martedì, 7 Aprile 2026
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Cosa ha detto oggi Conte: il discorso in diretta dalla Camera

Mes, decreto aprile, mascherine, distanziamento e fase 2. Il presidente del consiglio Giuseppe Conte interviene oggi al Senato e alla Camera per fare il punto sull’emergenza coronavirus: cosa ha detto e dove vedere il discorso in diretta.

Il decreto aprile

Il cosiddetto “decreto aprile” sul quale il governo è al lavoro conterrà misure di sostegno all’economia per non meno di 50 miliardi. Che, sommati ai 25 del decreto cura Italia, porteranno il pacchetto dei provvedimenti straordinari adottati per l’emergenza coronavirus a 75 miliardi.

Mes, sì o no?

Conte non poteva non affrontare la questione del Mes che nelle ultime settimane ha diviso come nient’altro la politica. Conte ha chiarito l’atteggiamento del governo italiano nei confronti della linea di credito del Meccanismo europeo di stabilità che l’Ue intende attivare per sostenere l’emergenza sanitaria nei paesi membri.

L’Italia, a giudicare dalle parole di Conte, non esprimerà un veto. “Ci sono Paesi in Ue che hanno dimostrato interesse”, ha detto Conte. “Rifiutare questa nuova linea di credito significherebbe fare un torto a questi Paesi che ci affiancano nella battaglia” sui tavoli europei, ha aggiunti il premier, riferendosi in primis alla Spagna.

Il discorso di Conte al Senato: cosa ha detto il premier

Ma sullo strumento, Conte invita alla massima prudenza e ad attendere i regolamenti attuativi per capire se l’accesso a questa linea di credito sarà effettivamente senza condizionalità.

L’Italia appoggerà “la proposta francese, avendo chiesto di integrarla in modo da rispondere più puntualmente ai requisiti che riteniamo imprescindibili”. Oltre a questa, ha aggiunto Conte, “è stata presentata una proposta spagnola che pure, ma con qualche suggerimento di variazione, potremmo appoggiare per la sua conformità alle nostre finalità”.

Giuseppe Conte oggi alle Camere: il discorso e la diretta streaming

Più che il Mes, sostiene il premier, l’Italia ha bisogno di altri strumenti. Ad esempio, l’idea di un Recovery Fund da gestire a livello europeo e che “deve essere ben più consistente degli strumenti attuali, mirato a far fronte a tutte le conseguenze economiche sociali, immediatamente disponibile e se dovrà ricadere nel quadro finanziario pluriennale dovrà essere messo a disposizione subito attraverso garanzie che ne anticipino l’applicazione”.

La decisione finale sull’adozione del Mes spetterà al Parlamento. “Ritengo che questa discussione debba avvenire in modo pubblico, trasparente, in Parlamento, al quale spetterà l’ultima parola”.

La fase 2

Il motore del Paese deve riavviarsi, ma sulla base di un programma ben strutturato”. Bisogna ripartire, dunque, ma seguendo una strategia. “Si prospetta – ha detto Conte –una fase molto complessa: dobbiamo procedere a un allentamento del regime attuale delle restrizioni e fare il possibile per preservare l’integrità del nostro tessuto produttivo”.

Con la massima cautela: “un’avventatezza in questa fase – ha precisato il premier – può compromettere tutti i sacrifici che i cittadini con responsabilità e disciplina hanno affrontato fin qui“.

Per la fase 2, “stiamo elaborando un programma di progressive riaperture che sia omogeneo su base nazionale – ha aggiunto Conte – e che ci consenta di riaprire buona parte delle attività produttive e anche commerciali tenendo sotto controllo la curva del contagio”.

Mascherine fino a quando non ci sarà il vaccino

Le mascherine diventeranno un dispositivo di uso quotidiano nei prossimi mesi. Conte ha infatti detto che la strategia del governo prevede di “mantenere e far rispettare il distanziamento sociale” e “promuovere l’utilizzo diffuso di dispositivi di protezione individuale fino a quando non saranno disponibili terapia e vaccino“.

L’app Immuni: strategica ma non obbligatoria

Immuni, l’app di mappatura e tracciamento dei contagi, sarà uno degli strumenti chiave per il contenimento del coronavirus nella fase 2. Il suo uso sarà raccomandato, ma senza penalizzazioni per chi non volesse installarla sui propri dispositivi. Il governo sta lavorando per il “rafforzamento della strategia di mappatura dei contatti esistenti e di teleassistenza con l’utilizzo delle nuove tecnologie”, ha detto il premier. L’applicazione Immuni “sarà offerta su base volontaria e non obbligatoria. Faremo in modo che chi non vorrà scaricarla non subirà limitazioni o pregiudizi”.

Dove vedere il discorso di Conte in diretta dalla Camera

L’informativa del presidente del Consiglio Giuseppe Conte alla Camera dei deputati verrà trasmessa in diretta sul canale YouTube della Camera. Il discorso sarà trasmesso in streaming, gratuitamente, a questo indirizzo.

Il testo completo dell’informativa letta al Senato è invece disponibile sul sito del Governo.

“Le mascherine proteggono tutti noi, ma attenzione a quali usare”

Stop all’utilizzo indiscriminato delle mascherine con filtro e valvola, per combattere il coronavirus è necessario stare attenti a quali mascherine usare nella vita di tutti i giorni: via libera alle “altruiste”, come chirurgiche o in tessuto non tessuto, bocciate invece le “egoiste”, ffp2 e ffp3 da lasciare a chi servono veramente, come gli operatori sanitari. L’invito arriva dai giovani medici della Scuola di specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva dell’Università di Firenze, che hanno scritto una lettera aperta sul tema.

“Chi proteggono le mascherine? La vera domanda da porsi è se vogliamo portare avanti una strategia collettiva di prevenzione indossando, durante la vita quotidiana, tutti lo stesso tipo di mascherina: solo così possiamo vincere la battaglia contro il coronavirus”, spiegano Massimiliano Biamonte e Duccio Giorgetti, due dei quattro specializzandi che hanno lanciato l’appello insieme al direttore della scuola Guglielmo Bonaccorsi. Prima di usare una mascherina bisogna infatti fare chiarezza sull’utilità e le caratteristiche delle diverse tipologie.

Le mascherine chirurgiche e quelle in tessuto non tessuto (TNT)

Le mascherine chirurgiche, per essere vendute come tali, devono essere certificate CE perché sottoposte a specifici test di resistenza. Nell’attuale emergenza scarseggiano e quindi sul mercato se ne trovano altre simili in tessuto non tessuto, molte delle quali sono in attesa dell’iter di certificazione: è il caso delle mascherine prodotte in Toscana, distribuite gratuitamente dalla Regione, che però hanno già passato gli esami preliminari del Dipartimento di Chimica dell’Università di Firenze (qui vi spieghiamo come vengono fatti i test).

Queste tipologie di mascherine sono state soprannominate “altruiste” perché filtrano poco l’aria in entrata, fermando solo le particelle più grosse, mentre in uscita bloccano l’emissione delle goccioline di saliva anche molto piccole (in gergo droplet) che trasportano il coronavirus da un infetto verso gli altri.

Quali usare: perché le mascherine chirurgiche o in TNT sono “migliori” di quelle con filtro?

In sintesi, le mascherine chirurgiche e quelle simili proteggono poco noi stessi, ma molto gli altri. Quindi se tutti le indossano e rispettano la distanza di sicurezza si crea una “barriera collettiva” e la diffusione del virus crolla. “Serve un cambio culturale. Proteggere gli altri vuol dire di riflesso proteggere se stessi: indossare una mascherina di questo tipo è un atto responsabile – dicono i due giovani specializzandi – se non seguiamo le regole mettiamo a rischio l’intera comunità e quindi anche noi stessi visto che ne facciamo parte”. In parole povere se non funziona questa strategia di contenimento, possiamo indossare le mascherine più protettive che esistono sul mercato, ma ci rimettiamo lo stesso, perché è l’intera società a cui apparteniamo – dagli ospedali all’economia – ad essere stata danneggiata dalla nostra scelta “egoista”.

Ci sono poi delle accortezze da seguire: le mascherine sono state ideate come monouso e quindi vanno usate solo una volta, per un tempo limitato, 4 o 5 ore al massimo. Ancora non esistono prove scientifiche che il lavaggio e la sanificazione delle mascherine non danneggi il potere filtrante del tessuto.

Coronavirus, come e quando usare le mascherine (senza rischio)

Mascherine con filtro ffp2 e le ffp3: come usarle per protegge gli altri

Al contrario, le mascherine ffp2 e le ffp3 hanno una valvola che svolge un’azione di barriera in entrata, fermando anche le particelle più piccole, possibili veicolo del coronavirus, ma non hanno nessun potere filtrante in uscita: c’è chi le chiama “egoiste” proprio perché proteggono chi le indossa ma non gli altri. Sono introvabili in questo periodo e soprattutto sono essenziali per chi lavora negli ospedali a stretto contatto con i malati.

Da qui l’appello a non utilizzarle nella vita di tutti i giorni. Se proprio non si vuole rinunciare al filtro allora l’invito dei medici specializzandi è di usare una doppia mascherina per non rischiare di diffondere l’infezione da coronavirus: “è necessario proteggere gli altri – chiariscono Biamonte e Giorgetti – mettendo sopra la ffp2 o ffp3 una mascherina chirurgica oppure di tessuto non tessuto, in modo tale che i flussi respiratori emessi attraverso la valvola vengano schermati, bloccando le eventuali goccioline di saliva infette”.

La lettera aperta è stata firmata dai medici in formazione specialistica Giuseppe Albora, Massimiliano Biamonte, Duccio Giorgetti e Andrea Moscadelli, oltre che dal professor Guglielmo Bonaccorsi, direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva dell’Università degli studi di Firenze.

Coronavirus, annullato il Festival del Maggio Musicale Fiorentino

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È stato annullato l’83° Festival del Maggio Musicale Fiorentino: l’emergenza coronavirus non rende infatti possibile lo svolgimento del festival secondo il calendario annunciato, il cui inizio era previsto per giovedì 23 aprile. A saltare, per il momento, sono gli spettacoli programmati per i mesi di aprile e maggio, parte dei quali verranno riprogrammati nei prossimi mesi. Ancora in sospeso le sorti degli spettacoli previsti a giugno e luglio, ma il sovrintendente Alexander Pereira si dice “molto preoccupato”. Si va insomma verso l’annullamento completo della rassegna.

Pereira: “Sono dispiaciuto e preoccupato”

“Sono molto dispiaciuto di questa situazione – dichiara il sovrintendente Alexander Pereira in una nota – ma non ci sono oggi purtroppo le condizioni per aprire il teatro e andare in scena”.

La proroga delle misure di sicurezza per il contenimento del coronavirus non ha consentito e non consentirà la riapertura del teatro in tempo utile per il regolare svolgimento degli spettacoli, delle prove e degli allestimenti.

Il Maggio si allinea inoltre con quanto stabilito dall’Assemblea di Anfols (l’Associazione Nazionale Fondazioni Lirico-Sinfoniche) che ha concordato la chiusura dei teatri fino alla fine del mese di maggio.

Gli spettacoli riprogrammati

Saltano quindi tutte le recite di Lo sposo di tre, e marito di nessuna, opera inaugurale del Festival del Maggio 2020 la cui prima era attesa fra due giorni. Scelta, precisa Pereira, “per eseguire un’opera rara di Luigi Cherubini come omaggio a lui e alla città di Firenze”. Non andrà in scena come previsto l’Otello di Giuseppe Verdi diretto da Zubin Mehta con la regia di Valerio Binasco, così come Jeanne Dark, l’opera contemporanea in prima mondiale prevista al Teatro Goldoni.

Le tre opere saranno però riprogrammate. “Posso già dire –aggiunge Pereira – che Otello, grazie alla disponibilità del maestro Mehta, andrà in scena per la fine del 2020″.

Il coronavirus cancella il Maggio Musicale Fiorentino

Sono invece annullate le due recite del Fidelio di Ludwig van Beethoven in forma di concerto dirette da Zubin Mehta. Non ci sarà neanche il ciclo in cinque concerti dedicato alle sinfonie di Beethoven nel 250° anniversario della nascita, anche questo diretto dal maestro Mehta. “Anche per il maestro Mehta è un grande dispiacere il dover cancellare i suoi numerosi e importanti impegni nel Festival”, ha detto Pereira.

Anche  il concerto sinfonico di Myung-Whun Chung previsto il 29 aprile sarà riprogrammato in futuro. Annullati poi i concerti del pianista Krystian Zimerman con l’Orchestra Giovanile Italiana, in coproduzione con Amici della Musica Firenze. “Con gli Amici della Musica e l’Orchestra Giovanile Italiana abbiamo lavorato alla nostra coproduzione – aggiunge Pereira – e possiamo annunciare assieme che i concerti annullati saranno sostituiti nei prossimi mesi da Rudolf Buchbinder il quale manterrà il medesimo programma che prevede l’esecuzione integrale dei concerti per pianoforte e orchestra di Ludwig van Beethoven”. Saranno riprogrammati anche i due appuntamenti di Tempo Reale – Maggio Elettrico.

Verso l’annullamento di tutto il festival

Il sovrintendente non nasconde poi la sua preoccupazione per le sorti degli altri spettacoli, quelli in programma a giugno e a luglio. Tra questi,  7 Deaths of Maria Callas, l’opera di debutto di Marina Abramovic, la Turandot diretta da Juraj Valčuha con la regia di Zhang Yimou, La Traviata dal cast stellare con Sonya Yoncheva e Placido Domingo.

Rischiano tutti di non poter andare in scena e si va di fatto verso un festival del Maggio Musicale Fiorentino 2020 completamente annullato.

“Sono in contatto quotidiano con Dario Nardella e con il Ministero per seguire l’evoluzione della situazione – continua Pereira – e sinceramente, devo dire che sono molto preoccupato per la programmazione di giugno e luglio del nostro Festival e temo che sia difficile pensare che sarà possibile andare in scena in estate con gli altri nostri titoli”.

“Voglio assicurarvi che il Teatro del Maggio sta lavorando per valutare e proporre ogni cosa possibile per garantire una ripresa delle attività, nella massima sicurezza del pubblico, dei lavoratori, degli artisti e di tutte le persone coinvolte e per definire la nuova programmazione degli spettacoli. Farò di tutto – conclude il sovrintendente – assieme al sindaco, al maestro Mehta e ai collaboratori del Teatro per poter di nuovo aprire il Maggio quanto prima e abbracciarvi tutti con la nostra musica”.

Coronavirus, in Toscana più tamponi in auto. Chi può fare il test

Un test in “modalità drive in”, anzi  drive through per dirla in gergo tecnico. In Toscana aumentano le Asl che effettuano tamponi per il coronavirus in auto, prelevando il campione dal paziente seduto nella propria vettura: adesso la novità arriva anche a Firenze, Prato e Pistoia. Lo annuncia l’Asl Toscana Centro in una nota. Ecco come funziona e chi può fare questi esami.

Toscana, tamponi in auto: come funziona  a Firenze, Prato e Pistoia

Nel dettaglio, 10 operatori accreditati dalla Asl allestiscono punti di accesso, ossia unità mobili o gazebo dove sono presenti un operatore e un infermiere, dal lunedì al venerdì, dalle 9.00 alle 19.00. Il personale è dotato dei dispositivi di protezione individuale come mascherina, occhiali protettivi e tuta.

Come già sperimentato nei territori delle altre due Asl toscane, anche a Firenze, Prato e Pistoia i pazienti raggiungono il “punto drive through” a bordo della propria auto, seguono i cartelli e solo quando l’operatore sanitario dà l’ok, gli utenti possono abbassare il finestrino e senza scendere dalla vettura vengono sottoposti ai tamponi per il coronavirus.

Questa modalità riduce al minimo i contatti e permette di effettuare molti test senza recarsi a domicilio, in tutta sicurezza. Si prevede che grazie ai tamponi in auto potranno essere effettuati fino a 1700 esami al giorno, solo nel territorio dell’Asl Toscana Centro (Firenze, Empoli, Prato e Pistoia).

Test sierologico, prosegue lo screening: chi deve farlo e dove si può fare in Toscana

Chi può fare il tampone “drive through”

Attenzione però, non è possibile presentarsi autonomamente. È l’Asl Toscana Centro a individuare i pazienti che possono essere sottoposti ai controlli, ad esempio persone clinicamente guarite dal coronavirus che possono uscire di casa e recarsi in auto ai punti drive through per sottoposti ai tamponi di secondo e terzo controllo che verificano la negatività al virus.

È la stessa struttura che effettua i tamponi in auto a contattare le persone interessate, in base agli elenchi della Asl, e a fissare la data e l’orario del test. Una volta effettuato l’esame, i campioni vengono poi ritirati dall’azienda sanitaria e inviati ai laboratori di analisi. Questa attività si va ad aggiungere allo screening domiciliare portato avanti dalle USCA, le unità mobili di medici e infermieri che garantiscono assistenza e cura a chi è in isolamento a casa per il Covid-19.

Elezioni regionali 2020 in Toscana: rinvio in autunno. E la data?

Confermato il rinvio delle elezioni regionali 2020 all’autunno, in Toscana come nelle altre 7 regioni e nei comuni chiamati al voto per le amministrative, anche se una data precisa ancora non c’è, potrà essere a settembre come a ottobre, novembre o dicembre. Da quando è scattata l’emergenza coronavirus era stata più volte avanzata l’ipotesi di far slittare in avanti l’appuntamento elettorale previsto inizialmente a fine maggio, adesso è arrivato il decreto legge del Consiglio dei ministri.

L’attuale Consiglio regionale e la giunta rimangono quindi in carica: il loro mandato è prorogato per tre mesi oltre la scadenza naturale di fine luglio. Il rinvio delle elezioni riguarda, oltre alla Toscana, anche Valle d’Aosta, Veneto, Liguria, Marche, Campania e Puglia.

Coronavirus, la data delle elezioni regionali 2020 in Toscana: quando si vota?

Il decreto del governo, come detto, non fissa una data precisa per le regionali 2020, ma indica una finestra temporale in cui i cittadini saranno chiamati alle urne: si voterà in una domenica compresa tra il 15 settembre e il 15 dicembre 2020, con l’eventuale turno di ballottaggio da svolgersi due settimane più tardi. Anche in Toscana quindi i candidati per le elezioni regionali si confronteranno in piena crisi coronavirus e al centro del dibattito ci saranno proprio i temi sul rilancio economico e sul contrasto ai danni provocati dall’emergenza sanitaria. Qui il testo del decreto, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.

Elezioni regionali 2020 in Toscana, la guida completa

Regionali 2020,comunali e referendum: l’ipotesi election day

Tra le ipotesi sul tavolo c’è anche la possibilità di condensare in un unica giornata tutte le tornate previste, dalle regionali alle elezioni comunali (in Toscana tra i 9 sindaci da rinnovare ci sono anche quelli di Arezzo e Viareggio) fino al referendum 2020 sul taglio dei parlamentari che avrebbe dovuto tenersi il 29 marzo e che dovrà essere svolto entro il 22 novembre.

Ma c’è chi chiede elezioni in estate

Fuori dalla Toscana, non tutti però sono concordi con la decisione del Consiglio dei ministri in merito al rinvio delle elezioni regionali 2020: i governatori di Liguria (Giovanni Toti), Veneto (Luca Zaia), Campania (Vincenzo De Luca) e Puglia (Michele Emiliano) hanno scritto al governo per chiedere che si possa votare in una data durante l’estate.

Mascherine gratis in Toscana: distribuzione in supermercati e farmacie

Finita la prima tranche di distribuzione porta a porta, da lunedì 20 aprile in Toscana le mascherine vengono consegnate (gratis) in oltre mille farmacie e nei punti di ritiro allestiti davanti o dentro 230 supermercati. La Regione ha stipulato due accordi stabilendo come funziona il nuovo progetto, per garantire a tutti i cittadini l’approvvigionamento di dispositivi di tutela della salute durante l’emergenza coronavirus. La novità ha debuttato proprio quando in tutta la Toscana è diventato obbligatorio indossare la mascherina.

Si parte con 500 mila dispositivi sanitari da consegnare ogni giorno, tra mascherine chirurgiche standard e  di tessuto non tessuto fabbricate dalle aziende toscane, ma a pieno regime la disponibilità quotidiana salirà a un milione e mezzo di pezzi. Vediamo allora come ritirare le mascherine e quante poterne prendere ogni volta.

Quante mascherine gratis si possono ritirare in Toscana

In farmacia come nei punti di consegna allestiti nei pressi dei supermercati, ogni cittadino può ritirare una confezione da 5 mascherine monouso, per un totale di 30 mascherine gratis al mese (si può richiedere un kit alla volta per un massimo di 6 volte nell’arco di 30 giorni).

Questa fornitura di dispositivi per la tutela della salute spetta a tutti i residenti in Toscana (e quindi con iscrizione sanitaria nella Regione), con età superiore ai 6 anni: i bambini piccoli infatti non hanno l’obbligo di indossare la mascherina.

Mascherine, distribuzione gratis in farmacie e supermercati della Toscana: come funzione e cosa serve

Quando ci si presenta in farmacie o nei punti di distribuzione davanti ai supermarket è necessario portare con sé la tessera sanitaria o il codice fiscale. Basta una persona per famiglia: la Regione Toscana precisa che un solo componente del nucleo familiare può farsi consegnare le mascherine gratuite per tutti gli altri familiari che vivono insieme nella stessa abitazione, come figli, coniuge, convivente e genitori.

Altro dubbio da chiarire. La distribuzione delle mascherine gratis avviene anche nelle farmacie e nei supermercati fuori dal proprio Comune di residenza, purché in Toscana? La risposta è sì: è possibile prendere il kit per 6 volte anche in un Comune diverso, perché sulla tessera sanitaria viene via via registrata la quantità di dispositivi prelevati fino a quel momento.

La distribuzione nelle farmacie toscane (e non nelle parafarmacie)

Grazie a un intesa siglata con Federfarma Toscana e Cispel Toscana, ogni cittadino potrà ritirare in farmacia il kit di mascherine per la prevenzione della diffusione del coronavirus. In tutto sono 1150 le farmacie convenzionate, pubbliche e private.

Come detto, sarà necessario presentare al farmacista la tessera sanitaria o la card con il proprio codice fiscale. Grazie a questi dati il farmacista risalirà alla ricetta dematerializzata e potrà consegnare i dispositivi. Al momento nella distribuzione non sono coinvolte le parafarmacie, perché non utilizzano gli stessi software delle farmacie, ma sono in corso verifiche tecniche per estendere  il servizio anche a questo tipo di negozi.

Mascherine nei supermercati della Toscana: orario e modalità

Sono poi 230 i punti vendita della grande distribuzione coinvolti in questo nuovo progetto, in particolare hanno aderito le principali Coop della Toscana (Unicoop Tirreno e Unicoop Firenze), Conad, Esselunga, Lidl, Carrefour e Federdistribuzione. In questo caso i punti di consegna, allestiti fuori o dentro i supermercati, sono gestiti dai volontari e dagli operatori del Servizio sanitario regionale, con orario 9.00 – 16.00, nei giorni di apertura dei negozi. Qui l’elenco dei supermercati di Firenze e provincia dove viene effettuata la distribuzione.

Servirà sempre la tessera sanitaria o il codice fiscale. Gli stessi operatori forniranno ai cittadini anche tutte le informazioni per il corretto uso delle mascherine, ad esempio su come indossarle senza rischi, per la prevenzione del coronavirus.

Il laboratorio che testa le mascherine chirurgiche: cotone o TNT?

“Ci sono per tutti, rispettate le distanze di sicurezza anti-coronavirus”

Non c’è bisogno di assaltare i luoghi dove vengono distribuite le mascherine gratuite, precisa la Regione Toscana: la fornitura andrà avanti per tutto il periodo di emergenza per il coronavirus e ci sono per tutti, assicurano gli uffici regionali. Farmacie e punti di ritiro davanti ai supermercati saranno riforniti ogni giorno e per più settimane, grazie alle mascherine chirurgiche standard acquistate dalla Regione (500 mila pezzi al giorno) e a quelle in tessuto non tessuto prodotte in Toscana dal neonato “distretto delle protezioni” capace di garantirne quotidianamente 1 milione di pezzi.

“Invito a mettersi in fila in modo ordinato e a distanza di sicurezza per evitare inutili e pericolosi assembramenti – ha ricordato il presidente della Regione Enrico Rossi -. Abbiamo mascherine per tutti e ognuno le riceverà gratuitamente, come è giusto che sia per un presidio che consideriamo di prevenzione primaria. A distribuire i dispositivi sarà personale adeguatamente formato che darà ai cittadini anche tutte le informazioni sul loro corretto utilizzo”.

Coronavirus, in Toscana +3% dei guariti ma aumentano i morti

Il numero di nuovi casi è stabile (+135), aumentano del 3% le guarigioni, ma crescono i morti, 30 nelle ultime 24 ore: a tracciare il quadro dei contagi da coronavirus in Toscana è il bollettino di oggi, 20 aprile, con le ultime notizie aggiornate alle ore 12.00.

In particolare sono 8.507 i positivi al Covid-19 dall’inizio dell’emergenza sanitaria: la Toscana è l’undicesima regione in Italia per il numero di casi, circa 228 per 100.000 abitanti (la media italiana, riferita a ieri, è di 296 contagi per 100.000 abitanti).

Le ultime notizie sul coronavirus in Toscana (bollettino di oggi, 20 aprile)

Si riduce ancora la pressione sul sistema sanitario della Toscana, oggi si registra il dato più basso di ricoveri per coronavirus in terapia intensiva dallo scorso 19 marzo: 1.032 pazienti si trovano in ospedale, 12 in meno rispetto al bollettino precendete, di cui 182 in terapia intensiva (-10 rispetto al giorno precedente).  5.776 persone sono invece in isolamento a casa, perché presentano sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere.

Sono 33 in più i guariti, per un totale di 1.272 persone: 660 persone non presentano più i sintomi e 612 sono ormai negative al virus. 30 i nuovi decessi. Si tratta di 17 uomini e 13 donne con un’età media di 83,5 anni: 13 le persone morte nella provincia di Firenze, 1 a Prato, 3 a Pistoia, 6 a Massa Carrara, 3 a Lucca, 2 a Pisa, 1 ad Arezzo ed 1 a Siena. Il numero complessivo dei decessi dall’inizio dell’epidemia è di 667 persone.

Coronavirus, guarda la mappa del contagio in Toscana

La provincia con la letalità (% deceduti sui casi) più alta continua ad essere Pistoia con il 12,5%, seguita da Massa (11,4%). Le più basse percentuali ad Arezzo (4,2%) e Grosseto (3,7%). La media Toscana è del 7,8%

I casi e l’andamento dell’epidemia di coronavirus

Secondo le ultime notizie sul coronavirus in Toscana del 20 aprile, le province con il tasso più alto di casi segnalati rimangono Massa (487 contagi per 100.000 abitanti), Lucca (313) e Firenze (262). Meno interessate dai contagi Livorno e Arezzo.

Cresce, seppur con un ritmo inferiore rispetto ai giorni precedenti, il numero di tamponi, che raggiunge quota quota 105.857 (+1.882 in più rispetto a ieri). Infine ad oggi, 20 aprile, sono 18.189 le persone in isolamento domiciliare e sorveglianza attiva perché hanno avuto contatti con persone contagiate. Le ultime notizie del bollettino di oggi, 20 aprile, sono state elaborate dall’Agenzia regionale di sanità e dall’Unità di crisi coronavirus della Toscana.

Tramvia , bus Ataf e treno: mascherina obbligatoria a bordo

Mascherina obbligatoria anche sui mezzi pubblici: con l’obbligo di indossare sempre i dispositivi di protezione nei luoghi pubblici che scatta oggi in Toscana, sarà obbligatorio averla anche per salire in tramvia, sui bus Ataf, sul treno, su taxi, Ncc e tutti gli altri mezzi del trasporto pubblico, a Firenze e in Toscana.

Sempre obbligatoria in tramvia

La tramvia di Firenze non ha mai interrotto il servizio durante l’emergenza coronavirus. L’unica variazione è stata la rimodulazione delle corse, che dal 1° aprile sono programmate ogni 8 minuti per la linea T1 e ogni 9 minuti per la linea T2. Una frequenza minore, sia per le disposizioni delle autorità sanitarie che invitano a usare i mezzi pubblici solo in caso di necessità, sia perché ci sono meno passeggeri da trasportare.

Gest, la società che gestisce il servizio, effettua la sanificazione dei 48 tram della rete fiorentina ogni notte. Da oggi sul tram si sale solo con la mascherina. Il gestore raccomanda anche l’uso dei guanti usa e getta. Inoltre, a bordo si deve mantenere la distanza di sicurezza di 1,80 metri.

Mascherina anche sui bus Ataf, in treno e in taxi

Discorso simile sui bus fiorentini di Ataf: anche in questo caso la mascherina è obbligatoria per poter salire a bordo.

Oltre alla mascherina, Ataf ha introdotto altre misure di sicurezza sui propri mezzi. È vietato salire e scendere dalla porta anteriore e sedersi sui posti vicini al conducente. Inoltre, è sospesa la vendita dei biglietti a bordo e anche in questo caso si devono mantenere le distanze di sicurezza.

Su tutti gli altri mezzi di trasporto, a partire dal treno, vale quanto previsto dall’ordinanza della Regione Toscana: mascherina obbligatoria sempre e distanziamento sociale.

Obbligo di mascherina in Toscana: dalla tramvia al bus

Con due sole eccezioni per quanto riguarda la mascherina: i bambini di età inferiore ai sei anni e le persone che non tollerino l’utilizzo delle mascherine a causa di particolari condizioni psicofisiche, attestate da certificazione.

Mascherine gratis a Firenze: distribuzione nei supermercati, l’elenco

Parte la distribuzione delle mascherine gratis davanti ai supermercati della Toscana: a Firenze e provincia l’elenco dei punti vendita dove viene effettuata la consegna di questi dispositivi sanitari comprende una cinquantina di negozi. Presentandosi nei punti allestiti dai volontari e dagli operatori del servizio sanitario regionale, ogni cittadino può ritirare ogni volta una confezione da 5 mascherine, fino a un massimo di 30 mascherine gratuite al mese (6 kit).

Per il ritiro serve la tessera sanitaria o quella del codice fiscale. Questa seconda fornitura, offerta dal servizio sanitario regionale, arriva proprio quando a Firenze è entrata in vigore l’ordinanza che prevede l’obbligo di indossare le mascherine nei luoghi accessibili al pubblico, all’aperto e al chiuso, dove sono presenti più persone. Qui le regole in dettaglio della distribuzione delle mascherine gratis in Toscana.

Mascherine gratis a Firenze: l’elenco dei supermercati dove viene fatta la distribuzione

Ecco quindi la lista dei negozi della grande distribuzione, a Firenze e nella Città metropolitana, dove viene effettuata la consegna delle mascherine, rivolgendosi agli appositi punti di consegna (orario 9.00 – 16.00, nei giorni di apertura dei supermercati). Le mascherine sono disponibili anche in oltre mille farmacie convenzionate di tutta la Toscana.

Firenze – Quartiere 2  Campo di Marte, Coverciano

  • Esselunga Via del Gignoro ang. Via Calasso n. 19
  • Lidl Via D’annunzio, 19
  • Unicoop Firenze – Coop.fi Via Cimabue
  • Unicoop Firenze – Coop.fi Coverciano

Firenze – Quartiere 3 Galluzzo

  • Esselunga Via Senese 194/G
  • Unicoop Firenze – Coop.fi Gavinana

Firenze – Quartiere 4 Isolotto e Ponte a Greve

  • Esselunga Via Canova, 164
  • Lidl Via Cortona, 5
  • Unicoop Firenze – Coop.fi Ponte a Greve

Firenze – Quartiere 5 Novoli, Rifredi

  • Esselunga via di Novoli, 61 ang. Via Paganini 1/3/5
  • Lidl Via R. Giuliani, 575
  • Lidl Via Baracca, 177
  • Lidl Dei Via Benedetto Dei, 21
  • Unicoop Firenze – Coop.fi Novoli
  • Conad via Pistoiese Ang. Via Del Pesciolino
  • Conad Piazza Dalmazia 12/14

Scandicci

  • Unicoop Firenze – Coop.fi Scandicci
  • Carrefour Market Via Monti angolo Via Parini

Sesto Fiorentino

  • Unicoop Firenze – Coop.fi Sesto Fiorentino
  • Esselunga Via Gramsci 544/546

Campi Bisenzio

  • Unicoop Firenze – Coop.fi Campi
  • Lidl Via Barberinese

Calenzano

  • Lidl Via Vittorio Emanuele, 14
  • Unicoop Firenze – Coop.fi Calenzano
  • Conad Via Don Minzoni 13

Mugello

  • Borgo San Lorenzo – Conad Viale Giovanni XXIII 47
  • Borgo San Lorenzo – Coop.fi Borgo San Lorenzo
  • Barberino di Mugello – Coop.fi Barberino di Mugello
  • Dicomano – Coop.fi Dicomano
  • Vicchio – Coop.fi Vicchio
  • Rufina – Coop.fi Rufina

Mascherine gratis: gli altri supermercati in provincia di Firenze

  • Lastra a Signa  – Coop.fi Lastra a Signa
  • Signa – Coop.fi Signa
  • Bagno a Ripoli – Coop.fi Bagno a Ripoli
  • Impruneta – Coop.fi Impruneta
  • Caldine – Coop.fi Caldine
  • Empoli – Coop.fi Empoli Ovest
  • Cerreto Guidi – Conad Via Provinciale Pisana 172 174
  • Casetlfiorentino – Lidl Via Dei Praticelli, 18 Lidl
  • Figline Valdarno – Lidl  Via Fratelli Cervi, 34
  • Figline Valdarno – Coop.fi Figline
  • Rignano – Coop.fi Rignano
  • Fucecchio– Coop.fi Fucecchio
  • Pontassieve – Coop.fi Pontassieve
  • Castelfiorentino – Coop.fi Castelfiorentino
  • Certaldo– Coop.fi Certaldo
  • Montelupo Fiorentino – Coop.fi Montelupo
  • San Casciano Val di Pesa– Coop.fi San Casciano
  • Tavarnelle Val di Pesa – Coop.fi Tavarnelle

Informazioni e aggiornamenti sul sito della Regione Toscana.

Coronavirus, Toscana a contagio zero non prima del 30 maggio

Non prima del 30 maggio: è questa la data in cui si arriverà al “contagio zero”, zero nuovi casi di coronavirus in Toscana, secondo la previsione dell’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane. Previsioni fatte però sulla base dei soli casi effettivamente rilevati e ipotizzando che il lockdown continui a oltranza. La data effettiva andrà quindi probabilmente spostata in avanti.

L’Osservatorio è l’organismo nato su iniziativa dell’Istituto di Sanità Pubblica-Sezione di Igiene dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. È diretto da Walter Ricciardi, attuale consigliere del ministero della Sanità per l’emergenza coronavirus, e opera in collaborazione con gli Istituti di Igiene di altre università italiane e istituzioni pubbliche pubbliche e private.

Cosa dice l’ordinanza della Regione Toscana sull’obbligo delle mascherine

Coronavirus, quando finirà l’epidemia?

Secondo le proiezioni dell’Osservatorio, la fine dell’emergenza Covid-19 in Italia avrà avere tempi diversi da regione a regione, a seconda dei territori più o meno esposti all’epidemia.

È possibile ipotizzare che dove è iniziata prima e ha colpito più duramente si arriverà al contagio zero non prima della fine di giugno. È il caso, ad esempio, di Lombardia e Marche. Al contrario, dove il coronavirus è arrivato più tardi potrebbe azzerarsi prima, già dalla terza settimana di aprile.

La Toscana si colloca più o meno nel mezzo: il contagio zero è previsto per non prima del 30 maggio 2020. Un mese più tardi di quanto previsto da un altro studio redatto dall’Agenzia regionale di sanità.

Le proiezioni, precisa però l’Osservatorio in una nota, sono calcolate tenendo conto delle misure di sicurezza adottati dal governo, il cosiddetto lockdown. Se nelle prossime settimane queste misure venissero allentate, le proiezioni non sarebbero più verosimili.

C’è poi un’altra grossa incognita che pesa sullo studio. Si tratta di previsioni fatte sulla base dei casi di positività al coronavirus rilevati con tampone. Gli stessi raccolti e comunicati dalla Protezione civile nazionale. Ma il numero reale degli infetti è sicuramente maggiore, tra asintomatici e positivi che non hanno ancora fatto il test.

Toscana verso il contagio zero?

Difficile dire quando finirà l’epidemia da coronavirus se vengono meno queste due condizioni. È anzi quasi certo che la data del contagio zero sia da spostare in avanti, in Toscana come nelle altre regioni.