell’anno

La Birra dell’Eremo nasce ad Assisi, caratterizzandosi per un grande interesse nello studio dei lieviti, così abbiamo deciso di assaggiare la Madue, passion fruit sour ale. Il lievito della Madue è il Kluyveromyces thermotolerans, frutto di cinque anni di studio in collaborazione con il Politecnico delle Marche. La particolarità del Kluyveromyces è quella di produrre acido lattico nel corso della lievitazione, in modo da valorizzare il carattere acidulo del frutto della passione. Ne è risultata una birra dissetante, di carattere tropicale.

Û baccabianca, italian grape ale

Le birre Ca’ del Brado fermentano a Rastignano, in provincia di Bologna. Tra di esse abbiamo scelto Û baccabianca, quale esempio riuscito dello stile italian grape ale. Con la diffusione del movimento birraio artigianale nella penisola, oltre le interpretazioni autoctone degli stili di birra già diffusi, i mastri birrai italiani hanno sviluppato anche alcune tipologie originali. L’italian grape ale è caratterizzata dall’uva. Û baccabianca ha scelto il vitigno autoctono emiliano, Grechetto Gentile e non impiega lieviti. La lievitazione dipende direttamente dall’uva. Un bicchiere di Û baccabianca ricorda un po’ il vino, anche al Birraio dell’Anno.

Bombyx, more di gelso

Bombyx è fermentata nella collaborazione tra i birrifici lombardi Menaresta (Carate Brianza) e Stradaregina (Vigevano). Stradaregina ha lavorato secondo la filosofia lambic, ovvero fermentazione spontanea figlia della natura locale, senza che il mastro birraio scelga un lievito determinato. Manaresta ha partecipato con il proprio lievito madre. Nonostante l’usuale acidità delle lambic, il sapore fruttato della mora di gelso si è rivelato piacevolmente intenso. Riconosciamo a questa birra color mora una forte attitudine a portare lo stile lambic, oltre il pubblico esperto. Bombyx mori è anche il nome scientifico della famosa falena, solita trascorre la fase giovanile in forma di baco da seta. I bachi da seta sono ghiotti delle foglie del gelso, coltura tradizionale delle campagne lombarde.

Un’affumicata al Birraio dell’anno (da Pienza), Viel Rauchbier

La Brasseria della Fonte è birrificio e agriturismo di Pienza (Siena). Samuele Cesaroni è l’unico toscano tra i venti candidati al birraio dell’anno. La Viel Rauchbier è una birra ispirata allo stile lager della franconia, contraddistinta dai malti: tostati dai quali discende la colorazione ambrata ma anche affumicati. Così, il sentore di fumo, non troppo forte, è segno distintivo della schiumosa Viel Rauchbier.

Al Birraio dell’Anno, il clima è stato di festa per tutti i mastri birrai invitati come per il pubblico, più o meno esperto. Primo passo nella cultura della birra o esplorazione affascinata che a Firenze è sempre possibile continuare in eccellenti pub e birrerie artigianali:qui la nostra guida.

Ruota panoramica 2023: non sarà alla Fortezza. Dove traslocherà?

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Le operazione di smonttaggio delle cabine sono appena iniziate, ma già si pensa al Natale 2023 della ruota panoramica di Firenze, per capire se e dove tornerà la grande attrazione. Il sindaco Dario Nardella lo aveva già annunciato a dicembre: la Florence Eye il prossimo inverno non potrà essere installata nei giardini della Fortezza da Basso, perché quella zona sarà interessata dai lavori per il sotto-attraversamento della TAV, la linea ferroviaria ad alta velocità.

Il “trasloco” del Florence Ice Village

La cordata di aziende che organizza, insieme all’associazione “Un Fiore per la Fortezza”, il Florence Ice Village con la grande pista di pattinaggio e la ruota panoramica ha un accordo con il Comune di Firenze che dura fino all’inverno 2023-2024. Dunque il villaggio di Natale potrà essere replicato, forte del successo registrato anche per l’ultima stagione (2 dicembre – 15 gennaio). Certo, servirà sempre l’ok della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, ma la questione stavolta è non è tanto sul “come” ma sul “dove”.

La zona dei giardini della Fortezza sarà probabilmente off-limits a fine anno, da una parte per i cantieri legati agli scavi sotterranei per la TAV (serviranno interventi di consolidamento, con iniezioni di cemento sotto le fondamenta delle strutture per garantire stabilità), dall’altra per una seconda tranche di interventi che riguarderanno invece il restyling dell’area verde, che ormai ha bisogno di qualche ritocco estetico. Tutto sta nel cronoprogramma dei lavori.

Dove sarà installata la ruota panoramica di Firenze tra il 2023 e il 2024

“La ruota panoramica tornerà presto, in un nuovo luogo che decideremo insieme alla Soprintendenza con la quale abbiamo già iniziato a confrontarci”, ha scritto intanto sui social Dario Nardella, mentre Confartigianato Firenze, per bocca del suo segretario generale Jacopo Ferretti, parla di un successo con le presenza in linea con le oltre 60mila dell’anno scorso e un buon giro d’affari per negozi e botteghe della zona. Dunque scatta il toto-giostra. Dove potrà essere installata la ruota panoramica in vista del Natale 2023? Sembra fuori gioco la location del piazzale Michelangelo, area che già all’inizio della pandemia era stata un’ipotesi, finita però rapidamente nel cassetto dopo il giudizio negativo della Soprintendenza. E lo stesso Nardella, lo scorso dicembre, aveva escluso l’arrivo dell’attrazione sul “tetto” della città.

In passato si era parlato anche del ritorno della ruota panoramica al parco delle Cascine, ma questa location potrebbe essere valutata dagli organizzatori come troppo decentrata rispetto al centro di Firenze, visto che la maggior parte delle persone che sale in cabina è rappresentata da turisti stranieri. E quando si parla di attrazioni va tenuto conto anche della sostenibilità economica per i privati. Insomma, nonostante manchino mesi, è già iniziata la discussione su dove potrà traslocare la grande ruota panoramica di Firenze alla fine del 2023.

Il congresso dello Spi Cgil Toscana a Livorno

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Arriva alla tappa finale del 12esimo congresso dello Spi Toscana, il sindacato dei pensionati Cgil: il 18 e il 19 gennaio 2023 l’appuntamento è al Teatro Goldoni di Livorno. L’evento si svolge dopo 587 assemblee tenute tutti i territori toscani, con oltre 17mila partecipanti. Infrastrutture, sanità territoriale, inclusione digitale, sostenibilità ambientale, la sfida per una maggiore autonomia energetica: sono i temi al centro della due giorni.

Il programma del congresso dello Spi Cgil Toscana

Secondo il segretario generale dello Spi Cgil Toscana Alessio Gramolati negli ultimi due anni “siamo passati dal frullatore: la pandemia, la crisi economica, le pratiche sanitarie e le vaccinazioni per fare scudo, l’aggressione all’Ucraina, la guerra, le frane, la debolezza dei nostri territori di fronte al clima impazzito. Quello che abbiamo di fronte – dice – è un tempo in cui molto di quello che avevamo appare cancellato, per noi e per quelli che verranno a seguire. Ma non è finita, è solo un’altra storia: un tempo in cui c’è molto da imparare e a cui offrire tutta la pazienza e tutta la speranza di cui siamo capaci”.

I lavori del congresso dello Spi Cgil Toscana si apriranno mercoledì 18 gennaio alle ore 9.30 con la performance del compositore e contrabbassista Paolo Damiani che interpreterà “L’internazionale”, l’inno dei lavoratori già eseguito in passato da celebri artisti come Arturo Toscanini o gli Area. Durante la mattinata poi parola ai tanti ospiti tra cui il sindaco di Livorno Luca Salvetti, Matteo Biffoni, sindaco di Prato e presidente Anci Toscana, Paolo Hendel, la storica Simonetta Soldani e la professoressa associata Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa Milena Vainieri. Nel pomeriggio, alle ore 17, ci sarà l’intervento della segretaria generale della Cgil Toscana Dalida Angelini.

I temi cari ai pensionati Cgil

“Dobbiamo essere sindacalisti di comunità, animatori sociali. La cura deve essere un diritto, non una procedura tirata come un elastico – sostiene Gramolati, che nella mattinata del 18 gennaio esporrà la sua relazione -. La mobilità deve essere un diritto, e per questo dobbiamo attivarci e impegnarci al massimo perché il servizio sia garantito e non costi. E poi il contrasto all’inflazione. Quelli che una volta si consideravano il ceto medio ora scorrono verso il basso e in assenza di una corposa azione sindacale scivolano verso il baratro del tutti contro tutti”. Il congresso potrà essere seguito in diretta video anche su spicgiltoscana.it.

Cooperative sportive: presentazione del bando al Museo del Calcio

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Come trasformare un’idea o una società esistente in una cooperativa sportiva. Se ne parlerà giovedì 19 gennaio alle ore 18.00 al Museo del Calcio di Coverciano, a Firenze, in occasione della presentazione del nuovo bando promosso da Legacoop Toscana e Fondazione Noi per la creazione di cooperative sportive. In palio ci sono vari sostegni: un percorso di accelerazione, il pagamento delle prime spese di costituzione, consulenza del lavoro e fiscale e contributi a fondo perduto.

L’appuntamento al Museo del Calcio

A illustrare le opportunità del bando saranno l’assessore allo sport del Comune di Firenze Cosimo Guccione, il presidente di Legacoop Toscana Roberto Negrini e la presidente di Fondazione Noi-Legacoop Toscana Irene Mangani. “Una bella opportunità per le società – ha sottolineato Guccione – in questo momento di cambiamenti nel mondo dello sport. La cooperazione sportiva può trovare risposte importanti alle difficoltà nell’organizzazione e gestione di attività, strutture e impianti”.

Per partecipare al bando c’è tempo fino al prossimo 18 febbraio. Si rivolge alle persone fisiche e alle società sportive che in Toscana vogliono realizzare una cooperativa sportiva che svolga attività sportiva in modo diretto (come soci utenti dell’attività o come soci lavoratori) oppure una cooperativa di supporto all’attività di società sportive toscane. I gruppi dovranno essere composti da almeno 3 persone, nel caso di progetti di cooperative sportive che esercitino direttamente l’attività sportiva, o da almeno 9 soggetti, tra persone fisiche e giuridiche, per le cooperative di supporto all’attività di società sportive.

Il bando per creare cooperative sportive

“Vogliamo chiamare a raccolta tutti, atleti, allenatori, sostenitori, volontari, tifosi in una nuova iniziativa che mette al centro i valori dello sport e quelli della cooperazione – spiegano il presidente di Legacoop Toscana Roberto Negrini e la presidente di Fondazione Noi-Legacoop Toscana Irene Mangani – Crediamo che il modello cooperativo possa rappresentare una risposta ai cambiamenti in atto nel mondo sportivo, perché capace di unire la crescita professionale e tecnica delle realtà sportive con i principi di democrazia e partecipazione”.

I gruppi selezionati avranno accesso ad una fase di accelerazione che li accompagnerà nella creazione del business plan della futura cooperativa. I vincitori saranno poi accompagnati  nella costituzione della cooperativa: consulenza e supporto per la redazione dello statuto sociale, pagamento delle spese di costituzione, pagamento dei servizi di consulenza del lavoro, amministrativi e contabili per il primo anno di attività, oltre a un contributo a fondo perduto non inferiore a 5.000 euro. I vincitori potranno anche accedere a prestiti a tasso agevolato (fino a un massimo di 50.000 euro) per l’acquisto di beni materiali necessari allo svolgimento dell’attività sportiva. Tutte le informazioni su: www.fondazionenoi.it/progetti/bando-sport/

Firenze commossa e felice per l’arresto di Messina Denaro

Matteo Messina Denaro è stato arrestato. La sua folle fuga – il capomafia responsabile di tremendi attentati tra cui quello di Firenze, la strage dei Georgofili del 27 maggio 1993 – è terminata. Denaro è infatti stato trovato a Palermo, in una critica privata dove era in cura. Sono tantissime le testimonianze dei politici dopo la cattura.

L’emozione di Giani e Nardella

Sia il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani che il sindaco di Firenze Dario Nardella hanno voluto rendere omaggio all’operazione che ha portato all’arresto di Messina Denaro. Giani ha definito la data del 16 gennaio 2023, giorno dell’arresto, un bel giorno per la Repubblica. “Il primo pensiero – ha detto Giani – non può che andare alle vittime della strage dei Georgofili e alle loro famiglie. Un grande risultato per lo Stato e per i suoi servitori, e un motivo di orgoglio per tutta la comunità nazionale”. Soddisfazione è stata espressa anche da Nardella che ha parlato di grande notizia. E di risposta importante dello Stato alle famiglie di vittime di mafia, a partire da quelle legate alla strage dei Georgofili, di cui quest’anno ricorrono i 30 anni.

Il gesto del sindaco di Firenze dopo l’arresto di Messina Denaro

Il sindaco Nardella si è recato proprio dove è presente la targa commemorativa per la strage dei Georgofili (qui le foto). E ha posizionato una rosa bianca, quasi un messaggio di un nuovo inizio dopo l’arresto di Messina Denaro. “Oggi, a 30 anni da quel giorno, finalmente c’è giustizia – ha scritto su Instagram -. Dario, Angela, Fabrizio, Nadia, Caterina: il vostro ricordo è più vivo che mai”. Con lui erano presenti il presidente dell’Accademia dei Georgofili Massimo Vincenzini, il consigliere regionale Cristina Giachi e il deputato Federico Gianassi.

Il Consiglio comunale

Anche il Consiglio comunale ha voluto ricordare questo momento che farà parte della storia dell’Italia. Un lungo applauso di tutti i consiglieri – maggioranza e opposizione – e le parole del presidente dell’assemblea cittadina Luca Milani. Secondo Milani “l’arresto di Messina Denaro è una rivalsa nei confronti delle tante vittime di mafia. Un plauso alle forze dell’ordine da parte di tutto il Consiglio comunale con l’auspicio che si riesca a far luce su quella strategia terroristica che colpì il cuore di Firenze”.

Congedo parentale 2023: un mese con stipendio all’80 per cento

Sono diverse le novità della legge di bilancio, approvata lo scorso 29 dicembre, molte delle quali riguardano il binomio lavoro-genitorialità. In particolare, alcune modifiche sono state fatte alla normativa che disciplina il congedo parentale: tra le modifiche, l’aggiunta di un mese in più con un indennizzo all’80 per cento. Vediamo quali sono le principali novità.

Cos’è il congedo parentale retribuito per madre e padre

Il congedo parentale è un periodo in cui il lavoratore può decidere di astenersi in maniera facoltativa dal lavoro se diventa genitore, ricevendo un indennizzo dall’INPS. Questo vale sia per le madri che per i padri ed è diverso dal congedo di maternità (o di paternità), che è generalmente obbligatorio e fruibile immediatamente prima e dopo il parto.

A differenza del congedo di maternità, il congedo parentale spetta a entrambi i genitori e può essere sfruttato ben oltre i primi mesi di vita del figlio. In sostanza, il congedo parentale può essere utilizzato anche a ore o a giorni, non solo o necessariamente a mesi ed in maniera continuativa. Vediamo quali sono le novità emerse dalla manovra di bilancio 2023 sia rispetto all’ammontare dell’indennizzo, sia rispetto alla durata del nuovo congedo parentale all’80 per cento.

Come funziona il nuovo congedo parentale 2023: indennizzo per un mese all’80 per cento

Facciamo chiarezza sulla principale novità introdotta dalla manovra di bilancio 2023, quella che riguarda l’aumento dell’indennità INPS, per il periodo di congedo parentale, dal 30 all’80 per cento della retribuzione:

  • per la durata massima di un mese sul totale massimo dei mesi di congedo parentale  (che può essere anche goduto in forma frazionata);
  • in alternativa tra i genitori (non può essere richiesto e goduto da entrambi i genitori);
  • entro il sesto anno di vita del figlio, o nel caso di adozione o affidamento, entro il sesto anno dall’ingresso in famiglia.

La retribuzione media va calcolata in base alla retribuzione del mese precedente l’inizio del periodo di congedo e l’indennizzo è da calcolare sulla base della retribuzione media globale giornaliera. Il congedo parentale rimane nel complesso garantito fino al dodicesimo anno di età del bambino (con indennizzo al 30 per cento dopo il sesto anno). I genitori hanno diritto a 3 mesi di congedo ciascuno (per un totale quindi di 6 mesi) e di ulteriori 3 mesi da godere invece in alternativa tra loro, salvo specifiche eccezioni dettagliate nella norma. Sempre per quanto riguarda i sostegni alla famiglia, la legge di bilancio 2023, oltre alle novità sul congedo parentale, ha previsto anche un aumento dell’assegno unico per i figli a carico.

A chi spetta il congedo parentale all’80 per cento

Il congedo parentale 2023, anche secondo la nuova legge di bilancio, spetta a tutti i lavoratori e le lavoratrici in costanza di rapporto di lavoro, siano essi genitori naturali, adottivi o affidatari. Dunque:

  • dei lavoratori e lavoratrici dipendenti del settore privato;
  • dei lavoratori e lavoratrici dipendenti del settore pubblico;

Nel caso di un solo genitore o di un genitore con affidamento esclusivo, la durata massima del congedo per i figli fino a 12 anni di età, passa da 10 a 11 mesi.

Il congedo parentale invece non spetta:

  • ai genitori disoccupati o sospesi,
  • ai genitori lavoratori domestici;
  • ai genitori lavoratori a domicilio;

Per i dettagli specifici, si rimanda comunque alla consultazione del testo integrale che prevede ulteriori casistiche e differenziazioni per altre categorie (es. lavoratori autonomi).

Come richiedere il congedo parentale

Le domande di congedo parentale 2023 devono essere presentate in via telematica, tramite il sito INPS. La richiesta deve essere inoltrata prima dell’inizio del periodo del congedo richiesto. Nel caso in cui venga presentata successivamente, saranno pagati solo i giorni di congedo successivi alla data di presentazione della domanda.  Per le lavoratrici e i lavoratori dipendenti, l’indennità è anticipata dal datore di lavoro, tranne per gli operai agricoli a tempo determinato, i lavoratori stagionali a termine e i lavoratori dello spettacolo a tempo determinato, per i quali è previsto il pagamento diretto dall’INPS, così come per le lavoratrici e i lavoratori iscritti alla Gestione Separata e per le lavoratrici autonome.

Come detto, il lavoratore o la lavoratrice devono avere un rapporto di lavoro in corso, secondo le regole dettagliate nel Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità e le relative norme aggiuntive e aggiornamenti, come la legge di bilancio 2023.

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Fi Pi Li a pagamento dal 2024, ma senza caselli

La Fi Pi Li a pagamento, non ci saranno caselli e la quota di pagamento sarà a carico solo dei tir con l’obiettivo di incassare 14 milioni l’anno. Investendo quelle risorse sulla manutenzione della strada e su una superstrada più sicura, a cominciare dalle corsie di emergenza. Con l’ambizioso progetto di realizzare, in alcuni tratti, anche la terza corsia. Lo ha annunciato la Regione Toscana.

Toscana strade: la gestione della Fi Pi Li a pagamento per i tir

La gestione sarà della società in house della Regione ‘Toscana strade‘, il cui obiettivo futuro è quello di gestire anche altre strade regionali, come la disastrata Firenze-Siena. Dal 2024 è prevista la partenza del pagamento del pedaggio da parte dei tir sulla Fi Pi Li, senza caselli, ma attraverso un sistema che abbinerà il sistema satellitare già usato da Autostrade e un modello Free-Flow (flusso libero) per il controllo degli accessi: il tutto con cinque portali localizzati lungo la superstrada.

Oltre alle risorse derivanti dalla Fi Pi Li a pagamento, altri 7,5 milioni dovrebbero arrivare grazie ad un accordo con le province e prendendo dunque il 50% degli introiti degli autovelox. Ulteriori 7,5 milioni da quanto verrà stanziato dalla Regione e dalla quota che viene elargita ogni anno dallo Stato. Fondi potranno arrivare anche grazie ai cartelloni pubblicitari.

Il costo del pedaggio

Naturalmente i conducenti dei tir non sono contenti. Il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani ha provato a rassicurarli. “Il pedaggio sulla Fi Pi Li costerà circa il 30 per cento in meno di quello che viene attualmente pagato sulla autostrada Firenze-Mare”, ha detto durante la presentazione del progetto di Toscana strade. I 79 km totali della Fi Pi Li dovrebbero costare intorno ai 5 euro. La tariffa è stata calcolata con un 20 per cento in meno di quella dell’autostrada Firenze Mare e in Regione si ipotizza al momento che si possa arrivare al 30 per cento in meno. La società nascerà in collaborazione e in sinergia con Autostrade. “Toscana Strade vuole diventare la società autostrade della Toscana”, l’auspicio di Giani.

Dybala stende la Fiorentina

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La Fiorentina perde una gara importante contro la Roma. Dybala decisivo con una doppietta grazie a due assist di Abraham. Viola che hanno giocato gran parte della gara in 10 per l’espulsione di Dodo dopo 24 minuti di gioco. Un’espulsione che ha compromesso la gara degli uomini di Italiano che non hanno mai inciso. In attacco vengono schierati Jovic con Ikonè e Kouamè ma proprio l’ex giocatore del Real Madrid è stato poi sostituito a metà gara da Nico Gonzalez. Mourinho si affida al duo Dybala e Abraham per scardinare a difesa viola.

La partita

Come accennato la gara della Fiorentina cambia completamente dopo 24 minuti di gioco. Dodò entra male su Zalewski e costringe l’arbitro Guia a estrarre il secondo cartellino giallo nel giro di 20 minuti ai danni del brasiliano. La Fiorentina, in dieci uomini, non riuscirà mai a rendersi veramente pericolosa davanti a Rui Patricio. A sbloccare il match è Paulo Dybala, che di sinistro al volo, al 41’ su sponda di Abraham, realizza il gol dell’1-0. Si va al riposo con i giallorossi in vantaggio.

Poco cambia nella ripresa con ritmi molto lenti e poche occasioni degne di nota. All’83’ Abraham penetra in area servendo Dybala che facilmente segna il 2-0. Per i viola si segnala un colpo di testa, proprio al 90’ di Milenkovic, deviato in angolo e che poteva rendere meno dolorosa la sconfitta.

L’allenatore

Deluso Vincenzo Italiano. “Lascio Roma con molto dispiacere soprattutto per chi è venuto qui, l’espulsione ha rovinato una partita potenzialmente spettacolare. Devo fare i complimenti ai miei ragazzi, l’abbiamo mantenuta viva ma non puoi giocare 75 minuti in inferiorità numerica, archiviamo e pensiamo alla prossima, la decisione affrettata – commenta il tecnico – ha rovinato la partita, era un po’ che non rimanevamo in 10”.

Birrerie artigianali di Firenze, 5 pub e locali dove brindare

Nell’Italia dei primi anni Duemila, la birra era ancora industriale, estiva, chiara, scura, al massimo rossa. L’espressione “doppio malto” sconfortava i pochi amanti, indicando approssimativamente una gradazione alcolica superiore a cinque o sei gradi. I birrifici artigianali scarseggiavano, non più di tre o quattro in Toscana. Tuttavia, negli ultimi vent’anni, molto è fermentato. Le migliori birrerie artigianali e i pub di Firenze, dove bere produzioni di qualità, mostrano un corso nuovo completamente diverso. Se pure gli ingredienti fondamentali di una buona birra siano rimasti sempre gli stessi, malto (d’orzo e/o altri cereali), acqua, lievito e luppolo.

Filosofia della birreria artigianale nei pub di Firenze

La consapevolezza del valore culturale e sociale dell’alimentazione è cresciuta in ogni ambito ma poche bevande hanno cambiato narrazione quanto la birra. Soprattutto grazie all’impegno dei maestri birrai e delle loro produzioni artigianali, fatte di territorio, materie prime scelte, filiera corta, abbinamenti gastronomici, consapevolezza e sperimentazione. Nel frattempo i birrifici di qualità si sono moltiplicati, assieme al loro pubblico.

In maniera speculare nei pub di Firenze e non solo, la filosofia della birra artigianale ha ispirato gestori competenti, capaci di raccontare i prodotti e stabilire una frequente rotazione delle birre alla spina. In modo da permettere ad avventori esigenti e consapevoli di scoprire sempre nuovi birrifici e stili di birrificazione. In tutto ciò, le migliori birrerie artigianali di Firenze non fanno eccezione, anzi eccellono.

Che cosa è la birra artigianale

Osservata la crescita prodigiosa del settore. Nel luglio del 2016, la legge italiana è intervenuta a normare che cosa possa definirsi birra artigianale e cosa no. La definizione riguarda soggetto produttore, produzione e lavorazione. Il birrificio artigianale deve essere legalmente ed economicamente indipendente da altri soggetti e la produzione annua non deve superare i 200.000 ettolitri. Quindi, microfiltrazione e pastorizzazione vengono proibite.

Quest’ultimo punto segna le caratteristiche della birra. Le due operazioni infatti rendono la birra più limpida, rimuovono le particelle in sospensione, distruggono i microrganismi del lievito, standardizzano il sapore, in cambio di una maggiore stabilità organolettica nel tempo e di una data di scadenza più lontana. La birra artigianale invece sceglie la ricerca del gusto: non filtrata, non pastorizzata, autentica. Tuttavia, oltre la normativa, molte birre artigianali sperimentano materie prime insolite (frutta, castagne, uva, passaggi in botte), prestano attenzione per la filiera corta e i prodotti del territorio, scelgono un’identità grafica marcata ed elaborata di bottiglie e lattine.

Birrerie artigianali di Firenze: il Braumeister

Il Braumeister nacque come birreria e ristorante in stile bavarese, naturalmente versato sulle birre di tipologia weiss, chiare, schiumose, con una caratterizzazione cerealicola improntata al grano. Lo stile e l’ampiezza del locale ha valso al pub larga fama tra gli appassionati di birra, già negli anni passati. Più di recente il Braumeister ha deciso di evolversi in direzione della birra artigianale, ospitando un’offerta di birre estremamente variegata. Davvero, tra le birrerie artigianali di Firenze, questa birreria spicca per l’ampiezza della lavagna delle birre, ovvero del listino. Il Braumeister si trova in via Madonna della Tosse 12r, molto vicino a piazza della Libertà.

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Braumeister a Firenze

Art.17 Birreria, una spina nel centro di Firenze

Chi desidera passeggiare in centro con una buona birra artigianale può fermarsi all’Articolo 17. Un pub allegro e giovanile. Fuori, i tavolini e una strada frequentata. Dentro, la musica dal vivo anima diverse serate. Comunque, questo pub si distingue soprattutto per l’ottima selezione di birre in lattina e in bottiglia, oltre che alla spina, in rapida rotazione. L’Art.17 si trova in Borgo la Croce 64r, pochi minuti a piedi da piazza Sant’Ambrogio.

Archea Brewery, dove bere una buona birra artigianale in Oltrarno

Il quartiere di Santo Spirito e l’Oltrarno in genere rappresentano probabilmente l’area cittadina meno omologata, più artistica, autentica, fiorentina. Così, all’Archea la luce è soffusa, l’ambiente è informale, mentre la selezione delle birre, il servizio e l’accoglienza sono curatissimi. In base a questi tre parametri, la Guida Birre d’Italia 2023 di Slow Food ha premiato Archea, inserendola tra i 57 locali eccellenti per la birra. Soltanto un altro premiato è toscano. Archea offre le proprie birrificazioni realizzate in collaborazione con alcuni birrifici artigianali scelti, quindi una selezione particolarmente attenta alle realtà artigianali italiane e della Toscana. Archea, vero pub di Firenze, si trova in via dei Serragli 54r, non lontano da piazza Santo Spirito.

Grand Cru la birreria artigianale di Firenze Sud

Il Grand Cru nasce come negozio di birre in bottiglia e lattina, da tutto il mondo. Nondimeno, lo scorso anno il Grand Cru si è trasformato in un pub: bottiglie in frigo, birre artigianali alla spina e personale qualificato per raccontare le produzioni e aiutare ognuno a scegliere la pinta adatta a lui. Spesso, vi abbiamo scoperto delle fantastiche IPA (Indian Pale Ale), uno stile birraio tipico dell’Inghilterra, segnato dalla luppolatura amara. Negli ultimi anni, proprio le IPA dominano la moda birraia, per il gradimento degli appassionati e l’attenzione dei produttori. Il Grand Cru si trova in via di Ripoli 4r, la birreria artigianale di Firenze Sud.

Mostodolce: la birreria artigianale di Firenze a produzione propria

Il birrificio artigianale Mostodolce e il primo omonimo pub pratese risalgono al 2003, ovvero agli albori del movimento. La sede fiorentina nacque in seguito, ma sempre per spillare birre di produzione propria. Non di meno il menù è ampio e scorre dalla birra chiara in stile pils, fino all’oscurità tostata delle stout. La Martellina rappresenta probabilmente la creazione più famosa, una birra ad alta fermentazione, ambrata, al miele di castagno. Un pub ideale per chi desideri cenare in compagnia di una buona birra, pizze cotte a legna, hamburger, taglieri e fritti. Il Mostodolce fiorentino si trova in via Nazionale 114r, nei pressi di piazza Indipendenza.
AGGIORNAMENTO  – Il locale ha chiuso il 20 febbraio 2023. I gestori hanno comunicato che stanno lavorando “per ritrovarci presto”, si legge sui social. Resta attiva la tap room di Vaiano (Prato)

Il Birraio dell’Anno a Firenze, birra artigianale ed eventi

A Firenze, bere bene e consapevolmente non è più esclusiva delle enoteche. Le birrerie artigianali spillano spumeggianti (o senza schiuma, a seconda della tradizione d’origine) mentre gli eventi speciali si susseguono. È il caso del Birraio dell’Anno che si è tenuto al Tuscany Hall (Lungarno Aldo Moro 3), da venerdì 13 a domenica 15 gennaio 2023. Vetrina e importante premio nazionale, per i produttori di birra artigianale. Festa, per il pubblico, in giro tra conferenze e stand, sempre con il bicchiere in mano. Siamo entrato in questi salone e abbiamo cercato le birre più strane del Birraio dell’Anno: qui il risultato.